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venerdì 30 luglio 2010

OTITE MICOTICA ESTERNA

VALDO VACCARO HK LTD www.medicinanaturale.biz
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28 Luglio 2010

OTITE MICOTICA ESTERNA


LETTERA

Il primo passo verso il veganismo è stato fatto, e ora si passa al crudismo

Gentile Valdo, grazie per le sue tesine.
A tre mesi dalla dieta vegana (ahimè con qualche sporadica ricaduta su prodotti caseari, dovuta per lo più ad occasioni sociali), sto molto bene.
Ho fatto le analisi del sangue e tutti i valori sembrano essere a posto. In più non ho perso peso.
Mi accingo adesso, approfittando della stagione calda, a passare alla dieta crudista.
La devo ringraziare sul serio. Mi ha aperto un mondo che non conoscevo affatto.

Come risolvere l’otite che mi sta tormentando?

Ho bisogno anche di chiederle un parere su un problema all’orecchio.
Mi è stata diagnosticata un’otite esterna con presenza di funghi all’orecchio destro e, a detta dell’ORL (otorinolaringoiatra), la malattia sarebbe a uno stadio molto avanzato.
Mi ha prescritto 7 iniezioni di antibiotico più del cortisone, e dice che in una settimana dovrei guarire.
Io vorrei evitare gli antibiotici, anche se la tentazione è forte, essendo il dolore insopportabile, a parte la diminuzione dell’udito. Cosa mi consiglia di fare?
Francesco

RISPOSTA

Otiti esterne, medie ed interne, con leggera sordità e ronzii fastidiosi

Le otiti, ossia le infiammazioni dell’orecchio, possono essere esterne (tutto sommato semplici e innocenti), medie e interne (queste possono essere più complicate e lunghe da risolvere.
A volte le otiti medie si complicano e coinvolgono la mastoide, formazione ossea posta dietro l’orecchio, causando mastoidite.
Con l’infiammazione del timpano c’è scarsa percezione dei suoni, ci sono ronzii e fitte, e ci possono essere perdite o flussi dall’orecchio stesso.
Il sistema immunitario costretto ad imprecare e a masticare amaro

E’ vero che tutte le otiti provocano dolori forti e insopportabili.
Nessuno pensa però agli effetti collaterali degli antibiotici e dei cortisonici, che sono davvero insopportabili ed intollerabili per il sistema immunitario, costretto a subire ed a masticare amaro.

Lo specialista è costretto in ogni caso a darti un farmaco

Chiaro che gli specialisti dell’orecchio non prevedono altro che quel tipo di cure standardizzate, approvate, rituali, sanzionate dalla scuola medica mondiale, dove i batteri e i miceti del sistema sono visti non come strumenti preziosi ed accompagnatori posti in essere re attivamente dal sistema immunitario, ma come mostruosi invasori unni o lanzichenecchi.
Volenti o nolenti, non possono fare altro che quello.
Nessuno si aspetti di uscire da uno studio specialistico senza delle prescrizioni in tasca, o magari con un invito a digerire meglio, ad optare per la fetta di anguria piuttosto che per un piatto di spaghetti.

Per l’igienismo la via del farmaco non viene nemmeno presa in considerazione

Noi igienisti vediamo invece Attila proprio nel cortisone e negli antibiotici.
Croniche o acute che siano le otiti (la tua è nella fase acuta), necessitano di un trattamento generale più che topico e locale.
Un trattamento atto a normalizzare la digestione del soggetto, riattivando nel contempo la completa attività eliminativa che per qualche motivo non ha ultimamente funzionato al meglio (attività eliminativa intestinale, renale, polmonare e cutanea).

I rimedi naturali all’otite

Dieta rigorosamente crudista, respirazione profonda, riposo sufficiente, bagni e cataplasmi di fango al basso ventre possono aiutare a ristabilire un equilibrio termico e una distribuzione migliore del sangue, decongestionando l’intestino.
Bagni freddi di 2-3 minuti ai piedi servono a decongestionare, cioè a togliere sangue dalla testa, e quindi ad alleviare un po’ i sintomi.
Ma la guarigione sta tutta nella normalizzazione digestiva e nel ripristino eliminativo.

Cavolo, lattuga e sambuco, tra i rimedi naturali, non risolventi ma lenitivi

L’erboristeria propone dei rimedi naturali, sempre come alleviamento dei sintomi e non risolventi, come dei cataplasmi di lattuga e di foglie di sambuco (10 grammi di foglie fresche e triturate in mezzo litro d’acqua).
Pare che diano gran sollievo pure il succo di foglie di sambuco oppure il succo di cavolo verde crudo, introdotti nel condotto uditivo con un batuffolo di cotone.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

L'INCOERENZA VEGETARIANA, LE FECI OCCULTE E IL DIO DELLA B12

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28 Luglio 2010

L’INCOERENZA VEGETARIANA,
LE FECI OCCULTE E IL DIO DELLA B 12


LETTERA

Positivo all’esame delle feci occulte (diverticolite)

Buongiorno dr Vaccaro, fra i tanti suggerimenti su internet, ho scelto di scriverle, così per istinto.
Dalle risposte che lei gentilmente dà ai lettori, ho sentito che mi posso fidare.
Le illustro pertanto il mio caso.
Dopo uno screening generale presso l’ASL-Lazio per le problematiche del colon over 60, sono risultato positivo all’esame feci occulte.

Pronto ricorso all’ospedale e alla colonscopia

Evitando l’iter burocratico lento e farraginoso della ASL, e da buon ipocondriaco tendente alla preoccupazione, mi sono recato in ospedale dove mi è stata consigliata una colonscopia, effettuata in sedazione profonda, causa stenosi (restringimento patologico di un orifizio).

Un referto ospedaliero a dir poco sorprendente

Il referto ospedaliero dice quanto segue:

- Negativa l’ispezione della regione perianale.
- L’esplorazione digitale del canale anale evidenzia ipoelasticità del canale stesso.
- La mucosa dei tratti esplorati presenta un polipo sessile di circa 3 cm dell’ascendente prossimale
(che si asporta con ansa diatermica mediante metodica abituale, si recupera e si invia ad esame istologico).
- Controllo soddisfacente anche a distanza.
- Numerosi sbocchi diverticolari di medie dimensioni del sigma e del discendente, senza segni di flogosi o sanguinamento.
- Mucosa ampollare iperemica, plesso emorroidario inferiore depleto.

Non è servito niente essere vegetariano e virtuoso per 35 anni?

Il bello di questa mia storia è che sono vegetariano da più di 35 anni.
Non mangio né carne né pesce, e nemmeno i loro derivati, e nemmeno altre cose del regno animale.
La mia dieta, per lo sport che ho sempre praticato, è basata sui carboidrati e comprende pasta (il più delle volte integrale), legumi e frutta, yogurt, uova, riso integrale, grani crudi germogliati, vitamina C, molta acqua, succhi confezionati al 100% di frutta.
Pratico jogging a giorni alterni, con 8-10 chilometri da ben 35 anni.
Non le pare strano che la diagnosi ospedaliera non combaci e non sia affatto pertinente con la mia anamnesi, ovvero coi miei precedenti virtuosi?

Esame istologico e forte ansia sul da farsi

In attesa dell’esame istologico (fra 10 giorni) le pongo un paio di domande.
E’ possibile avere qualche medicina che tenga in letargo il problema diverticoli?
Che ne pensa di questo trattamento visualizzato nel web? Me lo consiglia?
Qual è il suo consiglio? Prendere medicine, antibiotici specifici non assorbibili, o cosa ancora?
Sono enormemente in ansia! Attendo risposta e la saluto cordialmente.
Roberto da Roma

RISPOSTA

Perdonami per il grave ritardo nella risposta

Ciao Roberto, scusami anche tu per il grave ritardo.
Ho tuttora un pacco di mail datate-marzo-maggio che sfoglio per la prima volta, notando parole come ENORME ANSIA, e GRANDE URGENZA.
E come te ci sono molti altri lettori.
Qualcuno mi accusa di essere invadente e di produrre troppe tesine in questo periodo.
Come faccio però a non far conoscere al pubblico questi casi importanti, che mettono a dura prova non solo la medicina (che risolve tutto coi farmaci nel modo che sappiamo), ma anche l’igienismo, che deve dare delle risposte chiare ai problemi ed anche delle direttive concrete per saltarne fuori?
Sto mancando al mio compito, in fatto di celerità risposte, e chiedo a tutti venia e comprensione.

Molti anni di vegetarianismo non hanno fatto di te un guerriero di Riace.
Tutto sommato, 35 anni di vegetarianismo e di movimento, ti hanno traghettato fino qui.

Le domande che mi poni non sono semplici. E noto anche qualche incoerenza in te stesso.
Dai per scontato che 35 anni di vegetarianismo e di sport ti abbiano reso un perfetto guerriero di Riace.
Non è evidentemente così.
Non hai speso una parola per gli altri 30 anni iniziali della tua vita, quando ne hai combinate probabilmente di tutti i colori. A quel tempo non avevi di sicuro effettuato adeguati correttivi, e ti eri limitato ad adottare una strategia vegetariana (spuria e non perfetta) e un regime di vita più sano, basato essenzialmente sul jogging.
Niente digiuni, niente rivoluzionamento dieta, ma soltanto alcuni ritocchi superficiali.
Una strategia 35ennale che tutto sommato ti ha ripagato, traghettandoti fino alla situazione odierna non dico in modo impeccabile, ma nemmeno in modo tragico, visto che sei tuttora attivo e vivace.

Siamo tutti soggetti alla legge di causa ed effetto, senza alcuna discriminazione tra buoni e cattivi

Vorremmo tutti noi vegetariani essere sempre perfetti e baciati dalla preferenza divina e dall’immunità dal malessere e dalle patologie, in quanto facenti parte illusoriamente della mela sana e non bacata.
Ma non è sempre così.
Ricordati che il mondo intero, onnivoro, vegetariano e vegano, viene sottoposto alla famosa legge di causa ed effetto. Una legge che non subisce mai eccezioni o rallentamenti.
Se hai un colon difettoso esistono delle cause precise.

Le basi della tua attuale alimentazione prestano il fianco a diverse patologie

Ti faccio poi presente che, in ogni caso, non sei affatto un vegetariano perfetto ed inappuntabile.
Uno sportivo che basa la sua alimentazione sui carboidrati cotti e devitalizzati (pasta), sulle uova, sullo yogurt, sui succhi confezionati e sulla vitamina C, presta il fianco a molte patologie.
Ti faccio presente che le uova sono nella sostanza sangue e carne di pulcino in formazione, non scordartelo.

Il tuo vegetarianismo è un vegetarianismo tra virgolette

Dove sta il tuo vegetarianismo?
Dove sta la tua netta differenziazione da chi va a rifornirsi dal macellaio?
D’accordo le uova non soffrono come il maialino e il vitello, e non vedono coi loro sensi sconvolti le scene del delitto e il sinistro muoversi dei loro persecutori.
Non sto criticando la parte buona delle tue scelte etiche di vita, ma solo il lato dell’incoerenza salutistica.
Le uova non hanno nulla di vegetariano, e appartengono a pieno diritto alle proteine animali, per cui sono altamente acidificanti nel corpo umano. Lo yogurt sta più o meno nella stessa categoria, e viene soprattutto dallo stesso tipo di mercanti.

Certi cibi si mettono dentro facilmente, mentre è problematico mandarli fuori

La pasta e i cibi stracotti danno calorie vuote e prive di micronutrienti.
I succhi di frutta confezionati, anche se di frutta al 100%, sono certamente migliori di quelli derivati dal petrolio, ma la loro immancabile pastorizzazione li ha svuotati di ogni valido principio nutritivo, per cui non costa niente metterli dentro il nostro sistema, mentre costa una enormità rimandarli fuori, e ti ritrovi con carenze di minerali, sbalzi ghiandolari e debolezza immunitaria, il tutto mascherato in parte da un certo grado di efficienza fisico-atletica.

Sei stato bravo ma non abbastanza

Essendo poi tu tendenzialmente uno sportivo hai finito per esacerbare ed ampliare le tue stesse imperfezioni.
Quello che succede coi farmaci, incompatibili con il crudismo e la frutta, succede anche coi similfarmaci (uova, cibi cotti, vitamine sintetiche, pasta, ecc).
Quando si intraprende la strada della perfezione, non ci si può fermare a metà dormendo sugli allori ed accontentandosi. Occorre percorrela per intero.


Il paradosso del sangue migliore e ossigenato che offre maggiore accesso e penetrazione ai veleni assunti in contemporanea

La convivenza della dieta fruttariana e del buon comportamento sportivo coi farmaci e con le varie imperfezioni dietetiche è poco tollerata, non paga e non produce.
Da una parte viene infatti migliorato il sangue, reso più fluido ed ossigenato, e dall’altra l’avvelenamento contemporaneo (da farmaco e da imperfezioni suddette) trova maggiore accesso e penetrazione nel sistema, proprio a causa del sangue più efficiente.
Chiamalo pure un paradosso, ma è così.
In altre parole, la scelta di campo deve essere totale se vogliamo la perfezione a 360 gradi.

Non tutti i compromessi sono da criticare, e non tutti gli estremismi sono da bollare

Non è dunque questione di estremismo e di fanatismo.
Qualunque posizione che noi prendiamo viene sottoposta a critiche.
Per alcuni io sarei il massimo dell’estremismo, per altri sarei nutrizionalmente un democristiano, tutto correnti, tutto accomodamenti e tutto compromessi.

Segui i buoni principi, e tutto il resto sono inezie

La realtà è che occorre trovare un sistema di vivere adeguato il più possibile a noi stessi, nella realtà in cui siamo immersi, senza perdere di vista il disegno del nostro corpo, le caratteristiche dei carburanti che gli diamo e le scelte di vita che operiamo per superare al meglio le problematiche e le sollecitazioni cui veniamo giornalmente sottoposti.
Nessun cedimento sui principi basilari, e qualche adattamento sui dettagli di poco conto.
Questa è la mia filosofia.

A cena con Pitagora, Ippocrate, Ehret, Shelton, Lezaeta e Costacurta.

Ho detto e lo ribadisco che non mi troverei imbarazzato ad andare oggi a cena in compagnia di Ehret, di Shelton, o anche di Pitagora ed Ippocrate, sempreché accettassero il mio invito ovviamente.
E mi troverei pure bene con Lezaeta e con Costacurta, ben conscio di avere a che fare con dei naturopati leggermente affetti da curomania, più che con degli igienisti veri e propri, abbonati alla rigorosa cura della non-interferenza.
Tirar via un pizzico di sofferenza e puntare nel contempo alla cura non di quel sintomo ma della malattia vera e propria che sta a monte, non mi pare affatto uno stravolgimento ideologico.
Prendiamo quello che c’è di buono e applichiamolo, senza fare troppe partizioni e troppi ghetti.

A pranzo con Hotema, tra frutta tropicali e ballerine hawaiiane

Non ci penserei due volte a stare una settimana alle Hawaii con Hilton Hotema, tra bananine, manghi e ananassi, e possibilmente con qualche ballerina vestita di foglie di bambù.
E sempre senza il Viagra o il Cialis in tasca. Al massimo opterei per qualche durian in più.
Ma le differenze tra la gente non sono poi sempre così drammatiche.
Pretenderei che Costacurta non fumasse e non bevesse caffè, questo è certo.
E chiederei a Shelton di non fare il furbastro con la sua fetta di formaggio incartata in una tasca della giacca. A parte questo li tratterei tutti da umani e non da divinità.

Perché no con l’amico Gesù Nazzareno, e senza il clistere in borsa

Non mi sentirei estraniato neppure tra gli Esseni, fin da allora abituati all’indecroso uso del clistere.
Li aggiornerei sul fatto che qualche progresso nonostante tutto è stato fatto, e che dalle nostre parti ci sono meno pecore e meno cammelli, mentre avocadi, fichi d’India, datteri, noci di cocco, e banane abbondano in mille negozi, per cui chi non ama cementarsi il colon con incommentabili porcherie animali, non ha bisogno di ricorrere a tali strumenti.
Due giorni a fantastica uva servono molto di più di un arnese piantato nel sederino, Gesù o non Gesù.
Anche perché la gente di oggi sta cominciando finalmente a capire una cosa.
E cioè che è più importante quello che va fuori, rispetto a quello che mettiamo dentro.

Nessun imbarazzo e nessuna alienazione, nemmeno con chi ha idee contrarie alla mia

Riesco a trovare armonia ed amicizia, a tavola e fuori, anche con gente che si fa un baffo della mia impostazione salutistica, figurarsi se mi sentirei alienato e fuoriposto coi grandi maestri.
Non serve cadere nel perfezionismo e nel manicheismo.
E’ solo usando l’anima, il cervello, i modi garbati e un minimo senso umoristico, che si può ottenere qualcosa. Dare il buon esempio rimane un fatto fondamentale.

Devo riconoscere con una certa amarezza che il veganismo non sta offrendo affatto una bella e coerente immagine di se stesso

L’ambiente vegetariano è inflazionato da gente che crede di essere perfetta e saggia, senza esserlo affatto. A volte si trova più realismo e più coerenza negli onnivori, e mi dispiace doverlo dire.
Non esistono persone più incoerenti dei fruttariani che demonizzano la frutta cosidetta acida, tipo gli agrumi, sulla base di personali difetti funzionali interni, e non invece sulla base di prove scientifiche oggettive ed evidenti, dove la legge delle trasformazioni biochimiche corporali dimostra in mille modi che gli agrumi alcalinizzano il sangue (che è l’esatto contrario di quanto essi blaterano a vuoto, privi di scienza e di orientamento).

I dentisti sono categoria strategica al pari dei pediatri, e quindi soggetti a precise normative Codex, per cui si può chiudere mezzo occhio sui loro strafalcioni

Posso chiudere mezzo occhio sugli strafalcioni di certi dentisti, che attribuiscono disinvoltamente i danni di certe bocche rovinate alla frutta acida, quando a far cadere i denti sono invece le sostanze proteiche-acidificanti introdotte nell’organismo, che provocano osteoporosi a tutti i livelli, inclusi gli indebolimenti dentari.
Ma quando queste cavolate arrivano da fonti che pretendono di essere catalogate come vegane, la cosa mi fa accapponare la pelle.

L’incomparabile incoerenza dei vegani bidodicisti

Non esiste al mondo gente più incoerente, irrazionale, innaturale ed autolesionistica dei vegetariani bidodicisti, tanto per fare un esempio.
Sempre pronti alla frutta colorata, alle verdurine biologiche, al cereale integrale, e altrettanto puntuali con la pasticchetta miracolosa di B12, come correttivo alla loro precaria, imperfetta, e sbilanciata condizione di vegetariani.
Perché non si prendono anche la bistecca bio e la smettono di fare gli snob?
I vegani bidodicisti sono addirittura peggiori degli onnivori, in quanto sono i primi a demolire la loro stessa causa, a coprire se stessi di ridicolo

Fossero umili e discreti, disposti ad ammettere la loro incoerenza e la loro grave debolezza ideologica, li potrei capire. Ma quando fanno pure gli arroganti, li trovo molto peggiori dei carnivori, i quali sbagliano con la carne sì, sbagliano con la vitamina C sintetica sì, ma si guardano bene dal cadere in demenziali incongruenze, tipo quella di esaltare la vitamina C stessa, come simbolo della superiorità vegetariana.
Sbagliati e fuoriposto sì, ma scemi niente affatto.
Quel che è peggio, i vegani bidodicisti pretendono di essere anche dei naturalisti, mentre sono palesemente incapaci di osservare la natura, sia essa nella forma di un puledro, di un vitello di un maiale, o meglio ancora di un cinghiale. Salute, forza, vitalità infinita, che solo la violenza del macello o i pallini delle doppiette sapranno stroncare. Chissà come faranno queste creature a far quadrare il loro cerchio nutrizionale, senza il ricorso alla farmacia, senza la magica integrazione della B12?

La creazione del mondo secondo gli osannatori della cobalamina

Per la comunità vegano-bidodicista, coniugare il matrimonio tra sacro e profano, tra frutta e farmaco, tra sicurezza e paura, è ormai d’obbligo. Per essi la Bibbia comincia in modo diverso da quello noto a tutti.
In sei giorni, Dio creò la B12 e riconobbe che era una sostanza puzzolente e merdosa, ma ciononostante disse che era straordinaria. Poi creò gli animali e le piante, e si sentì orgoglioso di tanta bellezza.
Alla fine creò l’uomo e la donna, e storse subito il naso. Imperfetti! disse. Vi manca la B12!

Non esiste farmaco capace di far sparire un diverticolo, ma ci sono stili alimentari in grado di farlo. Serve innanzitutto più cultura igienistica.

Finirà che dovrò chiedere di essere cancellato dal vegetarianismo, pur senza cambiare di una virgola le mie convinzioni vegane e animaliste.
Tornando a te Roberto, non esistono di sicuro medicine per disattivare i diverticoli.
L’unico sistema efficace per contrastare le attuali condizioni in modo efficace, è fare una bella virata nelle tue convinzioni e nelle tue abitudini alimentari.Ti serve una cultura vera, approfondita ed aggiornata sull’igienismo, se vuoi fare una scelta costruttiva, restando in linea con la natura.

Acqua biologica, e succo zuccherino, questa è la medicina del colon

Hai bisogno di ripristinare l’efficienza digestiva ed assimilativa, dando al colon la possibilità di rifiatare, liberandolo regolarmente delle putrofermentazioni. Di quelle putrofermentazioni che lo hanno condizionato ininterrottamente per tutta la tua vita, inclusi i 35 anni di pseudo-vegetarianismo.
Crudismo e fruttarianismo a tutta birra, ma senza la birra. Questo è il mio messaggio.

Valgono per te le stesse raccomandazioni date per la rettocolite ulcerosa

Valgono praticamente per te tutte le disposizioni date a chi soffre di rettocolite ulcerosa e di patologie al colon. Ti consiglio di leggerti subito la tesina Rettocolite ulcerosa e rivoluzione bircheriana, del 15/6/10, ed anche le altre tesine simili sul colon (scaricabili gratuitamente dal sito www.valdovaccaro.blogspot.com), o anche da google.it seguito da valdo vaccaro rettocolite.
E’ chiaro che sono assolutamente contrario a ogni cura farmacologica.

Valdo Vacccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

IL DIABETE 1 E LA SAGGEZZA IMMUNITARIA DELLO ZUCCHERO NELLE URINE

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28 Luglio 2010

IL DIABETE 1 E LA SAGGEZZA IMMUNITARIA
DELLO ZUCCHERO NELLE URINE

LETTERA

Liberarsi dalla insulino-dipendenza

Buongiorno, sono Alessandro e le scrivo dalla provincia di Vicenza.
Ho il diabete mellito tipo 1 e sono insulinodipendente. Ho 35 anni.
Ho visto su internet alcune notizie relative al diabete.
Che tipo di terapie e di cure pratica?
Ho cercato invano il testo Alimentazione Naturale presso le librerie di Vicenza, incluso la Feltrinelli, ma non ce l’hanno.
Attendo risposta e la saluto.
Alessandro

RISPOSTA

Qualcosa non quadra nella distribuzione libraria

Ciao Alessandro, il gruppo Anima Edizioni mi ha assicurato che col suo distributore nazionale ha provveduto a rifornire quel testo nelle maggiori città.
Evidentemente non è così, e ti chiedo di ordinarlo su internet, scegliendo tra i vari editori on-line.

Alla fine, la guarigione la devi cercare dentro te stesso, nella tua chiarezza mentale e interpretativa, nelle mosse che saprai fare contro tutto e contro tutti

Chiariamo subito che non sono medico e non faccio il medico, e nemmeno il terapeuta alternativo.
Pertanto non aspettarti alcuna cura speciale e miracolosa.
Mi limito a insegnare cultura igienistica, comportamentale e nutrizionale.
Del resto, sgombriamo il campo da ogni equivoco. Nessuno al mondo ti può guarire, e potresti cercare come un segugio dalla Lapponia all Terra del Fuoco, dal Labrador alle isole Fiji.
Perderesti invano il tuo tempo.
Nessuno ti può guarire, all’infuori di te stesso.
Tu sei come sei per una serie concatenata di errori gravi, che continuano ad essere attuati nel mondo intero

Il diabete 1 non è venuto per la maledizione di Tutanchamon, ma perché qualcuno te l’ha provocato.
Te lo hanno cucito addosso con svezzamenti alto-proteici a dispetto delle raccomandazioni di Pitagora, e con vaccinazioni tremende che gridano vendetta nell’alto dei cieli, mentre non eri in grado di capire, di difenderti e di provvedere a te stesso.
Negli anni successivi a questo strazio iniziale, hanno completato l’opera, trasformandoti in perfetto drogato, in insulino-dipendente.
Non serve odiare o covare sentimenti di vendetta. L’unica rivincita possibile è quella di dimostrare a te stesso e alla fallace medicina che la guarigione è tutt’altro che un obiettivo impossibile.

Modalità e tempi di recupero

Non è agevole e privo di contraccolpi liberarsi di quella droga chiamata insulina sintetica che stai attualmente assumendo. Fare il percorso a ritroso è possibile con gradualità, pazienza e determinazione.
Che tipo di gradualità? Quella che ti permetterà di accorciare i tempi in linea con le possibilità salutistiche e cardiache del tuo corpo. Non esistono grandi schemi e grandi modelli sui quali basarsi.
Devi rimboccarti le maniche, prenderti tutte le responsabilità e autoguarire.
Devi assaggiare e provare tutti i frutti acidi semi-acidi e dolci, reintroducendoli uno ad uno nel tuo organismo, reimpossessandoti delle loro grandi virtù salutari, trovando in essi le insuline e le inuline vegetali capaci di bilanciare naturalmente gli sbalzi glicemici che tanto ti spaventano.

Ci vuole l’elmetto di guerra, questo è poco ma sicuro

Occorre ridurre gradualmente l’insulina, come prima strategia recuperativa, e cambiare l’alimentazione radicalmente, come seconda mossa del piano di battaglia.
Battaglia? Sì, devi metterti l’elmetto in testa e la scaccia-cani nella fondina.
Dovrai combattere contro autentici ed implacabili nemici.
Il primo sei tu, nella misura in cui credi a quanto hai fatto finora con la tua malattia.
Poi sono i tuoi familiari, i tuoi amici e il tuo entourage sanitario, pronto a scoraggiarti, ad ammonirti, a darti del pazzo, a saltarti addosso.

Serve assolutamente acquisire alcuni concetti fondamentali, di segno opposto a quelli che caratterizzano il tuo attuale modo di pensare

Per condurre una battaglia del genere ti devi armare di conoscenze e di cultura alternativa.
Non un libretto rosso di Mao, ma alcuni concetti fondamentali da acquisire in modo ferreo ed incrollabile.
Devi conoscere le leggi eterne della natura, e devi credere in esse, altrimenti è meglio rinunciare all’impresa.
Ti serve in pratica un bagaglio culturale di segno opposto a quello che ti è stato stampigliato ed imprintato nella testa fin da ragazzino.
Devi sgominare quell’ideologia che ha trasformato te stesso da bambino sano e normalissimo quale eri alla nascita, in creatura deficitaria e dopata.




Gli errori gravissimi che fa la medicina, oltre a quelli di partenza (svezzamento, vaccinazioni) sopra menzionati

1) Fa sparire lo zucchero dall’urina come si trattasse di una disfunzione.
L’idea è quanto mai balorda. Lo zucchero nell’urina lo fa andare il sistema immunitario, perché l’organismo non accetta giustamente quel tipo di zucchero, essendo esso sovraccarico di fermentazione intestinale e oberato da acidità e circondato da sangue lipotossico.
In altre parole, lo zucchero nell’urina non è patologia ma provvidenziale saggezza immunitaria.
E’ il sistema immunitario che ordina al pancreas di non secernere insulina.
2) Prescrive un regime alimentare innaturale, soppiantando l’unico cibo giusto e possibile che è il
carburante razional-zuccherino, sostituendolo con carni e altri prodotti concentrati, ovvero con gli
stessi materiali che furono in origine la causa del diabete stesso.
Tutto questo significa dare un’ulteriore bastonata ai diabetici, creando aggiuntiva intossicazione
interna, apportando aggiuntiva devitalizzazione nel sistema, costringendo il paziente a una vita
d’inferno.
3) Somministra dell’insulina, e questo non significa affatto salvare una persona ma condannarla definitivamente a un’esistenza penosa, precaria e carica di insidie. E’ risaputo ad esempio che le iniezioni di insulina provocano il cancro alla vescica.
Dare poi dell’insulina significa disabilitare e defunzionalizzare un pancreas che in realtà non funzionava per motivazioni precise, che andavano dallo stop immunitario alla densità del sangue che impediva all’insulina stessa di giungere in tempo nei punti di picco glicemico.
Dare delle sostanze che abbassano il tasso di zucchero nel sangue è pertanto autentica imperizia.
4) Confonde i concetti ed equipara gli zuccheri bilanciatissimi e vitali della frutta e gli amidi delle verdure amidacee ai carboidrati cotti e concentrati, compiendo un gravissimo errore di valutazione.

Gli alimenti della rinormalizzazione e della rinascita

Gli alimenti che più aiutano il diabetico a rinormalizzarsi sono quelli crudi, e per crudi intendo l’avocado, le mele, le pere, le fragole, le arance le nespole, le ciliegie, l’uva, le mandorle, le noci, le nocciole, i pinoli, le arachidi, nonché tutte le verdure rigorosamente allo stato naturale.
Qualcosa di cotto in modo conservativo si può anche concedere, sempre preceduto rigorosamente dal piatto di insalatina cruda con la rucola, i ravanelli, il crescione e i germogli vari.
Asparagi, erbette, topinambur, carciofi, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, broccoli, patate, fagioli, spinaci, fagiolini, piselli, soia fresca, fave fresche, patate dolci, pannocchie fresche di mais, rientrano tutti in questa categoria di cibi leggermente cuocibili.
Per dolcificare la dieta si ricorrerà alle mele al forno. Vanno bene pure i cereali integrali non stracotti.
Il sale e tutti gli integratori vanno invece eliminati.Usare il succo di limone o quello di ananas al posto dell’aceto, mentre gli oli dovranno essere spremuti a crudo, con preferenza per l’extravergine di oliva.

La frutta amica e non nemica del diabetico

La frutta fa un gran bene ai diabetici per diversi motivi.
Il primo è che essa è il carburante umano per eccellenza, e questo vale per tutti.
Il secondo è per la ricchezza di vitamina C, con effetti diuretici e rinfrescanti.
Il terzo è per l’abbondanza di acqua biologica bilanciata che aiuta la funzione renale, sempre problematica e debilitata nei diabetici.

Assoluta necessità di eliminare i farmaci e l’insulina

Occorre però troncare progressivamente l’assunzione di farmaci e di insulina, per evitare una veicolazione moltiplicata di tali sostanze nell’organismo, con la nuova situazione di sangue migliorato e reso più fluido dal nuovo apporto fruttariano.
Fare molta attenzione all’aspirina e ai beta-bloccanti che si comportano sinergicamente a rinforzo dell’azione insulinica causando abbassamento repentino degli zuccheri fino all’ipoglicemia e al coma ipoglicemico.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

GRAZIE DI AVERMI TRASFORMATA

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28 Luglio 2010

GRAZIE DI AVERMI TRASFORMATA


LETTERA

Niente esitazioni e niente fronzoli

Salve dr Valdo, sono la ragazza che stava seduta alla sua sinistra durante la conferenza che ha tenuto al Germoglio di Savignano sul Panaro il 21 Maggio.
Volevo solo dirle che incontrarla mi ha profondamente trasformata.
Ho iniziato subito la sua dieta, senza ripensamenti.
Da più di una settimana non tocco formaggio, carne, dolci, the, caffè, cibo cotto, integratori.
Ho adottato, senza tanti fronzoli, frutta e verdure crude.

Superata una piccola crisi iniziale sto davvero magnificamente

Mi sono pure meravigliata della mia determinazione, avendo in passato provato tante volte a modificare la mia alimentazione, senza mai riuscirci.
A parte una forte emicrania il secondo giorno (a cui ho resistito stoicamente senza prendere alcun farmaco) sto benissimo.

La mia vita è veramente cambiata

Mi sono anche spariti i puntini rossi che da mesi avevo lungo tutto il naso.
Sono trascorsi solo 9 giorni dalla conferenza, ma riconosco che è avvenuto qualcosa di importante nella mia esistenza.
La mia vita è veramente cambiata.
Non sento per niente il desiderio del vecchio cibo, e non soffro per niente la fame e la sete.
Sono con lei su tutti gli argomenti e ringrazio Dio di averla incontrata. Un abbraccio.
Simonetta




RISPOSTA

Sei diventata una preziosa oasi salutistica

Ciao Simonetta, ti sono grato per la condivisione ideologica e per le gentilezze nei miei riguardi.
Come dissi in quella serata a Savignano, non eravate in tanti, ma ognuno di voi valeva per 10.
E tu mi hai davvero preso in parola, diventando una fucina e una moltiplicatrice di armonia, di gioia e di benessere, una piccola oasi vivente in mezzo alla desertificazione generale che avvinghia e ottenebra
(al di fuori delle apparenze esteriori colorate, musicate e dinamicizzate), la vita contemporanea.
Correggimi se ho enfatizzato o esagerato o ammantato di retorica igienistica, ma io ti vedo esattamente in quel modo.

L’accenno iniziale di fase eliminativa

Sono io, pertanto, a ringraziare la buona sorte, per avere incontrato te e la fantastica comunità Germoglio.
La forte emicrania è chiaramente un sintomo di crisi eliminativa, che succede in lieve misura in fase di miglioramento dieta e di purificazione del sangue, visto che si sta rinforzando il sistema immunitario e con le sue nuove energie è in grado di fare pulizia interna e di spinger fuori le tossine in eccesso.

L’innesto di un piccolo digiuno incrementerebbe gli effetti espulsivi

Chiaro che se uno innesta in questa fase un breve digiuno con acqua leggera, dà un’ulteriore spinta al processo disintossicante, incrementando quel tipo di sintomi e intaccando il muco protettivo che il sistema immunitario aveva in precedenza sparpagliato su organi e mucose a protezione dagli acidi prodotti dalle digestioni problematiche del passato.

I patologici ed assillanti tormenti di fame e sete, tipici degli onnivori, diventano nel nostro caso sano appetito e voglia di un grappolo d’uva o di una pescanoce

Non mi sorprende poi la scomparsa dei morsi della fame e delle arsure della sete, che caratterizzano chi si ciba male (con materiale salato, zuccherato, cadaverinizzato, cotto, caffeinizzato, integrato), mettendo nel suo sistema sostanze problematiche, scompaginate, squilibrate, nemiche ed estranee per il nostro sistema gastrointestinale, per il nostro sistema immunitario, per il fegato, i reni, la vescica, il sistema riproduttivo e il sistema ghiandolare nell’assieme.

Attendo ovviamente un segnale di riconferma, affinchè nessuno venga ad obiettare che una rondine non fa primavera

Spero di ricevere conferma da te che tutto va bene non solo a distanza di 9 giorni, ma anche a 90 giorni e perché no a 900 giorni e oltre, visto che l’igienismo non comporta soluzioni vincenti illusorie e di breve periodo, ma cambiamenti basati su un riequilibro corporale e spirituale di tipo stabile e definitivo.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

FAME PLACATA, COLON LIBERATO E NIENTE PIU' DOLORI MUSCOLARI

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28 Luglio 2010

FAME PLACATA, COLON LIBERATO
E NIENTE PIU’ DOLORI MUSCOLARI


LETTERA

Da 8-9 etti di carne e pesce al giorno, alle cassette di frutta e di verdura

La crema di avena e i semini non li ho ancora trovati, ma tutto il resto sì.
La spesa è più divertente, varia e colorata rispetto al solito, e questo è già un dato positivo.
Essendo una consumatrice di circa 8 o 9 etti al giorno tra carne e pesce, il repentino cambiamento di alimentazione mi ha dato effetti immediati che vorrei elencare.

Niente morsi di fame, più eliminazione intestinale e più muco

La fame si è placata, nel senso che non ho costantemente la sensazione di crampi di fame e la necessità di alimentarmi ad ogni ora.
Ora vado in bagno 3 o 4 volte al giorno, forse perché l’organismo si sta depurando, e mi auguro che successivamente si riduca a due volte al giorno.
Produco molto più muco, per cui mi soffio il naso spesso.
Altro aspetto interessante, da verificare nel tempo, è che le zanzare non mi pungono più, neppure quando vado in giardino ad annaffiare le piante.

Notevoli miglioramenti muscolari

Un aspetto decisamente importante e da verificare nel tempo, ho smesso di soffrire di dolori muscolari.
Mi alleno 6 giorni la settimana e, pur essendo in un periodo di relativo scarico, ho sofferto di stanchezza e di acido lattico costante negli ultimi mesi.
Ma da circa 2 giorni mi sento in piena forma e, nonostante gli allenamenti non siano calati, non ho più dolori come prima.




So di essere un caso di forte avvelenamento da proteine

Le scrivo questo per il piacere di condividere delle scoperte per me nuove e forse per lei già testate.
Credo di rappresentare un caso di forte avvelenamento da proteine, e spero di avere ulteriori e ben più seri effetti benefici da questa dieta.
Ho letto le tesine che mi ha inviato e la ringrazio.
Mi ha colpito la questione dei fibromi uterini, di cui soffro in modo importante. Cordiali saluti.
Veronica

RISPOSTA

Scarso interesse delle zanzare per i vegetariani

Ciao Veronica, in effetti hai ragione, sembra che le zanzare siano meno aggressive nei riguardi dei vegetariani. Forse prediligono il sangue denso dei mangiatori di carne.
Quanto alla fame placata, stai sconfiggendo ovviamente gli sbalzi dopanti causati dalla stimolazione carnea.

Un corpo che funziona a sbalzi, tra eccitazione e depressione

Un corpo che si abitua a trasformare ogni pasto (carneo) in un appuntamento non col cibo nutriente che regala tutte le sue calorie senza effetti collaterali e a costo digestivo zero (come nel caso della frutta e delle verdure crude), ma col cibo che dà poco mentre impegna l’intero sistema a fondo, in una seduta vessatoria dove avviene di tutto, non può funzionare come un orologio.

Quando l’alimentazione si trasforma in dramma denutritivo

In una seduta alimentare vessatoria dove c’è l’insulto del sistema gastrointestinale, lo scatenamento della tempesta immunitaria chiamata leucocitosi, l’accelerazione conseguente del battito cardiaco, il riscaldamento del viso, l’acidificazione e l’addensamento del sangue, l’ingrossamento di fegato e reni, lo sballo del sistema endocrino e la diabetizzazione del metabolismo zuccherino, ci sono più perdite energetiche ed enzimatiche che effettiva nutrizione.

Il problema delle cellule affamate

Tieni presente che la carne crea grossi deficit nutrizionali nel sistema cellulare, per la difficoltà di cedere fattori reali di nutrizione netta.
Impegnare il sistema in lunghissime digestioni e dargli nel contempo pochissima vitamina C ed E, non è nutrire l’organismo ma affamarlo.

Nutrizione enzimatica e virtuosa a freddo contro nutrizione leucocitica a caldo

Alla linearità della nutrizione umana normale e virtuosa, che è una nutrizione enzimatica a freddo, si contrappone la contradditorietà di una nutrizione leucocitica a caldo (accalorata e febbricitante).
Ed è per questo che nei mangiatori di carne c’è un andamento a sbalzi, con picchi interni di accaloramento e di raffreddamento, con picchi di sazietà e fame, di simpaticotonismo e di vagotonismo, di ipertensione e depressione, di ipertiroidismo e di ipotiroidismo, di diabete (iperglicemia) ed ipoglicemia.
La carenza di succo zuccherino porta a bramare dolci, bevande e acqua

Il mangiatore di proteine animali è automaticamente impossibilitato a consumare il succo zuccherino di cui ha assolutamente bisogno, ed è quindi portato inevitabilmente a compensare tale fame arretrata mediante dolci, mediante cibi concentrati ed industriali, mediante bevande nervine e bevande gassate, e mediante eccessi di acqua minerale.
Queste sono cose che non ti riguardano più, cara Veronica.
Ovvio che attendo da te altre notizie positive ed altre conferme.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

mercoledì 28 luglio 2010

TRIGLICERIDI, ACIDO URICO E VOGLIA DI CAMBIARE

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27 Luglio 2010

TRIGLICERIDI, ACIDO URICO
E VOGLIA DI CAMBIARE

LETTERA

Valori alti, riduzione della carne e adozione del pesce azzurro

Pregiatissimo professor Vaccaro, ho sentito parlare di lei e vorrei un conforto e un consiglio sulla mia alimentazione.
Sono Luigi, ho 46 anni e 9 anni fa ho eseguito un controllo medico dove i miei valori sono risultati tutti alti (colesterolemia, acido urico, transaminasi got e gpt, trigliceridi, ecc).
Ho pure eseguito una ecografia epatica, riscontrando una steatosi acuta che ho poi risolto con l’alimentazione (eliminando tutti i formaggi e aumentando la quota di pesce azzurro, e riducendo sensibilmente la carne).

Tanti problemi e tante sostanze per risolverli

Uso però nel contempo, da circa 8 anni, acido deursossicolico 300 mg, per evitare calcoli biliari, e Omega-3 1000 mg, due volte al giorno.
Inoltre, per l’acido urico assumo Zilorich 300 dopo prazo, mentre nel dopo cena assumo 10 mg di sinvastatina.
Ho provato a sospenderla, ma il colesterolo tende a salire con tutte le conseguenze sulla ricaduta della transaminasi.

Devo continuare in questo modo pazzesco per tutta la mia vita?

Devo continuare così per tutta la vita? O mi può dare dei suggerimenti?
Ovviamente ho aumentato la quantità di frutta e verdura, che è di buona qualità perché sto in Sicilia, in provincia di Catania, e si tratta di coltivazioni biologiche.
Dimenticavo. Per mantenere la pressione normale assumo delle pillole a base di aglio.
La ringrazio in anticipo per la sua pazienza. Cordialmente.
Luigi


RISPOSTA

Specialista nel darti la zappa sui piedi

Carissimo Luigi, dopo tre mesi rispondo, non senza qualche rossore, alla tua mail.
E purtroppo devo dire che sei un autentico disastro.
Uno cioè che ha impostato la vita in modo tale da darsi la zappa in continuazione sui propri piedi.
Pare che non ti sia familiare un concetto di base, per cui il corpo non lavora a compartimenti stagni ma in modo unitario e sinergico.
Per te i sintomi sono come delle falle da tappare in continuazione.
Continui ad inseguire i valori singoli per dar loro una randellata farmacologica e raddrizzarli.
Prendi farmaci contro gli acidi biliari e ti carichi di acido urico da un’altra parte.

Deciderai di normalizzarti, una buona volta

Giunto a quasi metà cammino della nostra vita, sarà il caso di decidere se normalizzarti una buona volta, o se andare avanti a sghimbescio come sta attualmente facendo.
Normalizzarsi significa mettere il tuo corpo in grado di funzionare liberamente, senza dargli martellate in continuazione.

L’igienismo ti può dare molto, se gli vai incontro davvero

Non so chi ti abbia indirizzato verso di me.
Ti posso garantire senza false modestie che la scuola cui appartengo è tra le migliori, nel senso che ti può dare molto. Ma pretende anche molto in termini di determinazione e di coerenza.
Pretende che tu ti dia al più presto un minimo di cultura igienistica, ed anche uno stacco ideologico da tante ideologie medicali e nutrizionali che ci sono estranee.

Scelte incoerenti di fronte a problemi precisi

Nel caso tuo, con colesterolo alto (che di per sé potrebbe anche non essere un dramma), con trigliceridi alti, con acido urico esagerato, con omocisteina non-si-sa, con pressione alta, e vai anche a mangiare carne e pesce. Mi chiedo dove stia la logica.
Tu non devi avvicinarti alla frutta e alla verdura cruda, ma le devi addirittura adottare come tuo cibo tipico e base.

Molte cose da buttare a mare.
Sei un uomo di terra. Non ti serve il pesce e non ti serve l’Omega-3 rangido.

E devi eliminare senza remissioni statine, farmaci, aglio in pillole, pesci spada, acidi deursocolici
Devi imparare a tenere il tuo corpo in situazione di equilibrio afarmacologico, offrendo al tuo sistema immunitario un privilegio che gli spetta, cioè quello di poter funzionare senza bastoni tra le ruote.
In questo momento non ho altri commenti da fare, se non quelo di invitarti a leggere i miei scritti.
Acido urico, trigliceridi, ipercolesterolemia, ipertensione, sono tutte cose risolvibili.
Ci vuole crudismo vegano e frutta. Niente altro che quello.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

LA CIAMBELLA DI SALVATAGGIO

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27 Luglio 2010
LA CIAMBELLA DI SALVATAGGIO

LETTERA

Un grazie per averci salvato la vita

Egregio buongiorno, siamo una famiglia composta da 2 adulti e 4 bimbi.
Dopo un anno di cure con vitamina C estratta dalla rosa canina, cloruro di magnesio, ascorbato di potassio e altre vitamine in pillole a completamento dello spettro nutrizionale, vogliamo addentrarci nella dieta naturista. Abbiamo ordinato il suo libro, in attesa di scoprire nuovi orizzonti.
Un sentito grazie per averci salvato la vita. Simone e famiglia.

RISPOSTA

Ho un debole per San Francesco d’Assisi e per San Antonio di Padova

Ciao Simone, complimenti per la bella famiglia. Magari fossi così bravo di salvare la vita alla gente, e prima ancora di conoscerla o di ascoltarne i problemi. Allora sì che mi dovreste chiamare San Valdo, una denominazione a cui non ambisco nel modo più assoluto. Rispetto tutti i Santi, ma non ho mai legato con le icone sacre, facendo eccezione per Francesco d’Assisi e Antonio di Padova.

Dovrete salvare voi stessi

Scherzi a parte, non diciamo sciocchezze. Ho difficoltà a salvare me stesso, come potrei salvare te e la tua famiglia. Ovviamente faccio il tifo per sapervi tutti sani, felici e pimpanti.
Ma dovrete essere voi a salvare voi stessi, operando le giuste scelte, evitando i cibi sintetici e concentrati, tecnicamente e chimicamente integranti, ma biologicamente respinti ed innaturali.
La decisione di addentrarvi nella dieta naturista non potrà che portare salute al vostro clan.

Siete nel mondo della cultura igienistica e delle autoguarigioni

Penso che abbiate fatto bene a fornirvi del mio testo. Sarà pure opportuno leggere le tesine sul blog, e questo vi porterà a pensare in termini salutistici. A familiarizzare con l’igienismo, dove non esistono guarigioni all’infuori delle autoguarigioni. Questa, se volete, è la mia reale ciambella di salvataggio.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

martedì 27 luglio 2010

SODOMA ARTISTICA O ELDORADO IGIENISTICO?

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26 Luglio 2010

SODOMA ARTISTICA O ELDORADO IGIENISTICO ?

LETTERA

Facciamoci due sane risate

Ciao sono Francesca.
Se, oltre al tempo di scrivere, ne hai anche per leggere, vorrei esprimerti alcune riflessioni, non indirizzate necessariamente all’igienismo, ma anche alla medicina e alle varie scuole, a quella che si potrebbe chiamare la nuova mania della salute, fatta di norme e indicazioni, di leggi e proibizioni, di contabilità nutrizionali, di idee spesso teoriche, impraticabili e contradditorie. Lo faccio non come critica, visto che seguo ed approvo nell’assieme i tuoi scritti come ben sai, ma come semplice argomento di discussione, ed anche per farci due sane risatine sopra.

La mela l’arancia e lo yogurt

Dicono che tutti i giorni dobbiamo mangiare una mela per il ferro e una banana per il potassio.
Anche un’arancia per la vitamina C e una tazza di the verde senza zucchero per prevenire il diabete.
Tutti i giorni dobbiamo bere due litri d’acqua, anche se poi per espellerli richiede il doppio del tempo che hai perso per berli.
Tutti i giorni bisogna bere un Actimel o mangiare uno yogurt per avere gli indispensabili bacilli
L. Casei Defensis, che nessuno sa bene che cosa cavolo siano, però sembra che, se non ne ingoi per lo meno un milione e mezzo tutti i giorni, finisci per vedere sfocato.

L’aspirina, il bianco, il rosso e la birra

Ogni giorno un’aspirina per prevenire l’ictus, e un bicchiere di vino rosso contro l’infarto, più un bicchiere di bianco per il sistema nervoso, ed uno di birra che già non mi ricordo per che cosa era.
Se li bevi tutti insieme, ti può provocare un’emorragia cerebrale, ma non ti preoccupare, perché non te ne renderai neppure conto.

La fibra, le masticazioni, le evacuazioni, e le 5 ore per mangiare

Tutti i giorni bisogna mangiare fibra.
Molta, moltissima fibra, finchè riesci a cagare un maglione.
Si devono fare tra i 4 e i 6 pasti quotidiani, leggeri, senza dimenticare di masticare 100 volte ogni boccone.
Facendo i calcoli, solo per mangiare se ne vanno 5 ore.

Lavarsi i denti finchè non te ne restano solo 3

Ah, dimenticavo, dopo ogni pasto bisogna lavarsi i denti.
Ossia, dopo l’Actimel e la fibra lavati i denti, dopo la mela i denti, dopo la banana i denti, e così via, finchè ti rimangono 3 denti in bocca.
Senza dimenticarti di usare il filo interdentale, di massaggiare le gengive e di fare il risciacquo con Listerine.

Ti restano tre ore, purchè non ci sia traffico

Bisogna dormire otto ore e lavorare altre otto, più le 5 per mangiare fa 21.
Te ne rimangono 3, sempre che non ci sia traffico.
Secondo le statistiche, vediamo la tele per tre ore al giorno.
Già, non si può, perché tutti i giorni bisogna camminare almeno mezz’ora, facendo attenzione a tornare indietro dopo 15 minuti, se no la mezz’ora diventa una.

L’amore tutti i giorni, ma senza cadere nella routine

Bisogna mantenere le amicizie, perché sono come le piante, da annaffiarsi tutti i giorni.
E bisogna pure tenersi informati, leggendo almeno due giornali e un paio di articoli di rivista, per una lettura critica.
Ah, importante, si deve fare l’amore tutti i giorni, però senza cadere nella routine.
Bisogna essere moderni, creativi e rinnovare la seduzione.

Se non hai cani e non hai figli ti servono 29 ore al giorno

Bisogna anche avere il tempo per spazzare per terra, lavare i piatti, i panni, e non parliamo se hai un cane o magari dei figli.
Insomma, per farla breve, i conti danno 29 ore al giorno.

Lo spazzolino in bocca e l’amore tantrico

L’unica possibilità che mi viene in testa è fare varie cose contemporaneamente.
Per esempio ti fai la doccia con acqua fredda e con la bocca aperta, così almeno ti bevi i due litri d’acqua.
Mentre esci dal bagno con lo spazzolino in bocca fai l’amore (tantrico) col compagno/compagna che nel frattempo guarda la tele e ti racconta, mentre tu lavi per terra.

Il vino per i genitori e la banana di scambio col partner

Ti è rimasta una mano libera? Chiama qualche amico! O i genitori!
Bevi il vino, perché, dopo aver chiamato i tuoi, ne avrai bisogno.
Il Bio Puritas con la mela te lo può dare il tuo partner o la tua partner, mentre si mangia la banana con l’Actimel, e domani fate cambio.
Mi è venuta la confusione mentale

Adesso ti lascio, perché tra lo yogurt, la mela, la birra, il primo litro d’acqua e il terzo pasto con fibra della giornata, già non so più cosa sto facendo. So che devo andare urgentemente in bagno.
E ne approfitto per lavarmi i denti.

Un po’ di Alzheimer non guasta

Però, se ti rimangono due minuti liberi, invia una copia ai tuoi amici, che devono essere annaffiati come una pianta. Se ti avessi già mandato questo messaggio, perdonami.
E’ l’Alzheimer che, nonostante tutte le cure, non sono ancora riuscita a debellare.

RISPOSTA

Un quadretto simpatico, ironico e spiritoso al punto giusto

Ciao Francesca, molto spiritoso, molto realistico e molto simpatico il tuo quadretto, che porta il segno distintivo di una persona artistica quale sei. Scusami se lo pubblico con grave ritardo, ma ho la corrispondenza in tilt. E’ un po’ la parodia di una persona assillata dai tanti messaggi contradditori che riceve nella vita quotidiana.

Un take-it-easy educativo

In questo senso il tuo messaggio ha valore non solo ironico ma anche educativo.
Ne viene fuori un take-it-easy, un prenditela facile, un comportati come sempre, senza pensare troppo al fa bene e al fa male.
Ne viene fuori un Sii una persona normale, e non un igienista fanatico e degenerato, o addirittura ortoressico, che va a cercare l’elemento patologico in ogni cosa, in ogni molecola ed in ogni atomo.
Questa è almeno l’interpretazione che do al tuo messaggio, anche se i dettagli in esso contenuto non rispondono affatto a norme igienistiche (vedi i 2 litri d’acqua, i bicchieri di vino e di birra, lo yogurt e le 5 ore per mangiare), per cui alla fine l’unica cosa condividibile che resta è quella dell’amore tantrico.

Mi trovi tutto sommato d’accordo

Per il resto mi trovi d’accordo, entro certi limiti però.
Essere noi stessi, vivere la vita come viene, liberare la mente da eccessive attenzioni per noi stessi e per quello che sta succedendo nel corpo, può essere intesa paradossalmente come una buona norma igienistica, contro l’eccesso di igienismo, contro il ragionerismo contabile igienistico, teso a valutare con tanto di numeretti ogni situazione.

Come puoi armonizzare la mia anarcoide passata di spugna con le tue regolamentazioni?

Come fai ad essere d’accordo, obietterai.
Non sei proprio tu che dici mangia questo e non quello, respira in questo modo e non in quello, bevi il succo vivo e non il caffè, niente spaghetti se non c’è prima l’insalata cruda, eccetera eccetera.
Come può essere d’accordo con questa mia salutare, disinvolta ed anarcoide passata di spugna, colui che funge attualmente da fonte di norme comportamentali e dietetiche, organizzate in principi, regolamenti, approvazioni e divieti?
Il manifesto dei maledetti, degli Scapigliati, dei viveur alla giornata

Il tuo quadretto non è altro, alla fin fine, che una versione educata, poetica e civile, di un manifesto dei ribelli, degli Scapigliati, dei maledetti, degli artisti stile Modigliani, dei tutti-genio-e-sregolatezza, dei fatalisti, dei viveur-alla-giornata, della gente cioè poco sottoponibile a regole qualunque esse siano.
Vivere la vita come viene, tanto dobbiamo sempre morire in un modo o nell’altro.
Un caffè, un bicchiere di vino e una sigaretta in più non cambiano di molto la situazione.

Il messaggio lassista di Vasco Rossi

Che senso ha porsi tante regole e tante proibizioni. Il messaggio di Vasco Rossi è proprio quello.
Vi impediscono di bere.
Vi impediscono di fumare.
Vi impediscono di scopare.
Ma fate quello che diavolo volete!
Così si è espresso nei riguardi di una platea immensa nei dintorni di Milano.

Un dopo-concerto non esattamente confortante

Alla fine del concerto, i ragazzi stesi a terra sul fango, intriso di birra e mozziconi, ubriachi, incapaci di rialzarsi, dopati, storditi e incapacitati, non si contavano. Immagine della libertà, della felicità, dell’arte, della potenza sessuale, del saper vivere? Non credo affatto.

Non in polemica col quadretto anarcoide, e tantomeno con l’intento di lanciare sermoni, ma come semplice commento dialettico, devo esprimere una opinione

Non vorrei ora fare la predica e metterla sul serioso, rovinando quel simpatico quadretto che mi hai delineato. Ma, nella misura in cui quel quadro esprime un concetto ed una ideologia, è giusto che io la commenti per me stesso e per i lettori che leggeranno il tutto.

La differenza tra le due scelte è sempre minima

La differenza tra lo stare da una parte, chiamiamola pure scherzosamente Sodoma, e lo stare dall’altra, chiamiamola esageratamente Eldorado salutistico, non è affatto enorme.
E’ al contrario una questione di millimetri.
E’ capitato anche a me di entrare in un pub, in un disco fumoso, niente ossigeno e niente arance, ma carico di elettricità, di birra e di musica metallica ad alti decibel, piena di gente vogliosa di divertirsi ma il più delle volte pasticcata, alterata ed intontita.

Un compromesso a volte risolve la situazione

Direi che la voglia di stare al bordo, e di non cadere in nessuno dei due fossati, è presente in tutti noi.
A chi mai comoda di cadere nella trappola delle voluttà accompagnate da libagioni, da trasgressioni a base di droga e di alcol. E a chi mai comoda di cadere nell’altra trappola di segno opposto, quella dell’inquadramento pseudo-igienistico, incolore, militaresco, proibizionistico, privo di fantasia e di flessibilità. Occorre puntare all’equilibrio, non alla mediocre via di mezzo ma a un compromesso accettabile. Se mi va di entrare in un pub, ci starò per un’ora e non per tre, e mi berrò un quarto di bicchiere di birra e non mezzo stivale.
La questione delle endorfine

E’ una questione di endorfine, mi ha detto un giorno un amico, mentre assaporava con maestria intenditrice il suo bicchiere di cabernet, accanto a una bottiglia ormai quasi vuota.
Un’opinione finale la devo esprimere.
Sono uno che ha provato anche l’ubriacatura della bottiglia di cognac, giurando a se stesso che una volta è più che sufficiente.

Mettere il proprio corpo sotto sforzo massimo e verificare che funziona al meglio è bellissimo

Sono uno che ha visto da vicino come finiscono i bohémien.
Ho provato nel contempo l’esaltazione e l’appagamento psicologico che si hanno percorrendo in bicicletta le più dure salite di montagna.
Ed anche il piacere e l’eccitazione di calcare campi di calcio regionali e internazionali, prendendomi le mie belle soddisfazioni, gioendo della mia forma fisica. Alla fine non penso si possano fare dei paragoni. Uno potrebbe dire che ho perso tante altre cose.

Ho sempre scelto con decisione senza alcun rammarico

Di fronte a un locale carico di nicotina, di alcol e musica stereo oltre i livelli di sopportazione, non ho mai avuto la minima esitazione.
Mille molte meglio la camminata tra i boschi e l’incredibile profumo dei ciclamini.
Di fronte alla compagnia di una donna intontita dall’alcol o a quella di una disposta a correre in mezzo al campo di mais o di erba medica, non ho mai avuto il minimo dubbio. Di fronte a un bicchiere di succo d’uva appena pigiata o ad un bicchiere di vino doc, ho sempre scelto il primo. Di fronte a una sigaretta e a una boccata d’aria di pino marittimo o montano, mai ho avuto dei dubbi.

L’alternativa è tra naturale e innaturale

Poi alla fine moriremo tutti, in un modo o nell’altro, ognuno con le sue idee, i suoi ricordi, e le sue convinzioni. Alla fine del discorso, l’alternativa non è tra libertà e proibizionismo, ma piuttosto tra naturale e innaturale, tra salute e malattia.
Aria buona, respirazione profonda, buonumore, gentilezza, frutta in abbondanza, movimento, erotismo o ascetismo a seconda dei gusti e della libera filosofia di ciascuno, sport, spiritualità, arte, amore per la vita, per se stessi, per gli altri, per gli animali liberi, per gli animali in catene, non mi pare siano limitazioni.

La coerenza porta necessariamente a delle regole che non pesano affatto

Niente carne, niente latticini, niente caffè, niente fumo, niente the, niente cole, niente alcolici, poco o niente cibi cotti, niente farmaci, niente droghe e niente vaccini, forse sì, forse suonano da proibizioni,
ma accettare le carni significherebbe cozzare contro l’amore per la natura e per il prossimo, e contro il proprio benessere fisico e spirituale.
Accettare il caffè e le altre droghe significherebbe cozzare contro la propria salute e il proprio equilibrio.
Quindi non proibizioni, ma scelte oculate in armonia con la voglia di natura che ci anima tutti profondamente.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

ORIENTARSI TRA EHRET, SHELTON E LA REALTÀ ODIERNA

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27 Luglio 2010

ORIENTARSI TRA EHRET, SHELTON
E LA REALTA’ ODIERNA


LETTERA 1

Differenze tra quanto ci proponi e la teoria del professor Ehret

Ciao Valdo, in questi giorni sto leggendo il libro del professor Ehret Il sistema di guarigione senza muco, e ho trovato delle sostanziali differenze con ciò che proponi tu.
Cito ad esempio l’uso del miele e dei clisteri, che lui raccomanda, e la rinuncia ai cereali, ai legumi, ai semi e alla frutta secca.

Appartenenza di Ehret al settore igienistico

Mi vuoi chiarire se Ehret appartiene al ramo igienistico vero e proprio, oppure no?
Potresti esporre in breve il tuo pensiero su questo grande ricercatore del passato?
Grazie e un caro saluto.
Fabio da Roma

LETTERA 2

Kousmine, don Sergio Chiesa e Bisci

Gentile Valdo, continuo con piacere a leggere le tue tesine.
Ho un dubbio, però.
Per lavoro e per passione, ho letto svariati libri di alimentazione, tra cui quelli di Ehret, quelli del
dr Graham (seguiti da diversi atleti degli Stati Uniti), quelli della Kousmine e di chi diffonde il suo metodo, come don Sergio Chiesa, di Cibo è Salute, di cui sono stata alunna al liceo, e come il dr Fred Bisci, che ho contattavo via e-mail dopo aver letto il suo libro The Healthy Journey, in cui consiglia una transizione con determinate regole (frutta lontano dal resto, mai associazione proteine-carbo e via dicendo).


I consigli della Kousmine e la demonizzazione ehretiana della proteina e degli amidi

Ma, quando si tratta di progredire nel cammino, consiglia di eliminare prima gli starches (amidi) rispetto alle proteine animali.
Anche la Kousmine consiglia di tanto in tanto un po’ di pesce.
Ed Ehret demonizza (brutto termine, lo so) sia le proteine (che putrefanno) che i carboidrati-amidi, accusati pure essi di produrre muco

L’irresistibile voglia di carne marina

Io stessa, mettendo in atto i vostri consigli (i tuoi in particolare, negli ultimi tempi), noto che piccole quantità di pesce o raramente di latticini o soia o uova, precedute da una bella insalata, mi fanno senz’altro stare meglio che due pugni di riso, miglio, orzo o via dicendo.
Al limite sopporto l’abbinamento riso-pesce.
Ma, la sola insalata più cereali, proprio no. Mi scombina. Sai dirmi perché? Grazie.
Valentina

RISPOSTA ALLE DUE LETTERE

Le diversità esistono ed è giusto che ci siano

Ciao Valentina e ciao Fabio, vedrò di toccare tutti i punti che sollevate, facendo il più possibile chiarezza.
E’ ovvio ed è un bene che esistano sempre delle differenze tra i vari autori, anche all’interno di una stessa scuola o corrente di pensiero. Ogni essere umano ha esperienze di vita diverse, modi di sentire e di interpretare le cose diversi.
Nessuno può negare che Arnold Ehret sia stato un grande e che appartenga di diritto al filone
igienistico, anche se sviluppò le sue teorie separatamente dalla scuola igienistica americana, pur operando egli stesso negli Stati Uniti, negli ultimi anni della sua vita.

Mi ritengo in linea perfetta ed in piena armonia con Ehret, nonostante qualche dettaglio

Non credo affatto di essere sostanzialmente lontano da Ehret che è, tra l’altro, uno degli autori miei preferiti, per la sua chiarezza scientifica, e per la coerenza del suo insegnamento.
Occorre sempre fare anche delle considerazioni di tipo storico.
Sulla questione del miele, è logico che tutti gli autori del passato, partendo dallo stesso Pitagora, lo inserissero come parte essenziale dell’alimentazione, visto che non esisteva lo zucchero (ai tempi della Grecia) o non si trovava facilmente (ai tempi di Ehret).

Un vasetto di miele grezzo può benissimo stare nella dispensa, ma non come cibo stabile e sistematico

Come scritto altre volte, non faccio grosse obiezioni all’uso (non sistematico) del miele grezzo e non pastorizzato, purchè non diventi un sistema alimentare stabile. Prendere qualche cucchiaino di tanto in tanto può anche andare. Inserirlo come parte stabile e regolare dell’alimentazione, non penso vada bene.
Trattasi di prodotto naturale per le api e per la loro regina, e non naturale per gli uomini che hanno già il loro dolce bilanciato nella frutta.
Il miele ha effetti leggermente stimolanti, per cui comporta una certa forma di dipendenza.
I mercati odierni ci riforniscono di frutta dodici mesi l’anno

Oggigiorno non ci sono scuse. Non tanto perchè giri zucchero e circolino dolcificanti in abbondanza
(il pessimo zucchero saccarosio e dolcificanti micidiali tipo l’aspartame), quanto perché oggi possiamo finalmente contare su buoni apporti di frutta, per cui diventa assurdo ricorrere a un integratore zuccherino tipo il miele, quando possiamo disporre in abbondanza e continuità del prodotto vero di cui abbiamo bisogno.

Il grado di sporcizia interna dell’individuo medio è qualcosa di inimmaginabile

Per il clistere, ho già scritto in altre tesine che si tratta di uno strumento valido per il pronto soccorso e l’emergenmza, ma non come strumento di cura stabile, trattandosi di apparecchiatura e di metodologia invasiva ed innaturale, e non priva di effetti indesiderati e di dipendenza.
Ai tempi di Ehret la gente era particolarmente intasata dalla sporcizia intestinale, perché ancor meno di oggi comprendeva l’importanza della frutta e delle verdure crude.
L’errore più eclatante e distruttivo dell’uomo è quello di acidificare il sangue con cibi costipanti e muco-formanti. Il grado di sporcizia interna dell’individuo medio è qualcosa di inimmaginabile, scriveva a inizio’900.

Ai tempi di Ehret, nella stagione invernale, c’era gente col colon cementato

Mancando la frutta nei negozi, soprattutto nei lunghi inverni tedeschi, possiamo immaginare che tipo di colon potessero avere le genti germaniche (e non solo germaniche) di allora.
Blocchi di cemento più che incrostazioni gommose di materiale fecale.
Non mi meraviglia che lui contasse molto sul clistere. L’emergenza era continua e generalizzata.

Anche il prof Hilton Hotema (alias George Clément) era fruttariano e anticerealista

Quanto ai cereali, e soprattutto alla crema di avena, alle pannocchie di mais e al pop-corn, che io continuo a raccomandare, occorre dire alcune cose.
Ehret sta assai vicino alle posizioni di un altro grande di quegli anni, il professor Hilton Hotema, fruttariano e anticerealista sperticato, che è pure tra i miei autori preferiti.
L’acerrima lotta ai cereali da parte di Hotema, è inquadrabile storicamente nel fatto che cereali, soprattutto in quegli anni, significava allevamenti e macelli.
Hotema trascorse poi gli ultimi 20 anni della sua lunga vita alle Hawaii, dove era ed è tuttora assai facile sopravvivere a magnifica frutta tropicale e a noci hawaiane per tutto l’anno.

Mettere da parte i cereali non è facile, e nemmeno saggio

Restando a noi, qui e nel nostro tempo, credo che sia improduttivo imporre l’idea dei cereali sì o dei cereali no. Ognuno sceglie secondo le sue preferenze. C’è gente rovinata dalle vaccinazioni, torturata da allergie varie, da celiachia (intolleranza al glutine) e cose del genere.
Ma i cereali non possono essere facilmente messi in un angolo.
Le cliniche americane del dr Pritikin fanno da 30 anni a questa parte un ottimo lavoro terapeutico basato sulla dieta vegana-crudista e fruttariana anti-grasso, con grossi risultati ed eclatanti guarigioni, e i cereali non mancano affatto.


La basilare differenza tra amidi crudi e amidi stracotti.
Ad Ehret mancava il concetto di food-enzyme, sviluppato negli anni ’60 dal professor Howell.

Nessuna critica ai fruttariani puri, a patto che riescano a farcela nel lungo periodo senza intoppi e senza crisi di alcun genere.
Basilare semmai fare una netta distinzione tra amidi crudi (o cotti con intelligenza conservativa), e amidi stracotti, da biasimare ed evitare, ed Ehret non potè fare questa distinzione, mancandogli il conforto delle scoperte successive sui food-enzymes da parte del professor Edward Howell (vedi suo testo Enzyme Nutrition).
Gli amidi delle patate, delle zucche, delle manioche, delle banane, dei cavofiori, dei cavolini di Bruxelles e di tutte le crucifere amidacee, sono tutti alimenti di grande eccellenza.
Se Ehret rivivesse oggi, andremmo a pranzo assieme in pieno accordo e in totale armonia.

I luminari in cattedra, veri e propri mangiapane a tradimento

Ai tempi di Ehret era nota qualche decina di enzimi corporali, mentre 50 anni dopo si conoscevano 1600 enzimi.
Ai tempi di Ehret non si conoscevano le differenze basilari tra minerale organicato e minerale inorganico, anche se già si intuivano (mentre ai tempi nostri, 100 anni dopo, ci sono luminari che insegnano nutrizione da importanti cattedre e non sanno un tubo di niente, da veri mangiapane a tradimento, per cui arrivano a non capire la differena tra crudo e cotto, e arrivano a raccomandare le acque minerali pesanti, al pari degli antichi medici che inviavano follemente gli anemici a bere acque ferruginose che li rovinavano ulteriormente).

Cereali e semini contengono sostanze preziose e vengono assimilati senza rilevanti contraccolpi

Tirar via i cereali significa sguarnire le scelte di un individuo, ed aprire la porta a sostituti peggiori.
Significa pure rinunciare a importanti apporti di vitamine del gruppo B.
Tirar via i cereali significa spesso rendere la gente affamata e vulnerabile, pronta a cadere nella irresistibile voglia di compensazione calorica (zuccherina o salina o cadaverinica).
I semini sono assai simili ai cereali, ricchissimi in preziosi minerali di calcio organicato e in vitamine del gruppo B, oltre che in grassi polinsaturi.
Tirar via cereali, legumi e noci, in nome di un falso rispetto ad Ehret o chicchessia, significa condannare i vegani al sottopeso e allo scheletrismo, offendo il fianco alle critiche dei carnivoristi, gonfi di cadaverina e di acido urico.
C’è sicuramente la possibilità di sviluppare i cereali ed assumerli sottoforma di germogli crudi, straricchi di sostanze nutritive prive di controindicazioni.

Il ricorso ad abbondanti crudità permette l’assunzione senza problemi di alcuni cibi di compromesso, che vanno dai pani integrali, alla pasta integrale alle pizzette vegane

Tuttavia, sia i cereali cotti con qualche attenzione in più, che certi pani integrali da farine di alta qualità, e arricchiti con semini di sesamo, lino, zucca e girasole, mantengono notevoli valori alla resa dei conti e, consumati in associazione con abbondante crudità vengono assimilati e digeriti senza eccessivi effetti collaterali, per cui sono più che accettabili come leggeri compromessi e leggere deviazioni dal crudismo più rigoroso (come del resto sono accettabili alcuni compromessi con le paste integrali e le pizzette alle verdure, sempre entro intelligenti limiti di qualità, quantità e cottura, e sempre con l’accorgimento di un piatto di crudità che le preceda).
Anche i legumi, o frutti musicali, non vanno sempre demonizzati

Per i legumi vale lo stesso discorso.
E’ vero che tecnicamente la natura li ha dotati di proteine associate con gli amidi, per cui sono stati chiamati frutti musicali, provocanti spesso dei gas intestinali.

Alcuni legumi in particolare sono straordinari

Ma i piselli freschi-crudi con o senza baccello, e i piselli freschi leggermente cotti, rimangono ottimi sotto ogni punto di vista.
Stesso discorso per le tegoline e i fagioli freschi, purchè la cottura non sia eccessiva.
Stesso discorso per i lupini, conservati sotto acqua e sale, ma tutto sommato apprezzabili.
Stesso discorso per la soia cotta e servita grezza all’interno dei suoi baccelli, ed anche per le arachidi fresche e cotte al vapore dentro il loro guscio, come avviene in tutti i paesi asiatici.
Cibi promossi a pieni voti e senza alcuna riserva.

Ben vengano le noci, le mandorle e i pinoli

Quanto alle noci, ai pinoli, alle mandorle e alla frutta da guscio in genere, inquadrabile nel settore delle proteine vegetali, starei doppiamente attento a non eliminarla.
Non solo per l’apporto del solito gruppo B, ma anche per quello che ci offre in termini di grassi polinsaturi Omega-3. Trovo non solo improponibile, ma anche innaturale e sciocco, rinunciare a questi autentici omaggi di Madre Natura.

Il rigore ideologico va sempre mediato con le osservazioni concrete dal vivo

E’ verissimo che l’uomo ha scarsa dotazione di acido cloridrico, e che quindi non è in grado di disgregare le proteine animali. Ma con le proteine vegetali, più leggere e tollerate, il discorso cambia.
E’ tutta una questione di masticare con cura e di assumerle a fine pasto.
Essere rigidi ed inquadrati su questa faccenda, come fa ad esempio Albert Mosseri, che sconsiglia le nocciole e le mandorle persino alle vegane in cerca di metter su un po’ di peso, mi pare uno strafalcione ideologico più che un atto di saggezza, con tutto il rispetto per l’anziano e famoso igienista francese.

L’importanza di Kouchakoff e Simoneton

Del resto ci sono stati importanti conferme successive ad Ehret nel settore dei cibi compatibili con un buon igienismo. Non ci riferiamo solo agli esperimenti di Kouchakoff sulla leucocitosi, ma anche a quelli di Andrè Simoneton, che hanno valutato la forza vibrazionale e revitalizzante di tutti i cibi crudi e leggermente cotti, che hanno visto la frutta elevata ai massimi gradi dell’infrarosso 8000-9000, seguita dalle umili patate cotte con la buccia addosso, e tuttavia ancora valide sui 6000 Angstrom e sui colori arancione (a conferma che gli amidi dei tuberi, dei cereali e dei legumi resistono alla cottura intelligente e non diventano cibi ladri come tutto il cotto in generale), e dai latticini a crudo di malga (ancora vitali a 5000 Angstrom, ma pur sempre acidificanti e pur sempre provenienti da animali che vengono poi macellati), mentre carni, pesce e proteine animali viaggiano in fondo alla tabella, in compagnia degli zuccheri industriali e dei cibi concentrati e devitalizzati, coi colori smorti tendenti al grigio e ai raggi X, e con valori che stanno al di sotto dei 3000 Angstrom, che sono sinonimo di ammalamento e di indebolimento, più che di nutrizione.

Il margine concesso alla tossiemia vale anche per l’acidificazione. Uno si intossica e si acidifica non sulla base di un singolo pasto o di una singola scelta, ma nell’ambito della sua nutrizione globale.

Aggiungerei un altro dato importante, per valutare dove sta la coerenza igienistica e dove sta la verità pratica.
La stessa legge della toxemia di John Tilden dimostra come il nostro sangue non sia un liquido privo di pietà e di intelligenza, per cui ci permette qualche piccola marachella.
Entro certi limiti, che per semplicità possiamo immaginare intorno al 5%, e che variano da individuo a individuo, esso accetta e tollera i nostri sgorbi, i nostri errori e in nostri insulti, facendo scattare la luce rossa d’emergenza solo al superamento della barriera tossiemica.
La manciata di mandorle e noccioline, e la crema di avena coi semini, ci danno molto senza far scattare la luce rossa, e lo possiamo sperimentare su noi stessi, a patto che non accumuliamo in quei giorni altri tipi aggiuntivi di infrazioni in termini di scarso sonno, scarso movimento, e cose del genere.
Io stesso, dopo una bella lavorata nell’orto, posso concedermi mezzo bicchiere di vino o mezzo bicchiere di birra, sapendo che non sono innocenti, ma che non mi faranno accendere nessuna spia rossa.

Valutare sempre sia il cibo-carburante in sé che che il motore destinato a consumarlo

Per valutare la negatività degli effetti nocivi di determinati cibi, non basta analizzare i cibi stessi per come essi sono, ma serve sempre valutare anche il motore che andrà a utilizzarli, controllando i suoi condotti, le sue valvole, il suo carburatore, il suo spinterogeno, nonché gli altri additivi che assume in contemporanea.
Ecco da dove nasce in ogni caso l’importanza della dieta tendenzialmente crudista, capace com’è di regalarci un maggiore margine di tolleranza per l’assunzione di cibi ai margini della lista.

Il piatto iniziale di insalatina verde facilita anche la digestione dei non-cibi

Chiaro poi che l’insalata verde facilita al limite anche la digeribilità di cibi totalmente fuori dall’alveo igienistico, tipo la carne, i latticini, il pesce e le uova.
Un bel piatto di insalata iniziale, accompagnata con una fetta di pane integrale, è utile al limite anche al mangiatore di bistecca.
Utile nel senso che lo sazia un po all’esordio, impedendogli di esagerare con le quantità, e nel senso che offre alcuni enzimi vivi per facilitare e velocizzare entro certi limiti la digestione della carne lungo un tratto gastrointestinale che non è assolutamente disegnato per essa.

Non prendo mai in seria considerazione gli autori che pescano nell’igienismo per sviluppare altre teorie originali, ma sempre devianti e disorientanti, e perciò diseducative

Non mi sognerò dunque di incoraggiare la Valentina all’abbinamento insalata-pesce o riso-pesce, che sono abbinamenti caratteristici di ideologie totalmente estranee al nostro percorso.
Non conosco don Sergio Chiesa, né Fred Bisci, ma il fatto stesso che si ispirino alla Kousmine, che è totalmente fuori dalla Scienza Igienistica, li fa depennare dalla mia agenda.
L’igienismo prevede un equilibrio di corpo, mente e anima, e non semplicemente una apparentemente buona aggregazione di materiale nutritivo proveniente da qualsiasi settore.




Alcuni suggerimenti per apprezzare i cereali

Spiegare alla Valentina il perché non riesce a sopportare l’abbinamento insalata più cereali, non è cosa difficile.
Prima cosa non si è saziata sufficientemente coi famosi 4-5 o 6 pasti di frutta giornalieri e presi lontano dai pasti (nei giorni precedenti), né si è saziata con qualche crema di avena coi semini, né si è saziata col pop-corn più fichi o col pop-corn più banane, per cui si presenta a tavola non con un normale e sano appetito, ma con una fame arretrata da lupi, in cerca di urgente compensazione. Seconda cosa non ha l’abitudine al cereale e non ha mai provato ad apprezzare la deliziosità di un piatto di miglio con le zucchine, o di un grano saraceno col porro, o di un’ottima pannocchia di mais scottata nel suo cartoccio.

Chi se ne intende non scarta facilmente l’orzo e fagioli preparato a regola d’arte

Provi magari a mangiarsi il primo piatto di insalata aggiungendoci dei germogli e dell’avocado, e accompagnando il tutto da una fetta di pane integrale spalmato di crema di olive, più dei pomodori secchi sott’olio per insaporire al meglio.
O provi un buon piatto di orzo e fagioli freschi, per il quale il mio caro amico Adolfo, eccellente capitano d’industria e cultore della buona cucina, non ci pensava due volte a inforcare la sua Ferrari e venire in un’ora e mezza da Verona a Udine per sbafarsene una mezza pentola.

Evitare i compromessi improponibili, se vogliamo restare nel tracciato virtuoso indicatoci da Pitagora, Ippocrate, Leonardo da Vinci, Voltaire ed Einstein

Chiunque sogni di trovare dei compromessi impossibili ed improponibili, pescando regole nell’igienismo (Bisci fa esattamente questo, visto che le sue transizioni sono prese per i capelli dall’igienismo) e adattandole al carnivorismo, fa un buco nell’acqua e crea solo dei pasticci.
Serve un minimo di rigore scientifico e morale, se vogliamo restare a pieno titolo nell’ambito
igienistico, nel tracciato di saggezza intramontabile ed eterna indicato dai vari Pitagora, Ippocrate, Galeno, Leonardo, Voltaire, Paracelso, Kuhne, Van Pettenkofer, Florence Nightingale, Graham, Béchamp, Ehret, Schweitzer e Shelton.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

LE SOLANACEE E LA TENTACOLARE PIOVRA MONATTA

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26 Luglio 2010

LE SOLANACEE E
LA TENTACOLARE PIOVRA MONATTA

LETTERA

Cancellata l’obbligatorietà dei vaccini in Provincia di Trento, e reazioni deliranti di alcuni cittadini spaventati

Un grazie per le tue meravigliose tesine e una giornata felice a te, Valdo.
Sono Gianni da Trento. Qui da noi, Provincia Autonoma come il tuo Friuli, i politici e i dirigenti della nostra salute hanno tolto finalmente l’obbligatorietà dei vaccini.
Se andiamo però a leggere i commenti sui vari siti, troviamo delle reazioni deliranti.
Persone che scrivono disperate e terrorizzate, timorose che tornino malattie quasi scomparse come tubercolosi, polio ed altre.

Se è vero che le vaccinazioni garantiscono il mito dell’immunità, loro sono in una botte di ferro.
Perché dunque protestare?

Ora io faccio una domanda a questa gente. Se la loro sicurezza è rappresentata dalle vaccinazioni da loro effettuate in passato, e se la loro odierna sicurezza è garantita da tali vaccinazioni, che problemi hanno?
Loro sono teoricamente in una botte di ferro.
Perché mai lamentarsi ed impaurirsi?
La realtà è che sotto sotto c’è qualcosa di vizioso e di sospetto.
I maestri del sotterfugio, della persuasione occulta e della comunicazione PR hanno colpito ancora.

Legge 210 e 300 mila richieste giacenti di risarcimento danni (cifre miliardarie)

La legge 210 prevede il risarcimento dei danni da vaccino.
Mi ricordo che negli anni ’90 lottavo contro l’obbligatorietà delle vaccinazioni (vedi caso De Lorenzo) e, in un articoletto ben nascosto in 4° o 5° pagina dei quotidiani, si parlava di 300 mila richieste di risarcimento danni da vaccino depositate in tribunale.



Nessun rinsavimento ma solo un calcolo a tavolino per farla franca

Conclusione, non sarà che togliendo l’obbligatorietà decade anche il valore della legge 210, per cui i monatti della sanità non sono più tenuti a risarcire, come già successo nella stessa America, da cui impariamo tutto?
Nessun rinsavimento dunque da parte dei monatti, ma solo un cinico calcolo a tavolino, per svuotare legalmente questa enorme grana dei risarcimenti, ovvero per farla franca di nuovo?

Nessun calo nella vendita vaccini. Basterà premere sull’acceleratore della paura.

Loro sanno benissimo che comunque non ci sarà calo nella vendita dei vaccini, essendo la gente spaventabile ed ipnotizzabile a piacimento, avendo essi tutta la forza d’urto dei mezzi di propaganda, potendo contare su pediatri, luminari, media, università, politica, case farmaceutiche, e quant’altro.

Negli archivi della Sanità a Roma ci sono documenti esplosivi

Tu sai meglio quale giro vorticoso di interessi ci sia intorno ai vaccini, e quante incredibili balle ed ipocrisie accompagnino il loro delittuoso marketing, le loro mistificazioni sulla origine delle malattie.
Una mia amica ha fatto una tesi sui vaccini e le malattie del secolo.
E’ andata a scavare e scartabellare tra gli archivi della Sanità a Roma.
Quello che ha letto e quello che ha visto non è commentabile su questo mio foglio.
Non vorrei finire sotto il mirino della legge.

Le solanacee e le invenzioni della cotta e decotta macrobiotica

Scusami dimenticavo, ma queste solanacee (pomodoro, peperone, melanzana, patate) sono proprio così pericolose e acidificanti, o si tratta solo di invenzioni macrobiotiche?
Un saluto e una bio-giornata con frutta e verdura. Gianni

RISPOSTA

Un orto senza pomodori e patate non ha senso

Ciao Gianni, parto dalle cose più banali. Un orto senza pomodori e senza patate non ha senso.
Quando mai finirà la manicomialità macrobiotica?
E’ da 200 anni che intere popolazioni, in Germania, Polonia, Francia, Italia e dintorni, si alimentano di questi prodotti con profitto e con zero conseguenze negative. I mali del mondo non vanno cercati di sicuro in quella direzione.



Non ho mai visto in vita mia un reparto ospedaliero di ammalati da solanina.
Reparti di oncologia e urologia sì, carichi di ammalati da cibi animalproteici e cadaverinici sì, anche troppi.
Esistono al contrario esperimenti scientifici e dati statistici che parlano a favore e non contro questo tipo di frutti. Vedi gli esperimenti di Andrè Simoneton che mettono l’umile patata tra i prodotti più rivitalizzanti in termini di onde Angstrom elettromagnetiche vibrazionali, immediatamente dopo la frutta che raggiunge il top dell’infrarosso. E ciò vale addirittura per la patata cotta senza sbucciare.
Le solanacee e l’alcaloide solanina

E’ vero che le solanacee contengono nella parte foliare un alcaloide leggermente velenoso chiamato solanina. Questo non significa niente.
Anche le pesche contengono nei semi piccole dosi di acido cianidrico che non compromettono l’innocenza e la bontà del frutto.
Anche i papaveri contengono oppio, mentre i loro semini neri sono ottima fonte di vitamine del gruppo B, anche la canapa può portare all’hashish, mentre i semini di canapa sono pure fonte eccellente del gruppo B.

Le bucce di patata dei letamai russi salvarono la vita a migliaia di militari italiani in ritirata

Si eviteranno di mangiare le foglie e i germogli. Si eviteranno per prudenza di consumare le patate commerciali mal conservate o quelle con la buccia verdastra o quelle in via di germinazione (evitando però le patate irradiate che non germogliano mai, e che hanno perso però la loro forza vitale ed enzimatica al pari di una sostanza precotta e devitalizzata).
Mi viene in mente un magnifico libro dal titolo Centomila gavette di ghiaccio, di Giulio Bedeschi, sulla disastrosa ritirata italiana nella campagna di Russia dell’ultimo conflitto mondiale, dove molti nostri soldati salvarono la propria pelle consumando le bucce di patata che trovavano nei letamai delle dacie di campagna.

Una famiglia di 1700 piante, alcune velenose, altre medicinali e altre ancora mangerecce, come succede nei funghi

Non mi risulta di aver mai subito indigestioni o danni di alcun tipo da parte di questi prodotti.
Le solanacee comprendono 1700 piante diverse.
Alcune di esse sono medicinali ed altre sono velenose, tipo la belladonna, lo stramonio, il giusquiamo, il tabacco. Ma quelle che la macrobiotica vorrebbe scioccamente demonizzare si sono rivelate preziose e utilissime per l’uomo, inserite a pieno titolo e pieno merito nell’ambito delle piante alimentari.

Benedette siano le patate, i pomodori, i peperoni e le melanzane, e vada al macero tutto il the mu e tutto il the verde del mondo (veri acidificanti come i cibi bolliti cari alla macrobiotica)

Al massimo, volendo evitare improbabili accumuli di solanina, si eviterà di mangiare in contemporanea grossi quantitativi delle piante citate.
Ma se consumiamo un bel piatto di pomodori o due belle patate, vorrei proprio vedere quanti peperoni e quante melazane riusciamo ancora a mangiarci.
La realtà è che pomodori crudi e peperoni sono ottimi alcalinizzanti del sangue, mentre patate e melanzane, cotte in modo semplice, limitato e conservativo, sono nutrienti di prima classe e privi di controindicazioni.

Non basta parlare di yin e yang per capire come funziona l’acidificazione del sangue

Tutte le cotture della macrobiotica, tutti i suoi sali, tutti i suoi the e tutti i suoi intrugli concentrati, fanno altrettanto male degli zuccheri industriali e delle cole (che sono l’unica cosa giusta contro cui gli ohsawiani hanno lottato coerentemente).
La macrobiotica, nonostante parli in continuazione di yin e di yang, di acido e alcalino, pare non aver capito un acca dei veri meccanismi che innescano l’acidificazione del sangue.
Dedichiamo qualche riga alle persone irragionevoli e vaccinofile che abbondano intorno a noi, in Trentino ma anche fuori

Andiamo ora alle cose più serie.
La protesta dei cittadini del Trentino, che reclamano spaventati la reintroduzione dell’obbligatorietà dei vaccini, ha sicuramente aspetti bizzarri e paradossali (a meno che non ci sia lo zampino di qualcosa di vizioso e di preordinato nell’intera faccenda).
In ogni caso, se queste persone irragionevoli e vaccinofile esistono davvero, ed anche in buona fede, prendo qualche spunto dalle mie tante tesine su virus e vaccini, nonché dal recente documento del dr Vanoli dal titolo I gravi danni dei vaccini, che circola su internet.

Gli unici titoli in borsa a marciare verso l’alto sono quelli farmaceutici, perché la malattia tira.
Per chi manovra e tesse tele ragnesche e scie chimiche, serve un popolo ignorante e servile.

Esiste una coalizione di interessi, di persone e di gruppi, che verte ovviamente sulle multinazionali del farmaco, le uniche imprese che oggi riescono a far guadagnare dei soldi in borsa, dove l’acciaio, i bancari, gli immobiliari, le auto, i tessili, i preziosi, le valute, e persino i petroli, danno segni spesso negativi e scoraggianti.
La salute, o meglio la malattia, è un prodotto industriale che non conosce crisi.
La stupidità umana, la credulità, la paura, l’incertezza, l’ignoranza, sono un capitale di enorme importanza per chi manovra e tesse le sue tele ragnesche e le sue scie chimiche intorno al mondo.

La coalizione del male, le sue pedine politico-militari e i suoi 200 tentacoli sulle capitali mondiali

La coalizione del male include le multinazionali di Big Pharma e le pedine politico-militari che comprendono la CDC (Central Disease Control), la OMS e la FDA.
Questo potente gruppo, malandrino e terroristico per natura e per necessità, si avvale dei suoi 200 e più tentacoli planetari puntati, con tanto di ventose avvinghianti, e di materiale vischioso, colloso, coinvolgente e corrompente, su tutte le metropoli del globo.

In ogni capitale c’è un ministro, un sottosegretario, un apparato sanitario.
Un business miliardario che non ha assolutamente nulla a che vedere con la salute umana.

In ogni capitale c’è un ministero della sanità, un ministro, un sottosegretario e un apparato di potere che governa, che impartisce ordini, che imposta campagne vaccinatorie, che dirige e istruisce medici, pediatri, scuole e ambulatori USL o ASL.
Questo è il sistema.
Un business miliardario e un apparato militare che assicura ogni anno un introito sicuro e indispensabile a tenere in piedi un castello sanitario internazionale lucroso e costosissimo.
Niente a che fare assolutamente con la salute della gente.

Il messaggio dei ministeri collusi col mostro e tentacolati dalla piovra

Il messaggio che esso propina è semplice.
Ci sono malattie terribili, pericolose, contagiose, causate da microrganismi diabolici, che ricorrono ad ogni cambio stagionale e ad ogni pandemia improvvisa.
L’unica protezione da queste pesti sono i vaccini. Non vaccinarsi è immorale perché si lascia il fardello protettivo sulle spalle dei vaccinati.
L’immoralità e l’analfabetismo salutistico stanno proprio nei vaccinati.
Questo fatto lo sanno pure i medici (che si guardano bene dal vaccinare i propri figli).

La verità è che la persona immorale e salutisticamente analfabeta è proprio quella che si vaccina, in quanto, oltre che infilarsi sostanze tossiche e diventare portatrice di mutazioni genetiche che avranno ripercussioni negative sulle generazioni future, va pure a sostenere e a sovvenzionare il gruppo fraudolento e venale delle multinazionali.

Vaccinarsi significa rovinarsi fisicamente e dare più forza ai Rockefeller

I vaccini provocano danni terribili a tutti, animali e umani, adulti ed anziani, ragazze e mamme in gravidanza, anche se le televisioni non lo dicono, imbavagliate come sono dalle autorità ministeriali.
Ma i danni peggiori sono quelli provocati ai poveri bambini innocenti, che non hanno mezzi per difendersi e per protestare.
Chi si vaccina, e spera magari di fare con questo un’azione salutistica di alto valore civico, si ricordi che va invece a finanziare e supportare Rockefeller e l’industria farmaceutica, e si comporta al pari di quel pacifista che spera di promuovere la pace inviando denaro ai fabbricanti di mine e di missili.

Le vaccinazioni antipolio causano la polio, come le cure anti-Aids causano il simil-Aids

Tutti i vaccini, nessuno escluso, inducono nel corpo umano terribili mutazioni genetiche, provocano alterazioni delle funzioni endocellulari, causano alterazioni e decapitazioni del sistema immunitario, con scatenamento di malattie autoimmuni e iatrogeniche a breve periodo e anche a lunga scadenza, che i medici non sanno come trattare.
Polio, sclerosi, distrofie, leucemie, malattie autoimmuni, esaustioni ed esaurimenti etichettati Aids, allergie alimentari, intolleranze strane, celiachie, talassemie, asme, autismi, diabete, e altre patologie ancora, hanno tutte a che fare, parzialmente o totalmente, con le porcherie contenute nei vaccini.

In medicina si sanno molte cose sconvolgenti, ma si tiene la bocca rigorosamente cucita

La medicina è fortemente imbarazzata, esprime sospetti tra sé e sé, ma si guarda bene dal fare ammissioni troppo chiare e compromettenti, si guarda bene dal confermare pubblicamente le sue colpe.
Meglio non parlarne troppo, visto che ha la coda di paglia, e imbombata per giunta di petrolio.
Le prove esistono ma non si pubblicano.
Nuove prove si potrebbero cercare e snocciolare, ma non si fanno.
Insabbiare e nascondere le cose scomode è sempre stato il motto del monattismo.

Non finirò mai di maledirmi, parole espresse da un padre tricesimano

In Italia e nel mondo, i genitori disperati per aver rovinato i propri bambini, lasciandoli nelle grinfie dei satrapi della vaccinazione, non si contano più.
Lo scorso anno stavo personalmente a fare il bagno sul fiume Torre, nei paraggi di Nimis e Tarcento.
Tra una bracciata e l’altra, incontrai casualmente un padre di famiglia, abitante in comune di Tricesimo.
Non sapeva darsi pace per il suo bambino, che era l’immagine perfetta della felicità e della salute e che, dopo la vaccinazione, si è trasformato in un esserino infelice, nevrotico, incomunicativo e pieno di problemi. Un cambiamento tanto repentino quanto malefico.
Non finirò mai di maledirmi per quello che ho fatto, per essermi fidato della medicina, queste le sue esatte parole.
Vogliamo trasformare l’Italia in Repubblica degli autistici e delle badanti?

Nella sola Umbria sono state raccolte 5000 segnalazioni documentate di autismo, per cui possiamo desumere un totale le 150000 casi in tutta Italia.
Vogliamo forse creare una popolazione di esseri problematici e bisognosi di badanti a vita?
I vaccini, oltre che intossicare, acidificare, infiammare, creare ischemie ed immunodepressioni per tutta la vita del soggetto, creano mutazioni genetiche nei mitocondri, mettendo a rischio il patrimonio genetico.

Intervista (censurata) al dr Maurice Hilleman, maggiore esperto mondiale di vaccini, sulle azioni benefiche della Merck

Il virus SV40, dichiaratamente cancerogeno, è stato inoculato in lungo e in largo nella popolazione mondiale dalla irresponsabile Merck, e c’è stata di recente una sconvolgente intervista (censurata) del
dr Maurice Hilleman, maggior esperto mondiale di vaccini, dove egli ha spiegato al dr Leonard Horowitz come la Merck abbia diffuso nel mondo intero cancro, leucemie e indebolimenti stile Aids.

Lo scandalo di milioni di donne rovinate in Filippine, Thailandia e Nigeria

La corte suprema delle Filippine ha scoperto nelle settimane scorse che oltre 3 milioni di ragazze e di donne di quel paese (similmente a quanto successo in Thailandia, Nigeria e altri paesi) sono diventate sterili e malaticce dopo essere state sottoposte a vaccini contenenti l’ormone B-hCG, un antifertile immesso nei vaccini.

Un documento inviato come interrogazione parlamentare allo Stato Italiano, ma senza risposta.

Al Presidente del Consiglio e al Ministro della Sanità, nonché al Parlamento, è stato recapitato in data 11/1/1996 da parte dell’Onorevole Pedrizzi di AN un documento chiaro e dettagliato a cui nessuno si è dato la briga di rispondere, a conferma che NON SE NE DEVE PARLARE!
Tale documento spiega che le vaccinazioni possono causare distrofie, sclerosi, anemie, epilessie e morti improvvise, oltre che una sfilza di altre patologie inguaribili.
Spiega che i vaccini contengono mercurio, piombo, alluminio e altri materiali altamente tossici, materiali che portano ad allergie, intolleranze, ad handicap perenni e alla morte.

La Costituzione parla in favore della salute e della libertà, l’esatto contrario di quanto sta avvenendo in questo Paese

L’art 32 della Costituzione dice che la Repubblica difende la salute e non certo la rovina del popolo mediante vaccinazioni.
L’art 34 della Costituzione dice che la scuola è aperta a tutti, vaccinati e non vaccinati, per cui nessuno si sogni di reintrodurre vergognose pressioni sulle famiglie per spingere i ragazzi a farsi rovinare.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo