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venerdì 30 luglio 2010

OTITE MICOTICA ESTERNA

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28 Luglio 2010

OTITE MICOTICA ESTERNA


LETTERA

Il primo passo verso il veganismo è stato fatto, e ora si passa al crudismo

Gentile Valdo, grazie per le sue tesine.
A tre mesi dalla dieta vegana (ahimè con qualche sporadica ricaduta su prodotti caseari, dovuta per lo più ad occasioni sociali), sto molto bene.
Ho fatto le analisi del sangue e tutti i valori sembrano essere a posto. In più non ho perso peso.
Mi accingo adesso, approfittando della stagione calda, a passare alla dieta crudista.
La devo ringraziare sul serio. Mi ha aperto un mondo che non conoscevo affatto.

Come risolvere l’otite che mi sta tormentando?

Ho bisogno anche di chiederle un parere su un problema all’orecchio.
Mi è stata diagnosticata un’otite esterna con presenza di funghi all’orecchio destro e, a detta dell’ORL (otorinolaringoiatra), la malattia sarebbe a uno stadio molto avanzato.
Mi ha prescritto 7 iniezioni di antibiotico più del cortisone, e dice che in una settimana dovrei guarire.
Io vorrei evitare gli antibiotici, anche se la tentazione è forte, essendo il dolore insopportabile, a parte la diminuzione dell’udito. Cosa mi consiglia di fare?
Francesco

RISPOSTA

Otiti esterne, medie ed interne, con leggera sordità e ronzii fastidiosi

Le otiti, ossia le infiammazioni dell’orecchio, possono essere esterne (tutto sommato semplici e innocenti), medie e interne (queste possono essere più complicate e lunghe da risolvere.
A volte le otiti medie si complicano e coinvolgono la mastoide, formazione ossea posta dietro l’orecchio, causando mastoidite.
Con l’infiammazione del timpano c’è scarsa percezione dei suoni, ci sono ronzii e fitte, e ci possono essere perdite o flussi dall’orecchio stesso.
Il sistema immunitario costretto ad imprecare e a masticare amaro

E’ vero che tutte le otiti provocano dolori forti e insopportabili.
Nessuno pensa però agli effetti collaterali degli antibiotici e dei cortisonici, che sono davvero insopportabili ed intollerabili per il sistema immunitario, costretto a subire ed a masticare amaro.

Lo specialista è costretto in ogni caso a darti un farmaco

Chiaro che gli specialisti dell’orecchio non prevedono altro che quel tipo di cure standardizzate, approvate, rituali, sanzionate dalla scuola medica mondiale, dove i batteri e i miceti del sistema sono visti non come strumenti preziosi ed accompagnatori posti in essere re attivamente dal sistema immunitario, ma come mostruosi invasori unni o lanzichenecchi.
Volenti o nolenti, non possono fare altro che quello.
Nessuno si aspetti di uscire da uno studio specialistico senza delle prescrizioni in tasca, o magari con un invito a digerire meglio, ad optare per la fetta di anguria piuttosto che per un piatto di spaghetti.

Per l’igienismo la via del farmaco non viene nemmeno presa in considerazione

Noi igienisti vediamo invece Attila proprio nel cortisone e negli antibiotici.
Croniche o acute che siano le otiti (la tua è nella fase acuta), necessitano di un trattamento generale più che topico e locale.
Un trattamento atto a normalizzare la digestione del soggetto, riattivando nel contempo la completa attività eliminativa che per qualche motivo non ha ultimamente funzionato al meglio (attività eliminativa intestinale, renale, polmonare e cutanea).

I rimedi naturali all’otite

Dieta rigorosamente crudista, respirazione profonda, riposo sufficiente, bagni e cataplasmi di fango al basso ventre possono aiutare a ristabilire un equilibrio termico e una distribuzione migliore del sangue, decongestionando l’intestino.
Bagni freddi di 2-3 minuti ai piedi servono a decongestionare, cioè a togliere sangue dalla testa, e quindi ad alleviare un po’ i sintomi.
Ma la guarigione sta tutta nella normalizzazione digestiva e nel ripristino eliminativo.

Cavolo, lattuga e sambuco, tra i rimedi naturali, non risolventi ma lenitivi

L’erboristeria propone dei rimedi naturali, sempre come alleviamento dei sintomi e non risolventi, come dei cataplasmi di lattuga e di foglie di sambuco (10 grammi di foglie fresche e triturate in mezzo litro d’acqua).
Pare che diano gran sollievo pure il succo di foglie di sambuco oppure il succo di cavolo verde crudo, introdotti nel condotto uditivo con un batuffolo di cotone.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

L'INCOERENZA VEGETARIANA, LE FECI OCCULTE E IL DIO DELLA B12

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28 Luglio 2010

L’INCOERENZA VEGETARIANA,
LE FECI OCCULTE E IL DIO DELLA B 12


LETTERA

Positivo all’esame delle feci occulte (diverticolite)

Buongiorno dr Vaccaro, fra i tanti suggerimenti su internet, ho scelto di scriverle, così per istinto.
Dalle risposte che lei gentilmente dà ai lettori, ho sentito che mi posso fidare.
Le illustro pertanto il mio caso.
Dopo uno screening generale presso l’ASL-Lazio per le problematiche del colon over 60, sono risultato positivo all’esame feci occulte.

Pronto ricorso all’ospedale e alla colonscopia

Evitando l’iter burocratico lento e farraginoso della ASL, e da buon ipocondriaco tendente alla preoccupazione, mi sono recato in ospedale dove mi è stata consigliata una colonscopia, effettuata in sedazione profonda, causa stenosi (restringimento patologico di un orifizio).

Un referto ospedaliero a dir poco sorprendente

Il referto ospedaliero dice quanto segue:

- Negativa l’ispezione della regione perianale.
- L’esplorazione digitale del canale anale evidenzia ipoelasticità del canale stesso.
- La mucosa dei tratti esplorati presenta un polipo sessile di circa 3 cm dell’ascendente prossimale
(che si asporta con ansa diatermica mediante metodica abituale, si recupera e si invia ad esame istologico).
- Controllo soddisfacente anche a distanza.
- Numerosi sbocchi diverticolari di medie dimensioni del sigma e del discendente, senza segni di flogosi o sanguinamento.
- Mucosa ampollare iperemica, plesso emorroidario inferiore depleto.

Non è servito niente essere vegetariano e virtuoso per 35 anni?

Il bello di questa mia storia è che sono vegetariano da più di 35 anni.
Non mangio né carne né pesce, e nemmeno i loro derivati, e nemmeno altre cose del regno animale.
La mia dieta, per lo sport che ho sempre praticato, è basata sui carboidrati e comprende pasta (il più delle volte integrale), legumi e frutta, yogurt, uova, riso integrale, grani crudi germogliati, vitamina C, molta acqua, succhi confezionati al 100% di frutta.
Pratico jogging a giorni alterni, con 8-10 chilometri da ben 35 anni.
Non le pare strano che la diagnosi ospedaliera non combaci e non sia affatto pertinente con la mia anamnesi, ovvero coi miei precedenti virtuosi?

Esame istologico e forte ansia sul da farsi

In attesa dell’esame istologico (fra 10 giorni) le pongo un paio di domande.
E’ possibile avere qualche medicina che tenga in letargo il problema diverticoli?
Che ne pensa di questo trattamento visualizzato nel web? Me lo consiglia?
Qual è il suo consiglio? Prendere medicine, antibiotici specifici non assorbibili, o cosa ancora?
Sono enormemente in ansia! Attendo risposta e la saluto cordialmente.
Roberto da Roma

RISPOSTA

Perdonami per il grave ritardo nella risposta

Ciao Roberto, scusami anche tu per il grave ritardo.
Ho tuttora un pacco di mail datate-marzo-maggio che sfoglio per la prima volta, notando parole come ENORME ANSIA, e GRANDE URGENZA.
E come te ci sono molti altri lettori.
Qualcuno mi accusa di essere invadente e di produrre troppe tesine in questo periodo.
Come faccio però a non far conoscere al pubblico questi casi importanti, che mettono a dura prova non solo la medicina (che risolve tutto coi farmaci nel modo che sappiamo), ma anche l’igienismo, che deve dare delle risposte chiare ai problemi ed anche delle direttive concrete per saltarne fuori?
Sto mancando al mio compito, in fatto di celerità risposte, e chiedo a tutti venia e comprensione.

Molti anni di vegetarianismo non hanno fatto di te un guerriero di Riace.
Tutto sommato, 35 anni di vegetarianismo e di movimento, ti hanno traghettato fino qui.

Le domande che mi poni non sono semplici. E noto anche qualche incoerenza in te stesso.
Dai per scontato che 35 anni di vegetarianismo e di sport ti abbiano reso un perfetto guerriero di Riace.
Non è evidentemente così.
Non hai speso una parola per gli altri 30 anni iniziali della tua vita, quando ne hai combinate probabilmente di tutti i colori. A quel tempo non avevi di sicuro effettuato adeguati correttivi, e ti eri limitato ad adottare una strategia vegetariana (spuria e non perfetta) e un regime di vita più sano, basato essenzialmente sul jogging.
Niente digiuni, niente rivoluzionamento dieta, ma soltanto alcuni ritocchi superficiali.
Una strategia 35ennale che tutto sommato ti ha ripagato, traghettandoti fino alla situazione odierna non dico in modo impeccabile, ma nemmeno in modo tragico, visto che sei tuttora attivo e vivace.

Siamo tutti soggetti alla legge di causa ed effetto, senza alcuna discriminazione tra buoni e cattivi

Vorremmo tutti noi vegetariani essere sempre perfetti e baciati dalla preferenza divina e dall’immunità dal malessere e dalle patologie, in quanto facenti parte illusoriamente della mela sana e non bacata.
Ma non è sempre così.
Ricordati che il mondo intero, onnivoro, vegetariano e vegano, viene sottoposto alla famosa legge di causa ed effetto. Una legge che non subisce mai eccezioni o rallentamenti.
Se hai un colon difettoso esistono delle cause precise.

Le basi della tua attuale alimentazione prestano il fianco a diverse patologie

Ti faccio poi presente che, in ogni caso, non sei affatto un vegetariano perfetto ed inappuntabile.
Uno sportivo che basa la sua alimentazione sui carboidrati cotti e devitalizzati (pasta), sulle uova, sullo yogurt, sui succhi confezionati e sulla vitamina C, presta il fianco a molte patologie.
Ti faccio presente che le uova sono nella sostanza sangue e carne di pulcino in formazione, non scordartelo.

Il tuo vegetarianismo è un vegetarianismo tra virgolette

Dove sta il tuo vegetarianismo?
Dove sta la tua netta differenziazione da chi va a rifornirsi dal macellaio?
D’accordo le uova non soffrono come il maialino e il vitello, e non vedono coi loro sensi sconvolti le scene del delitto e il sinistro muoversi dei loro persecutori.
Non sto criticando la parte buona delle tue scelte etiche di vita, ma solo il lato dell’incoerenza salutistica.
Le uova non hanno nulla di vegetariano, e appartengono a pieno diritto alle proteine animali, per cui sono altamente acidificanti nel corpo umano. Lo yogurt sta più o meno nella stessa categoria, e viene soprattutto dallo stesso tipo di mercanti.

Certi cibi si mettono dentro facilmente, mentre è problematico mandarli fuori

La pasta e i cibi stracotti danno calorie vuote e prive di micronutrienti.
I succhi di frutta confezionati, anche se di frutta al 100%, sono certamente migliori di quelli derivati dal petrolio, ma la loro immancabile pastorizzazione li ha svuotati di ogni valido principio nutritivo, per cui non costa niente metterli dentro il nostro sistema, mentre costa una enormità rimandarli fuori, e ti ritrovi con carenze di minerali, sbalzi ghiandolari e debolezza immunitaria, il tutto mascherato in parte da un certo grado di efficienza fisico-atletica.

Sei stato bravo ma non abbastanza

Essendo poi tu tendenzialmente uno sportivo hai finito per esacerbare ed ampliare le tue stesse imperfezioni.
Quello che succede coi farmaci, incompatibili con il crudismo e la frutta, succede anche coi similfarmaci (uova, cibi cotti, vitamine sintetiche, pasta, ecc).
Quando si intraprende la strada della perfezione, non ci si può fermare a metà dormendo sugli allori ed accontentandosi. Occorre percorrela per intero.


Il paradosso del sangue migliore e ossigenato che offre maggiore accesso e penetrazione ai veleni assunti in contemporanea

La convivenza della dieta fruttariana e del buon comportamento sportivo coi farmaci e con le varie imperfezioni dietetiche è poco tollerata, non paga e non produce.
Da una parte viene infatti migliorato il sangue, reso più fluido ed ossigenato, e dall’altra l’avvelenamento contemporaneo (da farmaco e da imperfezioni suddette) trova maggiore accesso e penetrazione nel sistema, proprio a causa del sangue più efficiente.
Chiamalo pure un paradosso, ma è così.
In altre parole, la scelta di campo deve essere totale se vogliamo la perfezione a 360 gradi.

Non tutti i compromessi sono da criticare, e non tutti gli estremismi sono da bollare

Non è dunque questione di estremismo e di fanatismo.
Qualunque posizione che noi prendiamo viene sottoposta a critiche.
Per alcuni io sarei il massimo dell’estremismo, per altri sarei nutrizionalmente un democristiano, tutto correnti, tutto accomodamenti e tutto compromessi.

Segui i buoni principi, e tutto il resto sono inezie

La realtà è che occorre trovare un sistema di vivere adeguato il più possibile a noi stessi, nella realtà in cui siamo immersi, senza perdere di vista il disegno del nostro corpo, le caratteristiche dei carburanti che gli diamo e le scelte di vita che operiamo per superare al meglio le problematiche e le sollecitazioni cui veniamo giornalmente sottoposti.
Nessun cedimento sui principi basilari, e qualche adattamento sui dettagli di poco conto.
Questa è la mia filosofia.

A cena con Pitagora, Ippocrate, Ehret, Shelton, Lezaeta e Costacurta.

Ho detto e lo ribadisco che non mi troverei imbarazzato ad andare oggi a cena in compagnia di Ehret, di Shelton, o anche di Pitagora ed Ippocrate, sempreché accettassero il mio invito ovviamente.
E mi troverei pure bene con Lezaeta e con Costacurta, ben conscio di avere a che fare con dei naturopati leggermente affetti da curomania, più che con degli igienisti veri e propri, abbonati alla rigorosa cura della non-interferenza.
Tirar via un pizzico di sofferenza e puntare nel contempo alla cura non di quel sintomo ma della malattia vera e propria che sta a monte, non mi pare affatto uno stravolgimento ideologico.
Prendiamo quello che c’è di buono e applichiamolo, senza fare troppe partizioni e troppi ghetti.

A pranzo con Hotema, tra frutta tropicali e ballerine hawaiiane

Non ci penserei due volte a stare una settimana alle Hawaii con Hilton Hotema, tra bananine, manghi e ananassi, e possibilmente con qualche ballerina vestita di foglie di bambù.
E sempre senza il Viagra o il Cialis in tasca. Al massimo opterei per qualche durian in più.
Ma le differenze tra la gente non sono poi sempre così drammatiche.
Pretenderei che Costacurta non fumasse e non bevesse caffè, questo è certo.
E chiederei a Shelton di non fare il furbastro con la sua fetta di formaggio incartata in una tasca della giacca. A parte questo li tratterei tutti da umani e non da divinità.

Perché no con l’amico Gesù Nazzareno, e senza il clistere in borsa

Non mi sentirei estraniato neppure tra gli Esseni, fin da allora abituati all’indecroso uso del clistere.
Li aggiornerei sul fatto che qualche progresso nonostante tutto è stato fatto, e che dalle nostre parti ci sono meno pecore e meno cammelli, mentre avocadi, fichi d’India, datteri, noci di cocco, e banane abbondano in mille negozi, per cui chi non ama cementarsi il colon con incommentabili porcherie animali, non ha bisogno di ricorrere a tali strumenti.
Due giorni a fantastica uva servono molto di più di un arnese piantato nel sederino, Gesù o non Gesù.
Anche perché la gente di oggi sta cominciando finalmente a capire una cosa.
E cioè che è più importante quello che va fuori, rispetto a quello che mettiamo dentro.

Nessun imbarazzo e nessuna alienazione, nemmeno con chi ha idee contrarie alla mia

Riesco a trovare armonia ed amicizia, a tavola e fuori, anche con gente che si fa un baffo della mia impostazione salutistica, figurarsi se mi sentirei alienato e fuoriposto coi grandi maestri.
Non serve cadere nel perfezionismo e nel manicheismo.
E’ solo usando l’anima, il cervello, i modi garbati e un minimo senso umoristico, che si può ottenere qualcosa. Dare il buon esempio rimane un fatto fondamentale.

Devo riconoscere con una certa amarezza che il veganismo non sta offrendo affatto una bella e coerente immagine di se stesso

L’ambiente vegetariano è inflazionato da gente che crede di essere perfetta e saggia, senza esserlo affatto. A volte si trova più realismo e più coerenza negli onnivori, e mi dispiace doverlo dire.
Non esistono persone più incoerenti dei fruttariani che demonizzano la frutta cosidetta acida, tipo gli agrumi, sulla base di personali difetti funzionali interni, e non invece sulla base di prove scientifiche oggettive ed evidenti, dove la legge delle trasformazioni biochimiche corporali dimostra in mille modi che gli agrumi alcalinizzano il sangue (che è l’esatto contrario di quanto essi blaterano a vuoto, privi di scienza e di orientamento).

I dentisti sono categoria strategica al pari dei pediatri, e quindi soggetti a precise normative Codex, per cui si può chiudere mezzo occhio sui loro strafalcioni

Posso chiudere mezzo occhio sugli strafalcioni di certi dentisti, che attribuiscono disinvoltamente i danni di certe bocche rovinate alla frutta acida, quando a far cadere i denti sono invece le sostanze proteiche-acidificanti introdotte nell’organismo, che provocano osteoporosi a tutti i livelli, inclusi gli indebolimenti dentari.
Ma quando queste cavolate arrivano da fonti che pretendono di essere catalogate come vegane, la cosa mi fa accapponare la pelle.

L’incomparabile incoerenza dei vegani bidodicisti

Non esiste al mondo gente più incoerente, irrazionale, innaturale ed autolesionistica dei vegetariani bidodicisti, tanto per fare un esempio.
Sempre pronti alla frutta colorata, alle verdurine biologiche, al cereale integrale, e altrettanto puntuali con la pasticchetta miracolosa di B12, come correttivo alla loro precaria, imperfetta, e sbilanciata condizione di vegetariani.
Perché non si prendono anche la bistecca bio e la smettono di fare gli snob?
I vegani bidodicisti sono addirittura peggiori degli onnivori, in quanto sono i primi a demolire la loro stessa causa, a coprire se stessi di ridicolo

Fossero umili e discreti, disposti ad ammettere la loro incoerenza e la loro grave debolezza ideologica, li potrei capire. Ma quando fanno pure gli arroganti, li trovo molto peggiori dei carnivori, i quali sbagliano con la carne sì, sbagliano con la vitamina C sintetica sì, ma si guardano bene dal cadere in demenziali incongruenze, tipo quella di esaltare la vitamina C stessa, come simbolo della superiorità vegetariana.
Sbagliati e fuoriposto sì, ma scemi niente affatto.
Quel che è peggio, i vegani bidodicisti pretendono di essere anche dei naturalisti, mentre sono palesemente incapaci di osservare la natura, sia essa nella forma di un puledro, di un vitello di un maiale, o meglio ancora di un cinghiale. Salute, forza, vitalità infinita, che solo la violenza del macello o i pallini delle doppiette sapranno stroncare. Chissà come faranno queste creature a far quadrare il loro cerchio nutrizionale, senza il ricorso alla farmacia, senza la magica integrazione della B12?

La creazione del mondo secondo gli osannatori della cobalamina

Per la comunità vegano-bidodicista, coniugare il matrimonio tra sacro e profano, tra frutta e farmaco, tra sicurezza e paura, è ormai d’obbligo. Per essi la Bibbia comincia in modo diverso da quello noto a tutti.
In sei giorni, Dio creò la B12 e riconobbe che era una sostanza puzzolente e merdosa, ma ciononostante disse che era straordinaria. Poi creò gli animali e le piante, e si sentì orgoglioso di tanta bellezza.
Alla fine creò l’uomo e la donna, e storse subito il naso. Imperfetti! disse. Vi manca la B12!

Non esiste farmaco capace di far sparire un diverticolo, ma ci sono stili alimentari in grado di farlo. Serve innanzitutto più cultura igienistica.

Finirà che dovrò chiedere di essere cancellato dal vegetarianismo, pur senza cambiare di una virgola le mie convinzioni vegane e animaliste.
Tornando a te Roberto, non esistono di sicuro medicine per disattivare i diverticoli.
L’unico sistema efficace per contrastare le attuali condizioni in modo efficace, è fare una bella virata nelle tue convinzioni e nelle tue abitudini alimentari.Ti serve una cultura vera, approfondita ed aggiornata sull’igienismo, se vuoi fare una scelta costruttiva, restando in linea con la natura.

Acqua biologica, e succo zuccherino, questa è la medicina del colon

Hai bisogno di ripristinare l’efficienza digestiva ed assimilativa, dando al colon la possibilità di rifiatare, liberandolo regolarmente delle putrofermentazioni. Di quelle putrofermentazioni che lo hanno condizionato ininterrottamente per tutta la tua vita, inclusi i 35 anni di pseudo-vegetarianismo.
Crudismo e fruttarianismo a tutta birra, ma senza la birra. Questo è il mio messaggio.

Valgono per te le stesse raccomandazioni date per la rettocolite ulcerosa

Valgono praticamente per te tutte le disposizioni date a chi soffre di rettocolite ulcerosa e di patologie al colon. Ti consiglio di leggerti subito la tesina Rettocolite ulcerosa e rivoluzione bircheriana, del 15/6/10, ed anche le altre tesine simili sul colon (scaricabili gratuitamente dal sito www.valdovaccaro.blogspot.com), o anche da google.it seguito da valdo vaccaro rettocolite.
E’ chiaro che sono assolutamente contrario a ogni cura farmacologica.

Valdo Vacccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

IL DIABETE 1 E LA SAGGEZZA IMMUNITARIA DELLO ZUCCHERO NELLE URINE

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28 Luglio 2010

IL DIABETE 1 E LA SAGGEZZA IMMUNITARIA
DELLO ZUCCHERO NELLE URINE

LETTERA

Liberarsi dalla insulino-dipendenza

Buongiorno, sono Alessandro e le scrivo dalla provincia di Vicenza.
Ho il diabete mellito tipo 1 e sono insulinodipendente. Ho 35 anni.
Ho visto su internet alcune notizie relative al diabete.
Che tipo di terapie e di cure pratica?
Ho cercato invano il testo Alimentazione Naturale presso le librerie di Vicenza, incluso la Feltrinelli, ma non ce l’hanno.
Attendo risposta e la saluto.
Alessandro

RISPOSTA

Qualcosa non quadra nella distribuzione libraria

Ciao Alessandro, il gruppo Anima Edizioni mi ha assicurato che col suo distributore nazionale ha provveduto a rifornire quel testo nelle maggiori città.
Evidentemente non è così, e ti chiedo di ordinarlo su internet, scegliendo tra i vari editori on-line.

Alla fine, la guarigione la devi cercare dentro te stesso, nella tua chiarezza mentale e interpretativa, nelle mosse che saprai fare contro tutto e contro tutti

Chiariamo subito che non sono medico e non faccio il medico, e nemmeno il terapeuta alternativo.
Pertanto non aspettarti alcuna cura speciale e miracolosa.
Mi limito a insegnare cultura igienistica, comportamentale e nutrizionale.
Del resto, sgombriamo il campo da ogni equivoco. Nessuno al mondo ti può guarire, e potresti cercare come un segugio dalla Lapponia all Terra del Fuoco, dal Labrador alle isole Fiji.
Perderesti invano il tuo tempo.
Nessuno ti può guarire, all’infuori di te stesso.
Tu sei come sei per una serie concatenata di errori gravi, che continuano ad essere attuati nel mondo intero

Il diabete 1 non è venuto per la maledizione di Tutanchamon, ma perché qualcuno te l’ha provocato.
Te lo hanno cucito addosso con svezzamenti alto-proteici a dispetto delle raccomandazioni di Pitagora, e con vaccinazioni tremende che gridano vendetta nell’alto dei cieli, mentre non eri in grado di capire, di difenderti e di provvedere a te stesso.
Negli anni successivi a questo strazio iniziale, hanno completato l’opera, trasformandoti in perfetto drogato, in insulino-dipendente.
Non serve odiare o covare sentimenti di vendetta. L’unica rivincita possibile è quella di dimostrare a te stesso e alla fallace medicina che la guarigione è tutt’altro che un obiettivo impossibile.

Modalità e tempi di recupero

Non è agevole e privo di contraccolpi liberarsi di quella droga chiamata insulina sintetica che stai attualmente assumendo. Fare il percorso a ritroso è possibile con gradualità, pazienza e determinazione.
Che tipo di gradualità? Quella che ti permetterà di accorciare i tempi in linea con le possibilità salutistiche e cardiache del tuo corpo. Non esistono grandi schemi e grandi modelli sui quali basarsi.
Devi rimboccarti le maniche, prenderti tutte le responsabilità e autoguarire.
Devi assaggiare e provare tutti i frutti acidi semi-acidi e dolci, reintroducendoli uno ad uno nel tuo organismo, reimpossessandoti delle loro grandi virtù salutari, trovando in essi le insuline e le inuline vegetali capaci di bilanciare naturalmente gli sbalzi glicemici che tanto ti spaventano.

Ci vuole l’elmetto di guerra, questo è poco ma sicuro

Occorre ridurre gradualmente l’insulina, come prima strategia recuperativa, e cambiare l’alimentazione radicalmente, come seconda mossa del piano di battaglia.
Battaglia? Sì, devi metterti l’elmetto in testa e la scaccia-cani nella fondina.
Dovrai combattere contro autentici ed implacabili nemici.
Il primo sei tu, nella misura in cui credi a quanto hai fatto finora con la tua malattia.
Poi sono i tuoi familiari, i tuoi amici e il tuo entourage sanitario, pronto a scoraggiarti, ad ammonirti, a darti del pazzo, a saltarti addosso.

Serve assolutamente acquisire alcuni concetti fondamentali, di segno opposto a quelli che caratterizzano il tuo attuale modo di pensare

Per condurre una battaglia del genere ti devi armare di conoscenze e di cultura alternativa.
Non un libretto rosso di Mao, ma alcuni concetti fondamentali da acquisire in modo ferreo ed incrollabile.
Devi conoscere le leggi eterne della natura, e devi credere in esse, altrimenti è meglio rinunciare all’impresa.
Ti serve in pratica un bagaglio culturale di segno opposto a quello che ti è stato stampigliato ed imprintato nella testa fin da ragazzino.
Devi sgominare quell’ideologia che ha trasformato te stesso da bambino sano e normalissimo quale eri alla nascita, in creatura deficitaria e dopata.




Gli errori gravissimi che fa la medicina, oltre a quelli di partenza (svezzamento, vaccinazioni) sopra menzionati

1) Fa sparire lo zucchero dall’urina come si trattasse di una disfunzione.
L’idea è quanto mai balorda. Lo zucchero nell’urina lo fa andare il sistema immunitario, perché l’organismo non accetta giustamente quel tipo di zucchero, essendo esso sovraccarico di fermentazione intestinale e oberato da acidità e circondato da sangue lipotossico.
In altre parole, lo zucchero nell’urina non è patologia ma provvidenziale saggezza immunitaria.
E’ il sistema immunitario che ordina al pancreas di non secernere insulina.
2) Prescrive un regime alimentare innaturale, soppiantando l’unico cibo giusto e possibile che è il
carburante razional-zuccherino, sostituendolo con carni e altri prodotti concentrati, ovvero con gli
stessi materiali che furono in origine la causa del diabete stesso.
Tutto questo significa dare un’ulteriore bastonata ai diabetici, creando aggiuntiva intossicazione
interna, apportando aggiuntiva devitalizzazione nel sistema, costringendo il paziente a una vita
d’inferno.
3) Somministra dell’insulina, e questo non significa affatto salvare una persona ma condannarla definitivamente a un’esistenza penosa, precaria e carica di insidie. E’ risaputo ad esempio che le iniezioni di insulina provocano il cancro alla vescica.
Dare poi dell’insulina significa disabilitare e defunzionalizzare un pancreas che in realtà non funzionava per motivazioni precise, che andavano dallo stop immunitario alla densità del sangue che impediva all’insulina stessa di giungere in tempo nei punti di picco glicemico.
Dare delle sostanze che abbassano il tasso di zucchero nel sangue è pertanto autentica imperizia.
4) Confonde i concetti ed equipara gli zuccheri bilanciatissimi e vitali della frutta e gli amidi delle verdure amidacee ai carboidrati cotti e concentrati, compiendo un gravissimo errore di valutazione.

Gli alimenti della rinormalizzazione e della rinascita

Gli alimenti che più aiutano il diabetico a rinormalizzarsi sono quelli crudi, e per crudi intendo l’avocado, le mele, le pere, le fragole, le arance le nespole, le ciliegie, l’uva, le mandorle, le noci, le nocciole, i pinoli, le arachidi, nonché tutte le verdure rigorosamente allo stato naturale.
Qualcosa di cotto in modo conservativo si può anche concedere, sempre preceduto rigorosamente dal piatto di insalatina cruda con la rucola, i ravanelli, il crescione e i germogli vari.
Asparagi, erbette, topinambur, carciofi, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, broccoli, patate, fagioli, spinaci, fagiolini, piselli, soia fresca, fave fresche, patate dolci, pannocchie fresche di mais, rientrano tutti in questa categoria di cibi leggermente cuocibili.
Per dolcificare la dieta si ricorrerà alle mele al forno. Vanno bene pure i cereali integrali non stracotti.
Il sale e tutti gli integratori vanno invece eliminati.Usare il succo di limone o quello di ananas al posto dell’aceto, mentre gli oli dovranno essere spremuti a crudo, con preferenza per l’extravergine di oliva.

La frutta amica e non nemica del diabetico

La frutta fa un gran bene ai diabetici per diversi motivi.
Il primo è che essa è il carburante umano per eccellenza, e questo vale per tutti.
Il secondo è per la ricchezza di vitamina C, con effetti diuretici e rinfrescanti.
Il terzo è per l’abbondanza di acqua biologica bilanciata che aiuta la funzione renale, sempre problematica e debilitata nei diabetici.

Assoluta necessità di eliminare i farmaci e l’insulina

Occorre però troncare progressivamente l’assunzione di farmaci e di insulina, per evitare una veicolazione moltiplicata di tali sostanze nell’organismo, con la nuova situazione di sangue migliorato e reso più fluido dal nuovo apporto fruttariano.
Fare molta attenzione all’aspirina e ai beta-bloccanti che si comportano sinergicamente a rinforzo dell’azione insulinica causando abbassamento repentino degli zuccheri fino all’ipoglicemia e al coma ipoglicemico.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

GRAZIE DI AVERMI TRASFORMATA

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28 Luglio 2010

GRAZIE DI AVERMI TRASFORMATA


LETTERA

Niente esitazioni e niente fronzoli

Salve dr Valdo, sono la ragazza che stava seduta alla sua sinistra durante la conferenza che ha tenuto al Germoglio di Savignano sul Panaro il 21 Maggio.
Volevo solo dirle che incontrarla mi ha profondamente trasformata.
Ho iniziato subito la sua dieta, senza ripensamenti.
Da più di una settimana non tocco formaggio, carne, dolci, the, caffè, cibo cotto, integratori.
Ho adottato, senza tanti fronzoli, frutta e verdure crude.

Superata una piccola crisi iniziale sto davvero magnificamente

Mi sono pure meravigliata della mia determinazione, avendo in passato provato tante volte a modificare la mia alimentazione, senza mai riuscirci.
A parte una forte emicrania il secondo giorno (a cui ho resistito stoicamente senza prendere alcun farmaco) sto benissimo.

La mia vita è veramente cambiata

Mi sono anche spariti i puntini rossi che da mesi avevo lungo tutto il naso.
Sono trascorsi solo 9 giorni dalla conferenza, ma riconosco che è avvenuto qualcosa di importante nella mia esistenza.
La mia vita è veramente cambiata.
Non sento per niente il desiderio del vecchio cibo, e non soffro per niente la fame e la sete.
Sono con lei su tutti gli argomenti e ringrazio Dio di averla incontrata. Un abbraccio.
Simonetta




RISPOSTA

Sei diventata una preziosa oasi salutistica

Ciao Simonetta, ti sono grato per la condivisione ideologica e per le gentilezze nei miei riguardi.
Come dissi in quella serata a Savignano, non eravate in tanti, ma ognuno di voi valeva per 10.
E tu mi hai davvero preso in parola, diventando una fucina e una moltiplicatrice di armonia, di gioia e di benessere, una piccola oasi vivente in mezzo alla desertificazione generale che avvinghia e ottenebra
(al di fuori delle apparenze esteriori colorate, musicate e dinamicizzate), la vita contemporanea.
Correggimi se ho enfatizzato o esagerato o ammantato di retorica igienistica, ma io ti vedo esattamente in quel modo.

L’accenno iniziale di fase eliminativa

Sono io, pertanto, a ringraziare la buona sorte, per avere incontrato te e la fantastica comunità Germoglio.
La forte emicrania è chiaramente un sintomo di crisi eliminativa, che succede in lieve misura in fase di miglioramento dieta e di purificazione del sangue, visto che si sta rinforzando il sistema immunitario e con le sue nuove energie è in grado di fare pulizia interna e di spinger fuori le tossine in eccesso.

L’innesto di un piccolo digiuno incrementerebbe gli effetti espulsivi

Chiaro che se uno innesta in questa fase un breve digiuno con acqua leggera, dà un’ulteriore spinta al processo disintossicante, incrementando quel tipo di sintomi e intaccando il muco protettivo che il sistema immunitario aveva in precedenza sparpagliato su organi e mucose a protezione dagli acidi prodotti dalle digestioni problematiche del passato.

I patologici ed assillanti tormenti di fame e sete, tipici degli onnivori, diventano nel nostro caso sano appetito e voglia di un grappolo d’uva o di una pescanoce

Non mi sorprende poi la scomparsa dei morsi della fame e delle arsure della sete, che caratterizzano chi si ciba male (con materiale salato, zuccherato, cadaverinizzato, cotto, caffeinizzato, integrato), mettendo nel suo sistema sostanze problematiche, scompaginate, squilibrate, nemiche ed estranee per il nostro sistema gastrointestinale, per il nostro sistema immunitario, per il fegato, i reni, la vescica, il sistema riproduttivo e il sistema ghiandolare nell’assieme.

Attendo ovviamente un segnale di riconferma, affinchè nessuno venga ad obiettare che una rondine non fa primavera

Spero di ricevere conferma da te che tutto va bene non solo a distanza di 9 giorni, ma anche a 90 giorni e perché no a 900 giorni e oltre, visto che l’igienismo non comporta soluzioni vincenti illusorie e di breve periodo, ma cambiamenti basati su un riequilibro corporale e spirituale di tipo stabile e definitivo.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

FAME PLACATA, COLON LIBERATO E NIENTE PIU' DOLORI MUSCOLARI

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28 Luglio 2010

FAME PLACATA, COLON LIBERATO
E NIENTE PIU’ DOLORI MUSCOLARI


LETTERA

Da 8-9 etti di carne e pesce al giorno, alle cassette di frutta e di verdura

La crema di avena e i semini non li ho ancora trovati, ma tutto il resto sì.
La spesa è più divertente, varia e colorata rispetto al solito, e questo è già un dato positivo.
Essendo una consumatrice di circa 8 o 9 etti al giorno tra carne e pesce, il repentino cambiamento di alimentazione mi ha dato effetti immediati che vorrei elencare.

Niente morsi di fame, più eliminazione intestinale e più muco

La fame si è placata, nel senso che non ho costantemente la sensazione di crampi di fame e la necessità di alimentarmi ad ogni ora.
Ora vado in bagno 3 o 4 volte al giorno, forse perché l’organismo si sta depurando, e mi auguro che successivamente si riduca a due volte al giorno.
Produco molto più muco, per cui mi soffio il naso spesso.
Altro aspetto interessante, da verificare nel tempo, è che le zanzare non mi pungono più, neppure quando vado in giardino ad annaffiare le piante.

Notevoli miglioramenti muscolari

Un aspetto decisamente importante e da verificare nel tempo, ho smesso di soffrire di dolori muscolari.
Mi alleno 6 giorni la settimana e, pur essendo in un periodo di relativo scarico, ho sofferto di stanchezza e di acido lattico costante negli ultimi mesi.
Ma da circa 2 giorni mi sento in piena forma e, nonostante gli allenamenti non siano calati, non ho più dolori come prima.




So di essere un caso di forte avvelenamento da proteine

Le scrivo questo per il piacere di condividere delle scoperte per me nuove e forse per lei già testate.
Credo di rappresentare un caso di forte avvelenamento da proteine, e spero di avere ulteriori e ben più seri effetti benefici da questa dieta.
Ho letto le tesine che mi ha inviato e la ringrazio.
Mi ha colpito la questione dei fibromi uterini, di cui soffro in modo importante. Cordiali saluti.
Veronica

RISPOSTA

Scarso interesse delle zanzare per i vegetariani

Ciao Veronica, in effetti hai ragione, sembra che le zanzare siano meno aggressive nei riguardi dei vegetariani. Forse prediligono il sangue denso dei mangiatori di carne.
Quanto alla fame placata, stai sconfiggendo ovviamente gli sbalzi dopanti causati dalla stimolazione carnea.

Un corpo che funziona a sbalzi, tra eccitazione e depressione

Un corpo che si abitua a trasformare ogni pasto (carneo) in un appuntamento non col cibo nutriente che regala tutte le sue calorie senza effetti collaterali e a costo digestivo zero (come nel caso della frutta e delle verdure crude), ma col cibo che dà poco mentre impegna l’intero sistema a fondo, in una seduta vessatoria dove avviene di tutto, non può funzionare come un orologio.

Quando l’alimentazione si trasforma in dramma denutritivo

In una seduta alimentare vessatoria dove c’è l’insulto del sistema gastrointestinale, lo scatenamento della tempesta immunitaria chiamata leucocitosi, l’accelerazione conseguente del battito cardiaco, il riscaldamento del viso, l’acidificazione e l’addensamento del sangue, l’ingrossamento di fegato e reni, lo sballo del sistema endocrino e la diabetizzazione del metabolismo zuccherino, ci sono più perdite energetiche ed enzimatiche che effettiva nutrizione.

Il problema delle cellule affamate

Tieni presente che la carne crea grossi deficit nutrizionali nel sistema cellulare, per la difficoltà di cedere fattori reali di nutrizione netta.
Impegnare il sistema in lunghissime digestioni e dargli nel contempo pochissima vitamina C ed E, non è nutrire l’organismo ma affamarlo.

Nutrizione enzimatica e virtuosa a freddo contro nutrizione leucocitica a caldo

Alla linearità della nutrizione umana normale e virtuosa, che è una nutrizione enzimatica a freddo, si contrappone la contradditorietà di una nutrizione leucocitica a caldo (accalorata e febbricitante).
Ed è per questo che nei mangiatori di carne c’è un andamento a sbalzi, con picchi interni di accaloramento e di raffreddamento, con picchi di sazietà e fame, di simpaticotonismo e di vagotonismo, di ipertensione e depressione, di ipertiroidismo e di ipotiroidismo, di diabete (iperglicemia) ed ipoglicemia.
La carenza di succo zuccherino porta a bramare dolci, bevande e acqua

Il mangiatore di proteine animali è automaticamente impossibilitato a consumare il succo zuccherino di cui ha assolutamente bisogno, ed è quindi portato inevitabilmente a compensare tale fame arretrata mediante dolci, mediante cibi concentrati ed industriali, mediante bevande nervine e bevande gassate, e mediante eccessi di acqua minerale.
Queste sono cose che non ti riguardano più, cara Veronica.
Ovvio che attendo da te altre notizie positive ed altre conferme.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

mercoledì 28 luglio 2010

TRIGLICERIDI, ACIDO URICO E VOGLIA DI CAMBIARE

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27 Luglio 2010

TRIGLICERIDI, ACIDO URICO
E VOGLIA DI CAMBIARE

LETTERA

Valori alti, riduzione della carne e adozione del pesce azzurro

Pregiatissimo professor Vaccaro, ho sentito parlare di lei e vorrei un conforto e un consiglio sulla mia alimentazione.
Sono Luigi, ho 46 anni e 9 anni fa ho eseguito un controllo medico dove i miei valori sono risultati tutti alti (colesterolemia, acido urico, transaminasi got e gpt, trigliceridi, ecc).
Ho pure eseguito una ecografia epatica, riscontrando una steatosi acuta che ho poi risolto con l’alimentazione (eliminando tutti i formaggi e aumentando la quota di pesce azzurro, e riducendo sensibilmente la carne).

Tanti problemi e tante sostanze per risolverli

Uso però nel contempo, da circa 8 anni, acido deursossicolico 300 mg, per evitare calcoli biliari, e Omega-3 1000 mg, due volte al giorno.
Inoltre, per l’acido urico assumo Zilorich 300 dopo prazo, mentre nel dopo cena assumo 10 mg di sinvastatina.
Ho provato a sospenderla, ma il colesterolo tende a salire con tutte le conseguenze sulla ricaduta della transaminasi.

Devo continuare in questo modo pazzesco per tutta la mia vita?

Devo continuare così per tutta la vita? O mi può dare dei suggerimenti?
Ovviamente ho aumentato la quantità di frutta e verdura, che è di buona qualità perché sto in Sicilia, in provincia di Catania, e si tratta di coltivazioni biologiche.
Dimenticavo. Per mantenere la pressione normale assumo delle pillole a base di aglio.
La ringrazio in anticipo per la sua pazienza. Cordialmente.
Luigi


RISPOSTA

Specialista nel darti la zappa sui piedi

Carissimo Luigi, dopo tre mesi rispondo, non senza qualche rossore, alla tua mail.
E purtroppo devo dire che sei un autentico disastro.
Uno cioè che ha impostato la vita in modo tale da darsi la zappa in continuazione sui propri piedi.
Pare che non ti sia familiare un concetto di base, per cui il corpo non lavora a compartimenti stagni ma in modo unitario e sinergico.
Per te i sintomi sono come delle falle da tappare in continuazione.
Continui ad inseguire i valori singoli per dar loro una randellata farmacologica e raddrizzarli.
Prendi farmaci contro gli acidi biliari e ti carichi di acido urico da un’altra parte.

Deciderai di normalizzarti, una buona volta

Giunto a quasi metà cammino della nostra vita, sarà il caso di decidere se normalizzarti una buona volta, o se andare avanti a sghimbescio come sta attualmente facendo.
Normalizzarsi significa mettere il tuo corpo in grado di funzionare liberamente, senza dargli martellate in continuazione.

L’igienismo ti può dare molto, se gli vai incontro davvero

Non so chi ti abbia indirizzato verso di me.
Ti posso garantire senza false modestie che la scuola cui appartengo è tra le migliori, nel senso che ti può dare molto. Ma pretende anche molto in termini di determinazione e di coerenza.
Pretende che tu ti dia al più presto un minimo di cultura igienistica, ed anche uno stacco ideologico da tante ideologie medicali e nutrizionali che ci sono estranee.

Scelte incoerenti di fronte a problemi precisi

Nel caso tuo, con colesterolo alto (che di per sé potrebbe anche non essere un dramma), con trigliceridi alti, con acido urico esagerato, con omocisteina non-si-sa, con pressione alta, e vai anche a mangiare carne e pesce. Mi chiedo dove stia la logica.
Tu non devi avvicinarti alla frutta e alla verdura cruda, ma le devi addirittura adottare come tuo cibo tipico e base.

Molte cose da buttare a mare.
Sei un uomo di terra. Non ti serve il pesce e non ti serve l’Omega-3 rangido.

E devi eliminare senza remissioni statine, farmaci, aglio in pillole, pesci spada, acidi deursocolici
Devi imparare a tenere il tuo corpo in situazione di equilibrio afarmacologico, offrendo al tuo sistema immunitario un privilegio che gli spetta, cioè quello di poter funzionare senza bastoni tra le ruote.
In questo momento non ho altri commenti da fare, se non quelo di invitarti a leggere i miei scritti.
Acido urico, trigliceridi, ipercolesterolemia, ipertensione, sono tutte cose risolvibili.
Ci vuole crudismo vegano e frutta. Niente altro che quello.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

OSSIDAZIONE, METILAZIONE, OMOCISTEINA, COLESTEROLO E INFARTO

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27 Luglio 2010

OSSIDAZIONE, METILAZIONE, OMOCISTEINA,
COLESTEROLO E INFARTO

L’omocisteina alta è un problema mondiale

Parliamo di cose importanti e delicate, quali le malattie cardiovascolari che rappresentano la maggiore causa di mortalità, spesso improvvisa e silente, ma non meno drammatica, nei paesi occidentali.
Più che di colesterolo, l’attenzione è focalizzata sull’omocisteina, insidia assai più vera e implacabile del colesterolo come vedremo.
Si parla di 9 milioni di cardiopatici e di 1,5 milioni di nuovi casi/anno, nonché di 225 mila attacchi cardiaci e 24000 morti improvvise, e ci riferiamo solo alle patologie legate all’omocisteina alta.

I fattori di rischio cardiovascolare in linea generale

I fattori di rischio delle malattie cardiache in generale sono nell’ordine l’ipercolesterolemia (accoppiata però agli stress ossidativi dei radicali liberi), l’ipertensione (derivante dalle placche minerali che occludono il diametro utile delle arterie), il diabete (sballa l’alimentazione), il fumo, il caffè e l’alcol (abbassano la capacità vitale), l’iperomocisteinemia (disordine multifattoriale, a volte ereditario, nel metabolismo dell’aminoacido metionina) che diventa fattore di rischio e di trombofilia in compresenza di tabagismo, di inattività fisica, di gastriti, di ipotiroidismo ed insufficienza renale, e che si contrasta comunque con una rigida dieta fruttariana e crudista, e con stili di vita efficaci e virtuosi.

La scoperta dell’omocisteina da parte di Kilmer McCully nel 1968

Dobbiamo la scoperta dell’omocisteina al dr Kilmer McCully che, nel 1968, stava facendo ricerche su una rara malattia genetica chiamata ipercisteinuria.
Questa patologia micidiale, e allora sconosciuta, colpiva dei ragazzi ai quali mancava l’enzima che trasforma la tossica omocisteina in sostanze utili ed innocue, per cui morivano in giovane età per infarto o per colpo apoplettico.
Il dr Mc Cully venne contrastato duramente dalla medicina, in quanto le sue ricerche sminuivano le responsabilità del colesterolo, mettendo a rischio l’enorme business farmaceutico delle statine.



Miei scritti precedenti su questo argomento

Ho scritto diverse tesine su questi medesimi argomenti, come ad esempio:

- Colesterolo ed omocisteina, ovvero infarto, obesità ed Alzheimer, del 30/9/2008
- Il paradosso del dr Strand e l’imperfezione del dr Pritikin, del 21/1/2009
- Arteriosclerosi, omocisteina e carenze ascorbiche, del 23/1/2009
- Omocisteina e malattie cardiovascolari, del 27/2/2010

Un aminoacido non proteico che si metabolizza nel sistema renale

L’omocisteina è un amidoacido non proteico prodotto dal metabolismo della metionina.
Il metabolismo dell’omocisteina si svolge in gran parte nel rene, per remetilazione, col ciclo dei folati (B2, B9 e B12) o della metionina-sintasi, o col ciclo della betaina (betaina-sintasi), oppure per transulfurazione, dove la cistationina, grazie al coenzima B6, catalizza la reazione di condensazione tra omocisteina e serina (neotrasmettitore-inibitore), con formazione di cistationina che viene degradata a cistina.

Il maggiore fattore di rischio cardiovascolare

L’omocisteina, pur ancora largamente sconosciuta, è considerata oggi dagli specialisti più avanzati come uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare.
La cistina (precursore dell’omocisteina e legata alla sua sintesi) è dannosa per l’organismo perché può causare disfunzioni nell’endotelio vascolare (la parte che ricopre i vasi sanguigni), con formazione di radicali liberi dell’ossigeno e interferenze con la funzione vasodilatatrice.
L’omocisteina a livelli alti diventa fattore di ipercoagulazione (vedi terapie anticoagulanti a base di eparina).
In un organismo ben funzionante, l’omocisteina è ritrasformata di nuovo in metionina, producendo pure glutatione e ormoni steroidei come il SAMe (S-adenosil-metionina) e la la creatina.

La metionina come lipotropico o disintegratore dei grassi

Cos’è la metionina?
E’ un aminoacido solforato essenziale introdotto con la dieta (uova, carne, pesce, latte, formaggi).
E’ il maggior lipotropico dei grassi metabolici, nel senso che aiuta a catalizzare la disintegrazione. Anche la colina è un lipotropico, in quanto provoca la decomposizione della lecitina.

I segnali di malattia vascolare

Quali sono i segnali delle malattie vascolari?
I pazienti sono asintomatici finchè l’ostruzione dell’arteria malata non produce sintomi di ischemia (esempio angina o infiammazione, claudicatio, ictus), o finchè non si verifica una complicanza (trombo, embolo, aneurisma).
L’inizio dei sintomi è graduale, poiché l’arteria si restringe gradualmente, mentre l’esacerbazione dei sintomi avviene nei picchi di richiesta ossigeno (esempio fatica sportiva, emozione erotica, ecc).
A volte l’insorgenza può essere drammatica, come quando un’arteria si occlude acutamente.


Sfatiamo alcuni pregiudizi sul colesterolo

Andiamo adesso al colesterolo, una molecola di alcol appartenente al gruppo degli steroli, formato da un atomo di ossigeno, 46 di idrogeno e 27 di carbonio (C27H460).
Gli steroli si trovano dovunque in natura, sia nel mondo animale che nelle piante (fitosteroli).
Sfatiano alcuni pregiudizi. Il colesterolo non si trova nei grassi ma nel tessuto.
Chi consuma la bistecca magra o il pesce pensando di evitare il colesterolo si sbaglia di grosso.
E’ proprio in quei tessuti che esso si trova.
Nel grasso invece c’è abbondanza di trigliceridi, che sono vere e proprie sostanze grasse.
Vero è invece che il colesterolo si solubilizza solo nel grasso e non nell’acqua.

Concetti HDL-buono e LDL-cattivo tutti da rivedere e ridefinire

Occorre tener presente che la maggior parte del colesterolo viene prodotto dal nostro fegato al ritmo di 1-2 grammi al giorno, mentre con l’alimentazione possiamo andare da 0,1 grammo dei vegani a un massimo di 0,5 (nei casi di spiccata e patologica alimentazione animal-proteica).
Concentrarsi troppo sui singoli valori di HDL e di LDL, definendo buono il primo e cattivo il secondo, è un grave pregiudizio, assai caro alle industrie farmaceutiche, secondo le ultime ricerche del settore.
I valori, sia in basso che in alto, sono sempre sintomatici di un equilibrio generale che varia secondo la personalità del soggetto, la vita che conduce, e gli alimenti che consuma.

Il colesterolo in sé è un indispensabile amico

Il colesterolo in sé non ha nulla di demoniaco ma svolge preziose funzioni corporali.
E’ parte della membrana cellulare, dandole rigidità, flessibilità e forma.
Difende la cellula dagli attacchi microbici e dalla acidità (vedi creazione di muco protettivo).
E’ componente essenziale per i recettori della serotonina, per il tessuto nervoso-cerebrale (20%) e per il tessuto nervoso-periferico (45%).
E’ fondamentale per la rigenerazione dei tessuti organici, come capelli, unghie, muscoli, scheletro.
Gioca un ruolo nella permeabilità delle cellule intestinali, e quindi nelle allergie e nelle malattie autoimmuni.
E’ precursore della vitamina D, per cui migliora l’assorbimento del calcio.

Il colesterolo viaggia non grazie al sangue ma grazie alle sue lipoproteine

E’ grazie al colesterolo che avviene la crescita e la divisione cellulare, la sintesi degli ormoni tiroidei come l’aldosterone, il cortisone, il testosterone e l’estradiolo.
Per poter navigare bene non gli serve un liquido acquoso come il sangue, ma minuscole goccioline di fosfolipidi e proteine, chiamate lipoproteine, classificate in base alla loro densità HDL (high density lipoprotein), che portano il colesterolo dalla periferia verso il centro, e LDL (low density lipoprotein), che fanno il viaggio inverso.

Non è il colesterolo alto di per sé a causare i disastri cardiaci

Il desiderio di Big Pharma, di mantenere a lungo il suo ultra-redditizio business a base di statine, ha contrastato pesantemente non solo ricercatori come McCully, ma anche altri come Daniel Steinberg, che da oltre 20 anni sostiene che il colesterolo non è la causa principale delle cardiopatie, e che un colesterolo totale di 280-310, di per sé, non dovrebbe spaventare nessuno.
Infiammazioni ed occlusioni delle arterie

I problemi stanno tutti nelle infiammazioni delle arterie e nelle occlusioni delle arterie, e pertanto occorre focalizzare la nostra attenzione sui fattori di infiammazione e non sul colesterolo.
Ora non è il caso di passare dalla demonizzazione del colesterolo alla esaltazione del medesimo.
Certo è che le notevoli differenze esistenti tra individuo e individuo dipendono dagli stili di vita.
Lo stato di salute e di benessere si verifica ancora una volta sulla situazione reale, sul sentirsi bene, sulla resa fisica e intellettuale di breve e lungo periodo, più che sulle tabelle numeriche.

I veri parametri della salute

Ti senti bene? Sei contento? Respiri bene? Hai appetito? Digerisci bene? Vedi? Senti? Parli? Defechi regolarmente? Ti tira? Ti alzi volentieri la mattina? Vai a dormire appagato e stanco e dormi senza pillole? Il cuore batte bene e regolarmente? La lingua e l’alito sono puliti? Ti senti in forma e voglioso di fare delle cose? Reagisci con calma alle offese della vita? Hai energia? Sai dare un senso alla tua vita? Ti emozioni ancora? Ti alimenti regolarmente senza bisogno di droghe e di integratori di alcun tipo?
Questi sono sempre stati e sempre rimangono i veri ed infallibili parametri per dirti che sei sano.

La variabilità dei valori

I numeretti possono essere d’aiuto, nei casi d’emergenza, per capire meglio alcune situazioni specifiche.
Ma la gente che vive con in testa lo schema delle proprie analisi del sangue, e con l’assillo di cambiare il alto o in basso questo o quel valore, sbaglia di grosso.
I valori hanno indici di validità relativi e variabili, e sono tutti stabiliti in base a statistiche medie condotte sulla popolazione adulta normale, e non certo su persone dal comportamento virtuoso.
Anche l’interpretazione dei dati è soggetta a diversi giudizi, spesso molto distanti uno dall’altro.

Tabelle ufficiali a volte condizionate da precisi interessi economici

I valori variano da individuo a individuo, da ora in ora, da giorno in giorno, da stagione a stagione, da un ciclo vitale all’altro.
Gli stessi manuali medici indicano dei coefficenti predittivi ai vari numeri, in base alla genericità o specificità delle quote.
Spesso le tabelle pubblicate sono contraffatte per precisi interessi commerciali, come negli eclatanti casi della FDA sulle proteine, sulla B12 e sulla vitamina C.

Radicali liberi, stress ossidativo e cibi acidificanti

Se non esistono colesterolo buono e cattivo, qual’ è allora il vero problema?
Il problema sta nello stress ossidativo e nei radicali liberi.
Non sono le lipoproteine LDL in sé il mostro cattivo, ma piuttosto le LDL ossidate, che diventano pericolose in quanto alterate.
Cos’è che altera le LDL? Una sistematica assunzione di cibi inadatti al sistema gastrointestinale umano.
Cibi carnei, cibi grassi (ampiamente dimostrato dalle due migliori cliniche antigrasso del mondo del
dr Robert Pritikin a Santa Monica e Miami), ma anche cibi industriali e raffinati, cibi acidificanti, cibi indigesti, cibi concentrati, cibi spazzatura, cibi devitalizzati, cibi zuccherati, cibi salati, cibi arricchiti, cibi integrati, cibi irradiati, cibi conservati, cibi cotti. Questi sono i veri responsabili dei guai.

Il colesterolo ossidato sotto il mirino, ma sempre come sintomo

La realtà è che il colesterolo ossidato può essere indice di una malattia in corso e non essere esso stesso la vera malattia.
In questa ottica, il colesterolo ossidato diventa un sintomo e, come tutti i sintomi, indica una situazione di disagio, una spia rossa a cui bisogna porre rimedio non tacitando il campanello d’allarme, non intervenendo a suon di statine che tendono a tacitare e a peggiorare la situazione, ma operando sulla causa del disagio (in questo caso il fattore ossidante), come dovrebbe avvenire per tutte le malattie.

I tre test per capire la vera situazione cardiovascolare

Quali sono allora i veri indicatori dei problemi cardiovascolari, se mettiamo in disparle il colesterolo?
Le ultimissime posizioni parlano di tre test specifici che sono:

1) Test sull’omocisteina nel sangue, che deve stare ai minimi livelli possibili (valori medi 5-15 micromol/L (ma già a livello 12 c’è di che preoccuparsi).
2) Test sul grado di calcificazione presente nelle coronarie (valutazione della placca arteriosa).
3) Test della PCR, ovvero la proteina C reattiva (che sta ad indicare il grado di ossidazione dell’organismo, e che non dovrebbe superare i 10 mg/L (test correlato con la VES (test sulla velocità di eritro-sedimentazione).

La cronica carenza di vitamina C ed E, ovvero la cronica carenza di frutta e verdure crude

Certo che una cosa rimane chiara ed essenziale, ed è che gli eccessi di colesterolo LDL ossidato, gli eccessi di omocisteina, l’eccesso di lipoproteine Lp(a) che ispessiscono le arterie, sono tutte dovute a stress ossidativo e a carenza di semplici antiossidanti naturali, ovvero di vitamina C ed E naturale, ovvero di frutta e verdura crude.

Cronica carenza di antiossidanti, di bioflavonoidi, di polifenoli, di glutatione e ubiquinone

Certo è che altri antiossidanti essenziali come i bioflavonoidi (che stanno in tutti i frutti colorati di rosso, di bianco, di verde, di giallo e di violetto) e i polifenoli (delle bucce e dei semi d’uva, ad esempio), il glutatione, e l’ubiquinone o coenzina Q10 (delle nocciole, delle arachidi e dell’avocado), sono importantissimi per mettere l’organismo al riparo dalle malattie cardiache.

Le grinfie ladresche del Codex Alimentarius

E certo è che l’infame Codex Alimentarius-Pharmaceuticus che pretende di guidare il mondo intero per gli anni a venire, fa di tutto per mantenere intatto il business delle statine da un lato, e per impedire l’accesso alle vitamine naturali dall’altro.
L’intento truffaldino del Codex è di dettare leggi capaci di mettere fuorigioco le medicine alternative, i gruppi salutistici, il veganismo e qualsiasi iniziativa tesa a promuovere la salute.
Come il colonello Radetzky (1766-1858) combatteva ogni moto risorgimentale italiano, così il Codex sta pianificando di far fuori ogni libera iniziativa culturale e metodologica che contrasti i luridi interessi delle multinazionali.



Lo zampino delle multinazionali e del Codex nell’insabbiamento di Cambridge

Il suo zampino nell’esperimento più colossale del secolo, condotto nel 2000 presso l’università di Cambridge, è più che evidente.
Con Cambridge si è dimostrato come una dieta spiccatamente fruttariana crudista, cioè ricchissima di antiossidanti, le cardiopatie vanno addirittura a zero, alla pari del cancro.
Una vera stilettata nel cuore degli ammalatori del pianeta. Ovvio che dovevano insabbiare quella stronzata di lavoro messo in piedi dalla dr Khaw, dalla dr Aisla Welch e dal team di ricercatori della più avanzata università mondiale in fatto di alimentazione.

Infiammazione dei vasi causa numero uno di infarto e ictus, e metodi di contrasto

Abbiamo parlato dunque di ossidazione delle arterie, come reali cause delle crisi cardiache.
Quali le cause di queste infiammazioni?
LDL ossidato, omocisteina alta, radicali liberi, fumo di sigaretta, inquinamento dell’aria, ipertensione, cibi grassi-concentrati-cotti, diabete.
Come contrastare l’infiammazione delle arterie? Lo abbiamo già accennato: con le vitamine C ed E, col glutatione, coi bioflavonoidi, coi polifenoli, con l’acido alfa-lipoico e con l’ubiquonone o coenzima Q10.

Metodi per disinfiammare le arterie

E, soprattutto, la disinfiammazione arteriosa si ottiene abbassando al minimo, magari non lontano dallo zero, l’omocisteina. Come?
Evitando tassativamente carne e pesce, che contengono il suo precursore metionina, e inserendo nell’alimentazione il gruppo di vitamine B che sono basilari (soprattutto B6, B9 e B12), che si trovano nei semini, nei germogli, nelle arachidi, nei lupini, nei legumi, nei cereali e nella frutta da guscio.
Tener presente anche che una deficienza di metilazione porta l’omocisteina verso l’alto, per cui serve inserire nella nostra alimentazione la trimetilglicina o betaina (che si trova nelle erbette dolci, nelle rape colorate di rosso, come vedremo in chiusura).

Invecchiamento del corpo e trascrizione dei geni cellulari

Tutti i meccanismi di invecchiamento del corpo umano hanno come comune tracciato finale dei cambiamenti strutturali del Dna (l’acido a cui è affidata la sintesi delle proteine, e che costituisce la sostanza fondamentale dei geni).
Il processo di traduzione del codice triplo di un gene in una proteina completata, è tutto sommato semplice ed elegante, e rappresenta la chimica di base del Dna.
Molto più sofisticato il processo col quale la cellula sa quale dei suoi 100 mila geni trascrivere, quante copie farne e in quale frequenza.

L’adonesina trifosfato, ovvero la microenergia che manda avanti la nostra vita

L’ATP, o adenosina trifosfato, è un nucleoide usato nelle cellule come coenzima, e si trova nei mitocondri delle cellule stesse.
Serve a produrre energia e a guidare i processi metabolici cellulari.
L’ATP è l’unità molecolare della moneta nel trasferimento dell’energia intracellulare.
Venne scoperto nel 1929 da Karl Lohnenn, e perfezionato nel 1941 da Fritz Albert Lipmann.
Metilazione, metili e gruppi metilici CH3

Parlare di metilazione significa coinvolgere termini come metili e gruppi metilici.
I metili sono, in termini chimici, dei radicali monovalenti CH3.
Il più importante principio organizzativo cellulare viene realizzato proprio con la chimica di trasferimento del gruppo metilico. E’ il gruppo metilico che dice alla cellula quali parti del codice Dna non trascrivere per evitare l’invecchiamento precoce o l’aberrante crescita cancerogena (nei casi di metastasi e non di semplice tumore riparatorio).

Vivere male e alimentarsi male significa perdere gradualmente gruppi metilici

Le ultime ricerche suggeriscono che il comune tracciato dell’invecchiamento sia la perdita graduale dei gruppi metilici CH3 da parte del Dna, tramite meccanismi dispersivi tipo lo stress ossidativo, le tossine dell’ambiente, le deficenze vitaminiche, le digestioni difficili, e gli errori comportamentali-dietologici che sono tutti acceleratori di perdite del gruppo metilico. Trattasi di perdita di organizzazione informativa sia nella replicazione dei tessuti cche nella sorveglianza immunitaria ideale.

Perdere il 40 percento dei gruppi metilici significa crollo totale del sistema

Una perdita di circa il 40% dei gruppi metilici dai livelli di nascita, da parte degli umani e dei mammiferi in genere, è associata al crollo degenerativo dell’organismo. Rallentare, fermare ed invertire la perdita dei gruppi metilici dal Dna è pertanto un processo inverso, ringiovanente e revitalizzante.

L’omocisteina alta è l’indicatore tipico di una metilazione indebolita

Il segnale chimico del sangue che sta ad indicare una metilazione indebolita del Dna è proprio l’elevazione dell’omocisteina. Alti livelli di omocisteina accelerano l’accorciamento dei telomeri.
I telomeri, dal greco telos, cioè fine, sono la parte finale dei cromosomi. Ad ogni divisione cellulare la sequenza inizialmente bella lunga dei codoni telomerici tende a scheggiarsi, a sfilacciarsi, ad accorciarsi.

Omocisteina come barometro funzionale della metilazione e della salute

L’omocisteina è una specie di barometro funzionale. Il suo livello offre una lettura generale della condizione metilica, cioè della condizione della chimica di trasferimento di gruppo metilico nel corpo.
Quanto più alto sopra il 6.3 è il livello di omocisteina, tanto più povera è la metilazione del Dna, e tanto più alti i rischi per la salute. Il tutto va però guardato in senso dinamico. Se uno eredita un livello 10 e lo ha portato a 7, le cose vanno, tutto sommato, bene. Se invece succede l’opposto c’è di che preoccuparsi.
Il discorso va inquadrato in senso dinamico-evolutivo e non in termini di numeri fissi.

Omocisteina come residuo del dissesto metabolico della metionina

L’omocisteina è un prodotto residuo del dissesto metabolico dell’amidoacido metionina.
E necessario avere un minimo di omocisteina nel sangue per il suo ruolo nei cicli metabolici vitali ma, oltre una bassa soglia, essa diventa sempre più tossica e va a combinarsi col colesterolo LDL per promuovere ossidazione.
Il colesterolo LDL non ossidato sembra essere addirittura innocuo per i vasi sanguigni, persino ad alti livelli, ma basta una piccola ossidazione per trasformarlo in agente di aterosclerosi, ed è su questi meccanismi che occorre concentrare ogni futura ricerca.
Omocisteina alta significa sangue coagulante e denso, con rischio cardiaco elevato

L’omocisteina elevata incrementa pure la tendenza del sangue a coagularsi e a formare acute trombosi vascolari, e indebolisce la produzione del prezioso ossido nitrico endoteliale.
Sulla base di quanto sopra, i rischi cardiovascolari crescono in modo esponenziale.
Se ad un livello 6.3 di omocisteina abbiamo un rischio 1 di infarto, al livello 10 il rischio raddoppia a 2, al livello 15 va a 4 e al livello 20 va a 9.
Ogni caduta di un punto nell’omocisteina può ridurre i rischi cardiaci del 10%.

A livello 15 il rischio di evento cardiaco e quadruplo rispetto alla popolazione normale

Recenti studi alla Boston University confermano che al livello 15 il rischio di evento cardiaco è 4 volte superiore alla media generale, e per l’Alzheimer è il doppio della media generale.
L’omocisteina elevata si accumula nelle cellule e le trasforma in cellule a rischio bloccandone il flusso metabolico, cachessizandole e cancerizzandole.
Negli studi condotti, l’abbassamento aggressivo dell’omocisteina ha rinormalizzato le medesime cellule, invertendo il restringimento dei vasi sanguigni.
Questo dettaglio conferma, per la cronaca, che non esistono cellule normali e cellule cancerogene, ma solo cellule normali che si adeguano ai nostri strafalcioni e diventano cancerogene.

Metodi concreti di disintossicazione da omocisteina

Vista la pericolosità del nemico, servirà spendere due righe su come disintossicarsi dall’omocisteina:

1) Transulfurazione, con uso di piridossina B6 e zinco, per convertire la cistationina-omocisteina in benefica cistina aminoacida solforosa che si sintetizza poi nel glutatione (potente antiossidante, anti-invecchiante e antitumorale).
2) Remetilazione, con acido folico B9 e cobalamina B12 (che rendono assai poco rispetto al TMG).
3) Alimentazione, con TMG o trimetilglicina o betaina, ovvero le erbette, o bietole che dir si voglia.
4) Alimentazione basso-proteica, con prevalenza di frutta e verdure crude a foglia verde.
5) Tutti i comportamenti virtuosi tipici dell’igienismo in fatto di respirazione, movimento, bagni,
traspirazione, esposizione solare, pensieri positivi.

La grandezza dell’antica Roma

Spesso si usa esaltare, molto giustamente, la grande saggezza degli antichi greci e degli antichi romani, che la sapevano più lunga di noi in fatto di saggezza e di salute.
E si usa ricordare come per 6 secoli non esistesse a Roma un singolo medico.
Erano i tempi in cui si sapeva, senza bisogno che nessuno te lo insegnasse, che non esistono guaritori e guariti, cure e terapie, ma soltanto autoguarigioni.
Erano i tempi in cui, come scrive Catone il Censore, i romani basavano la loro alimentazione su poche verdure crude e miracolose, come i broccoli, i cavolfiori e i cavoli, che bastavano a mantenere in salute i sani e a rimettere in forma gli ammalati.





Un ennesimo fiore all’occhiello del veganismo: la beta vulgaris

Non era evidentemente solo il cavolo, e le altre crucifere.
I romani sapevano che la beta vulgaris, la comune bietola a cerchietti rossi e chiari, o semplicemente rossa, nascondeva delle qualità speciali, e la qualificavano come pianta afrodisiaca.
Oggi sappiamo che non esistono piante afrodisiache ma solo piante salubri (ottime anche per quella funzione) e piante eventualmente stimolanti, che alla lunga dopano e danneggiano.
Nessun romano avrebbe di sicuro accettato di prendersi del Viagra. Avrebbe migliorato l’ambiente, sarebbe ricorso a fanciulle più leggiadre e vogliose, ma mai avrebbe accettato di compromettere in quel modo la sua efficienza erotica di lungo periodo.
Fatto sta che la beta vulgaris contiene in effetti del boro, che ha importante ruolo nella produzione di ormoni sessuali. Non un afrodisiaco, ma un buon coadiuvante.

Una bietola che abbassa la pressione e fa davvero miracoli

Il fatto è che la bietola non finisce di stupire. Contiene infatti ottimi nitrati che inducono il rilassamento e la vasodilatazione endoteliale, con aumento del flusso sanguigno.
Mezzo litro di succo vivo abbassa la pressione del sangue nel giro di un’ora, e dopo 2-3 ore la sua azione prosegue, e dopo 24 ore conferma la sua azione stabilizzante. Fa pure venire l’urina rossa, fenomeno innocente che non deve allarmare nessuno.
Le umili erbette hanno tre gruppi metilici da donare ai bisognosi.
La betaina, tramite uno specifico enzima epatico (transferasi metilica) elargisce un gruppo metilico all’omocisteina e fa aumentare la produzione di SAMe, ossia la produzione di S-adenosil-metionina.

Campi di erbette per il popolo affamato di betaina e di metili, altro che campi di mais OGM per gli animali da macellare

Tutti gli enzimi che reintegrano i gruppi metilici nel Dna, usano il SAMe come esclusivo elargitore di gruppo metilico. E’ una cosa di importanza stratosferica.
I gruppi metilici vengono infatti usati per produrre serotonina, melatonina ed altri neurotrasmettitori, inoltre essi supportano la mielinazione dei nervi e la ricostruzione dei tessuti nelle giunture (cartilagini) e nelle fratture (speriamo che il medico del grande Valentino Rossi riesca a leggere questo messaggio).
Roba da piantare erbette non solo negli orti, ma anche sui tetti delle case.

I neurotrasmettitori e la meravigliosa, quasi intoccabile, macchina umana

Dire salute cardiaca e salute in generale, non significa solo parlare di omocisteina e di metilazione.
Occorre anche poter disporre su una rete efficiente di neurotrasmettitori, capace di mandare impulsi nervosi istantanei e coordinati in ogni situazione e in ogni direzione del corpo.
Capace di ottimizzare i collegamenti tra i sistema neurovegetativo, ghiandolare, epiteliale ed immunitario, senza mai dimenticare tutto il resto del corpo.
Neurotrasmettitori eccitatori come le dopamine, l’adrenalina e la noradrenalina, e neurotrasmettitori inibitori come la serina, la serotonina e la melatonina, nonché sostanze organiche neurotrasmettitrici come l’acetilcolina, l’adenosina, l’ossido nitrico, il glutammato e l’aspartato.
Tutte cose che indicano, una volta ancora, la meravigliosa e complessa armonia che serve a far funzionare al meglio, cioè senza caffeine, nicotine e cadaverine, la perfetta macchina umana.

Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

LA CIAMBELLA DI SALVATAGGIO

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27 Luglio 2010
LA CIAMBELLA DI SALVATAGGIO

LETTERA

Un grazie per averci salvato la vita

Egregio buongiorno, siamo una famiglia composta da 2 adulti e 4 bimbi.
Dopo un anno di cure con vitamina C estratta dalla rosa canina, cloruro di magnesio, ascorbato di potassio e altre vitamine in pillole a completamento dello spettro nutrizionale, vogliamo addentrarci nella dieta naturista. Abbiamo ordinato il suo libro, in attesa di scoprire nuovi orizzonti.
Un sentito grazie per averci salvato la vita. Simone e famiglia.

RISPOSTA

Ho un debole per San Francesco d’Assisi e per San Antonio di Padova

Ciao Simone, complimenti per la bella famiglia. Magari fossi così bravo di salvare la vita alla gente, e prima ancora di conoscerla o di ascoltarne i problemi. Allora sì che mi dovreste chiamare San Valdo, una denominazione a cui non ambisco nel modo più assoluto. Rispetto tutti i Santi, ma non ho mai legato con le icone sacre, facendo eccezione per Francesco d’Assisi e Antonio di Padova.

Dovrete salvare voi stessi

Scherzi a parte, non diciamo sciocchezze. Ho difficoltà a salvare me stesso, come potrei salvare te e la tua famiglia. Ovviamente faccio il tifo per sapervi tutti sani, felici e pimpanti.
Ma dovrete essere voi a salvare voi stessi, operando le giuste scelte, evitando i cibi sintetici e concentrati, tecnicamente e chimicamente integranti, ma biologicamente respinti ed innaturali.
La decisione di addentrarvi nella dieta naturista non potrà che portare salute al vostro clan.

Siete nel mondo della cultura igienistica e delle autoguarigioni

Penso che abbiate fatto bene a fornirvi del mio testo. Sarà pure opportuno leggere le tesine sul blog, e questo vi porterà a pensare in termini salutistici. A familiarizzare con l’igienismo, dove non esistono guarigioni all’infuori delle autoguarigioni. Questa, se volete, è la mia reale ciambella di salvataggio.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

martedì 27 luglio 2010

SODOMA ARTISTICA O ELDORADO IGIENISTICO?

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26 Luglio 2010

SODOMA ARTISTICA O ELDORADO IGIENISTICO ?

LETTERA

Facciamoci due sane risate

Ciao sono Francesca.
Se, oltre al tempo di scrivere, ne hai anche per leggere, vorrei esprimerti alcune riflessioni, non indirizzate necessariamente all’igienismo, ma anche alla medicina e alle varie scuole, a quella che si potrebbe chiamare la nuova mania della salute, fatta di norme e indicazioni, di leggi e proibizioni, di contabilità nutrizionali, di idee spesso teoriche, impraticabili e contradditorie. Lo faccio non come critica, visto che seguo ed approvo nell’assieme i tuoi scritti come ben sai, ma come semplice argomento di discussione, ed anche per farci due sane risatine sopra.

La mela l’arancia e lo yogurt

Dicono che tutti i giorni dobbiamo mangiare una mela per il ferro e una banana per il potassio.
Anche un’arancia per la vitamina C e una tazza di the verde senza zucchero per prevenire il diabete.
Tutti i giorni dobbiamo bere due litri d’acqua, anche se poi per espellerli richiede il doppio del tempo che hai perso per berli.
Tutti i giorni bisogna bere un Actimel o mangiare uno yogurt per avere gli indispensabili bacilli
L. Casei Defensis, che nessuno sa bene che cosa cavolo siano, però sembra che, se non ne ingoi per lo meno un milione e mezzo tutti i giorni, finisci per vedere sfocato.

L’aspirina, il bianco, il rosso e la birra

Ogni giorno un’aspirina per prevenire l’ictus, e un bicchiere di vino rosso contro l’infarto, più un bicchiere di bianco per il sistema nervoso, ed uno di birra che già non mi ricordo per che cosa era.
Se li bevi tutti insieme, ti può provocare un’emorragia cerebrale, ma non ti preoccupare, perché non te ne renderai neppure conto.

La fibra, le masticazioni, le evacuazioni, e le 5 ore per mangiare

Tutti i giorni bisogna mangiare fibra.
Molta, moltissima fibra, finchè riesci a cagare un maglione.
Si devono fare tra i 4 e i 6 pasti quotidiani, leggeri, senza dimenticare di masticare 100 volte ogni boccone.
Facendo i calcoli, solo per mangiare se ne vanno 5 ore.

Lavarsi i denti finchè non te ne restano solo 3

Ah, dimenticavo, dopo ogni pasto bisogna lavarsi i denti.
Ossia, dopo l’Actimel e la fibra lavati i denti, dopo la mela i denti, dopo la banana i denti, e così via, finchè ti rimangono 3 denti in bocca.
Senza dimenticarti di usare il filo interdentale, di massaggiare le gengive e di fare il risciacquo con Listerine.

Ti restano tre ore, purchè non ci sia traffico

Bisogna dormire otto ore e lavorare altre otto, più le 5 per mangiare fa 21.
Te ne rimangono 3, sempre che non ci sia traffico.
Secondo le statistiche, vediamo la tele per tre ore al giorno.
Già, non si può, perché tutti i giorni bisogna camminare almeno mezz’ora, facendo attenzione a tornare indietro dopo 15 minuti, se no la mezz’ora diventa una.

L’amore tutti i giorni, ma senza cadere nella routine

Bisogna mantenere le amicizie, perché sono come le piante, da annaffiarsi tutti i giorni.
E bisogna pure tenersi informati, leggendo almeno due giornali e un paio di articoli di rivista, per una lettura critica.
Ah, importante, si deve fare l’amore tutti i giorni, però senza cadere nella routine.
Bisogna essere moderni, creativi e rinnovare la seduzione.

Se non hai cani e non hai figli ti servono 29 ore al giorno

Bisogna anche avere il tempo per spazzare per terra, lavare i piatti, i panni, e non parliamo se hai un cane o magari dei figli.
Insomma, per farla breve, i conti danno 29 ore al giorno.

Lo spazzolino in bocca e l’amore tantrico

L’unica possibilità che mi viene in testa è fare varie cose contemporaneamente.
Per esempio ti fai la doccia con acqua fredda e con la bocca aperta, così almeno ti bevi i due litri d’acqua.
Mentre esci dal bagno con lo spazzolino in bocca fai l’amore (tantrico) col compagno/compagna che nel frattempo guarda la tele e ti racconta, mentre tu lavi per terra.

Il vino per i genitori e la banana di scambio col partner

Ti è rimasta una mano libera? Chiama qualche amico! O i genitori!
Bevi il vino, perché, dopo aver chiamato i tuoi, ne avrai bisogno.
Il Bio Puritas con la mela te lo può dare il tuo partner o la tua partner, mentre si mangia la banana con l’Actimel, e domani fate cambio.
Mi è venuta la confusione mentale

Adesso ti lascio, perché tra lo yogurt, la mela, la birra, il primo litro d’acqua e il terzo pasto con fibra della giornata, già non so più cosa sto facendo. So che devo andare urgentemente in bagno.
E ne approfitto per lavarmi i denti.

Un po’ di Alzheimer non guasta

Però, se ti rimangono due minuti liberi, invia una copia ai tuoi amici, che devono essere annaffiati come una pianta. Se ti avessi già mandato questo messaggio, perdonami.
E’ l’Alzheimer che, nonostante tutte le cure, non sono ancora riuscita a debellare.

RISPOSTA

Un quadretto simpatico, ironico e spiritoso al punto giusto

Ciao Francesca, molto spiritoso, molto realistico e molto simpatico il tuo quadretto, che porta il segno distintivo di una persona artistica quale sei. Scusami se lo pubblico con grave ritardo, ma ho la corrispondenza in tilt. E’ un po’ la parodia di una persona assillata dai tanti messaggi contradditori che riceve nella vita quotidiana.

Un take-it-easy educativo

In questo senso il tuo messaggio ha valore non solo ironico ma anche educativo.
Ne viene fuori un take-it-easy, un prenditela facile, un comportati come sempre, senza pensare troppo al fa bene e al fa male.
Ne viene fuori un Sii una persona normale, e non un igienista fanatico e degenerato, o addirittura ortoressico, che va a cercare l’elemento patologico in ogni cosa, in ogni molecola ed in ogni atomo.
Questa è almeno l’interpretazione che do al tuo messaggio, anche se i dettagli in esso contenuto non rispondono affatto a norme igienistiche (vedi i 2 litri d’acqua, i bicchieri di vino e di birra, lo yogurt e le 5 ore per mangiare), per cui alla fine l’unica cosa condividibile che resta è quella dell’amore tantrico.

Mi trovi tutto sommato d’accordo

Per il resto mi trovi d’accordo, entro certi limiti però.
Essere noi stessi, vivere la vita come viene, liberare la mente da eccessive attenzioni per noi stessi e per quello che sta succedendo nel corpo, può essere intesa paradossalmente come una buona norma igienistica, contro l’eccesso di igienismo, contro il ragionerismo contabile igienistico, teso a valutare con tanto di numeretti ogni situazione.

Come puoi armonizzare la mia anarcoide passata di spugna con le tue regolamentazioni?

Come fai ad essere d’accordo, obietterai.
Non sei proprio tu che dici mangia questo e non quello, respira in questo modo e non in quello, bevi il succo vivo e non il caffè, niente spaghetti se non c’è prima l’insalata cruda, eccetera eccetera.
Come può essere d’accordo con questa mia salutare, disinvolta ed anarcoide passata di spugna, colui che funge attualmente da fonte di norme comportamentali e dietetiche, organizzate in principi, regolamenti, approvazioni e divieti?
Il manifesto dei maledetti, degli Scapigliati, dei viveur alla giornata

Il tuo quadretto non è altro, alla fin fine, che una versione educata, poetica e civile, di un manifesto dei ribelli, degli Scapigliati, dei maledetti, degli artisti stile Modigliani, dei tutti-genio-e-sregolatezza, dei fatalisti, dei viveur-alla-giornata, della gente cioè poco sottoponibile a regole qualunque esse siano.
Vivere la vita come viene, tanto dobbiamo sempre morire in un modo o nell’altro.
Un caffè, un bicchiere di vino e una sigaretta in più non cambiano di molto la situazione.

Il messaggio lassista di Vasco Rossi

Che senso ha porsi tante regole e tante proibizioni. Il messaggio di Vasco Rossi è proprio quello.
Vi impediscono di bere.
Vi impediscono di fumare.
Vi impediscono di scopare.
Ma fate quello che diavolo volete!
Così si è espresso nei riguardi di una platea immensa nei dintorni di Milano.

Un dopo-concerto non esattamente confortante

Alla fine del concerto, i ragazzi stesi a terra sul fango, intriso di birra e mozziconi, ubriachi, incapaci di rialzarsi, dopati, storditi e incapacitati, non si contavano. Immagine della libertà, della felicità, dell’arte, della potenza sessuale, del saper vivere? Non credo affatto.

Non in polemica col quadretto anarcoide, e tantomeno con l’intento di lanciare sermoni, ma come semplice commento dialettico, devo esprimere una opinione

Non vorrei ora fare la predica e metterla sul serioso, rovinando quel simpatico quadretto che mi hai delineato. Ma, nella misura in cui quel quadro esprime un concetto ed una ideologia, è giusto che io la commenti per me stesso e per i lettori che leggeranno il tutto.

La differenza tra le due scelte è sempre minima

La differenza tra lo stare da una parte, chiamiamola pure scherzosamente Sodoma, e lo stare dall’altra, chiamiamola esageratamente Eldorado salutistico, non è affatto enorme.
E’ al contrario una questione di millimetri.
E’ capitato anche a me di entrare in un pub, in un disco fumoso, niente ossigeno e niente arance, ma carico di elettricità, di birra e di musica metallica ad alti decibel, piena di gente vogliosa di divertirsi ma il più delle volte pasticcata, alterata ed intontita.

Un compromesso a volte risolve la situazione

Direi che la voglia di stare al bordo, e di non cadere in nessuno dei due fossati, è presente in tutti noi.
A chi mai comoda di cadere nella trappola delle voluttà accompagnate da libagioni, da trasgressioni a base di droga e di alcol. E a chi mai comoda di cadere nell’altra trappola di segno opposto, quella dell’inquadramento pseudo-igienistico, incolore, militaresco, proibizionistico, privo di fantasia e di flessibilità. Occorre puntare all’equilibrio, non alla mediocre via di mezzo ma a un compromesso accettabile. Se mi va di entrare in un pub, ci starò per un’ora e non per tre, e mi berrò un quarto di bicchiere di birra e non mezzo stivale.
La questione delle endorfine

E’ una questione di endorfine, mi ha detto un giorno un amico, mentre assaporava con maestria intenditrice il suo bicchiere di cabernet, accanto a una bottiglia ormai quasi vuota.
Un’opinione finale la devo esprimere.
Sono uno che ha provato anche l’ubriacatura della bottiglia di cognac, giurando a se stesso che una volta è più che sufficiente.

Mettere il proprio corpo sotto sforzo massimo e verificare che funziona al meglio è bellissimo

Sono uno che ha visto da vicino come finiscono i bohémien.
Ho provato nel contempo l’esaltazione e l’appagamento psicologico che si hanno percorrendo in bicicletta le più dure salite di montagna.
Ed anche il piacere e l’eccitazione di calcare campi di calcio regionali e internazionali, prendendomi le mie belle soddisfazioni, gioendo della mia forma fisica. Alla fine non penso si possano fare dei paragoni. Uno potrebbe dire che ho perso tante altre cose.

Ho sempre scelto con decisione senza alcun rammarico

Di fronte a un locale carico di nicotina, di alcol e musica stereo oltre i livelli di sopportazione, non ho mai avuto la minima esitazione.
Mille molte meglio la camminata tra i boschi e l’incredibile profumo dei ciclamini.
Di fronte alla compagnia di una donna intontita dall’alcol o a quella di una disposta a correre in mezzo al campo di mais o di erba medica, non ho mai avuto il minimo dubbio. Di fronte a un bicchiere di succo d’uva appena pigiata o ad un bicchiere di vino doc, ho sempre scelto il primo. Di fronte a una sigaretta e a una boccata d’aria di pino marittimo o montano, mai ho avuto dei dubbi.

L’alternativa è tra naturale e innaturale

Poi alla fine moriremo tutti, in un modo o nell’altro, ognuno con le sue idee, i suoi ricordi, e le sue convinzioni. Alla fine del discorso, l’alternativa non è tra libertà e proibizionismo, ma piuttosto tra naturale e innaturale, tra salute e malattia.
Aria buona, respirazione profonda, buonumore, gentilezza, frutta in abbondanza, movimento, erotismo o ascetismo a seconda dei gusti e della libera filosofia di ciascuno, sport, spiritualità, arte, amore per la vita, per se stessi, per gli altri, per gli animali liberi, per gli animali in catene, non mi pare siano limitazioni.

La coerenza porta necessariamente a delle regole che non pesano affatto

Niente carne, niente latticini, niente caffè, niente fumo, niente the, niente cole, niente alcolici, poco o niente cibi cotti, niente farmaci, niente droghe e niente vaccini, forse sì, forse suonano da proibizioni,
ma accettare le carni significherebbe cozzare contro l’amore per la natura e per il prossimo, e contro il proprio benessere fisico e spirituale.
Accettare il caffè e le altre droghe significherebbe cozzare contro la propria salute e il proprio equilibrio.
Quindi non proibizioni, ma scelte oculate in armonia con la voglia di natura che ci anima tutti profondamente.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo