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domenica 31 ottobre 2010

PROTEINOMANIA E DISBIOSI INTESTINALE

VALDO VACCARO HK LTD www.medicinanaturale.biz
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30 Ottobre 2010

PROTEINOMANIA E DISBIOSI INTESTINALE

Gli enormi danni provocati da tutti i tipi di carne, bianca, rossa o grigia

Le proteine animali tutte sono veleno e niente altro che veleno per il corpo umano, indatto a disgregarle, ad assimilarle e smaltirle con modalità innocenti e tempi veloci.
Le carni tutte, crude e cotte, selvatiche o di allevamento, biologiche e non, bianche-rosse-grigie, di animali terrestri-marini-lacustri, di animali maschi, femmine e bambini, arrecano sempre e in ogni caso danni enormi a un organismo umano non disegnato, non pianificato, non attrezzato per quel tipo di materiale. Chi vuole maggiori dettagli sui danni specifici, li trova su diverse altre mie tesine, ed in particolare L’avvelenamento e il doping da carne (20/5/08) e La bellezza del ritorno alla natura (27/9/10).

Cosa si nasconde sotto i 60 grammi di proteine al giorno raccomandati oggi nelle università

Si insegna tuttora nelle università che il fabbisogno minimo giornaliero è di 60 grammi di proteine per un individuo medio di 70 kg di peso, quando in realtà la dose di sicurezza è di 10-20 grammi, forse meno, riconosce il dr Giuseppe Nacci nel suo magnifico testo Diventa Medico di Te Stesso.
Aggiungiamo che, nei 60 grammi citati, che appaiono non solo nelle dispense e nelle lezioni dei vari docenti, ma in tutti i testi sacri degli atenei italiani e stranieri, comandati come sempre a bacchetta non certo dalla ricerca o dalla scienza ma da Rockefeller, dalla Monsanto e dalla Smithfield, quando si dice proteine si intende proteine nobili, provenienti cioè da magnifici luoghi chiamati macelli.

Mezzo secolo di inquadramento macellatorio e bidodicistico

La pazzia e la demenzialità della chiesa medica americana, odiosa inquadratrice e colonizzatrice del mondo intero dal dopoguerra in avanti, è provata inequivocabilmente da mezzo secolo di proteinomania e di bidodicismo, stampigliati su documenti che stanno nelle mani di tutti i ministri e i sottosegretari dei vari dicasteri della salute succedutisi negli anni, ma anche dalle direttive, dalle tabelle e dalle piramidi alimentari che hanno circolato nelle bacheche delle Usl, degli ambulatori pediatrici ed ospedalieri del nostro paese. La FDA, senza un minimo ritegno e senza un minimo senso di colpa per milioni di persone mandate anzitempo in ospedale e in cimitero, raccomanda oggi 60 grammi al giorno come quota minima, e acqua in bocca su quanto raccomandava ieri l’altro nel 1970 (300 grammi al giorno) e su quando raccomandava ieri nel 2000 (150 grammi al giorno).
Acqua in bocca per le ipocrisie e gli scheletri nell’armadio della FDA, mantenuti tuttora in piedi come se niente fosse

Acqua in bocca anche per le quote minime di vitamina B12, spostate abusivamente, con la solita arroganza macellaia, senza chiedere il permesso a nessuno, dal limite ufficiale di 80 pg/mL della WHO (World Health Organization), oggi collusa ovviamente con la FDA, a quello odierno di 157 pg/mL.
E acqua in bocca (non c’è il due senza il tre) per le quote minime di vitamina C, scaraventate in basso a 40-60 mg, quando tutte le fonti trasparenti e affidabili raccomandano quote minime da 6 a 15 volte più elevate.
Stesso discorso per i folati (vitamina B9, ovvero la B12 dei vegetali), sottovalutata e
sottostimata, in quanto non proveniente dai mattatoi.
Ma si sa che vitamina C e cobalamina sono in rapporto antitetico di tiramolla, se aumenti l’una devi abbassare l’altra, se spingi la gente al negozio ortofrutta la devi togliere automaticamente dal negozio del macellaio e da quello del salumiere.

La docente più affidabile rimane paradossalmente la dottoressa Mucca-al-Pascolo

Qualcuno non si accontenta delle cartastre e dei titolastri in mio possesso, che mi danno un minimo di presentabilità nel mondo sofisticato ed arrogante del nutrizionismo e della salute.
Qualcuno vorrebbe che io potessi citare non più l’Università degli Studi di Trieste (che onestamente non è affatto scadente) e tutto il resto, ma la Normale di Pisa, o gli atenei di Padova e Bologna, o magari quelli di Cambridge ed Oxford.
Rispondo che sono pronto a spretarmi di ogni referenza e a dichiararmi stitolato e analfabeta, visto che mi basta ampiamente la lezione super-educativa della docente più brava, affidabile, trasparente ed avanzata del pianeta, che si chiama Mucca.

Proteina non fa proteina

Dalle sue impeccabili lezioni didattico-pratiche all’aperto, ho appreso delle verità fondamentali che non trovano accoglienza sui tomi presuntuosi e corrotti degli atenei e delle auliche biblioteche umane.
Ho appreso ad esempio che latte non fa latte, ma che erba più aria e più sole fanno latte.
Ho appreso che carne non fa carne, ma che erba più aria e più sole fanno carne.
Fegato non fa fegato, sperma non fa sperma, sangue non fa sangue, proteina non fa proteina.
Tutto si fa per trasformazione di sostanze e niente si fa per sostituzione. Anche perché l’essere umano è un organismo complesso e vitale, e non un robot assemblato e rimpiazzabile a sezioni, stile lego.
L’esatto contrario di quanto blaterano le scuole nutrizionistiche della Nomenklatura.

L’impossibilità assoluta di andare in carenza proteica

La scienza igienistica americana indica 11-25 grammi al giorno di proteine esclusivamente vegetali, e lo fa da oltre 100 anni, senza indugi, senza correzioni e senza tema di essere smentita da nessuna responsabile autorità mondiale.
Diverse organizzazioni nutrizioniste americane, anche di sponda medica non-igienistica, hanno verificato che qualsiasi tipo di dieta crudista vegana, anche la più sbadata, anche la più estremista, garantiscono una quota di 25 grammi al giorno di proteine, per cui non esistono nel modo più assoluto pericoli di carenza proteica, in nessuna ipotesi e nessuna circostanza.
Carenze vitaminiche e carenze minerali sì, carenze caloriche pure, scompensi ormonali anche.
Ma niente che si possa chiamare carenza proteica.
Da dove spunta la quota igienistica di 11-25 grammi soltanto?

Perché mai 11-25 grammi? Perché 11 grammi è la quota adatta a far sviluppare il bambino umano nel periodo post-svezzamento, mentre 25 grammi sono il tetto massimo oltre il quale si scatena il fenomeno più disastrante e patologico che riguarda il corpo umano, e che si chiama acidificazione del sangue, che non può per nessun motivo al mondo muoversi dal valore pH alcalino di 7.30-7,50.
Oltre il limite dei 25 grammi giornalieri, le proteine causano acidità e costringono il sistema immunitario a mobilitare i minerali-tampone (calcio, sodio, magnesio, fosforo, potassio) sequestrandoli dalle ossa, e causando così artrosi ed osteoporosi.

L’eresia alimentare del carnivorismo umano

Le proteine animali poi fanno male persino sotto gli 11-25 grammi, in quanto costringono sempre i reni a produrre ammoniaca-tampone, che produce odore di ammoniaca nelle urine, e presenza di alti valori di creatina nel sangue, chiamata creatinemia.
La creatina è un aminoacido di ovvia provenienza carnea, al pari della cistina e della metionina, che portano alla micidiale omocisteina.
L’eccessiva produzione di ammoniaca produce una graduale, irreversibile ed inesorabile insufficienza renale, che diventa cronica man mano che si procede nell’eresia alimentare del carnivorismo umano.

L’osteoporosi, l’artrosi e le calcificazioni improprie

Questi sbilanciamenti del pH, combattuti umoristicamente con integratori e con cibi lattei, portano a cedimenti minerali architettonici, ovvero a formazioni di depositi ossei, di microstalattiti, di speroni, di calcoli e calcificazioni improprie all’infuori delle ossa, e nel contempo causano ulteriore osteoporosi all’interno delle medesime, rendendole fragili, rigide, gessose, friabili, con artriti che impediscono il moto e la flessibilità.
L’insufficienza di calcio e di magnesio organicati, sottolineo organicati, porta dunque alle artrosi, all’osteoporosi, alla rigidità ossea, alla perdita dell’originale flessibilità giovanile e al rallentamento dei movimenti.

I rimedi alle patologie di tipo osseo

L’unica soluzione per evitare e contrastare queste patologie consiste nell’incrementare la vitamina D (esposizione al sole ad ogni possibile occasione), nel curare maniacalmente la respirazione, e
nell’ assumere minerale organicato, specie calcio e magnesio, sempre e solo dalle fonti naturali della vegetazione (mandorle, sesamo, germe di grano, quinoa, miglio, riso nero, riso integrale, avocado, datteri, girasole, castagne, tarassaco, patate, patate dolci, banane, frutti di bosco, noci di cocco, bietole, cavolfiori, crescione, carote, ecc), nell’evitare infine sostanze distruttive come il fumo, il caffè, lo zucchero commerciale, gli aspartami, i sali inorganici, i farmaci e i vaccini tutti.
Il ripristino delle condizioni biochimiche equilibrate, cioè il recupero della salute, può richiedere 2 mesi in una persona giovane, ma 5-6 volte di più in una persona anziana e devitalizzata.

Alimentazione iperproteica e crisi intestinali

L’effetto più grave di un’alimentazione iperproteica è la disbiosi, ovvero la perdita dei germi fisiologici preziosi e utili, a vantaggio di germi dannosi ed estranei alla natura umana.
Con le proteine di origine vegetale non esistono problemi di sorta, mancando ad esse il corredo pregiudiziale delle cadaverine e delle putrescine della carne.
Ma con le proteine animali si assiste a un sovvertimento della flora batterica intestinale, che è una flora saprofita (saprofita significa di origini vegetali), responsabile dei fondamentali processi assimilativi delle sostanze vegetali.

Carne, B12 e zucchero, trio malefico che crea colibatteri putrefattivi e disbiotici

La disbiosi, ovvero la perdita dei germi buoni, è dovuta proprio alla compresenza nell’alimentazione di dannosi aminoacidi carnei, di pericolosa vitamina B12 e di zuccheri industriali concentrati.
Questi tre fattori rappresentano la fonte primaria della formazione di flora batterica cattiva e putrefattiva.
Indispensabile fare una netta distinzione tra proteine animali e vegetali, visto che, per le proteine vegetali (mandorle, noci, nocciole, pinoli, arachidi, cereali, semini vari), l’organismo umano è dotato di germi saprofiti in grado di gestire al meglio i residui proteici vegetali, privi delle derive putrefattive asfissianti tipiche della cadaverina.

Un campo da tennis chiamato intestino

L’intestino umano ha un volume di circa 6 litri e una enorme superficie di circa 400-600 mq, contro gli 80 mq del sistema polmonare e i soli 2 mq della pelle esterna.
In pratica abbiamo al nostro interno una superficie utile digestiva-assimilativa equivalente a un campo da tennis.
Tali incredibili dimensioni si raggiungono grazie ai milioni di villi intestinali che ampliano e moltiplicano la superficie assorbente dell’intestino.

Un esteso lume intestinale presidiato dalle stazioni linfonodali del sistema immunitario

Il creatore non poteva dimenticarsi di questa realtà intestinale e lasciarla priva di controlli.
Ecco perché dalla gola all’ano ha piazzato ben 150 stazioni linfonodali, veri pozzetti di purificazione tra un dotto e l’altro.
Queste 150 centraline sono importantissimi presidi di linfociti o globuli bianchi, atte a mantenere le difese immunitarie a ridosso del lume intestinale, che rimane l’area più delicata e critica del corpo umano.
E’ su questa immensa e insospettata superficie intestinale che si gioca la partita basilare tra salute e malattia, tra benessere e vita problematica.

La massa fecale si carica di batteri man mano che scende

La massa fecale, nella parte iniziale (alta) dell’intestino tenue (duodeno e digiuno), contiene circa
1 milione di germi per 1 grammo di escrementi.
Ma, scendendo verso il basso e verso il colon, raggiunge 10 milioni di germi/grammo.
Nella parte bassa del colon, in prossimità del retto, cominciano a formarsi colonie di germi della putrefazione, nella misura di 1-100 miliardi di germi per grammo di massa fecale.
Si tratta in questo caso di germi cattivi, non simbiotici ma disbiotici, non aerobi ma anaerobi (vivono e si sviluppano cioè in assenza totale di aria).

Con l’alimentazione sbagliata, di tipo carneo-zuccherino, si creano tutti i peggiori disastri

Questi germi anaerobi sono comunque da considerarsi normali e fisiologici finchè stanno nella parte finale del colon e finchè vengono evacuati regolarmente.
Ma, con l’alimentazione sbagliata, ricca di proteine e di glucosio, scarsa di acqua biologica e di fibre vegetali, sopravviene il fenomeno disastrante della costipazione e della stitichezza, per cui tali germi anaerobi tendono a moltiplicarsi esponenzialmente e a proliferare anche nella parte alta del colon, divertendosi a risalire, in compagnia dei miasmi putrefattivi, le zone alte dell’intestino tenue a loro vietatissime.
Diverticoliti, ileiti, malattie di Crohn e rettocoliti accompagnano immancabilmente questi stati di disbiosi caratterizzati dall’imperversare dei batteri anaerobi e putrefattivi.

Più che il batterio va combattuta la malattia mentale dell’uomo

Un esempio è quello dell’helicobacter pylori, che nello stomaco è causa non solo di riflussi e indigestioni, ma anche di gastriti e di ulcere gastriche.
Chiaro che non serve combattere il batterio, che rappresenta la conseguenza e non la causa, il sintomo e non la malattia.
Chiaro che serve combattere la malattia mentale dell’uomo, cioè quella che lo porta ad alimentarsi in modo folle ed irresponsabile.

Mai e poi mai il latticino dovrebbe finire nell’intestino umano

La caseina del latte e di tutti i latticini (grana, formaggi, yogurt, burro, besciamelle, cioccolato al latte, merendine al latte, pane al latte, ecc) aiutano enormemente a sottrarre ossigeno al tubo gastrointestinale.
Il latte umano è cibo di emergenza da limitarsi al periodo di svezzamento dei nostri piccoli.
Il latte bovino è cibo di emergenza ad esclusivo uso dei vitellini, sempre limitato alla fase dello svezzamento. Mai e poi mai tale lanzichenecco dovrebbe finire nel ventre degli umani, se solo gli umani avessero un pizzico di illuminazione e un briciolo di intelligenza in più.

Il sovvertimento dell’intestino porta ad allergie, celiachie e malattie autoimmuni

Il latte strozza e soffoca l’intestino incollando le pareti intestinali, ricoprendo i villi e appiccicandoli uno all’altro, riducendo enormemente la superficie assimilativa utile.
Chiaro che in questo modo si sovverte la situazione biochimica dell’organismo, si stordiscono e si decapitano le centraline linfatiche del sistema immunitario, si creano allergie, celiachie e malattie autoimmuni, si ubriacano le ghiandole endocrine e si deattivano recettori e termostati dell’ipofisi, della tiroide, del timo, delle adrenali e delle ghiandole sessuali.

Funghi e parassiti alla base di mille patologie, ma la malattia da curare sta sempre a tavola

I germi della putrefazione ne combinano infatti di cotte e di crude.
Aprono la strada ai funghi (candida albicans) e ai vari parassiti intestinali (vermi, tenie).
Intolleranze alimentari, allergie, e gran parte delle malattie autoimmuni hanno come unica e fissa causa l’alta presenza di parassiti intestinali (eosinofili, superori al limite massimo del 2%), e non certo i fantasiosi alibi inventati da una medicina sempre più allibita, disorientata e inconcludente, pronta ad alzare bandiera bianca in continuazione, accampando malattie batteriche, virali, ereditarie, lantaniche, idiopatiche, misteriose e cripto-genetiche.

L’alterazione delle pareti intestinali

Nelle allergie sono presenti le immunoglobuline IgE, che sembrano invece mancare nelle intolleranze alimentari.
Il dr Nacci, in netto contrasto con molti allergologi, ritiene che intolleranze ed allergie siano tutte riconducibili ad un unico quadro patogenetico chiamato squilibrio da disbiosi intestinale, dove i germi disbiotici e anaerobi non solo tolgono spazio ai batteri buoni, simbiotici e saprofiti, ma producono un altro doppio danno.
Da un lato aprono la strada a funghi e parassiti, come già accennato, e dall’altro alterano la permeabilità delle pareti intestinali rendendole vulnerabili alle tossine putrefattive.

L’importanza fondamentale delle vitamine E ed F (ovvero degli Omega-3 e degli Omega-6 di provenienza rigorosamente vegetale)

Questo accade a causa della carenza cronica di acidi grassi essenziali e vegetali tipo la vitamina E ( cioè l’alfa-tocoferolo (C29H50O), il beta-gamma-tocoferolo (C28H48O2) e il delta-tocoferlo (C27H46O2), che sono costituenti basilari della vitamina E, contenuta abbondantemente nei cereali integrali, nelle foglie verdi-scure, nella frutta da guscio e nei legumi, e tipo la preziosissima vitamina F (cioè l’acido linoleico ovvero Omega-6, l’acido alfa-linolenico ovvero Omega-3 e l’acido alfa-lipoico).
La vitalina F è contenuta in tutti gli oli vegetali estratti a freddo e da prodotti non-OGM (olio extravergine di oliva, olio di lino, di semi-zucca, di girasole, di sesamo, di mais, di vinacciolo, di colza, di palma).
Le umili mandorle, ma anche i pinoli, le noci e le nocciole, sono alimento primo in fatto di Omega-3 naturali ed assimilabili, a differenza degli Omega-3 ittici, da tonni-delfini-balene, carichi di tossine e di prostaglandine negative.

Le pesti bubboniche del passato sconfitte grazie alla vitamina C, alla B1 e alla B3

Perdendo la normale impermeabilità dei tessuti, le difese immunitarie sono stravolte e l’equilibrio immunitario risulta spezzato e compromesso.
Avendo smarrito finora la capacità di utilizzare tutti gli alimenti naturali, e si parla di 15-30 mila vitamine naturali in gran parte ancora da scoprire, la razza umana sta impedendo a se stessa molte possibilità di rivitalizzarsi e di auto-guarire velocemente da sola.
Non dimentichiamo che le grandi pesti bubboniche del passato furono l’orribile scorbuto, sconfitto poi con l’acido ascorbico o vitamina C, la mortale pellagra, debellata poi con la niacina o vitamina B3, e il micidiale beri-beri, scongiurato con la tiamina o vitamina B1.

Decine di migliaia di vitamine ancora da scoprire

Un mondo inesplorato e straricco di vitamine dunque, capace di portarci a livelli di salute mai visti.
Non potendo inseguire i micronutrienti uno per uno, che sarebbe anche scorretto, si deve puntare all’equilibrio sinergico delle sostanze.
Sapendo poi che vitamine e coenzimi vengono distrutti dal calore, si ribadisce la necessità di tornare alla natura e al crudo, ampliando il più possibile le fonti vegane di approvvigionamento, e rispettando in modo sacro e maniacale l’armonia delle acque, dei terreni, delle sementi naturali, degli animali e dei batteri che ci circondano in rapporto di simbiosi e di collaborazione.

La sconfitta definitiva della fame nel mondo

Se solo gli stati fossero retti da persone davvero sagge ed illuminate (brutta parola in questi tempi di scie chimiche), animate da scienza e da buona volontà, e non da coloni e vassalli degli accoppa-animali americani, la fame nel mondo verrebbe vinta nel giro di 5 anni, sradicando robinie e alberi sterili, e mettendo a dimora lungo fiumi, argini e ferrovie, tanti alberi di kaki, di nespole, di gumi (olivelli giapponesi), ciliegi, susini, meli, fichi, fichi d’India, lamponi e mirtilli, tutte piante non bisognose di trattamenti.
Campi di cereali non OGM, di carote, crucifere, patate, zucche, girasoli, cicorie, lattughe e legumi vari completerebbero l’assieme.

Più di qualcuno non è ovviamente d’accordo

Per le vigne, basterebbe un divieto governativo di sciupare l’uva facendone vino, con l’obbligo di consumare direttamente l’uva e il succo d’uva, e di seccare al sole i grappoli rimasti, riservando per legge alla vinificazione non oltre il 20% del raccolto.
Banani, avocadi, manghi, papaie e palme completerebbero il quadro nei paesi tropicali.
Non sono per niente d’accordo, e questo è ovvio, la Coca-Cola e la Pepsi-Cola, la McDonald’s, la Cremonini, la Pfizer, la Bayer, la Glaxo, la Nestlé, la Danone, i Consorzi del Parmigiano-Reggiano,
le Cantine Sociali, i prosciutti di Parma e di San Daniele, la Ferrero, l’Eridania, la Illy Caffè, l’Agroalimentare Italiano, la Casa Bianca e il Vaticano.
Ti pare poco?

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

LO SCORRIMENTO DELLE ACQUE, LE INSUFFICIENZE E LE CURE

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29 Ottobre 2010

LO SCORRIMENTO DELLE ACQUE,
LE INSUFFICIENZE E LE CURE


Avere cura di se stessi non è curomania

Se curarsi significa avere cura di se stessi, nei pensieri, nei comportamenti e nella dieta, niente da obiettare, siamo tutti d’accordo. Se curarsi significa invece curare i sintomi e le spie rosse di malattie comportamentali e dietologiche che stanno a monte, entriamo nel campo della curomania farmacologica e chirurgica e usciamo nel contempo dal campo igienistico naturale.

I sintomi sono avvertimenti preziosi e vanno rispettati, non combattuti e non rimossi

Per l’igienismo i sintomi sono avvertimenti e moniti sacri e fanno parte dei naturali meccanismi di riequilibrio del corpo umano. I sintomi, siano essi emicranie, cuscinetti di grasso, eruzioni cutanee, febbri, infiammazioni, noduli, cisti, tumori, sono un invito al riposo fisiologico, al digiuno, al radicale cambio ideologico e comportamentale su dieta e stili di vita.
I sintomi sono un segnale intoccabile indicante la necessità improrogabile che serve fluidificare il proprio sangue e purificare il proprio sistema linfatico, mettendo il sistema immunitario in grado di espletare finalmente senza intoppi il suo lavoro di auto-guarigione.
Alla fine, essendo i sintomi fastidiosi e dolorosi, dovranno certamente andarsene, e lo faranno in modo ordinato e corretto non appena il fattore causante a monte sarà stato smascherato, esorcizzato e rimosso.

Stretta alleanza tra sistema immunitario e sistema linfatico

Sistema immunitario e sistema linfatico sono in questo senso una cosa sola e quasi si confondono uno con l’altro, pur essendo il primo più vasto e complesso, comprendendo il sistema neurovegetativo, il sistema endocrino, il sistema gastrointestinale e il sistema epiteliale, nonchè tutti gli strumenti di sicurezza dei vari organi corporei.
Il sistema immunitario si avvale infatti di 150 centraline linfatiche disseminate nel canale gastrointestinale, con la linfa che confluisce nel serbatoio-cisterna di Pecquet (dall’anatomista francese Jean Pecquet, 1622-1674), dove giungono i vasi chiliferi che assorbono le sostanze nutritive dai villi intestinali.
Cos’è il sistema linfatico scoperto e definito da Gaspare Aselli

Come ha scritto magistralmente in un suo recente articolo l’amico ehretiano Luciano Gianazza, il sistema linfatico è una complessa rete di ghiandole, nodi, vasi, dotti, pieni di liquido prezioso che bagna costantemente le nostre cellule, alimentandole e ripulendole.
A scoprire il sistema linfatico fu Gaspare Aselli (1581-1626), anatomico e chirurgo italiano che insegnava a Pavia e che dimostrò già nel 1622 l’esistenza dei vasi chiliferi.

Linfa come fidato strumento del sangue

E’ corretto dire che la funzione fondamentale del sangue sia quella di assicurare la vita ai trilioni di cellule del nostro corpo, portando loro il nutrimento di cui esse hanno bisogno.
Il sangue però non compie direttamente questa funzione, e si avvale della collaborazione di un fidato alleato chiamato linfa.
La linfa, come un solerte fattorino che fa servizio a domicilio, giunge puntualmente a ciascuna cellula e va a incanalarsi in un complesso sistema di vasi chiamato sistema linfatico.

Ghiandole e tessuti che gestiscono, filtrano e manovrano un liquido chiamato linfa

E’ formato da timo, milza, tonsille e appendice, ovvero da ghiandole e tessuti linfoidi che assorbono, filtrano, neutralizzano e portano via le acque reflue e stantie del nostro corpo, i rifiuti cellulari e i detriti cellulari (virus endogeni) chiamati anche endotossine, che sono poi il risultato dei normali processi metabolici del corpo umano.

Cos’è la linfa

La quantità del liquido linfatico, o liquido interstiziale che imbeve i tessuti umani, è tre volte superiore a quella del sangue, per cui ai nostri 4-5 litri circa di sangue, corrispondono circa 12-13 litri di linfa.
La circolazione della linfa in alcuni animali avviene grazie a organi contrattili speciali, detti cuori linfatici.
Ma nell’uomo, e nei mammiferi in genere, la movimentazione principale deriva dalla pulsazione del cuore, e soprattutto dal moto, dalla meccanica respiratoria, dalla contrazione muscolare.
Se i 4-5 litri di sangue trovano nel cuore la loro pompa diretta, i 12-13 litri di linfa trovano la loro pompa soprattutto nella respirazione, nell’attività aerobica e traspiratoria, nelle camminate grintose, nei saltelli e negli scatti brevi, nell’attività sessuale, nelle emozioni, nei sentimenti, nel respiro profondo e ritmato.

Il TBW, ovvero l’acqua totale corporea

Per essere più precisi, esistono 3 compartimenti di fluidi nel corpo umano, che sono determinati dal plasma (circa 3 litri), dai fluidi interstiziali (plasma e fluidi interstiziali danno luogo assiene ai fluidi extracellulari quantificabili nei citati 12-13 litri), e dai fluidi intracellulari (30 litri circa).
La somma totale del liquido contenuto nei 3 compartimenti costituisce l’acqua totale corporea o TBW (total body water), ovvero il valore di distribuzione dell’acqua triziata (resa radioattiva dalla presenza del trizio, che è un isotopo dell’idrogeno), che è pari a 42-43 litri in un soggetto normale di 70 kg di peso.



Il problema gravissimo della respirazione corta

Parliamo spesso di respirazione profonda, in contrasto a quella corta e ansiogena della gente comune.
In realtà non ci riferiamo a nulla di strano e sofisticato.
Parliamo dopotutto della respirazione normale che caratterizzava l’uomo prima della cosiddetta civilizzazione. Quindi c’è un invito a respirare profondamente e a ritmo l’aria fresca dei boschi e delle pinete, finchè la stoltezza umana non eliminerà del tutto anche queste risorse.
La respirazione corta e l’assenza di sufficiente movimento causano enormi accumuli di muco e tossine nel sistema linfatico.

L’importanza estrema di un sistema linfatico efficiente

Un sistema linfatico funzionante a regola d’arte è di importanza stratosferica per un perfetto equilibrio.
E’ una conditio-sine-qua-non per uno stato di benessere e per una salute vibrante.
Eppure si tratta di un sistema trascurato, dimenticato e persino sconosciuto.
La medicina ne sa poco e ne parla ancora meno. Non le conviene parlare.
Al punto che, quando c’è ritenzione idrica, sintomo di un sistema linfatico lento ed inefficiente, prescrive farmaci diuretici peggiorando ovviamente la situazione.
Quando si usa un diuretico per ridurre un edema, un’infiltrazione, un versamento, esso toglie acqua al flusso linfatico, per cui la linfa si ispessisce, mentre tossine e muco appiccicoso si accumulano nei linfonodi e lungo i dotti con evidente aggravamento della patologia.

Sistema linfatico pulito uguale salute, sistema sporco uguale malattia

Per chi è affetto da dolori, ritenzione idrica, infiammazioni, depositi di grasso, gonfiore addominale, la pulizia del sistema linfatico fa davvero la differenza tra salute vera e salute normale, che è in genere salute precaria e patologica della gente comune.
Un sistema linfatico inefficiente provoca cuscinetti di adipe, cellulite, disturbi che vanno e vengono, si spostano e si trasformano. Un sistema linfatico efficace e pulito è in grado al contrario di spazzare via le tossine, e aiuta anche a purificare il sangue attraverso la milza, che è la più grande massa di tessuto linfatico del corpo, e che combatte le infezioni distruggendo i globuli rossi deteriorati.

Segreti per mantenere il sistema linfatico pulito

1) Evitare elementi chimici contenuti nei conservanti, coloranti, stabilizzanti, dolcificanti, cioè
in tutti i prodotti lavorati e confezionati industrialmente e nei cosiddetti fast food.
Più ci si allontana da ciò che è naturale per l’uomo, ovvero da frutta e verdura allo stato crudo, e più
si va a intasare il sistema linfatico.
2) Evitare i cibi indigesti, e in particolare proteine animali, zuccheri industriali, farinacei.
3) Evitare i cibi bianchi come i dolci, il riso bianco, il pane bianco, la pasta bianca, le farine bianche, tutti alimenti che richiedono enormi quantità di energia per gestire le conseguenti fluttuazioni rapide di zucchero nel sangue.
4) Alimentarsi di frutta acquosa, acidognola e dolce, che rappresenta un ineguagliabile detergente della linfa, e aggiungere centrifugati di radici, carote e mele, se vogliamo andare in profondità con la pulizia del sistema. Abbondare anche con mirtilli neri e rossi e con le varie bacche eduli che la natura ci offre.
5) Consumare molta verdura verde per fornire clorofilla, vitamine naturali e minerali organicati, tutti micronutrienti preziosi per la pulizia della linfa.
6) Non dimenticarsi degli acidi grassi essenziali che sono fondamentali per un corretto funzionamento del sistema linfatico, e ci riferiamo ai semi di lino e all’olio di lino estratto a freddo, ma anche alla frutta da guscio fresca e non tostata (noci, nocciole, mandorle, pinoli, girasole, semi di zucca, avocado). Purtroppo in Italia non esiste una sufficiente cultura della conservazione ottimale della frutta fresca e dei semi freschi, nemmeno nei negozi bio.
I negozie i bar dovrebbero tenerli esposti negli scomparti refrigerati, oggi monopolizzati dai panini e dalle piadine alla mortadela e al prosciutto, e trasformati in autentiche succursali della macelleria.
Gli acidi grassi essenziali della frutta a guscio e dei semini irrancidiscono facilmente.
Il consiglio è di raccogliere tutte le noci d’annata e conservarle in cassette da tenersi sottotetto all’esterno della casa, al pari dei kaki, delle nespole e delle mele invernali.

I segnali di un sistema linfatico pigro ed inefficiente

1) Sovrappeso.
2) Cellulite e cuscinetti di grasso.
3) Dolori e fastidi diffusi e non ben definiti.
4) Fibromialgia, affaticamento cronico, sclerosi multipla, lupus, allergie, varie malattie autoimmuni.
5) Peso altalenante e instabile con varie diete.
6) Gonfiore corporeo.
7) Tendenza a formare cisti e noduli.
8) Borse inesplicabili sotto gli occhi.
9) Stitichezza cronica e costante stato di surriscaldamento intestinale.
10) Tosse secca, con emissione di muco giallastro e vischioso.

Come disintossicare rapidamente il sistema linfatico

Per disintossicare rapidamente il sistema linfatico il metodo indicato dall’igienismo è quello di ricorrere al riposo fisiologico, cioè al digiuno totale stando a letto e bevendo acqua distillata o leggera a volontà, seguito da un semidigiuno (dieta crudista fruttariana), e da una dieta naturale umana, cioè da una dieta stabile di tipo vegano tendenzialmente crudista (per chi non ama fare esperimenti, e preferisce restare su un percorso di salute stabile e non più altalentante).
L’eliminazione totale dei cibi sballati, ladri e ammalanti (vedi scala vibrazioni di Simoneton), ampiamente sotto la quota di sicurezza di 6500 Angstrom, come tutte le proteine animali, tutti i cibi stracotti promossi da trasmissioni quanto mai diseducative e lesive della verità e della salute umana, tipo Cotto e Mangiato, è d’obbligo. L’eliminazione totale di farmaci e vaccini è imperativa al di fuori dei casi di reale emergenza e pronto soccorso.

Le indicazioni igienistiche hanno valore universale, e vanno sempre accompagnate dal buon senso

Le indicazioni igienistiche sono valide sia per i sani che per i malati, per bambini e anziani, per ragazze adolescenti e mamme in gravidanza e allattamento. Vietato però intraprendere digiuni in fase di gravidanza e di allattamento, onde evitare trasmissioni di tossine al nascituro e al lattante.
Servono inoltre il buon senso e la prudenza nei casi critici di persone sottoposte da anni a pesanti cure ormonali e farmaceutiche. Detossificare un drogato non è cosa da poco e presenta dei rischi.
L’ideale è farsi seguire da un operatore sanitario qualificato (anche per l’assunzione di responsabilità legali), che sia però orientato ai principi della medicina ippocratica e naturale di tipo igienistico, cosa purtroppo non facile in un mondo dominato dalla più sfrenata medicalizzazione.

Fluidità è sinonimo di salute

Sangue fluido significa dunque salute e vitalità. Sangue fluido e pulito significa che anche la linfa è fluida e pulita. Significa che ogni cellula del nostro corpo viene regolarmente nutrita, ossigenata e liberata dalle sue scorie. Quali sono dunque i meccanismi di avvelenamento del sangue?
Il corpo è una macchina biologica disegnata in un certo modo, adatta a certi alimenti e inadatta ad altri, adatta a certi gusti e a certe emozioni, e non ad altre. E’ basato su un continuo equilibrio tra input e output calorico. E’ dotato di meccanismi selettivi, di filtri epatici tipo la cistifellea, e di filtri ematici tipo la milza, nonchè da micro-setacci renali tipo i glomeruli, studiati da Marcello Malpighi (1628-1694), medico emiliano co-scopritore della circolazione capillare e fondatore dell’embriologia.

Nutriente o veleno, non ci sono vie di mezzo

Per il corpo non esistono dubbi di sorta.
Una sostanza è nutriente-utilizzabile o è veleno-scartabile per via renale, anale, polmonare ed epidermica (o depositabile nella fossa interna dei veleni non-riciclabili e non-trattabili, che rappresentano una fonte costante di avvelenamento del sangue), non ci sono vie di mezzo.
Immessi nel sistema, i veleni vengono riconosciuti prontamente dal sistema immunitario e vengono espulsi al più presto possibile, non senza gravi dispendi energetici, calorici ed enzimatici.

L’esempio delle carni, dei cibi stracotti e concentrati

E’ quello che accade con le carni e le proteine animali, tutte provocatrici di pesanti leucocitosi digestive, di acidificazioni, di infiammazioni, di congestioni, di irritazioni, di ulcerazioni e di tumorazioni.
Ed è quello che accade pure coi cibi stracotti e concentrati (anche con le verdure stracotte), con le bevande in bottiglia, coi farmaci e coi vaccini, carichi di sostanze chimiche, e con gli integratori, carichi di minerali inorganici.

Il continuo alternarsi di intossicazioni e disintossicazioni

Ed è proprio per questo che in ognuno di noi esiste un continuo gioco, un continuo alternarsi tra intossicazione e disintossicazione, con spie rosse che giustamente ed auspicabilmente si devono accendere, con benefici raffreddori, benefiche febbri, benefiche sudate e benefiche eruzioni cutanee, tutti fenomeni che servono a riportare l’equilibrio e la massima funzionalità al corpo.
Chiamare benefico un fastidio, un dolore, un deposito di grasso, un’emicrania, uno sfogo cutaneo o addirittura un tumore, non è un ragionamento facile da mandare giù, ma è la base ideologica dell’igienismo e della stessa medicina delle origini, quella di stile ippocratico, dove domina una scritta eterna: La natura è sovrana medicatrice dei mali.

Perfetto igienista o intossicato grave

Quando non esistono crisi disintossicative e una persona non si ammala mai, i casi sono due.
O si tratta di un perfetto igienista, di alto livello ideologico e comportamentale, capace di condurre in porto un percorso netto, e quindi di un caso assai raro, oppure si tratta invece di un intossicato grave che non dà tregua al suo sistema immunitario, avvelenandolo in continuazione, tenendolo impegnato con continue leucocitosi digestive (a spese di fegato, pancreas e reni) e con ritmi frenetici di vita sorretti da stampelle chimiche e nervine, tipo farmaci-caffè-the-cole-zuccheri-sali-integratori (a spese del sistema cardiaco, nervoso, neurovegetativo ed endocrino).
Lo stato di apparente invulnerabilità

Rientrano in questa categoria le persone che vivono a ritmo accelerato, stimolato, drogato.
Persone che non danno modo e tempo al loro sistema immunitario di intervenire, stroncando sul nascere, con vaccini e farmaci, con diete avvelenate e con attività fisiche intense ma innaturali, ogni avvisaglia di crisi ed ogni spia rossa.
Per essi esiste uno stato di apparente invulnerabilità. In realtà, sono super-intossicate e albergano in sé dei grossi nodi al pettine e delle grosse insidie che aspettano il loro momento.

La scomodità di essere veri e trasparenti

Esistono modi di verificare con certezza scientifica e possibilmente con formule e numeretti la salute autentica della gente?
Esistono. Ma non ricevono le attenzioni mediche. Come mai? Per un intreccio perverso tra vera e propria ignoranza e convenienza economica a non dire la verità, a non inseguire la verità, a non insegnare la verità.

Le prove scientifiche esistono, ma vengono ignorate (vedi leucocitosi di Kouchakoff)

Pazienza sabotare ed insabbiare i moniti di un antidiluviano Ippocrate, ma ignorare gli esperimenti di Paul Kouchakoff sulla leucocitosi digestiva, già presentati al 1° Congresso Mondiale di Microbiologia di Parigi del 1930, e già premiati col Nobel del 1946 a James Sumner, con tanto di prove e di conteggi sui leucociti normali ante-prandiali (6000-8000 per mmc di sangue) e sui leucociti post-prandiali (24000 nei pranzi carnei, 16000 nei pranzi latteo-ovo-vegetariani, 8000 nei pranzi vegano-crudisti), è un fatto estremamente grave e delinquenziale.

I preziosi insegnamenti della scala vibrazionale Angstrom

Come grave e delinquenziale è non considerare le prove strumentali dell’ingegner André Simoneton sulle emissioni vibrazionali del corpo umano in perfetta forma, misurabili intorno ai 6500 Angstrom,
e sulle emissioni di frutta e verdura allo stato naturale, tutte dotate di onde radianti tra i 7000 e i 10 mila Angstrom, verso i vertici della scala vibrazionale e delle onde all’infrarosso, mentre carni, proteine animali, farine bianche raffinate, prodotti dolcificati e salati, stazionano nei livelli bassi dei colori grigi e dei raggi X, nelle zone pericolose ed insidiose dei cibi ladri, ammalanti, osteoporosizzanti.

E’ assurdo dimenticarsi delle caratteristiche fruttariane del corpo umano

Come grave e delinquenziale è far finta di non sapere che il sangue umano ha un ph alcalino tra il 7.30 e il 7.50 (non come nei carnivori, dove sta sotto il punto 7.00 della neutralità), e che il corpo umano non è dotato di enzimi uricasi per la disintegrazione degli acidi urici (non come nei carnivori che straboccano di uricasi), e che lo stomaco umano non ha a disposizione uno stock di acido cloridrico per disintegrare i gusci proteici delle carni e trasformarli in eventuali aminoacidi (non come nei carnivori dotati di 10 volte più acido cloridrico), e che l’apparato intestinale umano è lunghissimo-spugnoso-peristaltico (non come nei carnivori dov’è corto-tozzo-liscio-iperacido), e che il latte materno umano è ipoproteico al pari simile del succo d’uva e del succo d’arancia (non come il latte di mucca, 3 volte più proteico, o il latte di felino 6 volte più proteico, o il latte di topo 15 volte più proteico di quello umano).


Cosa fare in caso di crisi dovuta ad avvelenamento

Malattia significa emergenza e crisi. Crisi significa dover smaltire un avvelenamento che è andato oltre i limiti di massima tolleranza, più volte citati dal medico-igienista americano John Tilden (1851-1940).
Cosa fare in caso di crisi?
1) Stop immediato ad ogni ulteriore forma di avvelenamento (chiudere i rubinetti dell’inquinamento, dopo averli individuati con una cultura igienistica e non medico-farmaceutica).
2) Smaltire lo stock tossico antico e recente con espulsioni accelerate e intense di tossine mediante:
A) Riposo fisiologico a zero cibo e tanta acqua distillata (3 giorni digiuno fai-da-te, e oltre 3-giorni con adeguata assistenza digiunistica di sanitario vicino all’igienismo), B) Semidigiuno crudista a base di frutta per una settimana, C) Dieta vegana tendenzialmente crudista per chi non vuole ricadere nelle grinfie dell’avvelenamento grave.

Quali sono le forme più note e più gravi di avvelenamento?

1) Acidificazione del sangue, che il sistema immunitario contrasta facendo ricorso a tamponi antiacidi (prelevamento di calcio-osseina dalle ossa).
2) Putrefazione delle proteine animali, che all’interno del nostro organismo caldo-umido-chiuso diventano pus e creano parassiti e miasmi intestinali, con ovvie esalazioni stile topo-morto.
3) Fermentazione dei carboidrati intrappolati dai fattori putrefattivi, e trasformazione degli zuccheri in alcol.
4) Distruzione cibaria dei micronutrienti mediante calore (con proteine che coagulano, grassi che acreolinizzano, zuccheri che caramellizzano, minerali che si disorganicano, vitamine ed enzimi che letteralmente scompaiono).
5) Processi di leucocitosi digestiva e di emergenza immunitaria.
6) Processi di saccheggio interno micronutrienti da parte dei cibi devitalizzati e ladri.

Costipazione o stitichezza, madre di tutte le malattie

Alla fine, tutte le malattie sono riconducibili ad una sola, che è madre di tutte le patologie umane.
Si chiama costipazione, ed è accompagnata da scarsità di scorrimento liquidi, surriscaldamento e febbre gastrointestinale non rivelata dal termometro, stitichezza, infiammazione generalizzata, acidificazione generalizzata, disbiosi intestinale, rettocolite spesso ulcerosa.
Le digestioni pesanti, problematiche e difficili, rendono il sangue denso, viscoso, lipotossico, col cuore che fatica a pomparlo e opera in stato di ipertensione, di alto colesterolo, di alta omocisteina, di sbalzi neurovegetativi ed endocrini, di sbalzi insulinici, di insufficienza renale e di altre insufficienze meno note ma non meno pericolose.

Una società basata sul non-scorrimento e sul non ricambio delle acque

Parliamo dunque di costipazione e stitichezza, figlie di perverse tendenze al cibo proteico e sostanzioso, al cibo grasso, al cibo concentrato, al cibo cotto e salato, al cibo arricchito e dolcificato, al cibo integrato e vitaminizzato, al cibo innaturale e devitalizzato, al cibo privo della sua preziosa acqua biologica, della sua forza elettromagnetica, della sua carica enzimatica e natural-zuccherina.
A corollario di quanto sopra, la nostra è una società basata sul non-scorrimento delle acque, del sangue e della linfa.
La nostra è una società basata sulla non-ossigenazione, sulla non-alimentazione, sulla non-idratazione e sul non-ricambio veloce delle acque stantie e stagnanti.
Da cosa dipende lo scorrimento idrico

Lo scorrimento idrico corporale dipende dall’assunzione dell’acqua biologica di frutta e verdura al naturale (che non consumiamo più a sufficienza), e dagli idro-ritentori, tipo sale da cucina e integratori, pepe, spezie concentrate, dolcificanti, prodotti chimici e farmacologici, fumo di sigaretta, cibi cotti e concentrati (che consumiamo ormai in percentuali iperboliche).
Lo scorrimento ematico dipende dal cuore, ma prima ancora dall’efficienza bronco-polmonare e quindi dalla respirazione, mentre oggi la gente ha il respiro corto, reso tale dal tabacco, dalle ansie e dai timori, dalla scarsa vitalità e dalla carenza di entusiasmo. Lo scorrimento della linfa, diversamente da quello del sangue, non dipende tanto dal cuore quanto dall’attività fisica ed aerobica delle persone, che oggi non si muovono più come un tempo, e con la sedentarietà danno un’ulteriore mazzata alla salute.

La lezione di civiltà dell’antica Roma Imperiale

I nostri saggi e previdenti antenati romani, prima di costruire le stanze abitative di una casa, prima di costruire cucina e sala da pranzo, edificavano il lavatorium, il solarium, i bagni e persino il vomitorium.
Prima di costruire una strada, piazzavano i vespasiani ad ogni incrocio importante.
Oggi la gente pretende di vivere a secco, quasi vergognandosi delle proprie acque e di quanto esiste sotto la scorza e sotto le vesti colorate. La nostra è una società non soltanto falsamente spirituale e sostanzialmente sessuofobica, ma è anche urinofobica e coprofobica, dove si tende a nascondere i propri bisogni corporali, e persino a far scomparire le toelette.

L’umoristica corsa all’amuchina

In queste tendenze alla disinfestazione, alla asetticità, all’imbarazzo verso un corpo che produce virus fisiologici e batteri in continuazione, non è affatto estranea la medicina, con le sue campagne terroristiche a favore di un mondo sterilizzato, vaccinato, napalmizzato.
Batteri e virus vivono in simbiosi ed alleanza col corpo umano, e non certo in contrasto con esso.
Sono le malattie tossiche a provocare moltiplicazioni batteriche ed accumulazioni virali.
Ricordiamo l’umoristica ed ansiogena corsa all’amuchina, esaurita in ogni farmacia d’Italia, in occasione della ennesima falsa epidemia, chiamata suina o messicana.

Tenersi i veleni dentro fa molto male alla salute

Oggi la gente è costretta a tenersi tutti i veleni dentro.
Trovare una toeletta diventa spesso una fatica di Sisifo.
Si costruiscono strade con ristoranti e bar a ripetizione, scordandosi di adeguati servizi igienici.
E’ forse questa una discussione triviale, rozza, sboccata? O è invece una questione fondamentale?

L’importanza di quello che va fuori

E’ fondamentale perché nasce da un fatto semplice, veritiero, ovvio e naturale.
Nasce dal fatto che è più importante quello che va fuori di quello che va dentro.
Noi pensiamo che tutto sia facile e scontato. Succede invece che persino il comune bicchiere d’acqua minerale o di rubinetto, che ingeriamo in modo disinvolto, entra facile-facile, ma non va fuori con altrettanta rapidità, ma viene catturato, intrappolato e ritenuto.
Pensiamo se anziché acqua andiamo ad assumere caffè, the, alcolici, latticini, cole, sciroppi, farmaci e altre porcherie, quanta fatica faranno tali veleni prima di trovare una via di sbocco e di smaltimento.
Andare a fare malta

Se io vi parlassi a questo punto di ristoranti, di fiere del tartufo, dell’asparago o delle patate, tutti pronti a sorridere e a raddrizzare le orecchie, a chiedere data e località.
Ma se parlassi della fiera della cacca e dell’urina mi accusereste di essere volgare e scurrile.
Salvo che non la mettessi in termini di vignetta umoristica, parafrasando magari il mio amico Ezio che, quando deve andare in quel posto, dice O hai di là a fa’ malte (Devo andare a fare malta), memore del suo passato di imprenditore edile.

L’importanza dei servizi pubblici

Ben lungi da me l’intenzione di metterla sull’osceno.
Ben lontana da me l’idea di scandalizzare e di disgustare.
Ma una cosa è certa.
La pulizia di una persona non si misura coi saponi, coi dopobarba, con gli shampoo e i profumi che uno si riversa addosso, ma dallo stato del suo colon.
E la pulizia di un paese non si misura solo con la limpidezza dei suoi marciapiedi, con l’armonia e i colori delle sue aiuole, con la lussuosità dei suoi municipi, con la nettezza delle sue vie e delle sue piazze, ma dalla frequenza, dalla qualità, dalla funzionalità, dall’accessibilità, dalla gratuità delle sue toelette pubbliche e private.

La gente si metterà a orinare sui muri, oppure rinuncerà del tutto alla frutta

Il fatto è che le toelette diventano sempre più rare, scadenti, introvabili, insufficienti e fuori servizio, e questo succede particolarmente nei bus e nei treni moderni.
Scandaloso poi il fatto che nelle maggiori stazioni ferroviarie le toelette siano a pagamento, per cui c’è sempre più gente che ha tutti i buoni motivi per orinare sui muri e negli angoli delle stazioni stesse.
Avere un buon metabolismo e liberarsi fisiologicamente dell’acqua in più costa la modica cifra di 80 centesimi di Euro.
Come dire vietato mangiare frutta viva e invito sottinteso a consumare alimenti cotti, secchi, salati, devitalizzati, ovvero cibi costipanti e antidiuretici.

I malfunzionamenti ovvero le insufficienze

Una società surriscaldata, stitica, asfittica e boccheggiante, pornografica e sessuofobica nel contempo, è ovviamente una società profondamente malata, inefficiente, priva di benessere, di armonia e di serenità.
Una società caratterizzata da una serie di malfunzionamenti chiamati spesso in modo eufemistico insufficienze.
Il termine insufficienza è preso chiaramente dalla scuola dei tempi andati, dove con un voto inferiore al 6 si finiva rimandati a settembre, agli esami di riparazione.
Il fatto è che, in questo caso, le cosiddette insufficienze sono delle bocciature in tronco.

Insufficienza mentale e culturale

La prima insufficienza è di tipo mentale e culturale, ed è quella che porta ad ignorare il corpo umano e le sue conformazioni fisiche e biologiche, a sottovalutare il fatto evidente che si tratta di un corpo fruttariano, e che ogni motore funziona bene soltanto col carburante adatto al suo disegno tecnico, strutturale e biochimico.
Insufficienza respiratoria e cardio-circolatoria

La seconda insufficienza è di tipo respiratorio e cardio-circolatorio.
La gente ha in generale il respiro corto, non utilizza a fondo i suoi polmoni e quindi indebolisce la sua pompa cardiaca, compromettendo la circolazione del sangue, la mobilità della linfa e l’ossigenazione delle cellule.

Insufficienza emodinamica ed emochimica

La terza insufficienza è di tipo emodinamico ed emochimico, dove il sangue, mal filtrato da una milza spesso esaurita, corrotto e viscoso per colpa di una alimentazione accompagnata da pus, da acidi urici, da minerali inorganici, da farmaci e vaccini, costringe il cuore a lavorare sistematicamente in aritmia e in accelerazione forzata.

Insufficienza linfatica

La quarta insufficienza è di tipo linfatico, dove i capillari terminali, operanti in prossimità delle cellule,
risultano intasati e stagnanti per la scarsa mobilità di un sistema linfatico che può contare molto alla lontana sul ritmo pulsante della pompa cardiaca, e ancor meno può contare sulla pompa ideale del movimento muscolare, data la vita sedentaria del soggetto, che nell’era dell’automobile e delle comodità fisiche non ha troppa voglia di muoversi, di faticare e sudare, e vive semmai in simbiosi col motore e le ruote della sua vettura.

Insufficienza renale

La quinta insufficienza è di tipo specificamente idraulico e colpisce il sistema renale, in particolare i glomeruli, setacci microscopici rovinati dal grasso, dagli acidi urici, dall’ammoniaca, dalla creatina, e soprattutto dai minerali inorganici a struttura cristallina (come quella dei latticini, dei cibi cotti, delle tisane, delle acque minerali e delle bevande dolcificate e pastorizzate) e non colloidale (come quella della frutta e delle verdure crude).
Pure il sistema urinario, la vescica e la prostata, vengono coinvolte in questo disastro, conoscendo spesso, pure esse, i disastri della rimozione chirurgica.
L’insufficienza renale è quella più nota alla gente perché porta dritto-dritto alla dialisi e al trapianto.

Insufficienza epatica e pancreatica

La sesta insufficienza è di tipo epatico e pancreatico, e viene resa evidente dal sovradimensionamento, dalla ipertrofia, dalla infiammazione del fegato e del pancreas, organi costretti a superlavoro, con ghiandole come la cistifellea spesso interessata da calcoli e da malfunzionamenti, e vittima di anguste, disinvolte e irresponsabili rimozioni chirurgiche.

Insufficienza neurovegetativa

La settima insufficienza è di tipo neurovegetativo, dove il corpo preso nella morsa dei grassi, dei veleni delle acidificazioni e delle leucocitosi digestive, perde il suo bilanciamento naturale.
Stimolato da caffeine, theine, cadaverine, zuccheri, cole, alcol, passa disinvoltamente da regimi simpaticotonici accelerati a cadute vagotoniche e a situazioni di depressione.

Insufficienza ghiandolare

L’ottava insufficienza è di tipo ghiandolare, dove saltano via via tutti i parametri, tutti i termostati, tutti i recettori e tutti i meccanismi di auto-equilibrio, con la pituitaria esausta, la tiroide ballerina, il timo inguidabile e spesso rimosso chirurgicamente al pari della tiroide, le surrenali in ebollizione e gli organi sessuali fuori uso se non assistiti da stampelle biochimiche tipo cialis e viagra.

Insufficienza ossea

La nona insufficienza è di tipo osseo, dove i continui prelevamenti di osseina, usata come tampone alcalino di emergenza contro i continui attentati al pH fruttariano intoccabile del sangue umano, provocano svuotamento osseo, artrite ed osteoporosi, fenomeni combattuti dalla medicina con ormoni sintetici (notoriamente cancerogeni) e farmaci a base di fosfati (che vorrebbero ricostruire il tessuto osseo ma non lo fanno), con integratori di calcio (che non risolvono il problema ma lo aggravano portando a deficienze di altri minerali, e provocando calcificazioni improprie alle arterie e calcoli renali e biliari), e con paradossale spinta ai latticini (che sono la causa prima di acidificazione e di perdita di massa ossea).

Insufficienza immunitaria

La decima insufficienza è di tipo immunitario, dove il potere enzimatico-elettrico-minerale-ormonale del corpo ha subito troppe batoste alimentari, farmacologiche e vaccinatorie che si traducono in indebolimento cronico e decapitazione del sistema immunitario stesso.
Un sistema immunitario che non riesce più a gestire i vari strumenti dell’orchestra e a far fronte agli attacchi velenosi, per cui finisce per impazzire e fare solo danni, partorendo le cosiddette malattie auto-immuni e i vari tipi di allergie.

Insufficienza etica, estetica e spirituale

L’undicesima insufficienza è forse la più grave di tutte.
Trattasi di una insufficienza di tipo etico-estetico-spirituale, ed è quella di credere che degli esseri uguali a noi in tutto e per tutto, nel sangue, negli organi interni, negli occhi, nell’udito, nell’odorato, nelle paure, nelle emozioni, nella gioia e nel dolore, siano privi di coscienza e di anima, privi di diritto di vivere e di essere rispettati, solo per il fatto di avere quattro gambe anziché due, o per il banale dettaglio di essere ricoperti da pelo o da piume anziché da pelle nuda come noi medesimi.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

venerdì 15 ottobre 2010

UN IMPERO A RISCHIO DI BANCAROTTA


IMPORTANTE ARTICOLO DEL PROFESSOR TISH SULL'AMERICA ODIERNAUn

Lawrence A. Tish, professore di storia ad Harvard e autore di The ascent of money (l’ascesa della moneta), ha scritto pure un importante articolo su Newsweek del 7 dicembre 09. Un articolo che non piacerà di sicuro a Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve (succeduto a Greenspan), e tantomeno piacerà a Paul Krugman, preso pesantemente di mira. Non piacerà cioè ai due pilastri americani del pompaggio di denaro facile e abbondante nella stitica economia americana.

I GIOCHI NON SI FANNO A ROMA MA OLTRE L'ATLANTICO

Un pezzo davvero formidabile per comprendere in sintesi i dubbi, le prospettive, il futuro dell’America, ed anche quello del mondo intero. Non solo dal punto di vista strettamente economico e finanziario, ma pure da quello etico, ambientalistico e salutistico. È per questo che ho deciso di tradurlo, di sintetizzarlo ed interpretarlo, facendo attenzione a non modificare di una virgola e a non travisare in alcun modo il pensiero dell’autore. È fondamentale per noi italiani capire cosa succede al di là dell’Atlantico, e fare un po’ i conti in tasca a chi ci sta manovrando a bacchetta.

UNO SPACCATO CHIARO E DOLENTE SULL'ECONOMIA AMERICANA

Lo scopo di Tish è di presentare uno spaccato ecnonomico-finanziario-politico-strategico sulla situazione del’America di oggi, qualcosa che nemmeno rovistando tra le carte segrete della CIA si riuscirebbe a capire meglio. Chi ha poca pratica di cose economiche potrebbe trovarlo a tratti difficile, complicato, cervellotico e noioso. Ma, nell’assieme, l’articolo racconta fatti interessanti e comprensibili anche per chi non bazzica l’economia.

INVITO ALLA PRUDENZA E ALLA MORIGERATEZZA, RICORDANDO  FRANKLIN

Tish se la prende giustamente coi keynesiani di oggi, pronti a spendere di più e a indebitarsi di più senza limiti, pur di far marciare l’economia americana, in linea poi con quanto usava dire con prudenza e saggezza il grande Benjamin Franklin (He that goes a-borrowing goes a-sorrowing, ovvero chi va avanti a prestiti va avanti a disgrazie).

DURA POLEMICA COI KEYNESIANI DELL'AMMINISTRAZIONE OBAMA

Aggiungo che l’articolo di Tish rappresenta evidentemente le vedute contrapposte a quelle adottate dalla presente amministrazione e quelle del presidente della Federal Reserve, Ben Bernake, che la rivista Time ha nominato Person of the Year, proprio per il ruolo fondamentale e strategico che Bernake ha giocato al culmine della crisi finanziaria del 2009. È presto per dire chi ha torto e chi ragione in questa diatriba tra keynesiani e non-keynesiani.

PER CAPIRE LA GEOLOGIA STUDIA I TERREMOTI, PER CAPIRE L'ECONOMIA STUDIA LE DEPRESSIONI

Lo stesso Bernanke riconosce come la Federal Reserve stia subendo una notevole pressione da parte della politica. E ammette che, prender cura del sistema bancario e finanziario con visuale di lungo periodo comporti spesso azioni drastiche e impopolari, che ti rendono pure antipatico e odioso agli occhi della gente. Una delle massime di Bernanke è la seguente: "Per capire la geologia studia i terremoti, per capire l’economia studia le depressioni economiche".

ISLANDA, IRLANDA E INGHILTERRA GUARDATE DALL'AEREO

Se voli sull’Atlantico di oggi, in un giorno sereno e senza nuvole, puoi renderti conto geograficamente di cosa significhi crisi finanziaria a diversi livelli. Da una parte la minuscola e insignificante Islanda, e un po’ più a Sud appare la modesta e blanda Irlanda, con a fianco la già più consistente isola britannica.

CRISI ECONOMICHE, CRISI BANCARIE E CRISI FISCALI, SUBITE IN MODI ASSAI DIVERSI

Tutte terre ben delineate e di gran lunga inferiori dimensionalmente alla vasta realtà americana.
In queste quattro realtà economiche la crisi economica ha colpito con la medesima forza, sostanziandosi in una massiccia crisi bancaria, seguita da una massiccia crisi fiscale, con governi pronti a intervenire mediante provvedimenti di modifica e di sanatoria, operando forti interferenze sul mercato finanziario privato.

SONO LE CIFRE DELL'AMERICA A CONDIZIONARE LA REALTÀ MONDIALE

Ma le dimensioni contano molto, e rendono tali crisi superabili o disastranti a seconda del paese.
Le perdite derivate da questo crack sono infatti molto più gravi per i paesi piccoli, visto che essi non hanno le spalle protette da un PNL (prodotto nazionale lordo) enorme e malleabile come quello americano. Le cifre americane della crisi sono molto più appariscenti, dal punto di vista numerico.
E poi, francamente, chi se ne frega se Islanda e Irlanda parlano di collasso fiscale. A soffrire di tali disgrazie saranno gli isolani di quei due paesetti marginali, mentre il mondo andrà avanti come sempre per conto suo.

L'EGEMONIA ECONOMICA NON PUÒ PRESCINDERE DA QUELLA MILITARE

Se però a soccombere alla crisi fiscale fossero gli USA, come un crescente numero di esperti teme, allora l’intero equilibrio del potere economico globale potrebbe cambiare in modo drammatico.
Chiama gli USA come vuoi, superpotenza, egemone o impero ma, in ogni caso, la sua abilità di gestire al meglio le sue finanze è strettamente legata alla sua capacità di restare al potere come potenza militare globale.

L'INSEGNAMENTO DI KEYNES

John Maynard Keynes (1883-1946), teorico dell’intervento correttivo statale e dell’inflazione controllata, non esitò a spingere le contee e le municipalità americane a inventare anche lavori inutili e ridicoli durante la crisi del ’29, tipo far scavare delle buche lungo la strada a una squadra di operai, e farle semplicemente ricoprire di terra da quelli del turno successivo. Far lavorare la gente insomma, giusto per tenerla impegnata e dargli una paga di sussistenza.

I KEYNESIANI CANTANO VITTORIA CON TROPPO ANTICIPO

I discepoli odierni di Keynes sostengono che l’aumento del debito federale di circa un terzo, attuato dalla presete amministrazione, è stato indispensabile per evitare una seconda grande depressione tipo quella del ’29. Può anche essere che 1 US$ di spesa governativa si trasformi in domanda aggregata ben più vasta, in una specie di moltiplicazione biblica dei pani e dei pesci. Ma la critica sta dicendo che i benefici degli stimoli fiscali sono stati sopravvalutati e che il magico moltiplicatore è trivialmente piccolo ed insignificante.

LE PRIME CIFRE PARLANO DI CRESCITA SOSTANZIALMENTE PIÙ BASSA DEL PREVISTO

Diamo pure credito ai fautori dell’intervento statale. Le cifre positive di crescita USA del terzo quadrimestre 2009 sarebero state di sicuro più basse senza la spesa governativa. Una quota tra la la metà e i due terzi della crescita USA nel PNL è attribuibile ai piani statali di supporto al credito, e di sussidio agli acquirenti di una prima casa. Ma siamo tuttora ben lontani da un recupero sostenibile.
Le cifre del terzo quadrimestre, che parlavano di una crescita del 3,5% sono appena state ritoccate verso il basso al 2,8%. E questo non sorprende nessuno.

LO STIMOLO GOVERNATIVO RISULTA LONTANO DAL DEFICIT CHE INTENDE COPRIRE

È noto che, per rendere operativo uno stimolo, serve un contemporaneo cambio radicale nella politica creditizia da parte del settore pubblico. Dal momento che il governo federale stava già operando in deficit, e dal momento che i singoli stati stanno già aumentando le tasse e tagliando le spese, la misura reale dello stimolo è vicina al 4% del PNL. Un 4% che, suddiviso nel triennio 2007-2010, risulta ben lontano dall’attuale deficit americano dell’11,2%.

UN DEFICIT MAI VISTO NEGLI ULTIMI 60 ANNI, E SUPERIORE A QUELLO DELLA SITUAZIONE BELLICA DEL 1942

Andiamo pure ad analizzare il costo di questo mutato stimolo. Il deficit per l’anno fiscle 2009 risulta essere superiore a 1,4 trilioni di US$, circa l’11% del PNL, secondo il CBO (Congressional Budget Office). Parliamo del più grosso deficit mai visto negli ultimi 60 anni di storia americana, più grave persino del deficit del 1942 che era un anno di enorme finanziamento bellico. Un deficit di guerra in tempo di pace, insomma.

NON È IL CASO DI PARAGONARE IRAQ E AFGHANISTAN ALLA SECONDA GUERRA MONDIALE

D’accordo che abbiamo l’Iraq e l’Afghanistan, con significativa presenza di truppe in quelle regioni, ma parliamo di conflitti regionali, non certo paragonabili a una guerra mondiale. Conflitti regionali che hanno dato, tutto sommato, un modesto contributo alla presente tempesta fiscale americana, assorbendo l’1,8% del PNL, volendo prendere per buone le stime cumulative pubblicate dall’economista Joseph Stiglitz nel febbraio 2008.

CIFRE IN COSTANTE AUMENTO PEGGIORATIVO

E, nota bene, quei 1,4 trilioni di dollari sono solo una cifra iniziale di partenza. Secondo le recenti proiezioni del CBO, il deficit federale declinerà dall’11,2% del PNL di quest’anno (2009) al 9,6% del 2010, al 6,1% del 2011, e al 3,7% del 2012, continuando a stare sopra il 3% negli anni a seguire.
E tutto questo riguarda il deficit di bilancio, ovvero la differenza tra uscite ed entrate statali.

NON SI VEDE FINE ALL'INDEBITAMENTO STATALE AMERICANO

Va segnalato però che, nel frattempo, il debito totale assunto dalla stato in dollari aumenta dai 5,8 trilioni del 2008 ai 14,3 trilioni del 2009, vale a dire dal 41% al 68% del PNL. In altre parole non si vede all’orizzonte una fine a questa tendenza all’indebitamento statale. A meno che non si taglino le spese o si aumentino sostanzialmente le tasse, non ci sarà mai nel prevedibile futuro un bilancio statale equilibrato e onesto.

CIFRE DA FARE SPAVENTO

Ipotizzando che io viva altri 30 anni e segua i miei nonni che finirono nella tomba a 75, arriverò all’anno 2039. A quel punto, il debito federale, seguendo le proiezioni del CBO, avrà raggiunto il 91% del PNL. Niente di cui preoccuparsi, rispondono gli economisti spendaccioni tipo Paul Krugman.
Nel 1945 la cifra era addirittura a livello 113%. Questi discorsi non mi convincono. Troppo grandi le differenze tra gli USA del 1945 e gli USA del 2039.

IL CANCRO DEL DEBITO PUBBLICO NON POGTRÀ MAI DECLINARE

Consideriamo pure lo scenario prospettato dal CBO, il debito potrebbe toccare il 215% nel 2039.
Ciò significa più del doppio della produzione totale annua dell’intera nazione americana. La crescita annua prevista del PNL secondo il CBO sarà del 2,3% per i prossimi 30 anni. L’implicazione è pertanto chiara, e ci garantisce che, sotto nessun plausibile scenario, il cancro del debito pubblico americano declinerà.

ASSICURAZIONI E SISTEMA SANITARIO

Un altro buon esercizio è quello di calcolare il presente valore netto delle Assicurazioni Locali (Social Securities, prive di fondi a copertura) e del sistema sanitario (Medicare System). Una recente stima valuta tutto questo a 104 trilioni, ovvero 10 volte il debito dello stato federale sopra accennato.
Non sudate, calmatevi! rispondono i keynesiani, Possiamo finanziare facilmente quella cifra di
1 trilione di US$/anno di nuovo debito governativo.

L'ESEMPIO DRAMMATICO DEL GIAPPONE È SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI

Ma, se guardiamo a cosa è successo in Giappone, c’è poco di che stare allegri. I privati proprietari di case, e le istituzioni finanziarie private, hanno finanziato l’esplosione del debito pubblico nipponico (oltre il 200% del PNL) durante le due decadi perdute di crescita zero, iniziata col 1990. E in America siamo messi ancora peggio.

SCARSO INTERESSE DELLA GENTE PER I FONDI PUBBLICI

I privati americani hanno venduto Buoni del Tesoro su scala massiccia nel secondo quadrimestre del 2009, mentre gli acquisti di Mutual Funds sono stati modesti (142 miliardi), e gli acquisti di Fondi Pensioni e di Fondi Assicurativi sono stati addirittura triviali (12 miliardi e 10 miliardi rispettivamente).
La chiave di tutto è rappresentata dunque dalle banche.

GLI UNICI CLIENTI DI RILIEVO SONO LA FEDERAL RESERVE E GLI INVESTITORI STRANIERI

Correntemente, la quota bancaria destinata a mutui governativi sta all’incirca sul 13%, che è una quota storicamente bassa. Se tale quota tornasse al livello degli anni ’90, le banche potrebbero assorbire 250 miliardi di dollari/anno in acquisti di obbligazioni governative. Ma esiste un grande se. Infatti, in ottobre (2009) le banche si sono liberate di tali obbligazioni. Il che significa che rimangono due potenziali compratori. La Federal Reserve, che ha assorbito la quota più grossa del secondo semestre, e gli investitori esteri, che hanno acquistato 380 milioni di dollari.

PER FORTUNA C'È PEKING

Gli analisti della Morgan Stanley hanno fatto i loro bravi calcoli concludendo che, nell’anno finanziario che si chiude nel giugno 2010, ci potrebbe essere una caduta di domanda di 598 miliardi, circa un terzo delle nuove emissioni previste. Naturalmente, i nostri amici di Pekino potrebbero cavalcare e guidare il recupero, incrementando ulteriormente il loro già vasto capitale in debiti governativi USA. Negli ultimi 5 anni hanno ammassato riserve internazionali denominate in dollari per cifre sbalorditive e mai viste, soprattutto come intervento strategico a impedire che la valuta cinese (lo Yuan) si apprezzi contro il dollaro compromettendo le loro esportazioni.

LA CASA BIANCA NON STA PIÙ A WASHINGTON, MA A RIDOSSO DELLA GRANDE MURAGLIA

Al momento attuale, la Repubblica Popolare Cinese detiene il 13% delle obbligazioni statali e delle banconote americane. Al culmine di questo processo di accumulazione riserve nel 2007, la Cina stava assorbendo qualcosa come il 75% delle emissioni obbligazionarie del governo americano (come dire quasi che la Casa Bianca, più che a Washington, sta a Pekino).

PAGARE IL 7% DEL PNL OGNI ANNO, A TITOLO DI INTERESSI, SAREBBE COSA GRAVISSIMA E INSOSTENIBILE

Ma, nel mondo della finanza internazionale, non esistono regali. Se questa tendenza dovesse continuare, il deficit corrente del Tesoro USA potrebbe salire al 15% del PNL per il 2030, e l’indebitamento col resto del mondo potrebbe toccare il 140% del PNL. In tale scenario gli USA dovrebbero sborsare qualcosa come il 7% del PNL ogni anno ai creditori esteri, per soddisfare i debiti americani contratti fuori dagli States. È realistico pensare che tutto ciò avvenga? Ho i miei dubbi.

LAMENTELE DEI CINESI E DEPREZZAMENTO PROGRESSIVO DEL BIGLIETTO VERDE

Intanto i cinesi si stanno già lamentando per l’eccesso di dollari in loro possesso. In secondo luogo un significativo deprezzamento del dollaro sembra più probabile, dal momento che gli USA stanno sfruttando al massimo il loro privilegio mondiale, unico ed esclusivo, di indebitarsi nella propria valuta, per cui possono stampare denaro a piacimento, secondo le scelte operate finora dalla Federal Reserve.

LA COERENZA DI KRUGMAN COME ECONOMISTA VA SOTTO I TACCHI

Ora, voglio citare una frase importante: La mia previsione è che i politici saranno tentati di risolvere la crisi fiscale nel solito irresponsabile modo prescelto normalmente dai governanti, e cioè quello di stampare facile denaro, sia per soddisfare le spese correnti e le scadenze urgenti, che per inflazionare (e abbassare il vecchio debito globale), facendo uno sconto enorme e comodissimo ai propri debiti.
E’ una frase condivisibile, trasparente e ragionevole. La cosa sorprendente è che a pronunciarla nel marzo 2003 non fu Fidel Castro ma lo stesso Krugman, il più rappresentativo dei profeti keynesiani.
Un anno dopo, egli comparava il deficit USA (che era arrivato al 4,5% del PHL) a quello fallimentare dell’Argentina.

CAMBIO DI PARTITO E CAMBIO DI TEORIE

È forse la situazione economica cambiata così drasticamente, per far sì che lo stesso Krugman ritenga oggi che siano stati i deficit di bilancio a salvare gli USA, e che servano deficit ancora più pesanti per gli anni a venire? Forse l’America è davvero cambiata. Nel senso che è cambiato il partito al potere.

LE DUE SOLUZIONI FINALI SONO IL FALLIMENTO O UNA SPIRALE INFLAZIONISTICA CHE ANNIENTI I VECCHI DEBITI

La storia insegna che ogni massiccia crisi finanziaria viene seguita da massicce crisi fiscali. Al verificarsi di queste esplosioni debitorie, sono solo due le cose che possono succedere: un fallimento valutario (quando il debito è in valuta straniera), o una spirale di alta inflazione che manda i creditori fuori giri, facendo dimagrire spaventosamente il loro credito. Un po’ la situazione tedesca con cartoline dal francobollo di 1 milione di marchi.

SI PROFILA UN EVIDENTE DECLINO IMPERIALE

La storia di tutti gli imperi europei è colma di episodi di questo genere. Fallimenti seriali e inflazione alta sono sintomi sicuri di un declino imperiale. Nel caso dell’America è improbabile un fallimento sui propri debiti, visto che essi sono tutti in dollari, e visto che siamo bravissimi a stamparne sempre di nuovi.

I GIOCHINI DELLA FED PORTANO LA GENTE A RIFUGIARSI NELL'ORO

La questione chiave allora è se andremo a finire con la FED che stampa denaro, che compra obbligazioni del Tesoro nuove di zecca pagandole con banconote nuove di zecca, e con la solita solfa dei prezzi che vanno alle stelle, mentre le situazioni debito-creditorie si sbriciolano e si dissolvono.
È uno scenario che molti investitori nel mondo temono. Questo è il motivo per cui si stanno liberando della nostra valuta e vendono volentieri i dollari accumulati, preferendo rifugiarsi nel più sicuro oro.

NON PREVEDO AFFATTO UN PERIODO DI STAGFLAZIONE

Dal mio punto di vista, l’inflazione resta una prospettiva piuttosto remota. Con la disoccupazione sopra il 10%, coi sindacati deboli e divisi, con grosse capacità manifatturiere sottovalutate, non esistono le pressioni adatte a portare a una stagflazione stile anni ’70, con bassa crescita e prezzi alti.

TIMORI PER UN INSIDIOSO AUMENTO DEL TASSO DI INTERESSE REALE

C’è semmai un altro scenario, che per altri versi è ancora peggiore di quello inflattivo. Possiamo infatti trovarci di fronte a un aumento del tasso di interesse reale (che è dato dal tasso di interesse sottratto del tasso di inflazione). Secondo le ricerche empiriche di diversi economisti come Peter Orszag (dell’Office of Management and Budget), aumenti significativi del tasso di indebitamento, rispetto al PNL, tendono a far lievitare il tasso di interesse reale.

L'IPOTESI DI INTERESSE NOMINALE IN AUMENTO E DI INFLAZIONE DECRESCENTE

Uno studio recente ha concluso che un tasso del 20% di aumento del debito governativo, rispetto al PNL, potrebbe portare a un aumento di 20-120 punti base (cioè 0,2 – 1,2%) nel tasso di interesse reale.
Questo può succedere in uno dei 3 seguenti casi: A) Il tasso di interesse nominale aumenta e l’inflazione resta stabile, B) Il tasso di interesse nominale resta stabile e l’inflazione decresce, C) Il tasso di interesse nominale aumenta e l’inflazione decresce (ed è questo il caso peggiore).

ESEMPI DEL PASSATO E DI OGGI DIMOSTRANO CHE IL TASSO REALE SFUGGE DI MANO VERSO L'ALTO

Al momento attuale i keynesiani negano che questo possa accadere. Ma l’evidenza storica è contro di essi. Esistono diversi casi del passato, come quello della Francia anni ’30, dove gli interessi nominali aumentarono persino in periodi di deflazione (o di diminuzione inflattiva). Questo fenomeno sta pure accadendo ai giorni nostri in Giappone. La scorsa settimana il ministro nipponico delle finanze Hirohisa Fuji ha ammesso le sue preoccupazioni sul recente aumento dei tassi di interesse dei fondi governativi Japan Bond Yields, riconoscendo che il Giappone era di nuovo in situazione deflattiva dopo 3 anni di modesti incrementi nei prezzi.

QUESTO SIGNIFICHEREBBE UN COSTO DEL DENARO PIÙ ALTO E UNA CRISI DISASTROSA

Non è affatto garantito che la stessa cosa non possa succedere in America. Gli investitori stranieri potrebbero benissimo chiedere un aumento nominale del tasso di interesse dei Buoni del Tesoro, a compenso del dollaro in fase calante. E l’inflazione potrebbe continuare a sorprenderci in fase di caduta.
Dopotutto, l’inflazione dei prezzi al consumo è attualmente su valori negativi. Perché dovremmo temere un aumento dei tassi di interesse reale in accoppiata con l’inflazione? La risposta è che, per un governo pesantemente indebitato, e per una popolazione ancor più pesantemente indebitata, ciò significherebbe un costo del denaro ricevuto in prestito ancora più alto.

SE CALA LA CREDIBILITÀ L'INTERO PAESE SPROFONDA

Già gli interessi passivi del governo federale sono previsti in salita dall’8% del 2009 al 17% del 2019, persino se i tassi restano bassi e la crescita riprende. Se i tassi aumentano leggermente e l’economia boccheggia, gli interessi stanno poco ad andare al 20%, e la storia insegna che, quando spendi il 20%, ossia un quinto delle tue entrate, per pagare il debito pubblico, sei con un piede nella fossa. È troppo facile ritrovarti in un circolo vizioso di diminuita credibilità. Gli investitori non credono più alle tue effettive capacità di far fronte ai tuoi debiti, e così caricano interessi passivi ancora più alti, rendendo la situazione ancora più insostenibile. Questo discorso vale sia per i paesi piccoli che per le superpotenze.

SIAMO DUNQUE AL DECLINO DELL'IMPERO AMERICANO

Il pagamento di interessi passivi si mangia parte del bilancio statale e parte della famosa torta.
Alla fine, lo stato deve ricorrere al taglio delle spese militari.Prova ne è che, nei presenti piani del Pentagono, le spese per la difesa sono fissate in diminuzione rispetto all’attuale livello del 4%, scendendo al 3,2% del PNL nel 2015 e al 2,6% per il 2028. Questo significa chiaramentre il declino dell’impero.

RIDURRE LE SPESE MILITARI SIGNIFICA PERDERE LA LEADERSHIP MONDIALE

Si comincia con una esplosione del debito e si finisce con una inesorabile riduzione delle riserve per le Forze Armate, per la Marina e l’Aviazione. Questi sono i motivi per cui gli elettori americani hanno ragione a preoccuparsi della crisi debitoria degli Stati Uniti. Il 42% degli americani sostiene che il taglio netto del deficit alla metà del suo importo, entro la fine della prima amministrazione Obama, dovrebbe essere il più importante compito del governo. Una percentuale molto più alta di quel 24% che sostiene essere la riforma sanitaria la priorità assoluta del paese.

SE NON SI PARIFICA IL BILANCIO NEL GIRO DI 5-10 ANNI ANDREMO VERSO UNA INESORABILE CADUTA

Ma il dimezzamento del debito pubblico non è sufficiente. Se gli USA non riescono ad elaborare un piano credibile di ripristino dell’equilibrio, con parità tra entrate e uscite nel budget federale nel giro di 5-10 anni, il pericolo che la crisi debitoria porti a un irreversibile indebolimento del potere americano nel mondo diventa assai concreto.

LA STORIA È PIENA DI SIGNIFICATIVI ESEMPI

La monarchia spagnola fallì su tutti i suoi debiti 14 volte tra il 1557 e il 1696, e dovette pure soccombere alla scoperta dell’argento nell’America Latina. La Francia pre-rivoluzionaria spendeva il 62% delle entrate reali in interessi passivi nel 1788. L’Impero Ottomano si frantumò nello stesso modo, con interessi privati e ratei di ammortamento che aumentavano dal 15% del budget nel 1860 al 50% nel 1875. Per non dimenticare l’ultimo Impero Britannico, che negli anni interguerra consumava ed erodeva il suo budget con interessi passivi del 44%, impedendo il suo riarmo di fronte alla minacciosa crescita della Germania Nazista.

L'ARITMETICA FATALE DELLA SCONFITTA

Possiamo inquadrare benissimo tali casi come esempi di aritmetica fatale dei declini imperiali.
Senza una radicale riforma fiscale, tale perverso meccanismo potrebbe trovare il suo prossimo cliente proprio negli Stati Uniti d’America, è la preoccupata conclusione del professor Tisch.

PER CAPIRE LE GUERRE STUDIA BENE CHI LE FOMENTA

Per capire l’economia studia le depressioni economiche, dice Bernanke? Per capire le guerre studia bene chi le fomenta, le stimola e le manovra, aggiungiamo noi. Dalle atomiche sulle città giapponesi, al napalm sui villaggi vietnamiti, ai proiettili all’uranio dei Balcani (con molti militari italiani finiti malissimo), al fosforo sulle città irachene, ai gas nervini forniti a Saddam prima di scalzarlo ed impiccarlo, alle armi terroristiche dell’Aids promosse da ex-presidenti come Clinton, e dei vaccini Tamiflu prodotti da suoi ministri come David Rumsfeld, sfruttando governi e ministeri fantoccio di 200 repubbliche mondiali delle banane.

OCCORRE SEMPRE RISPETTARE L'IDENTITÀ E LA CULTURA DEI POPOLI

Questa è, ci spiace doverlo riconoscere, l’America odierna, un paese che pretende di controllare i destini del mondo e di imporre, con le buone o le cattive, i suoi diktat e il suo modello di civiltà.
Anche in Afghanistan, come in Iraq, gli americani pretendono di imporre i loro schemi, con la
Coca-Cola al posto delle spremute di melograno, e coi fast-food al posto dei mercanti di meloni e di datteri. Il terrorismo stile Bin Laden, e le intemperanze stile Khomeini, si combattono sul piano culturale e su quello della diplomazia, disattivando sì con efficacia il terrorismo, ma rispettando in ogni caso l’identità e la cultura dei popoli. L’esempio dell’Unione Sovietica, sbriciolatasi per implosione ideologica, pare non aver insegnato nulla all’America.

L'AMERICA STA COMMETTENDO GRAVI ERRORI DI PENSIERO, DI CALCOLO E DI AZIONE

In Afghanistan, l’America non opera in difesa della pace, della civiltà e del progresso, ma sta invece compromettendo irreparabilmente la convivenza pacifica tra Occidende e Oriente.
Tutto questo non certo in nome di sani principi e di superiori ideali, ma solo per la sua crescente fame imperialistica.

CLINTON, GATES, SOROS, RUMSFELD E MONSANTO NULLA DI MEGLIO E DI PIÙ CIVILE HANNO RISPETTO AI CAMMELLIERI E AI BEDUINI DEL DESERTO

Non solidarizziamo in alcun modo coi Talebani che cannoneggiano i templi buddhisti, con le bande terroristiche che organizzano attentati, coi paesi insidiosi ed illiberali tipo la Korea e l’Iran, o con regimi tardo-comunisti di alcun genere. Nessun anti-americanismo preconcetto e di maniera. Non siamo affatto nemici dell’America nell’assieme, grande paese tuttora ricco di valori e non solo di magagne. Ma questo non ci impedisce di esprimere la nostra disaffezione verso quanto sta accadendo.

NON È QUESTIONE DI DESTRA O DI SINISTRA, MA QUESTIONE DI COSCIENZA

Non occorre nemmeno appellarsi a concetti tipo destra, sinistra o centro, per convenire sul fatto che i soldati italiani, indipendentemente dallo spirito che anima le loro missioni, non siano oggi da quelle parti per la difesa della libertà e della democrazia, ma solo per la difesa degli ideali di dominio mondiale di gente come Clinton, Gates, Soros, Rumsfeld, Obama, Monsanto, Smithfield e Rockefeller, che per molti aspetti nulla hanno di meglio e di più civile dei cammellieri e dei beduini dell’Afghanistan.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo



SERENITÀ E FIDUCIA SONO GIÀ DEI RISULTATI


LETTERA

Da tre settimane a regime vegano-crudista

Caro Valdo, ormai sono tre settimane che mia moglie è a regime vegetariano crudista, con qualche piccolo peccato di gola, tipo la pasta di farro.
Abbiamo comperato il libro, e mi è piaciuto tantissimo leggerlo.
Mi ha dato nuove prospettive su molte cose riguardanti l’alimentazione.

Sto seguendo pure io, con meno rigore, e i risultati arrivano

Volevo ringraziarti e dirti che pure io, sebbene più lontano da lei, e ancor più lontano dall’igienismo indicato e descritto da te, sto riscontrando notevoli risultati psico-fisici grazie al fatto di aver eliminato da subito carne, latte e uova, e avendo ridotto drasticamente la quota caffè, mantenendone uno solo al giorno, almeno per adesso.

Siamo più sereni e fiduciosi

Sebbene siamo ancora presi da preoccupazioni per il sospetto di cisti endometriosa, non abbiamo fatto nessuna ecografia dopo quella del 13 Agosto, e tutto sommato siamo più sereni e fiduciosi.
Stiamo pensando di farvi visita a Gandino.
Il problema è che sono strapieno di impegni, sono pigro nel muovermi e non mi piace viaggiare.
Ma, se capita l’occasione, verrò a salutarti.

In contatto con Carmelo Scaffidi

Ho parlato con Carmelo Scaffidi.
Lui in Sicilia ci viene molto di rado e velocemente. Ho parlato con lui e mi ha invitato a Bergamo.
Spero di farcela una volta o l’altra.
Ci tenevo comunque a dirti, con tanto di cuore, grazie.
Alfio e Rosy

*****

RISPOSTA

Siete semplicemente sulla strada giusta

Ciao Rosy e ciao Alfio. Siete sulla strada giusta.
Serenità e fiducia sono ingredienti indispensabili per la vita.
Non è per niente produttivo e logico vivere in stato di ansia ed apprensione per una sospetta cisti endometriosa.

Pensate dunque a perfezionare le vostre scelte dietologiche e comportamentali

Concentrate ogni vostra attenzione sul miglioramento della dieta, della respirazione e dei comportamenti salutistici di contorno.
Non è indispensabile fare un lungo viaggio fuori dalla vostra stupenda isola.
E’ più importante trovare il tempo per dedicarvi a voi stessi, per riflettere, meditare, e fare in modo che il sangue scorra veloce e faccia il suo lavoro a dovere, e che le digestioni siano sempre leggere, piacevoli e rlassanti.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

martedì 12 ottobre 2010

UNA DISPETTOSA DERMATITE CHIAMATA VITILIGINE

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11 Ottobre 2010

UNA DISPETTOSA DERMATITE
CHIAMATA VITILIGINE


LETTERA

Scettico ma non troppo

Lei è straordinario e, nonostante io sia un inguaribile scettico, credo in quello che dice.
Perché ha un fondamento logico prima che scientifico.
Alcuni giorni fa le ho mandato richiesta di aiuto per la mia vitiligine.
Lei mi ha gentilmente risposto con dei consigli che già seguo.
Sto leggendo il suo libro Alimentazione Naturale che analizzerò a fondo, come d’altronde faccio con ogni sua tesina.

Una vitiligine apparsa dopo la separazione

Le chiedo solo una cortesia. Qualora non fosse già incluso nel suo citato testo, potrebbe elaborarmi un programma, il più possibile mirato, da seguire per la vitiligine?
So che le rompo le scatole, ma ho letto di successi sulla psoriasi e sulle dermatiti, mentre non c’è nulla sulla vitiligine, una malattia che assilla la mia tranquillità mentale da 10 anni, ed è comparsa dopo la separazione da mia moglie.
O crede che non risponda bene come le altre patologie dermatologiche, essendo una malattia piuttosto dispettosa?

Da due settimane ho iniziato un nuovo percorso alimentare

Al momento, come mi ha consigliato in precedente mail, ogni mattina sto assumendo come colazione un centrifugato di 6 carote, un gambo di sedano e una mela, seguito da spuntini di frutta a metà mattina e metà pomeriggio, mentre sto con verdure crude e cereali a pranzo e cena.
Da due settimane non mangio carne.
Grazie per quello che sta facendo.
Domenico

RISPOSTA

Cos’è la vitiligine

La vitiligine è una dermatite caratterizzata dalla perdita del naturale pigmento della pelle, ovvero della melanina, con formazione di antiestetiche macchie o chiazze bianche sulla cute.
Ad essere colpiti sono i melanociti, cellule che si trovano all’interno dell’epidermide, che è lo strato più esterno della pelle e ci protegge dai raggi solari.
Il meccanismo causativo è sconosciuto alla medicina, anche se è stata documentata una maggiore incidenza della malattia su individui soggetti a stress emotivi.
Ci sono 2 milioni di persone sofferenti, di cui la metà di esse bambini e ragazzi, negli Stati Uniti.

Origini sconosciute e incongruenti proposte terapeutiche

La vitiligine si manifesta in zone cutanee esposte al sole, come il volto, le mani, le pieghe della pelle, i gomiti, le ginocchia, la pelle intorno agli occhi.
Trattasi di una malattia autoimmune e la medicina riconosce la sua impotenza a risolverla.
Propone però ugualmente creme cortisoniche, farmaci ad azione immunomodulante e fotosensibilizzante, nonché prodotti solari protettivi.
La malattia colpisce principalmente le zone cutanee non abbronzate, tendendo ad allargarsi.

Un trauma emotivo alla base di questo specifico caso

Testimonianza della sua patogenesi autoimmunitaria è la presenza, negli individui colpiti, di altre patologie autoimmuni a carico della tiroide e della mucosa gastrica (che però non incidono col decorso della vitiligine).
Ma nel caso specifico qui segnalato è evidente lo shock emotivo rappresentato dalla rottura presumibilmente drammatica di un rapporto familiare.

Che c’entra la dieta con la psiche?

Che senso ha dunque puntare ad un cambiamento dietologico e comportamentale, quando la causa della patologia sta in uno stress emotivo? Non sarà più sensato operare a livello di psiche?
Queste potrebbero essere le obiezioni al nostro suggerimento di adottare una dieta vegana e tendenzialmente crudista anche in questo tipo di situazione.
Rispondiamo dicendo che esistono migliaia di persone al mondo che si separano e che subiscono il medesimo trauma emotivo, ma che solo una manciata di esse svilupperà eventualmente la vitiligine.

Esorcizzare la stitichezza equivale rimettere ordine nell’organismo

Nulla di magico e di guaritivo nella frutta e nella verdura in sé.
Soltanto il fatto che, in tutte le patologie umane, impera una causa comune e universale che si chiama stitichezza, indipendentemente dalle circostanze scatenanti che possono essere di tipo traumatico, emotivo, psicologico, climatico o ambientale.
La dieta purificante, associata ad altri fattori come la buona respirazione, il movimento intenso ed aerobico, il sole, la giusta postura mentale, permetterà al sistema immunitario di rinforzarsi e di riportare una ventata di ordine e di efficienza all’interno dell’organismo.
Come è venuta, così la vitiligine se ne dovrà andare, senza ombra di dubbio.
Nessuna differenza tra psoriasi e vitiligine, in tema di guaribilità

E’ chiaro che un riequilibrio a livello mentale ed emotivo, un dimenticare le tensioni e i dispiaceri legati alla rottura di quel rapporto, un recupero di fiducia e di autostima, sono tutti fattori ugualmente importanti e sinergici per sconfiggere questo particolare caso di squilibrio.
Non va mai dimenticato un fatto, e cioè che la pelle è un organo del corpo umano, operante in completa armonia col corpo stesso, per cui un miglioramento generale della salute e una purificazione del sangue non possono non ripercuotersi positivamente sulle condizioni specifiche di ogni organo, incluso la pelle.
E’ proprio il caso di dire che, come il crudismo guarisce la psoriasi, così potrà fare per la vitiligine.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

TROMBOCITEMIA ESSENZIALE, PIASTRINOSI E MILZA INGROSSATA


LETTERA

Grazie al suo blog, in due sole settimane, ho risolto un’infiammazione prostatica

Egregio dottor Valdo, la conoscenza del suo blog, e quindi delle sue tesine, è piuttosto recente, ma è stato amore a prima vista. L’adozione di questo corretto stile di vita mi ha portato in circa due settimane a porre rimedio ad una congestione prostatica, rifiutando gli antibiotici e gli antinfiammatori che l’urologo mi aveva rigorosamente prescritto.

Ho adottato la sua dieta five-per-day senza alcuna fatica

Tutto sommato non ho fatto fatica ad adottare questa alimentazione naturale, basata sui 5 pasti di frutta durante la giornata, e corredata da pranzo e cena con importanti piatti di verdura cruda.
Forse eccedo ancora nel cotto, e mi riferisco ai minestroni di verdure con farro, lenticchie e fagioli, mentre concludo correttamente con mandorle e pinoli e, quando ne sento voglia, con datteri, fichi secchi e uva sultanina.

Mi interessa completare il quadro, e sono in attesa del suo testo Alimentazione Naturale

Sto aspettando con grande interesse il suo libro che ho ordinato in libreria, al fine di apportare tutti i ritocchi eventualmente necessari alla mia dieta, ed anche per conoscere quali integrazioni fresche e naturali inserire, visto che ogni domenica pratico per circa quattro ore il ciclismo su strada.

Ho un problema che si chiama trombocitemia essenziale

C’è anche una patologia che vorrei risolvere. Sono affetto da una malattia rara che si chiama trombocitemia essenziale, dove il mio midollo osseo produce senza ragione più piastrine del necessario. Malattia scoperta nel 2007 da un controllo di routine, con piastrine a 600.000, contro le normali 200-400.000. Ora sono a livello 1.000.000, senza però accusare nessun sintomo.

Per l’ematologo la via è quella del farmaco

Fino ad ora l’ematologo presso il quale sono in cura mi ha prescritto solo il controllo ogni due mesi dell’emocromo, in quanto non erano presenti altri fattori di rischio tipo obesità, pressione alta, fumo, colesterolo fuori norma, episodi trombotici o vascolari. L’unico rischio è rappresentato dall’età.
Ho compiuto recentemente 60 anni, e questo per la medicina è fattore di rischio.
E’ probabile che verso la fine dell’anno mi verrà richiesto di assumere un chemioterapico (idrossiurea) con l’obiettivo di eliminare le piastrine in eccesso, e di scongiurare il rischio di trombi, ictus e infarto.

Tra il crudo, il vegano e lo zenzero, c’è modo o no di evitare la terapia chimica?

Ma, se con una alimentazione fruttariana-crudista il sangue rimane fluido, e se ai miei centrifugati aggiungo anche lo zenzero, per eliminare l’aggregazione piastrinica, non pensa che si possa schivare la necessità del farmaco? In attesa di suo prezioso consiglio, la saluto cordialmente.
Michele

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RISPOSTA

Cosa sono le piastrine

Le piastrine sono piccole masserelle protoplasmatiche della grandezza di 2-3 micron, incolori, presenti nel sangue normalmente da 150 a 400.000 per mmc, originate nel midollo spinale da grandi cellule dette megacariociti, e indispensabili per la coagulazione del sangue.
Tra i vari equilibri di un corpo umano funzionante regolarmente, c’è l’emostasi, un processo fisiologico finalizzato al controllo delle emorragie, a cui concorrono in sinergismo la parete dei vasi lesionati, le piastrine e un complesso di proteine (fattori della coagulazione, anticoagulanti naturali, proteine del sistema fibrinolitico).

Le piastrine vengono originate nel midollo, nel polmone e nella milza

Il sistema è organizzato con meccanismi di autoregolazione e di controllo mediante una specie di bilancia emostatica tra emorragia (deficit piastrinico o piastrinopenia) e trombosi (eccesso piastrinico o piastrinosi). I megacariociti che originano le piastrine si trovano in prevalenza nel midollo, ma anche nel sangue periferico e in organi quali la milza e il polmone, dove si svolge una piastrinopoiesi tutt’altro che irrilevante, pari a circa il 10-15% dei 200 miliardi di piastrine prodotte quotidianamente.

La piastrinosi e le sue cause

La sideropenia, qualunque ne sia la causa, è la prima responsabile di piastrinosi, ma soprattutto nei casi leggeri. Altro motivo è l’alimentazione carnea (dopo ogni pasto carneo si verifica non solo una leucocitosi, come da esperimenti di Kouchakoff, ma anche una piastrinosi). C’entrano anche le allergie, le situazioni post-operatorie, le malattie infiammatorie acute (che mandano le piastrine a livelli elevati tipo 1 milione di piastrine per mmc).

Cos’è la trombocitemia essenziale

La trombocitemia essenziale è una patologia classificata tra le sindromi mieloproliferative del sangue (dal greco myelos, ossia midollo) e, pur essendo caratterizzata da livelli piastrinici costantemente superiori a 600 mila, e spesso superiori anche a 1 milione, è considerata malattia a prognosi relativamente favorevole, a condizione che non esistano altri fattori di rischio.

Terapie mediche antiaggreganti, a base di idrossiurea, interferone e talinomide

Nei soggetti asintomatici, la terapia medica è basata su terapie antiaggreganti, dove la prima scelta è l’acido acetilsalicilico o la ticoplidina, oppure si ricorre a farmaci chemioterapici come l’idrossiurea o il pipobromano, che sono in grado di ridurre stabilmente i livelli di ematocrito e di piastrine.
L’obiettivo medico è il controllo della leucocitosi, della piastrinosi e della splenomegalia (aumento di volume della milza), e qui, oltre alla idrossiurea, si impiegano anche l’interferone e la talidomide a basse dosi, un nome che fa venire i brividi solo a nominarlo.

Per l’igienismo è assurdo pensare che il midollo produca più piastrine a casaccio.

Il ragionamento igienistico parte invece sempre da un discorso olistico, dove il corpo è un tutt’uno, per cui non si vanno a modificare i singoli valori e non si interviene specificamente sulle piastrine.
Non è affatto vero che il midollo osseo produca senza ragione più piastrine, come affermato da Michele su evidenti spiegazioni mediche. Il midollo ha ragioni da vendere per mantenere le piastrine su quei livelli, anche se al limite nessuno può conoscere tali ragioni con precisione e certezza.

Per l’igienismo non si limano i picchi e non si tappano i buchi, ma si ripristina l’omeostasi

Un po’ come la faccenda dello zucchero nel sangue dei diabetici, e delle iniezioni di insulina allo scopo di eliminare o contenere il problema dell’iperglicemia.
Modificare gli sbalzi ghiandolari agendo sul sintomo, ovvero limando i picchi o tappando i buchi, è semplice follia nella visuale igienistica, mentre è regola stabile nella visuale medica.
Picchi e buchi si devono rinormalizzare nell’ambito di un riequilibrio generale dell’organismo.

L’igienista massimo, ossia Ippocrate, si rivolta nella tomba ad ogni nuovo giuramento medico

La ragione, quella legale e quella commerciale, sta ovviamente dalla parte medica.
Quanto a quella scientifica, a quella etica e a quella salutistica, noi igienisti non temiamo di dire che appartiene a noi e non all’Ordine Medico, come del resto appartiene a noi lo stesso Ippocrate, che si rivolta nella tomba ogniqualvolta un nuovo medico fa il giuramento di fronte al suo testamento, fremente dalla voglia di mettere mano al più presto sul farmaco e sul bisturi, e incurante dell’ammonimento millenario La Natura è sovrana medicatrice dei mali! che risuona e riecheggia tra il Partenone ateniese e il Colosseo romano.

Chi è sovrano e chi non lo è

La Natura è sovrana, e con essa sono sovrani i medici seri e umili, quelli che usano coscienza e buon senso, e magari anche il senso dello humour, per lenire le incongruenze della professione.
Non sono certamente sovrani i medicastri, i baroni arroganti, i satrapi della sanità, i luminari presuntuosi e i Nobel raccomandati e politicizzati della medicina.
Leucocitosi, sideropenia e splenomegalia sono fattori onnipresenti nella trombocitemia.
Conoscendo le radici di una patologia si possono trovare le contromosse.

Tre cose sono evidenti nella trombocitemia e nella piastrinosi:

1) La presenza costante di leucocitosi (sovrabbondanza di leucociti e di globuli bianchi, e quindi tendenze leucemiche). 2) La sideropenia, ovvero carenza di ferro e conseguenti tendenze all’anemia.
3) La splenomegalia, ovvero l’ipertrofia o il volume abnorme della milza, costretta evidentemente a superlavoro per colpa di un sangue denso e lipotossico. Niente di idiopatico e di misterioso, niente di ereditario e criptogenico. Tutte condizioni chiare e conosciute sulle quali poter lavorare in modo naturale e igienistico.

La strada igienistica per il ripristino della normalità

La leucocitosi si riduce consumando pasti crudi ed eliminando ogni proteina animale. La sideropenia si riduce migliorando l’assimilazione del ferro, consumando quindi verdure crude (tarassaco, crescione, ortiche, selene, cavoli, cicorie), cereali integrali, germe di grano, lupini, tegoline. Si eviteranno nel contempo inibitori e distruttori di ferro, tipo caffè, the, fumo, aspirina, zucchero, sale, farmaci, vaccini, tranquillanti e analgesici. La milza ipertrofica si riporta alle giuste dimensioni fluidificando il sangue, ovvero collezionando una serie continua di digestioni virtuose, ovvero un percorso netto in termini ippici, privo di acidificazioni, di putrefazioni, di leucocitosi, di farmaci e vaccinazioni.

Sangue puro uguale milza sana, sangue tossico uguale milza gonfia

La milza è una delle ghiandole del sistema immunitario, preposta a distruggere le sostanze estranee e tossiche del sangue, ed in particolare i farmaci, ovvero i peggiori veleni di matrice umana. Più il sangue è impuro e più la milza si irrita e si infiamma, gonfiandosi oltremisura. Una semplice visita iridologica rivela immediatamente lo stato patologico della milza, poiché, nella zona iridale corrispondente a quest’organo, appaiono macchie o infiammazioni prodotte da tali veleni. Chiaro che la milza non si ammala da sola, per sfortuna o per capriccio.

Scelta vegano-crudista e ripristino delle funzioni eliminative cutanee

A una milza ingrossata corrisponde normalmente un sistema epatico ingrossato, una cistifellea ribollente e un sistema renale intasato. Essendo le malattie della milza derivate dall’impurità del sangue, è importantissima una scelta dietologica vegano-crudista, accompagnata da un forte ripristino delle funzioni eliminative cutanee e della traspirazione.

Il corpo non lavora a settori e nemmeno a preconcetti anagrafici

Un altro concetto di provenienza medica, riportato da Michele, è quello di considerare l’età come fattore di rischio. Non lo condivido nel modo più assoluto. Il corpo non lavora affatto in base a schemi settoriali, per cui uno è sano e normale dappertutto, mentre ha le piastrine fuori posto.
Né lavora in base a suddivisioni anagrafiche tipo giovane-vecchio, ma si muove su percorsi assai più razionali e concreti. I sessant’anni di Michele, che si fa 4 ore di bicicletta la domenica, sono sicuramente più vitali e meno a rischio di un ventenne che affronta 4 ore di discoteca il sabato notte, carico di fumo, di schiamazzi elettronici, di anfetamine, di cole, di Red-Bull e di chissà quali altre sostanze.

I farmaci si possono e si devono schivare

Come Michele è riuscito a risolvere la congestione prostatica, risparmiando a se stesso il grave insulto di cure farmacologiche, così potrà risolvere anche il resto. Michele ha messo giustamente in evidenza l’importanza fondamentale del sangue fluidificato nella sua domanda finale. E alla sua domanda rispondo con una decisa conferma, ovvero che i farmaci si possono e si debbono schivare.
Siccome non chiedo mai di essere creduto sulla parola, e preferisco parlare a interlocutori coscienti e responsabili, chiedo a Michele di farsi velocemente una cultura igienistica, leggendo non solo questa tesina ma anche un buon numero di quelle riportate sul blog.

Scelta di campo ma rispetto e non demonizzazione

Occorre fare una scelta tra campo medico e campo igienistico. Questo non significa affatto evitare i medici come persone, ma solo tenerli a debita distanza nella loro veste talare, quando celebrano con piglio arrogante la loro messa, o quando danno acque sante ed estreme unzioni ai pazienti, con in mano il vangelo dei farmaci, dei vaccini o delle prescrizioni a vita.
Se sono bravi e umili, disposti a farti capire la tua situazione e a consigliarti per il bene tuo e non per quello della Pfizer, allora è giusto invece consultarli, sentire le loro spiegazioni e fare un’obiettiva valutazione su quanto propongono.

La dieta vegano-crudista come panacea multi-direzionale

Con l’adozione di una dieta vegano-crudista i valori piastrinici tendono rapidamente a calare, al pari dei valori leucocitici. Gli esperimenti di Paul Kouchakoff sulla leucocitosi valgono infatti anche per la piastrinosi e questo è un primo passo. L’adozione di tale dieta risolverà anche i citati problemi del ferro carente e della milza ingrossata. Sempre ricordando però che non è la dieta a esercitare le guarigioni, ma sempre il sangue fluidificato e il sistema immunitario ringalluzzito.

L’importanza della disintossicazione organica

Ci sarà bisogno soltanto di un migliore filtraggio veleni verso l’esterno, e pertanto di una maggiore funzionalità dei reni, dei polmoni e della pelle. In altri termini occorre mantenere alti i poteri disintossicanti del corpo. Raccomando pertanto a Michele di curare in modo maniacale la respirazione, mandando fuori ogni molecola di aria viziata e riempiendosi i polmoni di aria buona, mentre compie le sue scorribande domenicali in bicicletta. Ricordarsi che esiste anche il sistema respiratorio concepito da Butyenko, dove l'anidride carbonica autogenerata assume importante valore positivo.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo