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giovedì 24 luglio 2014

KAVA MESSICANO E KAVA POLINESIANO GRADITI PERSINO DA PAPA WOJTYLA


LETTERA

KAVA BENEFICO O KAVA PERICOLOSO?

Valdo, qui in Messico si vende un estratto della radice di una pianta del pacifico del sud, chiamato Kava, o Piper Methysticum. Sembra avere molte proprietà benefiche. Però la medicina allopatica lo definisce pericoloso, in quanto possibile causa di grave danno epatico e di arresto cardiaco, tanto che in Canada, Germania e Svizzera è stato ritirato. Qui si vende puro sotto forma di bevanda, non in capsule o come integratore. Tu ne sai qualcosa? Grazie.
Alessandra



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RISPOSTA

BEVANDA ANTICHISSIMA ORIGINARI DELLA MELANESIA E DEL SUD PACIFICO

Ciao Alessandra. Un saluto a Te e agli amici che seguono il blog dal magnifico Mexico. Il Kava (o Yaqona o Sakau o Kawa Kawa) è una bevanda antichissima, a base di un'erba (Piper Methysticum), molto gradita alle famiglie reali del Pacifico del Sud. Si pensa sia originaria della Melanesia, anche se è da molto tempo radicata anche nelle isole della Polinesia. Anche se è stata bevuta per secoli dagli isolani, soltanto durante il viaggio del capitano Cook nel Pacifico. Nel 1768-1771 l'uomo bianco è venuto a conoscenza della pianta e del relativo consumo nelle cerimonie sacre.

FORMIDABILE ANTIDEPRIMENTE E RILASSANTE NATURALE DESCRITTO DAL GRANDE NAVIGATORE JAMES COOK

Secondo una descrizione dell'esploratore e cartografo britannico James Cook (1728-1779): "I nativi masticano e pestano la radice di questa erba mescolandola con l'acqua per ottenere una brunastra, spesso amara bevanda da consumare per le relative proprietà psicoattive". Una bevanda calmante dagli effetti medicinali provati, che combatte ansia e fatica in modo naturale. I principi attivi di questo antideprimente combattono i pensieri cupi e portano in una felice condizione di calma e tranquillità. Il Kava è straordinario per il trattamento di alcune emicranie e dei crampi muscolari. Rilassa il corpo mantenendo però la mente lucida. Allevia lo sforzo, cura la debolezza e le nevrosi. Questa bevanda tradizionale svolge ancora un ruolo chiave nelle società Fijane, Samoane e Tongane, nella quali viene bevuta durante le cerimonie per onorare gli ospiti, unire i partecipanti e rafforzare le identità sociali. 

IL KAVA APPARTIENE ALLA FAMIGLIA DEL PEPE NERO

La pianta fa parte della famiglia del pepe nero, il cui principio attivo si chiama kavalattina e si trova concentrato nelle radici. Le radici asciugate vengono pestate sino a ridurle in polvere. Tale polvere viene venduta in sacchetti nei supermercati locali o spedita in tutto il mondo da ditte specializzate.
Una delle Kava di migliore qualità si chiama "Waka", e contiene la più alta concentrazione di kavalattine, per il piacere del bevitore! 

FRAMMENTO CULTURALE CHE COLLEGA TUTTE LE GENTI DEL PACIFICO

Quando gli Europei stabilirono i primi contatti con le isole del Sud-Pacifico nella prima metà del diciottesimo secolo, scoprirono che il Kava svolgeva un ruolo centrale nella vita politica, sociale e religiosa degli isolani. Il Kava è così radicato in Oceania che può essere visto come un frammento di cultura che collega tutte le genti del Pacifico attraverso migliaia di miglia di oceano. Si pensa che abbia un ruolo sociologico paragonabile all'uso di peyote in molte tribù native dell'America, o al masticare della coca in Perù o ancora all'uso di oppio il Medio Oriente ed in Asia. Anche se l'assunzione della sostanza è diminuita a causa delle proibizioni dei missionari e all'introduzione degli alcolici, prima sconosciuti in Oceania, essa è ancora largamente consumata, particolarmente in Polinesia occidentale. 

BEVANDA SOCIALE E MEDICINA

Ultimamente l'interesse per il Kava è molto aumentato poiché, dopo l'indipendenza politica dall'Inghilterra, si cerca di far rivivere le tradizioni etniche, che erano state soffocate dai missionari e dalla colonizzazione. Il Kava mantiene dunque una posizione importante come bevanda sociale, come medicina per varie malattie e come rilassante in isole come le le Fiji, Tonga e Samoa.

DALLE HAWAI ALLE ISOLE SALOMONE, DALLE FIJI A TONGA E A WALLIS

Alle Hawaii, è bevuto durante le cerimonie divinatorie, durante l'assegnazione di un nome ai bambini di un anno, durante la consacrazione di un bambino maschio, o durante l'iniziazione delle giovani ragazze, accompagnata dai canti tradizionali e dalle danze hula. In Tikopia, Isole Salomone, può essere usato come libagione religiosa. La condivisione della ciotola di Kava rinsalda le amicizie lenendo timori, odi e asti a tutto vantaggio di un sano tessuto sociale.

PAPA GIOVANNI PAOLO II NON MANCÒ DI ASSUMERE LA MAGICA BEVANDA BEVANDA

Sull'isola di Wallis, in Polinesia Francese, le decisioni ufficiali sono prese durante una cerimonia con la quale ci si riconcilia con i nemici ristabilendo la pace. La ex first lady Johnson ha bevuto il Kava quando venne nel Sud Pacifico come pure Papa Giovanni Paolo II. Nelle Fiji e a Tonga, la bevanda permette che i partecipanti comunichino con il supernaturale. 

TOCCASANA E PANACEA DI TIPO GLOBALE

Il prodotto è stato usato in tutta l'Oceania per calmare i nervi, indurre il rilassamento ed il sonno e combattere l'affaticamento. Era bevuto per purificare gli apparati urinari, per dimagrire e per alleviare l'asma e i reumatismi. Si pensava che fosse un toccasana per emicranie, spasmi e per calmare la sifilide ed la gonorrea. Ancora oggi molti isolani credono che ristabilisca la resistenza fisica, sia afrodisiaca e lenisca i dolori di stomaco e molte altre indisposizioni. Oltre che bere la radice pestata, il kava è usato anche per purificare gli ambienti allo scopo di scacciare le malattie.

ANSIOLITICO E SEDATIVO PRIVO DI SIGNIFICATIVI EFFETTI COLLATERALI

Macerato e applicato come impiastro aduso esterno o masticandone semplicemente la radice, fa parte degli altri metodi medicinali, anche se berlo nella maniera tradizionale rimane il metodo più popolare. La sua attività ansiolitica e sedativa è particolarmente utile in soggetti con stato di ansia e tensione emotiva, con manifesta difficoltà ad addormentarsi, tremori, ipereccitabilità, tensioni, muscolari e tic nervosi.

SEDATIVI DI SINTESI E PSICOFARMACI NESSUNO AL MONDO LI VIETA

Questa pianta non sembra che possa modificare in senso depressivo la vigilanza, come invece fanno i sedativi di sintesi. Un altro suo effetto, svolto a livello di sistema nervoso centrale, è quello di rilassare la muscolatura. Può provocare disturbi cutanei o allergie, che però scompaiono rapidamente dopo la sospensione dell'assunzione. Può aumentare l'effetto degli psico-farmaci ed esaltare gli effetti dell'alcol sull'organismo. È sconsigliata l'assunzione durante la gravidanza. Il motivo ufficiale del suo ritiro dal commercio sta nella sua lieve e presunta tossicità epatica.

Valdo Vaccaro

MAMMA DEPRESSA, GLIA COLLOSA E CERVELLO INTESTINALE


LETTERA

MOGLIE E MAMMA DI DUE BAMBINI

Salve Dr Vaccaro, ci siamo sentiti via e-mail il 7 maggio (Alimentazione naturale e reattività al nichel. Conciliabili?) e, da quel giorno, mi sono impegnata a seguire lo schema tendenzial-crudista suggerito nel suo blog, mantenendo comunque come secondo piatto una pietanza cotta. Sono partita con entusiasmo e scrupolosità, nonostante le difficoltà a rispettare sempre lo schema, vista la mia vita di moglie e mamma di due bambini.

FATICA PESANTE E SCONFORTO DI FRONTE A MENU DIVERSIFICATI

Senza dilungarmi troppo, ad oggi mi sento sconfortata. La mia giornata ruota intorno al nutrire me e la mia famiglia, assorbendomi tanto tempo ed energia, sia perché la pulizia di frutta e verdure lo richiede, sia perché non tutti mangiamo nello stesso modo e spesso devo gestire più menù in contemporanea. Insomma, mi resta pochissimo tempo per qualsiasi altra cosa. Inoltre, spesso fatico a trovare i cibi indicati nel blog.

DIMAGRITA ULTERIORMENTE DA MAGGIO IN AVANTI

Non voglio sembrare troppo negativa, ma guardandomi allo specchio non mi vedo per niente bene. Sono ulteriormente dimagrita e sembro quasi anoressica. Mi rispecchio molto nella lettera di Giovanni del 17 luglio scorso "Aumento di peso e catture energie circolanti", con l'aggravante che, nel mio caso, persistono amenorrea e dispareunia a cui, da qualche giorno, si sono aggiunte anche stanchezza e sonnolenza frequenti. Anche le chiazze sulla pelle che io associo alla reattività al nichel, da alcuni giorni, sono ricomparse. Le allegherei una foto, col suo consenso. Posso?

EVITO LA MIA DOTTORESSA CHE NON CONDIVIDE LE MIE SCELTE ALIMENTARI

Non faccio analisi cliniche da un anno e benché da una parte vorrei capire qual è la mia situazione attuale, dall'altra temo di farlo perché non voglio scontrarmi con il parere della dottoressa, che sicuramente non comprenderebbe né condividerebbe le mie scelte alimentari.

ALLATTO TUTTORA IL SECONDO BAMBINO

Mi ero proposta di slattare il mio secondogenito (22 mesi) ma non ci sono riuscita del tutto, in quanto per addormentarsi vuole comunque attaccarsi al seno. E pensare che l'ematologo che esaminò le analisi delle mie due gravidanze mi aveva suggerito, per il secondogenito, di non allattare oltre i sei mesi, vista la mia tendenza anemica e un sospetto malassorbimento di B12.

QUALCOSA STO SBAGLIANDO IN TERMINI DI LIQUIDI E DI GRASSI

Sono preoccupata. So che l'alimentazione naturale è la strada giusta, lo vado predicando a tutti, ma da qualche parte sto sbagliando. Dove? Forse assumo troppe fibre e pochi liquidi e grassi? Come posso essere credibile se su di me i risultati sono questi?

MI STO CONSUMANDO E NON POTRÒ DURARE A LUNGO

Mio marito sta progettando una vacanza in tenda per agosto e già il pensiero di dover gestire la cucina lontano da casa mi spaventa. In più, a settembre ci aspettano due banchetti nuziali consecutivi.
Non ultimo, il cedimento dei fasci intestinali conseguente al secondo parto mi impensierisce. Non mi sono mai fatta controllare né da un chirurgo né da un gastroenterologo, ma inizio a pensare che forse sarebbe opportuno. So di aver detto troppo e forse in modo anche confuso, ma se avesse un po' di tempo per rispondermi, lo apprezzerei molto. Dentro di me sento di essere vicina al tramonto. Mi sto consumando giorno dopo giorno e sento che non potrò durare ancora a lungo. Grazie per il suo tempo.
Angelica

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RISPOSTA

DEPRESSIONE E IPOCONDRIA VANNO SUPERATE

Ciao Angelica. Scusami ma trovo le tue affermazioni esagerate e catastrofistiche. Più uno sfogo di tipo ipocondriaco e depressivo, che qualcosa di razionale e rilassato. Sicuramente stai passando un momento critico fatto di anemia e di precarietà energetica, ma anche di inquietudine e di stress, di timore verso l'oggi e verso il prossimo futuro, fatto di impegni sociali oggettivamente stancanti come due banchetti nuziali e una vacanza in tenda che ritieni scomoda e impraticabile allo stato attuale delle cose.

DUE MESI SONO POCA COSA PER VALUTARE

Ti ricordo intanto che la carenza di risultati riguarda un periodo breve e poco significativo. Da maggio ad oggi sono passati nolente di più che 2 mesi. Ci sono di mezzo le crisi eliminative
conseguenti al cambio migliorativo e detossificante nella dieta, con effetti sul piano della assimilabilità e dell'assorbimento degli alimenti. C'è di mezzo l'improba fatica di madre e di moglie e magari una mancanza di sostegno sufficiente in famiglia, per cui il peso dei due bambini sta troppo sulle tue spalle.

ASSIMILARE GLI ALIMENTI RICHIEDE ENERGIE E CLIMA RILASSATO

Per assimilare al meglio gli alimenti serve vivere in pieno relax, confortati dal sorriso e dalla serenità, dal pensare in positivo e nel non albergare idee disperanti dal poter fare qualche passeggiata defatigante, dal poterti esporre al sole ogni volte che ne senti la necessità. Stai invece, per scelta o per costrizione, abusando del tuo corpo e mancando di rispetto a quel minimo di equilibrio salutistico che ognuno di noi necessita. Più fiducia in te stessa, diamine. Hai due creature che hanno bisogno di una mamma vivace e in forma, e non di una mamma piangente e pessimista, convinta di essere sulla via del tramonto.

PREPARATI TECNICAMENTE E SPIRITUALMENTE A RIEQUILIBRARE IL TUO INTESTINO E A SANARE IL CEDIMENTO DEI TUOI FASCI ENTERICI

Il discorso del cedimento dei fasci intestinali va ovviamente affrontato essendo una priorità. Questo ti autorizza pure a non prendere impegni che ti rendono ansiosa e timorosa. Il discorso lo puoi impostare sia in ambito medico, valutando per bene pro e contro dei rimedi invasivi a disposizione del gastroenterologo, sia in ambito igienistico, facendo tutto il possibile per alimentarsi in modo leggero e per applicare il pacchetto-salute della Health Science, dando modo al tuo corpo di rimodellarsi e di rigenerarsi tramite i meccanismi interni della remissione spontanea e dell'autoguarigione. Entrambe le soluzioni richiedono calma, studio, riflessione. Allego qui di seguito una sintesi e una panoramica sui meccanismi del nostro sistema nervoso enterico e del nostro cervello intestinale, sperando di non annoiarti con argomenti apparentemente astrusi e con linguaggio da addetti ai lavori. Forse potrai divertirti ed arricchirti tra una poppata e l'altra, a patto che anche questo non ti impegni troppo e non ti faccia scendere di peso.

QUALCHE CONSIGLIO MIRATO

Più conosciamo i segreti e i dettagli del nostro corpo è più ci rendiamo conto della sua stupefacente complessità. Questo dovrebbe portarci a mutare il nostro atteggiamento nei suoi riguardi e soprattutto nei confronti di chi lo ha ideato, creato ed assemblato. Non c'è spazio pertanto per demordere e per disprezzare quanto Madre Natura ci ha assegnato. Non so ovviamente quanti e quali siano gli eventuali errori che stai commettendo sul piano alimentare e comportamentale. Cerca di dialogare di più coi tuoi sensori di fame e di sete, e soprattutto cerca di essere più serena e più ottimista, catturando ogni energia possibile ed immaginabile dalle tante fonti a disposizione. L'aria, il sole, le radiazioni positive, il buonumore, non devono essere digeriti con fatica e non provocano cadute dei fasci intestinali. Fatti aiutare di più da chi ti sta vicino. Evita di vivere boccheggiando e sul filo del galleggiamento. Motivazioni non ti mancano. Le tue creature innanzitutto. Ma anche la voglia di conoscere meglio te stessa, di insegnare le tante cose che sai e di essere credibile agli occhi della gente.

REGOLAZIONE AUTONOMA DELLE FUNZIONI DIGESTIVE

Il sistema nervoso enterico, in sigla SNE, presente nel nostro tratto gastrointestinale, è in grado di regolare in maniera autonoma le funzioni digestive. La prima osservazione che ha aperto la strada allo studio dell'SNE fu condotta alla fine dell’Ottocento da William M. Bayliss ed Ernest H. Starling, i quali dimostrarono che una contrazione a monte e un rilasciamento a valle della sede di stimolazione di un'ansa di intestino tenue, generava un riflesso di natura propulsiva chiamato peristalsi.

NEURONI ENTERICI E SECONDO CERVELLO

Con il progredire delle conoscenze la ricerca neurofisiologica sul cosiddetto secondo cervello è stata intensa e si può considerare definitivamente superata l’idea che la regolazione delle attività digestive sia svolta dal sistema autonomo parasimpatico e simpatico. La rete di neuroni enterici ha una struttura morfofunzionale autonoma e complessa. I neuroni enterici sono divisi in effettori, eccitatori e inibitori, sensori intrinseci, interneuroni. Tramite connessioni con il sistema nervoso centrale e periferico questi neuroni regolano le funzioni digestive, come l’attività motoria del canale alimentare, le secrezioni gastroenterobiliopancreatiche, l’assorbimento intestinale di nutrienti e il circolo splancnico.

CIRCOLO SPLANCNICO E VASCOLARIZZAZIONE DELLE ARTERIE ADDOMINALI

È il circolo che porta il sangue all'area addominale. Formato dal tronco celiaco, un'arteria che dà origine a 5 ramificazioni, ovvero 1) Arteria gastrica di sinistra che vascolarizza lo stomaco, 2) Arteria splenica che vascolarizza la milza, 3) Arteria epatica comune che vascolarizza il fegato, 4) Arteria mesenterica superiore che vascolarizza l' intestino tenue, 5) Arteria mesenterica inferiore che vascolarizza l'intestino crasso.

SISTEMA NERVOSO ENTERICO, CON NEURONI, PLESSI GANGLIARI PRIMARI E FASCI INTESTINALI

I neuroni enterici costituiscono i plessi gangliari, il plesso mienterico di Auerbach, il plesso sottomucoso di Meissner e i plessi agangliari. La componente gliale gangliare è molto simile alla glia del sistema nervoso centrale. Svolge funzioni di supporto alla componente neuronale e coadiuva la risposta infiammatoria intestinale, tramite il rilascio di interleuchine e l’espressione di antigeni di istocompatibilità di classe II. Il plesso mienterico di Auerbach, distribuito tra gli strati muscolari longitudinale e circolare, presiede all’innervazione motoria della tunica muscolare liscia e secretomotoria della mucosa, presentando numerose proiezioni verso i gangli sottomucosi e verso i plessi gangliari localizzati al di fuori del canale alimentare. Gangli della parete della colecisti, del parenchima pancreatico e simpatici prevertebrali. Il plesso sottomucoso del Meissner, localizzato tra lo strato muscolare circolare e la muscularis mucosae, è ben sviluppato nel piccolo intestino. Ne controlla la funzione secretoria tramite l’innervazione dell’epitelio ghiandolare, della muscularis mucosae, delle cellule endocrine e dei vasi sanguigni sottomucosi.

PLESSI AGANGLIARI FORMATI DA SOLE FIBRE

Nella colecisti, nei dotti cistico e biliare comune, nello sfintere di Oddi e nel pancreas sono stati descritti plessi gangliari secondari. I plessi agangliari, formati solo da fasci di fibre, sono localizzati a livello sottosieroso, con fibre di connessione tra nervi estrinseci e plessi intramurali, con muscolare profondo (piccoli fasci nervosi connessi precipuamente al plesso mienterico) e mucoso (fine rete di fibre nervose che innervano le cellule epiteliali ed endocrine dello strato mucoso).

INNERVAZIONE INTRINSECA E INNERVAZIONE ESTRINSECA

L’apparato nervoso è molto complesso perché deve organizzare tutti i movimenti dell’apparato digerente in maniera indipendente dal SNC. L'apparato nervoso enterico viene chiamato piccolo cervello perché tutte le sue funzioni le svolge in maniera autonoma. Abbiamo 1) Una innervazione di tipo intrinseco, sia con dei plessi gangliari che con plessi agangliari, dove i plessi agangliari governano l’insorgenza e la velocità di tutti i movimenti, e 2) Una innervazione estrinseca, simpatica e parasimpatica. Nell’apparato digerente il parasimpatico è eccitatorio e il simpatico è inibitorio, eccetto in alcuni casi in cui ambedue sono inibitori o eccitatori. Il simpatico è costituito dal nervo vago che va ad innervare tutto l’ apparato digerente. Il parasimpatico invece è costituito dai gangli presenti nelle porzioni in cui è presente il tubo gastroenterico.

NEUROTRASMISSIONE NEL SISTEMA NERVOSO ENTERICO

Sono state individuate nell'SNE quasi cinquanta sostanze attive da un punto di vista neurochimico. Nei neuroni enterici sono presenti molecole peptidiche e non peptidiche (ammine, amminoacidi, purine) che possono agire come neurotrasmettitori o come neuromodulatori. Le sostanze non peptidiche agiscono come neurotrasmettitori, mentre i peptidi agiscono direttamente sulla funzione dei neuroni o delle cellule epiteliali neurocrine bersaglio. Il profilo neurochimico associato a uno specifico neurone enterico rappresenta una sorta di carta d’identità delle popolazioni di cellule nervose dell’SNE. Per esempio, la sottopopolazione dei motoneuroni eccitatori contiene l’acetilcolina (ACh) e due tachichinine, la sostanza P (SP) e la neurochinina A (NKA). I motoneuroni inibitori utilizzano il monossido d’azoto (NO), il polipeptide intestinale vasoattivo (VIP), una ciclasi (PACAP, Pituitary-Adenilate Cyclase Activating Polypeptide), peptide strutturalmente simile al VIP e all’ATP.

MOTONEURONI ECCITATORI E MOTONEURONI INIBITORI

Nel riflesso della peristalsi la distensione meccanica del lume intestinale indotta dal bolo stimola i neuroni sensoriali intrinseci i quali sono in contatto sinaptico, attraverso gli interneuroni, sia con motoneuroni eccitatori (a polarità ascendente) sia con quelli inibitori (a polarità discendente). I motoneuroni eccitatori rilasciano ACh, SP e NKA, determinando la contrazione dello strato muscolare circolare a monte dello stimolo. I motoneuroni inibitori rilasciano NO, VIP, ATP e PACAP, inducendo il rilasciamento della muscolatura a valle dello stimolo. Il risultato funzionale di questo controllo neuronale della muscolatura enterica è la progressione dei contenuti luminali in direzione ororettale.

ACALASIA, CON RIDOTTA MOTILITÀ E RIDOTTA PERISTALSI

Patologie dell'SNE. Numerose sono le patologie relative al controllo nervoso associate alla disfunzione del sistema enterico. Nell’acalasia, un’alterazione della motilità esofagea con ridotta peristalsi e conseguente ipertono dello sfintere esofageo inferiore, sembra che vi sia una riduzione della componente neuronale inibitoria che libera VIP e NO con conseguente aumento del tono colinergico. Il deficit dell’enzima ossido nitrico sintetasi (n-NOS) genera l’ipertrofia muscolare liscia del piloro, come se vi fosse una denervazione funzionale dei neuroni mienterici.

AGANGLIOSI E ADINAMICITÀ DEL COLON

La malattia di Hirschsprung, patologia genetica caratterizzata da assenza dei neuroni enterici nel retto o nel colon discendente (agangliosi), è dovuta a disfunzione dei processi di migrazione e sviluppo dei neuroblasti dalle creste neurali all’intestino. Le conseguenze funzionali dell'agangliosi sono un aumento del tono muscolare con alterazioni a monte dell’ostruzione funzionale del colon. La condizione di adinamicità del colon sembra sia dovuta ad aumento della componente colinergica, con conseguente riduzione del controllo della noradrenalina sulla liberazione dell’acetilcolina e assenza dell’inibizione NO-mediata. Come prospettiva generale è stato scoperto recentemente (2009) che stimolando le pareti intestinali con la serotonina è possibile indurre la crescita di nuovi neuroni nell'SNE degli adulti. Questa capacità rigenerativa dei neuroni enterici potrebbe aprire le porte a terapie per diverse malattie intestinali.

GLIA, MAGGIORE COMPONENTE CELLULARE DEL SISTEMA NERVOSO

La glia, o neuroglia, è la maggiore componente cellulare del sistema nervoso, essendo da 10 a 50 volte più numerosa dei neuroni. Il nome venne introdotto a metà del 19° secolo per indicare la sostanza amorfa o il cemento nervoso che circondava e sosteneva i neuroni. Successivamente vennero riconosciute la natura cellulare della glia e l’esistenza di diversi tipi specializzati. Nel sistema nervoso dei vertebrati ne esistono due tipi, distinti per dimensioni e origine embrionale. La macroglia, di dimensioni maggiori e di origine neuro ectodermica, che include astrociti, oligodendrociti e cellule di Schwann, e la microglia, con cellule più piccole di origine mesodermica. Il mesoderma è il foglietto embrionale che si trova tra lo strato cellulare esterno (ectoderma) e quello interno (endoderma) di una gastrula.

DIVISIONI CELLULARI CON ZIGOTI, MORULE BLASTULE E GASTRULE

In embriologia, per zigote si intende la cellula uovo fecondata. Lo zigote, dividendosi, va a formare due blastomeri e poi quattro. Le divisioni cellulari portano alla formazione di una sfera piena, la Morula che successivamente forma una cavità al suo interno e prende il nome di Blastula. A questo punto si ha l’introflessione di un’area superficiale della blastula. La parte che entra all’interno si approfonda fino a toccare la superficie interna dell’area opposta al punto in cui si è formata l’introflessione e questa struttura è chiamata Gastrula. Durante le ultime fasi di formazione della Gastrula un gruppo di cellule mesodermiche nella parte dorsale dell’embrione forma la notocorda. Questo processo è chiamato stadio di neurula. Questa struttura induce nell’ectoderma sovrastante
la formazione di una introflessione e poi di una doccia che si darà origine al sistema nervoso.

CELLULE DELLA GLIA E LORO FUNZIONI FONDAMENTALI

Le cellule della glia, oltre a fornire sostegno ai neuroni, controllano l’ambiente interno del cervello, partecipano alla formazione di strutture specializzate come la barriera ematoencefalica e la guaina mielinica, assicurano l’isolamento delle cellule nervose e la loro protezione da agenti estranei o traumi. Il ruolo fondamentale della glia nello sviluppo e nel funzionamento del sistema nervoso è testimoniato dal loro coinvolgimento in molte importanti eventi e neuropatologie, come demielinizzazione, differenziamento neuronale, mielina, neurodegenerazione, neurotrasmettitori, sinapsi (strutture altamente specializzate che consentono la comunicazione delle cellule del tessuto nervoso tra loro o con altre cellule).

RUDOLF VIRCHOW E LA SOSTANZA AMORFA, MOLLE E COLLOSA CHIAMATA GLIA

Fu il medico-patologo tedesco Rudolph Virchow (1821-1902) a formulare l’ipotesi che le cellule nervose fossero circondate e sostenute da un Nervenkitte o cemento nervoso, per il quale venne coniato il termine di glia, dal greco clèa=colla. Secondo la descrizione di Virchow, questa sostanza si presentava amorfa, molle, finemente granulare e al suo interno era presente un gran numero di elementi cellulari con grandi nuclei. Questi elementi vennero caratterizzati in seguito da altri studiosi, tra i quali Otto Dieters e Camillo Golgi, come elementi cellulari stellati, con prolungamenti filiformi che entrano in contatto talvolta con elementi cellulari più propriamente nervosi, talvolta con altre cellule gliali o con i vasi sanguigni.

Valdo Vaccaro