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domenica 11 aprile 2010

EMORROIDI, MACROBIOTICA E B12

VALDO VACCARO HK LTD www.medicinanaturale.biz
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11 Aprile 2010

EMORROIDI, MACROBIOTICA E B12

Il nome e cognome di chi sta dietro gli imbrogli e le catastrofi

Salve, ho seguito la tua conferenza a Milano il 14 marzo.
Complimenti in particolare per il libro, e anche per il coraggio di fare nomi e cognomi di chi sta dietro alle redini della catastrofe della natura, della psiche e dell’uomo.
Le cose che avrei da dire sono molte, ma probabilmente ci sentiremo ancora, visto che condivido in pieno quello che dici.

Ventiquattro anni di delusioni e di soldi buttati al vento

Mi auguro, venendo da 24 anni di esperienze varie, che ci sia anche la coerenza.
Ho trovato in questi anni passati grosse delusioni da varie discipline.
Macrobiotici, omeopati, naturopati, iridologi, ayurvedici, erboristi, vegetariani, pranoterapeuti e reichisti che facevano tutti miracoli e giuramenti sui miracoli, mentre il vero miracolo l’ho visto e soppesato nelle mie tasche svuotate.

Vent’anni di disastrante macrobiotica e di amare masticazioni

Ho cominciato nel 1986 con la macrobiotica di Pianesi.
Li ho ascoltati tutti, gli allievi di Ohsawa.
Per problemi di salute fino al 2006, per 20 anni, ho sottoposto il mio corpo a quella stretta fatta di solo riso e di abbondante zuppa di cereali e verdure rigorosamente cotte.
A quella stretta fatta di crema e kuzu masticata cento e più volte.
Risultato?
Leggera diminuzione del dolore all’ulcera duodenale, emorroidi peggiorate da grado 1 a grado 4.
Per non dire dei problemi digestivi continui e di vari malesseri.

La mia salvezza è arrivata dal veganismo crudista.
In dieci giorni ho risolto un problema che mi tormentava da anni.

Dopo tutte quelle sofferenze, incontrai degli smaglianti vegani crudisti che mi prestarono un libro di Bruker.
Lo lessi tutto d’un fiato, imparando che il cibo crudo dà vita mentre quello cotto (della macrobiotica, o della mediterranea) morto com’è, non dà niente.
Preso dall’entusiasmo e con qualche timore per lo yin e lo yang, mi buttai da un giorno all’altro in questa nuova avventura. In dieci giorni mi resi conto di aver risolto finalmente i miei problemi.
Niente più sangue e niente più dolori atroci in gabinetto (solo chi ha le emorroidi può sapere cosa significa). Un vero miracolo della natura.

Una vitalità raddoppiata e un viso dal colore totalmente diverso

Temevo che la frutta (classificata da Ohsawa come espansione e come yin) facesse esplodere le emorroidi aggravando la situazione.
Dopo 6 mesi, emorroidi scomparse del tutto. Ma c’è dell’altro.
Mi sono ritrovato con la vitalità alle stelle, la forza raddoppiata nelle mie uscite in montagna, il recupero immediato dopo l’attività fisica, i passi alpini superati con la bicicletta a ritmi da non credere.
Ho cambiato colore del viso, da bianco ammalato ad abbronzato tutto l’anno.
Mi sono ritrovato sulla neve sopra i 3000 mt, per 6-8 ore, senza crema protettiva e senza occhiali da sole, con nessuna ustione alla fine della giornata.

Solo stando strettamente a contatto con la natura possiamo ambire alla salute

Ma quanto ci è voluto per trovare il coraggio di cambiare!
Ora sono convinto che, se un seme germoglia, produce altra vita, ma se è invece cotto e decorticato dal suo germe non è di alcun aiuto.
Solo stando strettamente legati alla natura, possiamo avere una vita sana.
La scienza arrogante vuole sempre la dimostrazione matematica delle cose.
Ma non può negare l’evidenza dell’equilibrio perfetto che la natura ci sa offrire da milioni di anni, senza bisogno di grandi cervelloni che cercano nei vicoli ciechi la soluzione al problema della malattia.

E’ vero o no che la B12 ce la fabbrichiamo da soli?

Sempre più persone, anche vegane o quasi-vegane, sostengono il solito luogo comune della B12.
Una mia amica dottoressa di Merano sostiene che il nostro corpo, si costruisce automaticamente tutta la cobalamina B12 che gli serve, commisurata alla sua personale necessità.
E’ vero o non e’ vero questo?

La delizia di succhiare il fegato crudo

Gli onnivoristi ti dicono di prenderla attraverso la carne, e in particolare dal fegato dell’animale.
Precisano pure che è una vitamina termolabile.
Non è questo paradossale? Se la B12 si distrugge col calore, i mangiatori di carne si riempieno di ceneri di B12, a meno che non si mettano a succhiare la delizia del fegato crudo.
Per quanto mi concerne, la prendo dai germogli crudi di alfa-alfa.
Immagino che di queste chiacchiere ne sentirai a centinaia, visto che ti esponi con libri, forum e conferenze. Un saluto.
Gianni da Trento



Dalle sciocchezze del cuochismo macrobiotico alla salute strabiliante del veganismo

Ciao Gianni, ottimo il tuo contributo che pubblico all’ultimo istante.
Hai raccontato alla perfezione la tua straordinaria esperienza, passando dalle sciocchezze del cuochismo macrobiotico alla salubre realtà del veganismo tendenzialmente crudista.
Il che è molto utile, perché nonostante la sconfitta ideologica della macrobiotica, troppa gente continua a credere assurdamente nel cibo cotto.

La B12 è una demenziale e menzognera trappola

Quanto alla B12, ho scritto diverse tesine in proposito, basta che tu dia un’occhiata al mio blog.
Hai fatto bene a ricordare che purtroppo anche molti vegani sono ipnotizzati da questa menzogna diffusa e prolungata.
Il bidodicismo è una offesa alla logica e all’intelligenza.
Lo dico chiaro e tondo, non da vegano o da igienista, ma da semplice studioso dotato di senso critico.
E’ mai possibile che la gente si perda in trappole ideologiche e demenziali di questa portata?

Siamo rimasti ai tempi delle streghe e del vudu

Parlano tanto di progresso e di tecnologia, ma l’essere umano è rimasto ai tempi delle streghe e del vudu.
Ora salta fuori che masticando i semi di pesche ed albicocche, gli ammalati di tumore guariranno tutti, grazie alla B17 e al cianuro che si trova in quei semi. Magari fosse davvero così semplice e banale.
Nessuna sostanza e nessuna vitamina è dotata di poteri intelligenti.
Anche tu sbagli a cercare la B12 nei germogli.

L’unica attenzione obbligatoria è quella di saziarsi coi cibi giusti della natura

Non la devi cercare da nessuna parte. Esiste dappertutto.
Nell’anguria come nel broccolo.
Non la rilevano per il fatto che è presente sempre in quantità minimissime, com’è giusto che sia.
Si tratta sempre e solo di dare al corpo un’alimentazione bilanciata e priva di effetti collaterali, dimodoché il sistema immunitario non venga tassato e torturato da difficoltà digestive, assimilative ed eliminative.

Impariamo dalla professoressa mucca

Chi cerca in un specifico cibo o in una specifica sostanza o in una specifica vitamina la soluzione a un qualsiasi problema, è già sulla strada sbagliata.
La chiara, impeccabile e pacifica docente universitaria mucca, ci dà lezioni di alta intelligenza alimentare brucando erba dalla mattina alla sera, senza chiedersi quali vitamine e quali principi essenziali si trovino in essa, e soprattutto senza cullare progetti carichi di cattiveria e violenza nei riguardi delle altre creature viventi.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

LA TIROIDE E TUTTO IL RESTO

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11 Aprile 2010

LA TIROIDE E TUTTO IL RESTO


I tanti problemini del gentil sesso

Qualche giorno fa mi ha telefonato la Federica da Roma, 46 anni e neofita vegetariana, illuminata ed assistita dalla Roberta.
Mi ha chiamato per elencarmi i suoi diversi problemini, tipici di molte appartenenti al sesso gentile.
Sballati i valori dell’anti-tireoglobulina (anti-TG) e dell’antiperossidasi (anti-TPO), depressione, anemia, sbalzi di umore, insonnia, eczema, herpes labiale, polipo uterale.
Emicrania e stati ansiogeni, sono soltanto il corollario di quanto sopra.

Tentativi perditempo con l’omeopatia, e nessuna voglia di finire nelle grinfie della sanità

E nessuna voglia di finire nelle grinfie di un certo tipo di medicina interventista.
Intende mollare il formaggio grana ed anche le alghe, i sali dell’Himalaya e l’achillea.
Dopo esperienze negative con le ferro-integrazioni, le supplementazioni, gli Omega-3 e le minidosi dell’omeopatia, vuole una seria soluzione ai suoi problemi, ricorrendo alla soluzione vegana e tendenzialmente crudista.

Il salto dalla padella nella brace

La tiroide gioca sempre un ruolo chiave e i medici, pur sfoggiando sempre una conoscenza impeccabile e dettagliata del sistema ormonale e dei meccanismi delicatissimi e cangianti che lo regolano, continuano a farne di cotte e di crude.
Continuano a proporre le solite soluzioni farmacologiche, inefficaci, provvisorie e dopanti, tenendo sempre in mente la magica arma di riserva, l’arma decisiva e inappellabile della rimozione drastica della ghiandola mal funzionante, accusata di andare contro il corpo, e di essere la causa di tutti i problemi.
E’ ormai uno schema fisso e classico, questo passaggio dal farmaco al bisturi.
Quello che in termini comuni si chiama il salto dalla padella nella brace.




Se esistono le ghiandole esiste un motivo ben preciso

Se il fabbricante ci ha dotati di certe ghiandole, non ce le ha fornite certamente come optional o come accessorio voluttuario, ma perché dotate di funzioni ben precise.
Esse hanno infatti il compito di secernere speciali sostanze chiamate ormoni, che servono a regolare l’armonia, l’equilibrio e l’efficienza dell’intero organismo.
In particolare, le ghiandole servono a distruggere ed eliminare le sostanze estranee, per cui sono parte integrante del sistema immunitario.

Funzioni filtranti, depurative e protettive

Ad esempio il fegato, ghiandola-organo basilare, filtra i prodotti della digestione e ne ritiene le impurità, espellendole con la bile della cistifellea.
La milza filtra il sangue e ne ritiene (fin che può) gli antibiotici e i veleni dei farmaci e dei vaccini (come dimostra la basilare spia dell’iride).
Le tonsille, autentiche sentinelle sanguigne, distruggono pure le sostanze estranee ed anche quelle di provenienza interna.

Un interrelato ed aggrovigliato asse endocrino

La tiroide poi fa parte del magico asse ipotalamo-pineale-ipofisi-tiroide-timo-fegato-pancreas-adrenali-sessuali, con funzioni regolatrici della temperatura corporea, della crescita, del metabolismo, dell’equilibrio acido-alcalino.
Tocchi una cosa, e crei decine di contraccolpi imprevisti nei dintorni.
Le anormalità nei valori e nella funzionalità delle varie ghiandole sono in diretta dipendenza delle funzioni gastrointestinali, delle funzioni respiratorie ed epidermiche (sole e attività aerobica), nonché della congiuntura psicologica, emotiva e spirituale del soggetto in questione.

Quando le ghiandole non c’entrano

Trattasi dunque di squilibri da risolversi all’infuori delle ghiandole, e non agendo localmente sulle medesime.
Classico il caso del diabete imputato a disfunzioni pancreatiche inesistenti, quando invece è la viscosità e la lenta fluidità del sangue a impedire l’arrivo in tempo del tampone insulinico.
Agire a monte significherebbe però andare non più sullo specifico ma sul vago, sul comportamento, sulla dieta, tutte cose che non implicano prescrizioni farmacologiche o interventi, per cui non generano danaro sonante per l’apparato industriale farmacologico-ospedaliero.

La tiroide e lo iodio

La tiroide è formata da follicoli le cui pareti sono costituite da un epitelio cilindrico (cellule follicolari) il cui lume è riempito di materiale colloide, contenente una sostanza proteica chiamata tireoglobulina.
La sintesi degli ormoni tiroidei avviene nelle cellule follicolari e richiede presenza di iodio organicato e di tireoglobulina.
Lo iodio si prende giornalmente col cibo sottoforma di iodina, nella misura di circa 150 microgrammi/giorno. La scarsezza di iodio può portare a gravi forme di insufficienza tiroidea, a carenze di sviluppo e persino al cretinismo vero e proprio. Attenzione però a non esagerare coi cibi carichi di iodio, visto che pure l’eccesso produce gravi danni.
Cibi naturali contenenti iodio organicato ed assimilabile

Foglie di rapa 0,076 mg per 100 grammi di prodotto
Zucca estiva 0,062
Anguria 0,040
Cetriolo 0,037
Spinaci crudi 0,036
Asparagi 0,030
Rape e bietole 0,025
Mirtilli 0,020
Arachidi 0,020
Fragole 0,019
Peperoni verdi-dolci 0,019
Carciofi 0,018
Melanzane 0,017
Pesche 0,016
Seguono via via cavoli, cipolla, lattuga, banana, carota, patata, patata dolce, sedano, fico, susina, ecc.
Chiaramente le alghe secche sono strapiene esageratamente di iodio, ed è meglio evitarle.

Dalla iodazione alla formazione di molecole ormonali tiroidee

Nelle cellule follicolari lo iodio viene ossidato ed incorporato nei residui tirosinici della tireoglobulina.
Questa iodazione porta alla formazione della monoiodotirosina (MIT) e della diodotirosina (DIT).
Due molecole di DIT accoppiate formano una molecola di T4 (tetraiodotironina), mentre una molecola di DIT accoppiata a una di MIT dà luogo a una molecola di T3 (triiodotironina).


Le interconnessioni ormonali tra ipotalamo, ipofisi e tiroide

La sintesi degli ormoni tiroidei T4 e T3 viene poi controllata dal TSH (thyroid stimulating hormone) emesso dalla ipofisi, che si lega suo specifico recettore TSHr situato sulla superficie delle cellule follicolari.
La secrezione del TSH è a sua volta regolata dal TRH (thyroid releasing hormone) originato dalla tirotropina dell’ipotalamo.
Gli ormoni tiroidei circolanti inibiscono e regolano il flusso di TSH e TRH grazie a un meccanismo di autoregolazione negativa che permette di mantenere adeguati ormoni tiroidei T4 e T3 in circolo, col T3 a rappresentare la forma attiva ed operazionale dell’ormone tiroideo.

Le proteine coinvolte e i valori standard di FT4 e di FT3

Le principali proteine coinvolte nella circolazione degli ormoni tiroidei sono la thyroxine binding globulin (TBG) sintetizzata nel fegato, la transtiretina o thyroxine binding prealbumin (TPBA), e l’albumina.
Solo lo 0,04% della T4 e lo 0,4% della T3 circolano in forma libera, e sono responsabili dell’attività ormonale sottoforma di FT4 (free tetraiodothyronine), con valori normali di 6-16.0 pg/mL (picogrammi per millilitro di sangue), e di FT3 (free triiodothyronine), con valori 2.3-5.8 pg/mL.



Il legame T3r-TREE alla base delle accelerazioni o dei rallentamenti metabolici

Gli ormoni tiroidei sono trasportati all’interno delle cellule, dove la T4 viene convertita in T3 dall’enzima penta-desiodasi.
Il recettore della T3 (chiamato T3r) ha una porzione che lega sequenze di Dna col TREE (thyroid hormone responsive element).
Ed è proprio il legame T3r-TREE a causare l’aumento o la diminuzione della velocità di trascrizione di geni specifici, l’incremento o il decremento della velocità di movimento, dell’intensità o del rallentamento della vita.

Uno squilibrio chiamato tiroidite

Ed è così che si arriva alle varie tiroiditi congenite, autoimmuni, iatrogene, da radiazioni, da infiammazioni, da lesioni vascolari, da neoplasie, e alle tipologie ipertiroidee di Basedow (o di Graves), o a quelle ipotiroidee di Hashimoto, di Riedel e di De Quervain, dai casi Basedow che si trasformano in casi Hashimoto dopo le cure farmacologiche a base di radio-iodio e di cortisone.

L’azzardo di intervenire su equilibri delicati e complessi

Insomma, quando si comincia a non credere nell’equilibrio, e quando si cominciano a mettere le mani sui valori, sulle secrezioni e sui recettori, sugli ormoni e sui contro-ormoni, si sa qualcosa sul punto di partenza, ma poco o niente su quello di arrivo.
Abbiamo parlato di ormoni tiroidei, e non dobbiamo scordare che ci sono pure gli anti-ormoni.
I principali antigeni tiroidei sono la tireoglobulina (TG), la perossidasi o thyroid per ossidasi (TPO), il recettore TSHr, e gli stessi ormoni tiroidei T3 e T4.

Gli ormoni tiroidei e l’aumento del metabolismo

Gli ormoni tiroidei causano un aumento del metabolismo (aumento produzione calore e aumento consumo di ossigeno) grazie all’incremento di attività della pompa sodio-potassio (ATP dipendente), all’aumento attività dei recettori beta-andrenergici a livello cardiaco, all’aumento del muscolo scheletrico e del tessuto adiposo (che amplifica l’azione delle catecolamine con meccanismi post-recettoriali), all’aumento della motilità intestinale, all’aumento della gluconeogenesi ossea ed epatica, all’aumentato assorbimento intestinale del glucosio, e all’aumento della lipolisi da parte degli stimolati recettori epatici nei confronti del colesterolo LDL.

La tiroide sballata è un organo da tarare

Ogni donna è ovviamente libera di credere a chi vuole, di fidarsi di chi vuole.
Ogni donna è libera di mettersi nelle mani di chi preferisce, e di prendersi tutti gli Eutirox che le vengono prescritti, o di farsi asportare quello che ritiene più opportuno.
Non siamo in concorrenza con nessuno.
Vogliamo solo informare che esistono alternative validissime e risolventi alla visuale medica.
La tiroide sballata non è un dente da togliere o da otturare, ma uno strumento nobile del corpo da capire, da riequilibrare, da sottoporre ad auto- taratura automatica.
Taratura che nessuno al mondo, specialista o Nobel, è in grado di realizzare, se si eccettua il sistema immunitario.


I valori ballerini non sono opera di Belzebù

Le disfunzioni, i sovvertimenti dei valori non sono arrivati a caso, per colpa di Belzebù o di Chernobyl, ma per anni di macroscopici errori di percorso.
Anni di mala-alimentazione iper-proteica ed iper-grassa, iper-cotta ed iper-salata, iper-congelata e iper-zuccherata, iper-vinicizzata e iper-caffeinata.
Anni di attività frenetica, condotta in stato di leucocitosi, di surriscaldamento intestinale e di accelerazione cardiaca, sempre in eclatante carenza di vitamine, minerali, enzimi ed ormoni naturali, con goffi tentativi di correzioni integratrici mineral-vitaminiche-ormonali. Sempre in patologica carenza di succo vitale, di inuline e di insuline verdi, di acqua biologica, di fibre e di fitonutrienti naturali.

Il tempo degli interrogativi

Quando poi i nodi vengono al pettine, allora affiorano gli interrogativi. E se i vegani avessero ragione?
E se il vero carburante umano stesse proprio nei frutti che pendono dai rami?
E se il latte rubato alle mucche torturate e condannate alla pena capitale rappresentasse una disgrazia nutritiva e non un capitale costruttivo per il corpo umano? E se il sangue versato di miliardi di fratelli e sorelle finiti sul patibolo implicasse una specie di monito e di punizione divina?

Non si muove foglia

Nessuno vuole ipotizzare un Dio vendicativo che si diverte a infliggere punizioni a destra e a manca.
Ma le trasgressioni alle leggi della natura, le trasgressioni all’etica, alla giustizia, all’armonia con se stessi e col creato, prima o poi si pagano.
L’Inferno e il Paradiso sono costruzioni della mente umana, ma il nostro karma e la nostra fedina penale inter-esistenziale sono un’autentica realtà, in un mondo dove non si muove foglia che Dio non voglia.

Una commissione giudicante mista

Se dobbiamo proprio credere alle religioni che ipotizzano il giudizio di Dio, non facciamo fatica a immaginare che, oltre la porta d’ingresso di San Pietro, ci sia una commissione giudicante formata da tante coppie di persone, due per la razza umana, due per quella bovina, due per la suina, due per ciascuna specie degli esseri piumati e così via, a rappresentanza globale delle persone che abitano il pianeta e che sono state private vigliaccamente del proprio diritto alla libertà, al rispetto e alla vita.
Il mondo è fatto di azioni e reazioni, del dritto e del contrario, del caldo e del freddo, del giorno e della notte, del maschio e della femmina.
Non si è lontani dalla realtà a pensare che esso preveda anche il peccato e la punizione.

Con una intelligente dieta vegana i valori torneranno nella norma

Concludo ricordando a Federica che è davvero nelle giuste mani in quel di Roma.
Roberta è una magnifica persona.
Occorre certamente qualche sacrificio preparatorio e purificatorio iniziale, e un minimo di pazienza.
Ma, con una dieta vegana, i valori sballati, gli squilibri e gli sbalzi, tenderanno a rientrare nella normalità, mentre le escrescenze, di qualunque tipo, tenderanno a bloccarsi, a regredire e scomparire, nella misura in cui applicheremo a fondo le sole leggi impeccabili, che sono quelle della natura.

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

UNA BOTTA PER RISVEGLIARMI

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11 Aprile 2010

UNA BOTTA PER RISVEGLIARMI


Una famiglia friulana unita nel veganismo tendenzialmente crudista

Ciao Valdo, di ritorno dalla conferenza udinese non posso non scriverti per farti i complimenti ancora, e per dirti che hai tre nuovi fans.
Mia mamma, papà e fratello, invitati da me ad assistere al tuo intervento, sono rimasti affascinati ed entusiasti come era successo a me nella prima conferenza presso la Bioteca.
In famiglia siamo tutti d’accordo al 100% con le tue idee e cerchiamo pure di metterle in pratica, anche con l’aiuto del tuo libro e delle illuminanti tesine.

Qualcosa per superare la crisi di metà mattina

Avevo qualche domanda da farti e ho deciso di ricorrere a questa email.
So che sei in partenza e avrai molte cose da fare, quindi rispondimi pure con comodo, quando hai tempo.
Essendo the e caffè sostanze nocive, ed essendo gli energy drink, tipo Redbull e simili, veri e propri veleni, non avresti uno stimolante alternativo da consigliarmi?
Sono consapevole che tutto quello che mi serve a livello energetico ce l’ho già dentro grazie a un’alimentazione sana.
Ma, se in qualche momento avessi bisogno di una botta che mi risvegli?
Nel mio caso, essendo insegnante, sento la necessità di qualcosa che mi ritempri verso metà mattina, quando ho fatto tre ore di lezione, e magari me ne mancano ancora due.

Il mitico cloruro di magnesio

Da qualche tempo prendo una punta di cucchiaino di cloruro di magnesio ogni mattina, convinto che sia positivo per la mia salute.
Ora, dopo averti sentito, non ne sono più tanto sicuro.
A quali occasioni dovrei limitare l’uso del cloruro di magnesio?
Ti ringrazio anticipatamente per la risposta e ti rinnovo i complimenti per quello che fai.
Filippo Pagavino da Udine



La bellezza di essere accomunati dagli stessi intenti

Ciao Filippo, grazie per aver coinvolto l’intera famiglia.
Approfitto per fare i miei elogi ai tuoi genitori, incredibilmente moderni ed allineati con le tue posizioni aperte e moderne.
Troppe volte sento giovani lamentarsi degli insanabili contrasti culturali e nutrizionali, per non sottolineare questa forza coesiva della tua famiglia intorno alla salute e alla natura.

Scusami per aver messo la tua mail in coda

La prossima volta, non chiedermi di prendere le cose con comodo.
La tua mail è datata 28 novembre e la conferenza di cui parli è quella del giorno prima.
C’è di che arrossire. Ti ho preso veramente in parola, in fatto di comodità.
Ti sarai persino dimenticato della botta e del cloruro.

Serve attività respiratoria e al massimo una o due banane

Ti rispondo telegraficamente.
Quello che ti serve veramente a metà mattina, è un break respiratorio, ovvero mezz’ora o almeno 10 minuti di camminata in giardino con respirazione yoga.
Nello stomaco basterà un pacchetto di crackers e una banana.
Se le prime tre ore ti sfibrano, devi trovare assolutamente una formula più rilassata, meno intensa e meno tesa di insegnare.
E devi pure migliorare l’apporto di ossigeno nel pomeriggio precedente, puntando alla marcia, alla corsa, all’esercizio aerobico. Seguita magari da un centrifugato di carote, sedano e ananas, e le solite varianti a base di patate dolci, rape, zenzero, topinambur e mele.

Niente botte nel sistema igienistico, ma puoi armarti di uva sultanina

Non esistono botte di alcun tipo nella visuale igienistico-naturale, ma solo un continuo stato di forma acquisibile giorno dopo giorno.
Al massimo, ti consiglio di tenerti sempre in tasca dell’uva sultanina, perchè non sopravvenga in te un calo energetico-zuccherino.
Potrai far sciogliere l’uva passa in bocca senza problemi, come si trattasse di una salubre caramella.

Non c’è spazio per miti sbagliati, nella logica della scienza igienistica

Per il cloruro di magnesio, o per qualunque alga speciale, o per qualunque sale dell’Himalaya, nessun cucchiaino e nessuna punta di cucchiaino.
Se nella tua dieta includi dei germogli, delle verdure di campo, delle mandorle, del sesamo, dei germi di grano, un paio di avocadi a settimana, banane e patate, e un po’ tutta la frutta e tutta la verdura cruda, trovi abbondanza di magnesio e non hai bisogno di avvelenarti con nessuna sostanza integrativa concentrata, priva dei suoi annessi e connessi acquosi, enzimatici e vitaminici.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Ropma e ABIN-Bergamo

sabato 10 aprile 2010

LA CURA STA SEMPRE NELLA TESTA

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9 Aprile 2010

LA CURA STA SEMPRE NELLA TESTA

Un professionista friulano di biomeccanica e fisiologia dell’attività motoria

Salve, sono Andrea da Cividale. Da oltre 18 anni mi occupo professionalmente di educazione fisica e di rieducazione motoria. Mi è sempre piaciuto, per formazione mentale e curiosità, spaziare su qualsiasi argomento legato alla biomeccanica ed alla fisiologia dell’attività motoria (dall’analisi funzionale e posturale alla bioenergetica orientale, all’approccio osteopatico e neuromiofasciale), con incursioni nel campo dell’alimentazione e della supplementazione.
Incuriosito da alcuni scritti igienistici su Internet riguardanti i lavori di Shelton, ho scoperto il libro di un certo Valdo di Tricesimo, che per me è stato una vera rivelazione.

Un approccio rieducativo più simile a quello igienistico che a quello della terapia fisioterapica

Nel modo di affrontare gli argomenti e nell’interpretazione di quelli che sono i meccanismi della nostra fisiologia, ho iniziato a fare una serie di collegamenti tra i discorsi di condotta alimentare e il lavoro di rieducazione, che nel corso degli anni si è evoluto nella mia consapevolezza.
Non sono un fisioterapista, ma un diplomato ISEF dal 1988, e l’approccio alla rieducazione motoria che pratico è assolutamente più vicino all’igienismo che alla terapia nel suo significato più stretto.

La strada è quella della ottimizzazione delle capacità funzionali-motorie

Secondo me, la cura delle patologie è solo nella testa di chi è convinto di attuarla o di riceverla.
Dal mio punto di vista, non può esserci altro che un’ottimizzazione delle capacità funzionali-motorie dell’individuo, capaci di portarlo verso un livello di efficienza e di benessere psicofisico più elevato.
Il fatto di parlare di rieducazione, allenamento, riabilitazione, è una precisazione dialettica per capire da quale livello funzionale si parta e a quale livello migliorato si giunga.

Noi siamo diventati gli abusivi della riabilitazione

Ormai credo sia abbastanza diffusa, grazie ai media, la conoscenza di una campagna di lotta verso gli abusivi della riabilitazione, che altro non sono se non professionisti del movimento finalizzato come me.
Professionisti che, con una filosofia del tutto diversa dai terapisti, lavorano a fianco di persone che hanno bisogno di migliorare le proprie capacità motorie e funzionali che sono sotto i livelli di normalità a causa di traumi, immobilità o altro.
Una sanità medico-farmaceutica sintomatica e di casta

Ancora una volta, nelle tesine del Valdo di cui sopra, rivedo l’opposta filosofia rispetto ai quadri di una sanità medico-farmaceutica, assolutamente sintomatica e di casta.
A parte questo, le mie domande sono queste:
Come posso documentarmi ulteriormente sugli argomenti che vedo così comuni nell’approccio?
Si può organizzare qualcosa per parlare di alimentazione e di altro a Cividale?
Mandi e grazie.
Andrea Zuliani

Vengo ben volentieri a Cividale

Mandi Andrea, è simpatico sapere che nell’affascinante punta di città chiamata Cividale del Friuli, c’è gente preparata ed aperta all’innovazione come te.
Non è agevole dirti come documentarti meglio, visto che l’igienismo naturale non trova ospitalità negli atenei. Chiaramente c’è tutta la mia disponibilità alla collaborazione.
Basterà mettersi d’accordo sui tempi.
Chiaro che tra aprile e maggio non se ne parla, in quanto sto per assentarmi dall’Italia per oltre un mese.

Il giocherellare coi sintomi e la discriminazione verso chi tenta di risolvere i problemi

Nel tuo scritto hai centrato due punti che mi piace sottolineare. Il primo riguarda il fatto che le patologie sono innanzitutto un fatto di cultura e di psiche (la cura è nella testa).
Il secondo parla della sanità italiana e mondiale, definendola come una sanità medico-farmaceutica sintomatica e non-curante (ma solo giocherellante con le varie patologie), e come una sanità di casta (vedi regolamenti sanitari, vedi ostacoli e impedimenti nei riguardi di chi pratica strade educazionali diverse da quelle mediche).

La patente di ciarlatano

Il termine ciarlatano viene applicato regolarmente a chiunque non sia medico, ignorando che il primo ciarlatano al mondo è proprio il medico, soprattutto quando si illude di aver curato il paziente, scordandosi che curare il portafogli del paziente o curare le assegnazioni di Mamma Mutua, non è affatto sinonimo di guarire qualcuno.

Ci sono medici e medici

Nessun intento diffamatorio nei riguardi dei medici.
Molti di essi preziosi, insostituibili e inappuntabili
E pare giusto che in questi casi essi godano di tutto il rispetto possibile.
Ma quelli che invece si illudono di guarire il prossimo sono solo degli illusionisti, visto che non esistono guarigioni ma soltanto auto-guarigioni.
La natura, con la sua forza spirituale e col sistema immunitario è la sola in grado di fare il miracolo.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

CEFALEA, NAUSEA, DEBOLEZZA E MALINCONIA

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9 Aprile 2010

CEFALEA, NAUSEA, DEBOLEZZA E MALINCONIA


Cerco una spiegazione ai miei malesseri

Gentilissimo Valdo, mi chiamo Desirée, abito a Verona e sono vegan da 5 anni per motivi etici, dopo un lungo percorso da vegetariana ignorante.
Ho letto con molto interesse i suoi articoli, ma ancora non sono riuscita a trovare una spiegazione ai miei malesseri.
Parlo di terribili emicranie che durano anche 8 giorni.
Non riuscendo a resistere, mi demoralizzo e depongo le armi, ricorrendo ai farmaci.
Non so più cosa fare. Sono letteralmente disperata.

Un esempio della mia giornata nutrizionale

Le sintetizzo la mia giornata tipo.
Sveglia ore 5.
Colazione: the verde, pane integrale, marmellata senza zucchero, latte di soia e banana, oppure con latte di soia, all brain, un frutto, mandorle, malto di riso e caffè di cereali.
Pranzo: insalatina con olio lino e/o oliva, yogurt di soia, umeboshi, seitan, tofu (raramente legumi) e pane integrale, oppure pasta integrale con verdure e pane integrale.
Merenda: the kukicha con succo di mela, frutta.
Cena: verdura cotta.

Un esempio della mia giornata comportamentale

Cammino 2 o 3 ore al giorno. Peso 55 kg con altezza 1.67.
Timore e ansia d’ingrassare, per cui mi peso tutti i giorni (ero 71 kg prima di diventare vegan).
Episodi di fame esagerata (sensi di colpa compresi).
La domenica mi lascio andare e mangio di più.
Fumavo 3 sigarette al giorno (ma oggi, dopo 4 giorni di emicrania e senza fumo, giuro che le butto per sempre).



La lotta contro l’ago della bilancia

Il giorno di Pasqua, per non creare tanti disguidi, ho sgarrato come tanti, mangiando una grossa porzione di dolce alla crema, chiaramente pieno di zucchero e violenza.
Potrebbe essere quella la causa?
Con l’alimentazione appena descritta e le deviazioni annesse e connesse, arrivo alla domenica con 54 e ricomincio il lunedì mattina con l’ago della bilancia sui 56.
Mi aiuti la prego.
Desirée

Dalla costipazione intestinale, alla congestione sanguigna in zona cerebrale

Ciao Desirée, ho scritto qualcosa di specifico su questo argomento, dedicato alla Patrizia di Bologna che aveva gli stessi tuoi problemi (vedi tesina Emicrania, fibromialgia e allergie, del 30 gennaio 2010).
Il mal di testa dipende dal sangue tuttora viscoso e da costipazione o stitichezza.
La conseguente febbre intestinale finisce per trasformarsi in congestione che tende a trasmettersi all’area cerebrale, trasformandosi in emicrania.
Chiaro poi che la cefalea rende la tua vita più difficile di quanto necessario, minando il tuo morale, indebolendoti e melanconizzandoti.

La perfezione concede minori spazi trasgressivi

Aiutati che il ciel t’aiuta, si usa dire. E un po’ lo stai già facendo, abbandonando per sempre le
3 sigarette che, per una vegana non sono affatto innocenti.
Devi ricordarti che più una persona si perfeziona e più responsabilità si assume.
In un certo senso la perfezione implica una maggiore vulnerabilità e una maggiore reattività immunitaria agli insulti che si portano al corpo e all’anima.
La scorza apparentemente dura dei mangiatori di bistecche e dei bevitori di intrugli alcolici, permette loro maggiori marachelle, fin che gli va dritta.
Alla fine pagano il conto in modo salato, ma lo fanno non a rate, come nel tuo caso, ma una-tantum, avendo essi disattivato tutti i sistemi di allarme.

La disgrazia diffusissima del fiato corto e del torace esile

Il fatto che tu percorra 2 o 3 ore al giorno, mi lascia perplesso.
Temo che tu cammini in modo meccanico senza associare il tutto a un efficace sistema di ossigenazione.
Ti invito a curare in dettaglio la respirazione yoga che risolve molti problemi, e che finora non hai privilegiato, anche per colpa delle sigarette, che sono causa prima di una disgrazia sociale diffusissima che si chiama fiato corto.
Spero di non annoiare troppo, ma il ritmo è quello 1-4-2, moltiplicabile a seconda della capienza toracica, avendo cura di inspirare partendo dal basso e di riempirsi di aria fino a sentire le scapole e le spalle che si alzano. L’espirazione deve mandar fuori tutta l’aria usata, in modo radicale.

Cambiare urgentemente la qualità della colazione

La tua colazione è pessima. Scarta pure tutte le cose che hai citato.
Siccome ti alzi così presto, dovresti suddividerla in 2 o 3 sessioni.
Non stai affatto bene ad acqua biologica.
Il the fa sempre male, indipendentemente dalla foglia e dai colori, come tutte le tisane, salvo nei casi di brevissime cure coadiuvanti e attenuanti, contro qualche malessere specifico.
Di mattina presto, obbligatorio solo frutta, o al limite solo un centrifugato di radici e tuberi, più sedani, più ananas e mela per addolcire.

L’importanza dei cicli metabolici

Pare che tu non abbia alcuna familiarità coi cicli metabolici, che hanno invece notevole importanza.
Dalle 4 am alle 12 c’è il ciclo eliminativo da rispettare con apporto di frutta acquosa.
Dalle 12 alle 20 c’è il ciclo appropriativo dei cibi anche solidi.
Dalle 20 alle 4 am c’è il ciclo assimilativo, dove tutti sono costretti a digiunare, mentre il corpo lavora in area intestinale, per cui servono finestre aperte o almeno non tappate nella camera da letto.

Diverse correzioni di rotta

La banana e le mandorle, se desiderate, vanno bene alle 10 e mezza, in alternativa alla crema di avena che spesso propongo coi semini pestellati, o al popcorn con le banane o i datteri o i fichi.
Il pranzo tutto sommato va bene, inserendo alla fine una manciata di pinoli, mandorle o noci.
A merenda via il the kukicha e il succo di mela, e restino solo le mele e le pere vere.
La cena non dev’essere troppo diversa dal pranzo, se non nelle variate verdure crude, e nel piatto successivo di patate o zucche o cavolfiori o legumi o insalata cotta al vapore.

Qualche dettaglio finale

Un consiglio finale.
Buttare via tutti i farmaci e non mettersi in condizioni di fame, che ti rendano vulnerabile alle tentazioni.
Buttare via anche la bilancia, e l’ossessione che hai per i chili di troppo.
La frutta in abbondanza non gonfia e soprattutto non ingrassa ma regola il peso.
Non cercare compensazioni domenicali sul cibo e sul dolce.
Acquisire qualche motivazione in più che ti leghi alla vita.
Evitare la banalità di far dipendere la tua intera esistenza da un fattore peso che è risolvibile, nel tuo caso specifico, in quattro e quattr’otto.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

L'HERPES E LE VITTIME DELLA SOMARO-MEDICINA

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9 Aprile 2010

L’HERPES E LE VITTIME DELLA SOMARO-MEDICINA


Herpes labiale e labbro da africano

Salve dottore, innanzitutto la ringrazio per i complimenti alla mia chiarezza, che ho apprezzato doppiamente, non avendo mai brillato in lingua italiana.
Volevo sottoporle un quesito sull’herpes labiale di cui soffro.
Mi si sfoga anche 3-4 volte in un mese.
Ultimamente non fa in tempo a rimarginarsi la ferita che mi sveglio la mattina successiva con il labbro da africano.
Cosa mi consiglia?

Regolare e inutile uso di antivirali.
La paura che esista, nascosto, qualcosa di più grave.

Ho sempre usato come rimedio l’aciclovir o il penciclovir che, sebbene mi diano un sollievo per il prurito o accelerino la guarigione, non risolvono il problema a monte.
Nel momento in cui scrivo, tanto per fare un esempio, l’herpes è ricomparso dopo tre settimane di assenza.
Sono un po’ preoccupato per questo fastidioso disturbo.
Ho paura di nascondere in me qualcosa di più grave.
Grazie mille per la risposta.
Marco

C’è davvero di che preoccuparsi

Sì Marco, io nei tuoi panni sarei preoccupatissimo.
Mi farei subito il segno della croce.
Poi mi metterei in tasca un talismano, perché non si sa mai.
Fatto questo, andrei a cercarmi una bella donna, dotata di tutte quelle cose che la tua fidanzata-moglie-compagna non ha, e disposta ad esaudire ogni tuo ultimo desiderio.
Poi andrei a Fatima o a Lourdes, portando due belle taniche da riempire con altrettanta acqua santa.


Hai probabilmente un virus ultra-infettivo

Sei infatti affetto da un virus assassino.
Un cocktail micidiale che include l’Aids, l’HFMD, l’aviaria, la suina e la cavallina.
Non appena ho letto il tuo messaggio, sono andato in bagno a lavarmi le mani e la bocca col sapone e l’amuchina perché, coi tempi che corrono, il contagio non è materia da prendere sottogamba.
Chissà che la tua grave infettività non attecchisca pure sui virus del computer e trapassi lo schermo di fronte al quale scrivo.

Un morbo ad alta contagiosità chiamato ignorvirus.
Con la somaro-pediatria, la somaro-medicina e la somaro-dermatologia il risultato è garantito.

Comiche a parte, un virus serio tu lo nascondi, ed è il temibile virus multiteste di nome ignorvirus.
Te l’hanno innestato, inculcato e stampigliato nella mente da quando eri piccolo.
La somaro-medicina, la somaro-pediatria e la somaro-dermatologia, sono responsabili dirette del primo herpes che ti ha colpito, avendoti insegnato a mangiare carne-latte-zucchero-sale, rinunciando alla quota indispensabile di acqua zuccherina-salina naturale della frutta, e procurandoti in tal modo l’intossicazione e lo stato costipativo di partenza.
Le stesse pessime maestre sono quelle che ti hanno avvelenato il sangue con una ventina di vaccini diversi, e che hanno mandato fuori-uso anzitempo un sistema immunitario in formazione.
A loro va imputato lo sviluppo degli herpes successivi e cronici, avendoti insegnato non a rispettare e capire i sintomi, ma a soffocarli sistematicamente nel peggiore dei modi, ossia con le creme antivirali.

Un mondo a tinte fosche e rumori sinistri

Ti hanno creato un imprinting di paura.
Ti hanno reso dipendende e schiavo della sostanza magica chiamata antivirale.
Ti hanno instillato una fiducia incondizionata nella ciarlataneria sanitaria che si nasconde ahimé nel 90 % dei casi dietro un camice e dietro una laurea in medicina.
Ti hanno istruito per bene, presentandoti un mondo in medical-vision, non certo in technicolor e con musichetta stile Elvis, tipo O’ sole mio (It’s now or never), con tanto di ritmo e di mandolini napoletani.
Ti hanno proposto una realtà fatta non di normali cellule che muoiono diventando detriti cellulari (virus) che si riciclano e si eliminano, ma piuttosto una tragica farsa a tinte fosche e violastre, con rumori sinistri e stonati e sciagurati.
Hanno insomma ripristinato in te lo spettro antico delle pesti bubboniche e dei lazzaretti.

L’arrogante ignoranza al potere ha creato un mondo di asini

Ti hanno insegnato a odiare il nemico virus e il nemico battero, a odiare la febbre e l’influenza stagionale o virale, e ad amare la proteina nobile, il buon latte, la B12, l’Omega-3, il ferro-eme, la dieta-zonista-Mediterranea, idolatrando nel contempo il farmaco, il vaccino e l’integratore.
Consolati, mal comune mezzo gaudio, dice il proverbio.
Non sei infatti il solo ad avere le orecchie puntale all’insù e il raglio al posto della voce.
Il mondo intero, più o meno, è nelle tue stesse condizioni.
Se io avessi una laurea in medicina, la prima cosa che farei ogni giorno alzandomi, sarebbe quella di andare davanti allo specchio a lodare i miei contorni di fronte, di lato e anche di dietro.
Tutto ovviamente in punta di piedi, rimirandomi, osannandomi ed impettendomi.

Ave O Cesare Medico

Talento sprecato! esclamerei. Come fa uno come te a mescolarsi con il luridume della gente analfabeta, spaventata e petulante che gli ronza addosso, come fanno le api e le formiche intorno a una zolletta di zucchero?
E mi direi pure Buongiorno dottore-medico, ma che dico Buongiorno, la riverisco dottor dio Valdo, per avere il mondo intero ai suoi piedi! Buongiorno infallibile divinità. Ave a te Cesare dei Cesari, attorniato da una plebaglia di gente malata che dipende col fiato sospeso da qualunque parola esca dalle tue sapienti labbra.
E che nessuno osi toccarti o contestarti. Hai la protezione dell’Ordine e della Legge. Sei una persona che tocca e ritocca, visita e rivisita, taglia e ricuce, spaventa e rispaventa, ma che rimane intoccabile.

La disponibilità popolare a farsi massacrare

Quanta gente si fa togliere le tonsille e l’appendice, quando è vietato toccare gli strumenti del sistema immunitario, e quando un semplice, innocente, e migliorativo digiuno ad aria ed acqua, privo di effetti collaterali, risolverebbe la questione in pochi giorni?
Quanta gente si lascia irretire in cure farmacologiche contro gli sbalzi della tiroide, quando lo stesso rimedio ora accennato, più un miglioramento della dieta, risolverebbero il tutto senza alcun dramma?
Quanta gente si fa spaventare per un indurimento, una ciste, un costruttivo tumore benigno, dovunque esso si trovi?
Quanta gente accetta rimozioni e menomazioni allucinanti di ghiandole basilari, di timo, di tiroide, di ipofisi, di pancreas, di cistifellea, di prostata, di vescica, di seno e di testicoli, mentre ogni ciste ed ogni tumore benigno si sgrovigliano, si sciolgono e si autolidono per magia con una serie di 3 digiuni ad aria ed acqua, e con l’adozione di una dieta virtuosa, cioè uomo-compatibile?

Somaro anche tu, lasciatelo dire

Non tutti i medici, non tutti i pediatri, non tutti i dermatologi sono ovviamente dei somari.
Quelli che ti hanno curato o prescritto le porcherie da te citate, potrebbero anche essere persone valide, ma nell’atto specifico di tale prescrizione, e dunque anche nell’ideologia specifica che frullava e frulla nella loro testa a proposito dei virus, sono somari con la esse maiuscola.
E somaro, perdonami, sei anche tu che gli hai creduto, pensando di trovarti di fronte ad altrettante divinità della guarigione.

Pretendi di tenere i piedi in due staffe diverse

Sei anche somaro quando, in questo preciso istante, mi stai dicendo che gli antivirali accelerano la guarigione, mentre in realtà essi accelerano le ricadute, trasformando un disturbo costruttivo e banale, ideato dal tuo sistema immunitario per liberarti dalla tua lapalissiana intossicazione interna, in malattia autoimmune, cronica e ricorrente, collegata magari con l’allergia, la stagione e altre balle varie.
Sei un somaro perché mi chiedi consiglio non per buttare nell’immondizia immediatamente tutti i farmaci che hai nel cassetto di casa, ma per tenerteli con te, e integrarli con una quota di saggezza igienistica.




E’ paradossale che tu usi me stesso come un supplente o come un integratore

Stai usando Valdo Vaccaro come un integratore di emergenza.
Le abbiamo provate tutte, sentiamo anche quello.
Sentiamo anche l’estremista, il fondamentalista della natura, l’apodittico, il fantascientifico, il non-medico che si permette di parlare di salute.
Così, alle ridicole etichette che tutti si sentono di appiccicarmi addosso, mi aggiungerai pure la tua di
herpes-guaritore.

Dimenticati il nutrizionismo cuocaiolo di regime

Vuoi un consiglio? Te lo confeziono all’istante, con tanto di fiocchetto.
Dimenticati delle creme e degli antivirali. Dimenticati pure l’indirizzo del medico e della farmacia, dove potrai andare solo per prenderti dei cerottini quando ti tagli un dito.
Dimenticati le baggianate che il nutrizionismo cuocaiolo di regime ti ha finora instillato.

L’alternativa alimentare in sintesi

Fatti un digiuno ad aria e acqua di 3 giorni, e poi, al termine di esso, riparti mangiando normalissimo, cioè tutta la frutta che vuoi fuori dai 2 pasti principali, riservando per pranzo e cena il piatto di verdure crude e di ravanelli, seguito da un piatto di amido (che è la vera proteina dei vegani) il più naturale possibile. Se scegli il gaspacho, sarà molto meglio del minestrone di verdure cotto per soli 16-18 minuti.
Se opti patate e zucche cotte conservativamente, sarà meglio rispetto alla pizza e alla pasta integrale alle verdure. In ogni caso, a fine pranzo e cena inserisci la manciata di mandorle e noci.
Pane integrale ammesso, avocado raccomandato, crema di avena con semini pestati raccomandata, popcorn con banane, o fichi o datteri, raccomandato. Panini con spesso strato di foglie e germogli, con noci o pinoli, carciofini e crema di olive, in alterntiva al pranzo, promossi a pieni voti.

Il vero carburante umano arriva solo a Primavera inoltrata

Fin quando non arrivano i frutti freschi di stagione tipo le ciliegie, i lamponi, le more di rovo e di gelso, le fragole, le pesche e le albicocche, le mele novelle e l’uva precoce, inonda pure il tuo intestino con centrifugati di carote, sedano e ananas, di rape, patate e batate (patate dolci), di topinambur, zenzero e carote, sempre da prendere all’istante e a piccoli sorsi, e a stomaco vuoto.

Non esistono guarigioni, ma solo auto-guarigioni

Quando sarai guarito perfettamente, ti invito a non gridare Eureka, il non-medico dr Vaccaro mi ha guarito alla perfezione.
Io non faccio il guaritore ma al massimo il terapista culturale, al pari dei miei colleghi di Bergamo (Maestro Igienista Carmelo Scaffidi) e di Roma (prof Franco Libero Manco), e dei tanti amici naturopati, maestri yoga, e anche medici olistici e medici pentiti, che si danno da fare per responsabilizzare la gente, per istruirla ed aiutarla a saltar fuori dai tranelli nei quali è precipitata.
Ti ricordo ancora una volta che nessuno al mondo guarisce. Non esistono guarigioni, ma solo
auto-guarigioni. Salvo che uno non si chiami beffardo ciarlatano millantatore.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

TONSILLITE E MAL DI FEGATO

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9 Aprile 2010

TONSILLITE E MAL DI FEGATO


Corso completo di naturopatia e negozio di prodotti biologici

Buona sera, oggi per la prima volta ho sentito parlare di lei da persone che acquistano da me prodotti biologici.
Mi sono incuriosito e ho cercato sul sito.
Premetto che ho fatto un corso triennale di naturopatia e che ho un negozio di alimenti per la salute.
Non mangio carne e pesce, ma non sono vegetariano perfetto.

Molti legumi e molta pasta, tutto regolarmente biologico.
Nonostante ciò, esiste l’assillo della tonsillite e del fegato dolente.

Le volevo chiedere qualche consiglio sulla mia alimentazione.
Da un po’ ho abbandonato il latte e i suoi derivati.
In alternativa uso la bevanda di soia biologica, mangio molti legumi, molta pasta biologica, e ortaggi coltivati da noi.
Consumo insalata tendenzialmente cotta.
Soffro attualmente di tonsillite, e sento un fastidio nella parte destra del torace, forse il fegato.
In attesa di sua risposta, la saluto.

Il mito del cibo biologico e perfetto

Ciao Madrenatura, ti sei dimenticato di dirmi come ti chiami.
Ad ogni modo, senza offesa per il tuo negozio e per il biologico in generale, nessuno al mondo si illuda che alimentarsi con prodotti bio rappresenti sempre e comunque la perfezione, la garanzia di non incorrere in malattia.
Difendo il biologico a spada tratta, al punto di affermare che dovrebbe essere tutto biologico, e niente di lavorato e di sintetico nell’alimentazione.
Ma, chi è bio-ipnotizzato, commette il grave errore di annettere alla scelta bio ogni forma di immunità dai problemi, dimenticandosi che le cose non stanno affatto in quei termini, e che esistono altre oggettive priorità.

I negozi bio non vendono pillole bio-spirituali e nemmeno acqua biologica

Esiste il problema degli stati d’animo, dell’essere in piena armonia con se stessi e il mondo, e questo è un discorso spirituale.
Ma esiste pure la concreta carenza di acqua biologica salina-zuccherina che nessun negozio bio è in grado di fornire, e che paradossalmente si trova in abbondanza nei negozi non-bio.

L’ipocrita difesa della frutta biologica e di stagione da parte degli accoppa-maiali

Ho già osservato diverse volte che il movimento carnelattistico e anti-fruttariano, sfrutta ben volentieri tutte le occasioni possibili per sparlare del suo nemico giurato che è la frutta.
Si travestono così da naturalisti e persino da vegetariani e accettano esclusivamente due tipi di frutta e di verdura. Lodano l’impeccabile frutta e verdura biologiche (vendute in negozi dotati pure di quell’insulto alla logica che sono le bistecche biologiche, che vorrebbe significare bistecche vive), e lodano l’impeccabile frutta e verdura di stagione.

Per sei mesi l’anno non esiste frutta fresca-biologica-stagionale

Molti vegetariani, da autentici ebeti, cadono nel tranello.
Nei sei mesi freddi che vanno da inizio dicembre a fine maggio, frutta e verdura di stagione le vediamo tutti col binocolo.
Salvo quei pochi che si riforniscono di kaki, di nespole, di noci e di castagne, e che raccolgono erbe e germogli selvatici al primo sciogliersi delle nevi.
Gli stessi agrumi vengono dalla Sicilia e dal sud, mentre i datteri vengono dal Nord-Africa.
Usando il criterio della frutta di stagione, nemmeno quelli sono di stagione.
Idem per le banane, gli ananas, le papaie e gli avocadi.

Teorizzare il bio e lo stagionale significa automaticamente teorizzare le proteine nobili

L’aria e l’acqua sono i migliori cibi in assoluto, ma hanno il limite di non apportare calorie.
Siccome d’inverno l’uomo non ama andare in letargo come fanno molti saggi animali, ma pretende di essere attivo e iper-attivo, di studiare e lavorare, di fare sport e di sciare, è ovvio che egli deve pure caricarsi di calorie. Ecco allora che teorizzare il biologico e teorizzare lo stagionale significano teorizzare il formaggio grana, il prosciutto, la bistecca, il tonno, il delfino e la balena.
Teorizzare la frutta perfetta significa spingere le famiglie a trasformare il proprio frigorifero in un obitorio carico di cadaveri piumati e pinnati e di salme derivate dai quadrupedi.

Acquisti striminziti significa carente apporto del nutriente numero uno che è non certo la proteina, ma l’acqua biologica zucchero-salina

Applicando poi il discorso del biologico, la gente è costretta a centellinare gli acquisti, per l’alto costo che hanno i prodotti freschi.
Quindi niente cassette di arance, di uva, di ananas, di mandarini, di kiwi e di fragole, di pere e di mele, di melograni e banane, di carciofi e finocchi, ma acquisti modesti e striminziti.
Tre mele e due grappoli d’uva costati 5 euro, da mettere in bella mostra su un portafrutta d’argento.
Tre mele e due grappoli che ti fanno sentire in colpa ogni volta che li mangi, privando gli altri familiari di tale prezioso dono della natura, per cui li lasci lì a fare bella mostra per diversi giorni.
Se hai invece cassette di arance e di uva, non esiti a consumarli giornalmente, prima che ammuffiscano.
Viva la frutta in cassette e abbasso tutti i reparti ospedalieri, escluso il pronto soccorso

Ecco perché invito la gente a comprare a piene mani la frutta dovunque si trovi, perché non possiamo rinunciare a un abbondante apporto di acqua biologica, indipendentemente dallo stato qualitativo della frutta stessa.
Meglio se bio, ma se bio non si trova o se bio è stra-cara, viva la frutta in cassette.
La carenza di acqua biologica a litri è assai più pericolosa degli inquinanti che si vogliono evitare.
La carenza di acqua biologica è la via diretta verso il farmaco, il vaccino e l’integratore.
La carenza di acqua biologica è la strada maestra verso i peggiori reparti ospedalieri.

L’incanalamento verso il succo di mammella e verso il succo di macelleria

Dopotutto, ogni frutto ci mette dei mesi per fiorire, crescere e maturare, e rimane essenzialmente un frutto, che in ogni caso è sano e naturale.
Altrimenti si cade nelle manovre dell’avversario, tese ad incanalarci tutti non nel succo d’arancia e di carote, ma nel succo biancastro di mammella e nel succo rosso di macelleria, sempre offerti in disinvolta e in generosa copiosità, in tutti i mesi dell’anno.

Tonsilliti ed epatiti si risolvono al 100% con una buona alimentazione vegana-crudista

Fatta questa necessaria premessa, veniamo alla tonsillite e al mal di fegato.
Le tonsille sono a specifica difesa delle sostanze impure che circolano nel sangue.
La loro infiammazione denuncia un sangue guasto che si deve purificare con buone digestioni e con attiva eliminazione da parte della pelle, dei reni e degli intestini.
Tutte cose risolvibili con una buona alimentazione vegana e crudista, libera dalle pastoie del latte e dei cibi impiastrati e imbellettati dai cuochi, e libera dagli alcolici fruttati e dai nervini, dalle eleganti parodie di barcollanti e ridicoli sommelier.

Le menomazioni causate dalla medicina interventista

Togliere le tonsille infiammate, come ha fatto per decenni la medicina, significa menomare il sistema protettivo e sovraccaricare di peso immunitario altri organi come l’appendice e il sistema ghiandolare.
Il ragazzo privo di tonsille, e privo di cultura igienistica, tenderà a diventare adulto con problemi di appendice.
Tolta pure quella, per timore della peritonite, significherà doppia menomazione, e 10 anni di meno da vivere rispetto al potenziale.
Significherà pure stress continuo per ogni ghiandola e per ogni organo.
Se poi arriva la immancabile mazzata farmacologica, che tenti assurdamente e senza speranza di mettere riparo agli sbalzi nei valori ormonali, saremo serviti per le feste.

La scelta giusta sta nel rispetto della natura, nella testa e nell’anima

Se le tonsille e l’appendice sono le sentinelle del sangue, il fegato è la centrale purificatrice del medesimo e, in associazione con la bile e la cistifellea, espelle le sostanze estranee provenienti dalla digestione.
Essendo la stitichezza il maggiore nemico del fegato, e combattendosi essa non coi purganti e i clisteri ma sempre e solo con lo stesso tipo di alimentazione virtuosa citata per la tonsillite, si comprende come
la scelta giusta stia sempre nel rispetto della natura, nella testa, nella logica, e soprattutto nell’anima.
Le sostanze sbagliate non si devono sostituire o surrogare

Nel tuo specifico caso, hai fatto bene ad abbandonare i latticini, ma non dovevi affatto buttarti a corpo morto su un loro sostituto industriale come il latte di soia.
Capisco che per te ogni sostanza etichettata biologica significhi il massimo. Lo ripeti tutti i giorni ai clienti e hai finito per crederci pure tu. Ma le cose non stanno esattamente in quei termini.
I latticini non vanno sostituiti col latte di soia, bio o non bio.
E le proteine animali non vanno sostituite con legumi, bio o non bio.
L’uomo svezzato non ha bisogno di latte e latticini, che servono a quel punto solo ad intasarlo, a costiparlo e a osteoporosizzarlo.

L’unica sostituzione da farsi è trasformare 1500 calorie ingombranti in 1500 calorie innocenti

L’uomo, svezzato o non svezzato, non ha bisogno di proteine oltre al miserrimo livello di 25 grammi al giorno, che si raggiungono con qualsiasi tipo di dieta, anche la più affamante.
Cosa che non ti hanno evidentemente insegnato nei tuoi 3 anni di scuola naturopatica.
L’unica sostituzione possibile, urgente ed indispensabile, è di eliminare le 1500 ammalanti calorie in grassi e proteine, e di metterci al loro posto 1500 salubri calorie in pesche, arance, banane, carote, mandorle, noci e pinoli.

Stringere i denti per saltarne fuori intatti

Mi meraviglio che tu non abbia voluto sostituire l’acqua biologica, il valore più importante tra tutti gli alimenti per l’uomo.
Ti avrei risposto comunque che non esistono sostituti per l’acqua biologica, e che l’unico modo è quello di alzare le braccia e abbassare un ramo o una fronda.
Ricordo anche a te che il trimestre febbraio-marzo-aprile è il più micidiale dell’anno, sia per le persone sane che per quelle bacate internamente, per cui occorre resistere e stringere i denti per saltarne fuori senza ulteriori insulti al fisico e al morale.

Se impariamo a tenere l’anima sgombra e leggera, non ci ammaleremo più

Amare se stessi significa conoscersi ed apprezzarsi.
Amare se stessi significa amare il prossimo e amare chi ci ha costuiti così perfetti ed armoniosi.
Amare se stessi significa vivere in linea armoniosa col proprio corpo, col proprio creatore, col nostro destino karmatico, con le altre creature che ci attorniano.

Evitare la trappola materialistica della farmaco-medicina e della bisturi-medicina

Odiare se stessi significa tutto l’opposto.
Significa trovare difetti insanabili, tiroidi che lavorano contro il proprio corpo, herpes maledetti che dilagano e appestano, febbri paurose che ti bruciano le valvole, batteri e virus spaventosi che contagiano l’aria, l’acqua, i cibi e le bevande.
Significa cadere nei tranelli venali e materialistici della farmaco-medicina e della bisturi-medicina.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

venerdì 9 aprile 2010

DICOTOMIA TRA ETICA E SALUTISMO

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13 Novembre 2008



DICOTOMIA TRA ETICA E SALUTISMO

(dal Meeting-Conferenza su Carne e Latte dell’8/11/08 alla Sede ABIN – Associazione Bergamasca per l’Igiene Naturale di Carmelo Scaffidi - Bergamo (Tel 035-340208, ale00@freemail.it)


Domande e dubbi espressi dall’Avv. Mimmo Mastracchio al Meeting di Bergamo


Pare che tutti o quasi siamo d’accordo sul fatto che condannare un animale a morte in modo aprioristico e pianificato, ed ammazzarlo a freddo, senza altro motivo se non quello di rubargli vigliaccamente la vita, la carne, il sangue, le ossa e la pelle, sia una azione imbarazzante, riprovevole, ripugnante e rivoltante.
Eticamente parlando, non ci sono dunque difficoltà a convenire che l’abbattimento degli animali sia una insopportabile crudeltà che rode nel cuore e nell’anima dell’uomo, nonostante il tentativo continuo di tacitare il rimorso e i richiami della coscienza, mediante vane rimozioni e banali opere di sdemonizzazione del fenomeno.
Ma normalizzare, ovvero rendere incruenta ed umanamente accettabile una macellazione che dà a tutti sgomento ed amarezza, non è cosa facile. Nessuna controversia su questo punto.
Dove manca invece unanimità è nell’aspetto salutistico e pratico dell’alimentazione, dove c’è gente (qualificata ma numericamente minoritaria, composta da ricercatori trasparenti, da scienziati, da artisti, da leader spirituali) che riconosce e ribadisce gli aspetti negativi della carne anche sotto l’aspetto puramente nutrizionale, e altra gente (meno qualificata ma in netta maggioranza numerica) che tende a sottovalutare i danni provocati dalla carne alla salute.
Esiste dunque un insanabile strappo logico, un divario, una dicotomia tra etica e salutismo?


Le assurde distinzioni. Pensare al salvataggio dell’anima o alla salute del corpo?
Coerenza divina o contraddizioni insanabili e perenni?

Non per fare pubblicità ai miei scritti, ma invito l’Avv. Mastracchio a leggere la mia tesina Le Assurde Distinzioni, che è in possesso della Associazione ABIN, che scrissi qualche mese fa in risposta alle posizioni espresse dal prof Giorgio Calabrese su questo specifico argomento.


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La posizione del number one della nutrizione italica, rivolgendosi con paternalistico affetto ai vegetariani, disse, in una delle sue rare apparizioni televisive, che l’etica è una cosa importante, e che comprendeva benissimo o addirittura stimava in una certa misura l’atteggiamento sensibile e morale del movimento vegetariano, ma che lui, da nutrizionista attento e responsabile, più che pensare al salvataggio dell’anima, doveva pensare alla salute del corpo.
Dissi a Calabrese che questo divario, questo baratro tra corpo ed anima, non esisteva affatto, se non nella sua bacata fantasia di paladino ufficiale della bistecca e del prosciutto e della proteina animale in genere.
In effetti, sostenere una dicotomia e una incompatibilità tra etica e salutistica tra corpo e anima, significa, se ben pensiamo, accusare il creatore di aver allestito un mondo paradossale e contradditorio, e in particolare un essere umano destinato all’incoerenza e al conflitto insanabili e perenni
Un uomo portato psicologicamente e spiritualmente all’amore per il prossimo, alla compassione per il debole e il prigioniero, alla tenerezza verso il bambino e verso l’animale simil-bambino tenuto nella morsa delle catene e del macello, ma costretto poi fisicamente e concretamente a malmenarlo e a sgozzarlo al fine di mantenere se stesso in salute e in vita.
Il classico principio del mors tua vita mea.
Personalmente non sono un credente, non frequento alcuna chiesa e non appoggio alcun movimento religioso, pur intravedendo nel creato il tocco, il segno indelebile, il marchio inconfondibile di una grande mente, di una organizzazione super-umana o divina.
Ma, se fosse vera la dicotomia anima-corpo prima accennata, da rispettoso cittadino non-credente, o meglio non-schierato, da free-thinker o libero pensatore, diverrei all’istante un adepto della parte avversa, un ammiratore di Satana, mi tramuterei per reazione e delusione in un anti-dio e in un amico del male.
Solo un diavolo con le corna e la coda, e con lo sghignazzo sempre pronto, potrebbe infatti inventare un mondo del genere, con conflitto non già tra il bene e il male, che è cosa comprensibile e rientrante nella alternanza e nella differenziazione naturale delle cose, ma tra l’aspetto etico-spirituale e l’aspetto fisico-salutistico della nutrizione, ove l’uomo, dotato di corpo fruttariano, fosse obbligatoriamente abbinato ad una dieta onnivoro-carnivora, e dunque costretto a un eterno e insostenibile conflitto interiore, ove il buono, il bello e il giusto, fossero del tutto incompatibili con l’utile, il pratico e il sano.
Per fortuna le cose non vanno in quel modo, e c’è al contrario piena convergenza e logica tra etica e salutistica in fatto di alimentazione umana.

La frutta è non solo etica, profumata e bella, ma anche salubre

La carne infatti è nel contempo anti-etica, anti-estetica ed anti-salubre, l’esatto contrario della frutta che rispetta alla perfezione i tre criteri fondamentali.
Questa è la mia tesi, ampiamente supportata da fatti chiari e incontrovertibili, quali ad esempio:

- La frutta è non solo etica, profumata e bella, ma anche salubre, per il fatto di essere il cibo antiossidante per eccellenza, e quindi drastica riduttrice di radicali liberi e malattie.
- La frutta è non solo etica, profumata e bella, ma anche salubre, per il fatto di essere il cibo
alcalinizzante per eccellenza, e quindi tampone antiacido e barriera contro l’osteoporosi.
- La frutta è non solo etica, profumata e bella, ma anche salubre, per il fatto di essere il cibo
ripulente, purificante, anti-costipante e dimagrante per eccellenza.

Per converso, la carne e il latte, il pesce e i crostacei, le uova e i latticini, non sono solo crudeli e detestabili dal punto di vista etico ed estetico, ma sono pure micidiali per la salute fisica e mentale della creatura umana.
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Per compilare l’elenco completo dei danni enormi che tali sostanze provocano all’organismo non basta un intero foglio dattiloscritto per ciascuna di esse.
Più che divario e contraddizione tra etica e salutistica, esiste una coesione e una convergenza a tutto campo.
Diremo di più, e cioè che gli stessi micro-nutrienti normalmente magnificati dalla parte avversa a sostegno delle sue roboanti e sistematiche campagne commerciali pro carne-latte, finiscono per subire fatalmente la stessa sorte diventando, man mano che la ricerca scientifica procede, arma a doppio taglio, ovvero argomento che si ritorce contro gli scopi e gli intendimenti di chi lo ha tirato in ballo.

Costantemente perdente nel settore dell’etica e dell’estetica, il carnivorismo è all’eterna e ansiosa ricerca di nuovi puntelli giustificativi nel campo virtuale della Nutrizione Tout Court

Il carnivorismo-onnivorismo, messo alle corde nel settore etico-estetico-spirituale, cerca pure rivincite impossibili nel campo salutistico, e punta invece tutto su fattori psicologici, sociali e goderecci, dove la sua forza d’urto è davvero impressionante, sorretto com’è dai martellamenti pubblicitari e dai lavaggi del cervello che creano moda e tendenza, travisando e imbrogliando le carte in continuazione.
Punta forte sul fattore appetito e sul fattore gusto, trasformando, truccando, salando, dolcificando, cuocendo, mescolando, nascondendo, pervertendo, speziando.
Punta fortissimo sul fattore socio-culturale.
Pranzi e cene sono occasioni, prima ancora che per nutrirsi, per incontrarsi, socializzare, conoscersi e divertirsi, e questo è più facile se girano abbondanti bottiglie di vino, di birra, di aperitivi e digestivi, nonché tazze fumanti di tè e caffè, vale a dire di bevande micidiali per accompagnare cibi altrettanto micidiali.
L’idea che sia indispensabile abbuffarsi ed ubriacarsi, drogarsi ed abbruttirsi per rendere un incontro piacevole e divertente, non è naturale e nemmeno veritiera.
Ci si può benissimo incontrare, conoscere, apprezzare, di fronte a una guantiera di mirtilli, a una terrina di insalata, a delle teglie colme di melanzane, zucchine e patate cotte conservativamente.
Non serve ubriacarsi e prendere il Viagra per tradire la moglie e farsi la segretaria o la vicina di casa (il divertimento preferito per ogni buon marito), o per vendicarsi della scappatella e togliersi uno sfizio o un corno (altra soluzione tipica, preferita dalla controparte).
Non serve ubriacarsi per gioire se la tua squadra del cuore ha vinto o per soffrire meno se ha perso.
Fare le proprie cose preferite in condizioni perfette e non alterate, può solo dare maggiore piacere e migliore rendimento, o comunque minore sofferenza.
Anche perché una persona pulita e sobria stimola e attrae, mentre una o un amante ubriachi o anche solo avvinazzati, intrisi di carne e di cabernet, puzzano inevitabilmente di cimiteriale cadaverina e di alcol, oppure, ancor peggio, di pesce e di tocai, tutte cose che tolgono la voglia e la motivazione, più che fartela venire. Un bicchiere di casta acqua, alla fine, resta sempre la soluzione migliore.

Le impossibili rivincite in campo salutistico

Il carnivorismo, ovvero il carne-lattismo, non si dà mai per vinto, sorretto com’è dagli accumuli di mali-soldi derivati dallo sfruttamento e dalla persecuzione sistematica degli animali (a monte), e dai profitti ricavati dall’enorme mercato umano di sbocco (a valle).
Esso cerca pertanto in tutti i modi di dare giustificazione salutistica alla sua esistenza.
Dopo aver invischiato e corrotto medicina e farmacologia, dopo aver accalappiato ministri e governi, dopo aver foraggiato giornali e televisioni, è costretto a infinocchiare pure la massa dei consumatori.
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Sono ben note le sue strombazzate e il suo sistematico martellare sulla Vitamina B12, sul Ferro-Eme, sulle Proteine Nobili, sugli Aminoacidi Essenziali, sugli Omega3, pubblicizzati come argomenti-chiave a favore del macello e della latteria, della stalla e della pescheria.
I produttori di radicchio, di patate e di cachi, guadagnano troppo poco per entrare nella sala dei bottoni.
Per macellai e casari, produttori di vini e di bevande gasate, fabbricanti di farmaci e di cibi in scatola, industriali del tabacco e del caffè, il discorso è totalmente diverso.
Quelli sono i soli a poter investire pesanti capitali nella ricerca mirata e di parte, e lo fanno sempre con l’obiettivo disperato di contrastare l’inarrestabile e infinito flusso di prove salutistiche oggettive e veritiere a favore del movimento igienistico-etico-salutistico.
Prove che caratterizzano la scienza e la storia della nutrizione, che viene alimentata da un lato dagli apporti ordinati e ritmati dei ricercatori seri, dei medici responsabili e dei biochimici trasparenti, e dall’altro lato da eclatanti e ansiogeni lavori di insabbiamento dati, da sistematiche sottovalutazioni degli esperimenti più importanti e più scomodi, da parte dei padroni del vapore.
I quali non si limitano a tacitare e a nascondere, ma ricorrono anche allo sventolare e imporre i loro cosiddetti punti forti a favore della propria infausta mercede, che in realtà punti forti non sono, trattandosi sempre di trucchi, invenzioni, minacce, spaventapasseri, trovate, artifizi.
Fatalità vuole infatti che tali malizie si rivelino alla fine autentiche armi a doppio taglio.

Lo spauracchio della cobalamina o della Vitamina B12

E’ successo con la B12, che è stata strappata con forza dal gruppo B cui appartiene, per essere spiattellata come realtà individuale, come fedele alleata della bistecca e come sostanza super-basilare e derivabile esclusivamente dal regno animale.
Ma, se la natura l’ha confinata e l’ha confusa tra le altre vitamine del gruppo B, dandole pure uno spazio risibile e millesimale, al punto di farla apparire più come essenza-profumo-aroma (come cristallo rossastro
difficile persino da rilevare strumentalmente nel sangue fluido, giusto e sano dei vegani, che ne contengono quantitativi ottimali, varianti tra 80, 100 e 120 mc/ml, microgrammi per millilitro di sangue), buoni motivi ce ne devono essere, salvo che non si voglia dare dell’imbecille e dell’incompetente a Dio.
Nei carnivori e nei consumatori inveterati di proteine animali e di carburante sporco, che oggigiorno formano la maggioranza della popolazione e che dunque inquinano e pervertono persino le statistiche, i livelli di B12 sono spaventosamente alti, con grande gioia dei macellai della Fda.
La Fda ha infatti modificato le tabelle originarie della WHO (World Health Organization) che parlavano di una quota minima di 80 mc/ml, e di una quota massima 10 volte superiore, portandola a una gamma 154-1100 mc/ml), stabilita sulla base statistica della popolazione americana degli anni 70, già rovinata dalle altre tabelle vili e inique sulla carne (300 e oltre g di proteine nobili/giorno, contro i 75 g/giorno di oggi), e dalle altrettanto irresponsabili tabelle sulla vitamina C naturale e non sintetica (40-60 mg/giorno contro i 300 e oltre mg/giorno raccomandati da Cambridge e dalla stragrande maggioranza dei ricercatori mondiali sulla nutrizione).
Dati dunque assurdi e svianti, stabiliti sulla base di una popolazione-media-campione afflitta da cancro, cardiopatie, diabete ed osteoporosi, e non certo sulla base di un campione preso ad esempio tra i Mormoni d’America, che viaggiano vispi e sani con la B12 a 80-120 come deve essere.
Ma consumando i 300 g di proteine nobili al giorno imposti dalla Fda nel 1970, era impossibile tenersi sui 120 mc/ml, ed ecco l’arbitraria dilatazione verso l’alto delle quote B12, e la contemporanea sottovalutazione della C e della E (entrambe vitamine antitetiche alla B12) da parte della Fda.
Come dire che ad una canagliata ne doveva seguire per forza un’altra.

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Col risultato che, come ogni buon medico sa, a un alto livello di B12 corrisponde sangue denso, alto rischio di infarto e ictus, soprattutto con clima caldo e con bassa pressione atmosferica.
C’è poi da dire che, le persone tartassate da elevati livelli di B12, come si augura e spera la Fda, stanno pure ricevendo bassi livelli di vitamina C naturale (40-60 mg/giorno), e denotano pure un livello di 160-200 mg per dl di sangue per il colesterolo Ldl (ottimo livello per la Fda, ma che già mostra in realtà presenza di ateromi e di incipiente arteriosclerosi), e rivelano pure esagerati livelli di omocisteina tra 10 e 15 micromolecole per litro di sangue, che comportano rischi aggiuntivi per il cuore.
Gli altarini e la politicizzazione della Fda sui citati valori saltano all’occhio in modo flagrante, e sono messe in impietosa evidenza dall’esperimento Cambridge 2000, che ha sancito a livello internazionale nuovi modelli e nuovi minimi, con quote di vitamine C ed E moltiplicate addirittura per 6 volte.
Ribadiamo che dire Fda significa dire ministeri della salute, uffici sanitari e pediatrici di tutto il mondo.
Occorre citare inoltre un dettaglio importante, e cioè che la vitamina C è indispensabile a dosi massicce e continuative nell’organismo umano, mancando in noi la possibilità di immagazzinare tale vitamina.
La vitamina C naturale si trova solo nella frutta e nelle verdure crude, mentre la B12, necessaria a dosi impercettibili, è caratteristica delle acque fognarie, degli escrementi, delle urine e delle carni, ma si trova pure a livello bilanciato e di traccia nelle noci e nei cereali.
Il fabbisogno di B12, importante contro l’anemia, è talmente minimo e risibile che la normale dotazione media di un vegetariano lo garantisce per almeno 3-4 anni.
In più, sempre perché madre natura ha fatto le cose per bene, più basso è il livello di B12 nei vegetariani e più in alto si colloca automaticamente in loro il livello di B9 (acido folico), vitamina che sostituisce e rimpiazza validamente la B12, e che si cattura facilmente mangiando foglie verdi.
Tant’è vero che, mentre l’anemia è assai diffusa tra le persone onnivore, è rarissimo verificarla tra i vegetariani.

Lo spauracchio dell’anemia e il falso mito del Ferro-Eme

L’impero della bistecca ha martellato per decenni, tramite la sua compiacente classe medica, sul Ferro-Eme derivato dalle fiorentine al sangue, nel tentativo di far credere alla gente che le anemie, le carenze di ferro e le insufficienze sanguigne, si curano mediante autentici travasi di sangue animale, e non con lo scadente apporto del Ferro Non-eme di derivazione vegetale.
L’imbroglio e la truffa sono saltati fuori in modo eclatante grazie a ricerche più accurate condotte in questi ultimi anni.
La differenza atomica reale tra il Ferro-Eme del sangue animale e il Ferro Non-eme derivato dalle piante sta tutta in un atomo di ferro al posto di quell’ atomo di magnesio che caratterizza il sangue vegetale o la clorofilla.
Il problema è che i meccanismi complessi e delicati dell’assorbimento del ferro funzionano in modi molto diversi da quanto credono superficialmente, o fingono di credere, certi ricercatori medici.
Non ci vuole ferro per sostituire il ferro, ma piuttosto altri minerali compatibili che richiamino e riattivino il tantissimo ferro che ci circonda e ci accompagna costantemente fuori e dentro il nostro corpo.
La clorofilla, le cui molecole sono accompagnate regolarmente da ferro organicato (chiamato Non-Eme), fa proprio questo tipo di azione, regalando alla fine un contributo bilanciato ed efficace di ferro.
Il tanto declamato Ferro-Eme invece, dà solo stimolanti sferzate prodotte dalla moltiplicazione leucocitico-immunitaria, illudendo paziente e medico di ricevere incredibili benefici.
Del resto, la pratica di travasare sangue agli anemici andava di moda nel Medioevo, quando i malati venivano fatti accomodare nei macelli, per delle cure intensive a base di sangue caldo tolto direttamente alle vittime di turno.
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Ma già a quel tempo ci si era accorti che tale cura vampirofila dava risultati apprezzabili nel breve periodo, ma faceva precipitare poi i pazienti in stati anemici ancora più drammatici nel lungo periodo, per cui tale pratica venne ben presto abbandonata.
Le più avanzate ricerche sul ferro e sull’anemia evidenziano come il migliore ferro possibile è quello delle foglie verdi e del succo fresco di carote, e che le anemie vengono provocate dalle carenze di vitamina C, vitamina E, e vitamina P, o rutina, (sinergiche col ferro), dagli eccessi di B12 (antitetica col ferro e con la vitamina C), e da problemi non di carenza ferrica, ma di scarsa assimilabilità ferrica, che è cosa molto diversa.
Anche l’uso di sostanze proibite tipo fumo, tè e caffè (i cui tannini abbattono del 70 percento l’assorbimento ferrico), aspirine, zuccheri e dolcificanti industriali, analgesici e tranquillanti, latticini, sale, integratori, farmaci, tutte sostanze incompatibili e in contrasto col ferro.
Il problema del ferro, guardato con ansia e angoscia soprattutto dal gentil sesso, non sta tanto nel mettere dentro di sé più ferro mediante cibi specifici o peggio ancora mediante integratori, quanto nel costruire giorno per giorno la propria salute.
Con la alimentazione crudista vegetariana il ferro non si deve più rincorrere, ma arriva automaticamente nei punti giusti e nelle forme appropriate.

La farsa degli acidi grassi polinsaturi Omega-3 di derivazione marina

Gli acidi grassi polinsaturi DHA e DPA hanno notevole importanza per la salute, in quanto entrano nei meccanismi difensivi del sistema immunitario, e contengono le prostaglandine (C20H34O5), piccole molecole lipidiche che hanno ruolo centrale come regolatrici del flusso sanguigno e del battito cardiaco e che, nota bene, perché nessuno lo dice, si suddividono in PG tipo I e III positivo (quelle di origine vegetale) e in PG tipo II negativo (quelle di origine animale, delle carni e soprattutto del pesce).
Ora, mentre gli Omega3 vegetali, da frutta e verdure crude, vengono assimilati rapidamente e senza effetti collaterali per il fatto che:
A) sono state progettati e disegnati a misura d’uomo
B) non subiscono il processo degenerativo della cottura, che danneggia tutti gli alimenti, ma ancora di più quelli a contenuto lipidico (le molecole insature diventano sature e pesanti)
Gli Omega3 del pesce, oggetto di continuo sbandieramento mediatico, anziché nutrire divinamente indeboliscono e danneggiano l’organismo umano, finendo tra il materiale Non-Self o Estraneo, non riconosciuto come compatibile dai sensori e dal sistema immunitario umano (cosa che succede ovviamente con tutti i non-cibi, i quali scatenano proprio per questo emergenze immunitarie nel sangue, a base di moltiplicazioni leucocitiche).
Alla fine, il segreto della salute psico-fisica, la chiave che porta allo stare bene, è di una semplicità sconcertante.
Basta cambiare i propri cibi da innaturali in naturali, da cruenti in pacifici, e assisteremo come per incanto a una serie di miracolosi cambiamenti.
Basta cambiare i propri pensieri da negativi, cinici e nevrotici in positivi, trasparenti e sereni, e faremo un aggiuntivo salto di qualità.
Non è forse questa la prova del nove della coerenza assoluta tra etica e salute?

Valdo Vaccaro

L'ABIN E IL MEDICO-MEDICO

VALDO VACCARO HK LTD
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24 Giugno 2009

L’ABIN E IL MEDICO-MEDICO


Ravvivare l’ABIN con almeno un medico, per maggior rispetto verso realtà fatta di sofferenti e fatta anche di conquiste positive e mirabili della medicina

Gentilissimo Carmelo, credo che l’ABIN riceverà nuova vita se collaborerà continuamente con almeno un medico a orientamento igienistico, per filosofia precisa e scelta di giusta prassi.
Infatti, anche se l’igienismo può andare avanti in assenza di medici igienisti, non è però un caso che Shelton sia stato medico e non semplice studioso di igienismo.
Ciò significherà un maggior rispetto verso la realtà che è data dai sofferenti, spesso affidati volenti o nolenti alle esclusive cure della medicina ufficiale.
Ed anche un maggior rispetto verso la realtà delle conquiste positive e mirabili della medicina, da due secoli a questa parte.

Mendelsohn citato ad abundantiam per insaporire i suoi ragionamenti igienistici

I Mendelsohn citati da Vaccaro ad abundantiam per corroborare e insaporire di più i suoi ragionamenti igienistici, e renderli spassosamente ipercritici, sono degni di rispetto, ma ancor più degno di rispetto è il fatto inoppugnabile che il Mendelsohn stesso era medico, e quindi poteva permettersi di criticare i difetti dei suoi confratelli professionali, perché ne possedeva tutta la scienza e coscienza. Cosa che l’ABIN di oggi non possiede.

Senza percorso post, senza aver apprese e digerite le conoscenze mediche non c’è apprezzamento

Di fatto, tuo figlio non è stato curato soltanto da te, ma anche dagli interventi del dr Martinucci, come tu stesso mi raccontasti. E allora? Vogliamo dare lustro ai buoni medici che si danno da fare remando contro la medicina ufficiale quando essa è negativa e distruttiva?
Certamente ci sono medici igienisti che si qualificano come superanti la medicina in quanto tecnica.
Penso all’anziano dr Merien, di cui lessi alcuni scritti, che ha abolito se stesso come medico, conservando soltanto il rigoroso profondo orientamento igienistico, ma è sempre un percorso post, che è apprezzabile, proprio in quanto ha superato le conoscenze della stessa medicina, ma dopo averle ben apprese e digerite.



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Potresti essere denunciato perché esercitante la professione medica senza titolo

Se tu curi qualcuno, e la cosa non riuscisse bene, potresti essere denunciato, perché esercitante la professione medica senza titolo.
Ecco allora la necessità di organizzarsi stabilmente, in modo di avere nel team fisso dell’ABIN almeno un esperto medico a orientamento igienistico.
Che non vedo, o non vedo ancora.
Sono in pratico sciopero pacifico e nonviolento, per la ristrutturazione dell’ABIN in modo efficiente ed efficace.
Un cordiale saluto ed augurio.
Prof Bibliotecario Franco Mascolo, paziente igienistico a orientamento logoterapeutico.

Le critiche sono sempre utili se dirette e trasparenti

Ho sempre detto che le critiche, servono a progredire e a migliorare, per quanto seccanti e cattivelle esse possano essere.
Ma, perché si possa ad esse rispondere in modo puntuale, tali critiche devono essere chiare, esplicite trasparenti e dirette, e non nascondersi dietro ambiguità, secondi fini, allusioni.
Il tuo sciopero, egregio professor Mascolo, avrà tutte le connotazioni che tu vuoi, ma non di sicuro quelle di essere pacifico e nonviolento, come asserisci.

I miei cattivi pensieri

Dovevi essere ancora più franco, in onore al tuo nome, e dire apertamente che la ABIN di oggi (in effetti hai scritto oggi in stampatello), che ha alla direzione tecnica un certo V.V. che si permette di non essere di sinistra come te e di dare del buon Benito a un mostro come Mussolini, non ti comoda affatto.
Così avresti anche evitato di costruire questa tua elaborata lettera a Carmelo, usata come paravento per il tuo preciso intervento politico.
Se mi sbaglio, se questo è un gratuito cattivo pensiero, sono pronto a fare ammenda e a chiederti scusa.
Ma temo proprio che non ci sarà bisogno.
So bene quanto tosto sei nelle tue posizioni rispettabilissime, ma comunque rigido-sinistrorse, visto che non sono servite le mie rassicurazioni sul fatto che evito rigorosamente di stare da una parte o dall’altra, e che nulla ho di che spartire con entrambe le sponde, all’infuori di semplici prese di posizione culturali.

Necessità di una mia risposta personale, prima ancora di parlare con Scaffidi

A questo punto, siccome non mi risulta che il presidente dell’ABIN mi abbia ancora dato un calcio nel sedere, seguendo i tuoi non troppo celati auspici e desideri, devo rispondere personalmente al tuo messaggio punto per punto, visto che mi hai coinvolto nel tuo ragionamento, a volte chiaro e condivisibile, e a volte fumoso e contorto, sottile e subdolo, sullo stato dell’Associazione.
Ci sono alcuni punti del tuo messaggio che suonano stonati ed offensivi.





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Rapporti con la medicina e i medici. Non si deve mai fare di ogni erba un fascio.

1) Il fatto di non avere una divina laurea in medicina ma delle misere lauree in naturopatia, filosofia e naturopatia.
2) Il fatto di mettermi abusivamente contro i medici tout court, mentre ho sempre detto che ci sono medici e medici, uomini e uomini, igienisti ed igienisti, e che non è mai il caso di fare di ogni erba un fascio. Questo vale a maggior ragione per me che mi trovo con più medici in ambito familiare, ed anche tra i migliori amici. Occorre ribadire come la Medicina, più che un grande mare, sia un enorme oceano, per cui serve sempre fare delle precise ed opportune distinzioni. Criticare certe tendenze, certe scelte dell’Ordine, certe politiche delle istituzioni mediche internazionali, o la virologia e l’infettologia, non significa essere antimedici in linea generale.
Ho sempre ricordato che le peggiori critiche alla medicina arrivano comunque dal campo medico.
Per il resto, il mio essere igienista, naturalista, vegano ed animalista, comporta certamente una difesa rigorosa e documentata delle mie posizioni.

Raffronti indiretti con Mendelsohn e Merien

3) Il fatto di raffrontarmi a Mendelsohn che poteva criticare i colleghi perché dotato di scienza e coscienza, mentre io non potrei farlo perché mancante di entrambe (non lo hai detto ma l’allusione è più chiara ancora della frase esplicita).
4) Il fatto di insistere sul medesimo motivo citando il caso del dr Merien e il suo percorso post-medico,
apprezzabile in quanto ha superato e scartato le conoscenze della stessa medicina, ma solo dopo averle ben apprese e digerite.
Sarebbe come dire che un comunista sfegatato e fanatico, o anche un fascistone in camicia nera, per diventare cittadini normali e raziocinanti, dovrebbero necessariamente passare tramite l’esperienza diretta del comunismo e del fascismo.

Senza il post siamo tutti fuorigioco

Come dire che una persona normale e libera da tali condizionamenti non avrebbe il diritto di esprimersi al meglio in politica, mancandole il post dell’esperienza sbagliata. Siamo davvero all’assurdo.
Tu stesso continui a parlare di igienismo capendoci a volte pure poco, ma non per per questo vado a fare riferimenti strani a tue lauree mancanti in questo o in quello. Se dici cose giuste ti approvo, se sbagliate ti blocco, niente altro. Chiaro poi che ci sono pure implicite offese per Carmelo e per la stessa ABIN, visto che lui non esercita professione medica ma fa l’igienista naturale su soci della sua stessa associazione, come dovresti ben saperlo. Su questi dettagli il presidente potrà risponderti direttamente.

Rivitalizzare l’ABIN con un medico-igienista

Nella vita tutti siamo migliorabili, sia come singoli che come gruppi famigliari, sociali, regionali e nazionali. Persino come pianeta intero, siamo ben lungi dall’essere perfetti.
Che la ABIN abbia dei margini di miglioramento organizzativo nessuno lo mette in dubbio.
Che la ABIN guadagnerebbe assai in termini di efficienza, reputazione e sicurezza legale con l’arrivo di uno o perché no 3, 4 o 5 medici-igienisti, è anche verissimo.
Peccato che a questo mondo i medici igienisti davvero validi si contano sulle dita della mano e, quando esistono davvero, hanno già la loro clinica e i loro clienti affezionati.
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La tua avversione verso gli studiosi di igienismo

La tua avversione per gli studiosi di igienismo è determinata pure dalla ignoranza sulla storia dell’igienismo stesso.
Non hai ancora capito che la strada igienistica è quasi sempre parallela ed antitetica a quella della medicina. Spesso l’esperienza medica diventa addirittura un grave ostacolo a capire l’igienismo.
La convivenza di medicina ed igienismo nella stessa persona non è affatto qualcosa di facile ed armonioso, di semplice e scontato.
Quanto alle conquiste positive e mirabili della medicina avresti fatto meglio a citarle, appaiandole pure ai fallimenti clamorosi della medicina stessa, che pure non mancano, altrimenti il movimento igienistico alternativo non avrebbe nemmeno ragione di esistere.

Herbert Shelton non era medico

L’australiano Alex Burton è un esempio validissimo di medico-igienista, ed è tra l’altro uno sperticato sostenitore della Cura-della-non-cura, che non mi pare sia il massimo, per il tuo modo di pensare.
Eppure quella è una posizione tipica e standard dell’igienismo, per cui è la stessa malattia la vera cura.
I primi igienisti americani tipo Tilden, Trall, Graham erano tutti grandi medici-ribelli e riformisti.
Ma Herbert Shelton non era medico, come erroneamente dici. Aveva due lauree in naturopatia e chiropratica. Ma la sua preparazione valeva quella di dieci medici messi assieme.
A dimostrazione che non è il pezzo di carta in sé che conta.
Lo stesso Shelton, nella sua scuola della salute, non spingeva affatto i suoi allievi ad iscriversi a Medicina, ma piuttosto a Biologia o a Chimica.
Esiste una lista lunghissima di autori che hanno lasciato il segno nel settore del salutismo senza essere stati medici veri e propri.

Avere i numeri per criticare

Mendelsohn che cito, come dici, ad abundantiam, aveva di sicuro i numeri per criticare i difetti dei suoi confratelli professionali.
Per quanto mi concerne, pur non essendo medico, sono essere pensante che ha diritto di esprimere le sue opinioni e di dare buoni consigli.
Ho la fortuna di essere stato coerente igienista ed etico-animalista da quando ero bambino, per cui penso che questa esperienza di vita valga molto di più di una laurea in medicina, limitatamente al buon uso che
ne faccio.

Finché c’è vita c’è speranza

Non è detto poi che un giorno o l’altro, se la salute continua a favorirmi, non decida di aggiungere pure un titolo medico nel mio carnet.
Non mi sogno ovviamente di fare operazioni e di prescrivere farmaci a nessuno.
Non lo farei nemmeno con laurea di medicina in mano.
Se un medico dice la sua in questioni di scienze economiche e politiche, o in questioni etico-salutistiche e filosofiche, non vado certo chiedergli se ha o non ha una laurea in economia o in scienze igienistiche e filosofiche, ma valuto la validità delle sue opinioni.


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L’etichettatura delle persone in base ai titoli e non ai meriti è sempre antipatica ed esecrabile

Quello di etichettare le persone in base ai titoli di carta, carissimo Franco, è una pessima abitudine, da mediocre burocrazia e non da gente colta.
Trattasi di un discorso che vale solo a livello legale.
Gli specialisti della medicina, peraltro, fanno benissimo a tutelare la loro professionalità di fronte a casi di abusività sempre più frequenti.
Ma alla fine è la gente stessa che sa riconoscere la validità e l’eventuale bravura, al di là dei titoli che uno vanta, e che comunque nelle pratiche mediche specifiche è giustissimo che esistano in modo chiaro ed inequivocabile.
Prima cerchiamo di essere uomini e, solo poi, di essere dottori in qualcosa. Non viceversa.

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)